Follador Prosecco dal 1769: storia, metodo e visione in un racconto di tempo e territorio
04 Set 2025
BlendNews

Follador Prosecco dal 1769: storia, metodo e visione in un racconto di tempo e territorio


Nove generazioni di famiglia custodiscono l’identità autentica del Conegliano Valdobbiadene attraverso un metodo esclusivo e uno stile riconoscibile.

Nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, tra antichi casolari e vigneti a forte pendenza, nasce la storia di Follador, un nome legato al Prosecco dal 1769. Oggi riconosciuta come zona Patrimonio UNESCO, questa terra ha visto crescere, generazione dopo generazione, una famiglia che custodisce con passione la sua straordinaria eredità.

Tutto ha inizio con Giovanni Follador che, nel 1769, ricevette dal Doge di Venezia un riconoscimento per la qualità del suo vino. Una tradizione preziosa, oggi portata avanti da Michele, Cristina, Emanuela e Francesca Follador, che con ruoli complementari uniscono innovazione tecnologica, cura artigianale e comunicazione.

Il Metodo Gianfranco Follador®: innovazione e rispetto del frutto

Al centro della produzione vi è un protocollo unico, registrato come Metodo Gianfranco Follador®, che nasce dal confronto tecnico e dall’esperienza concreta: interventi di pigiatura a temperatura controllata in assenza di ossigeno, crio-macerazione delicata e affinamento in autoclave ben oltre lo standard classico. Questi passaggi garantiscono freschezza aromatica, perlage fine e una degustazione equilibrata e complessa.

Il Metodo si traduce in vini distintivi, dal Cru “Torri di Credazzo” alle eleganti cuvée dosaggio zero come “XZERO”, confermandosi un punto di riferimento nella produzione di spumante premium.

Un “Paesaggio da custodire”

I circa 40 ettari di vigneti si estendono tra Col San Martino e Credazzo, con terreni misti argilla e roccia su pendenze impegnative che richiedono vendemmia manuale, definita “eroica”. L’attenzione quotidiana, il microclima ventilato e la sostenibilità delle pratiche, inclusa l’irrigazione calibrata, raccontano una viticoltura attenta e responsabile, capace di adattarsi ai cambiamenti climatici senza perdere l’anima storica.

Follador oggi: lifestyle, cultura e internazionalità

Oggi il marchio coniuga la tradizione con una visione cosmopolita che lo porta a dialogare con mondi affini: arte, design, alta cucina e ospitalità. La sua presenza in eventi internazionali come il Bangkok Chef Charity Gala 2025 testimonia questa capacità di unire qualità e valori in ogni dettaglio.

L’accoglienza si riflette anche nel degusteria rustica delle Tre Torri di Credazzo, luogo esclusivo di esperienze su prenotazione, mentre la gestione export, guidata da Cristina Follador, mira a consolidare e ampliare il posizionamento globale con relazioni selezionate e durature.

Follador parla di vino non solo come prodotto, ma come narrazione, cultura e connessione.

La Redazione