Il primo Nebbiolo Tre Bicchieri del Nord Astigiano: Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore 2022 di Bava
19 Ott 2025
BlendNews

Il primo Nebbiolo Tre Bicchieri del Nord Astigiano: Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore 2022 di Bava

 

Un vino identitario e prestigioso, frutto di una lunga tradizione familiare nel cuore del Monferrato astigiano

 

La cantina Bava, storica realtà vitivinicola di Cocconato, nel cuore del Monferrato astigiano, festeggia con orgoglio un importante riconoscimento: il Serre di San Pietro Monferrato DOC Nebbiolo Superiore 2022 ha conquistato i Tre Bicchieri dalla Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, il massimo punteggio assegnato da una delle pubblicazioni enologiche più autorevoli in Italia.

Questo premio rappresenta un traguardo significativo per uno dei vini più rappresentativi dell’azienda monferrina. Il Serre di San Pietro nasce dal vigneto storico della famiglia Bava a Cocconato, sulla collina di Cadodo, dove la famiglia coltiva la terra da 13 generazioni. L’area di Cocconato e la sequenza panoramica dei bricchi delle Serre vantano una lunga tradizione nella produzione di Nebbiolo. Nel tardo Novecento, i vigneti furono reimpiantati, una scelta di viticoltura sostenibile premiata nel 2018 con il riconoscimento della denominazione Monferrato DOC Nebbiolo.

Il vino si distingue per un colore rosso rubino luminoso e un bouquet complesso che unisce profumi floreali di viola e rosa selvatica a note fruttate e leggere sfumature boisé. Al palato coniuga eleganza e struttura, freschezza e persistenza, offrendo un Nebbiolo memorabile per la sua finezza.

Francesca Bava, responsabile marketing dell’azienda

I Tre Bicchieri per il nostro Serre di San Pietro premiano la nostra visione di un vino che nasce da un territorio straordinario e che, pur fuori dalle denominazioni più blasonate, riesce a imporsi per qualità e carattere. Il successo del Serre di San Pietro Monferrato Nebbiolo testimonia l’evoluzione di un progetto enologico che da generazioni porta avanti la filosofia Bava: produrre vini che raccontano il Piemonte con autenticità, equilibrio e personalità.

La famiglia Bava risiede a Cocconato fin dall’inizio del 1600, con la cascina di famiglia, Ca’ Traversa, storicamente circondata da vigneti. All’epoca la produzione era destinata al consumo familiare e le botti di vino venivano conservate nelle cantine sotterranee, con l’imbottigliamento riservato alle grandi annate e alle occasioni speciali.

Piero Bava

Un tempo quasi tutti a Tuffo avevano un pezzetto di terra; la parte alta delle colline veniva coltivata a vite. Già nel Settecento, la famiglia Bava aveva terreni di proprietà sui bricchi delle Serre, un punto panoramico dove si dominano l’arco alpino e il Monviso, sul crinale dell’antica Strada delle Serre. All’inizio del Novecento la famiglia si spostò nel fondovalle, accanto alla ferrovia, dove fu fondata la cantina che ancora oggi è la sede dell’azienda.

La vigna storica si trova in posizione panoramica di fronte alla cantina, accanto alla chiesa del borgo di Tuffo, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, da cui prende anche il nome il vino Serre di San Pietro. Il nome richiama la vicinanza alla Strada delle Serre e al sagrato della chiesa.

La prima vendemmia di questo prestigioso Nebbiolo risale al 2019.

Equilibrio tra natura, sostenibilità e tradizione

L’azienda Bava coltiva i vigneti con grande attenzione e rispetto per l’ambiente: gli sfalci d’erba e i tralci potati nutrono naturalmente il terreno; i pali che sorreggono le piante provengono da foreste rinnovabili; l’inerbimento tra i filari tutela biodiversità e previene erosione, evitando l’uso di diserbanti chimici.

Questa filosofia sostenibile è il filo conduttore di una storia familiare lunga quattro secoli, con oltre 110 vendemmie che testimoniano un patrimonio vitivinicolo sapientemente custodito e rinnovato. La prima cantina Bava fu costruita nel 1911 nel fondovalle, segnando l’inizio di un percorso che ha visto sei generazioni alternarsi nella gestione.

La produzione dell’azienda si concentra su varietà autoctone di prestigio, tra cui Barbera, Nebbiolo e Barolo, oltre a vini aromatici come Ruché, Moscato d’Asti e Malvasia di Castelnuovo don Bosco, valorizzando il patrimonio vitigno piemontese con una visione aperta al futuro.

La tenuta comprende cinquanta ettari di vigneti e venti ettari di prati e boschi spontanei, coltivati con la medesima passione e sensibilità di un tempo.

La Redazione