La Sardegna presenta a Vinitaly la Rete Enoturismo: “Fare sistema per costruire una destinazione”
16 Apr 2026
BlendNews

La Sardegna presenta a Vinitaly la Rete Enoturismo: “Fare sistema per costruire una destinazione”

 

Oggi la prima uscita nazionale per il progetto RES: modello regionale per sviluppare turismo del vino e destagionalizzazione

 

Prima uscita nazionale per il progetto pilota RES finanziato dall’assessorato dell’Agricoltura: le cantine sarde insieme per sviluppare un turismo destagionalizzato legato al vino e alle esperienze

Un modello di sviluppo dal basso fondato sulla cooperazione per un settore in costante crescita negli ultimi anni, quello dell’enoturismo. La Sardegna presenta al Vinitaly 2026 di Verona la Rete Enoturismo Sardegna (RES), progetto pilota finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna che punta a trasformare il turismo del vino in una leva di sviluppo territoriale e destagionalizzazione dell’offerta.

L’incontro, ospitato nella mattina di oggi nello spazio istituzionale della Regione Sardegna, ha visto la partecipazione di operatori, esperti e stakeholder del settore, e ha rappresentato un momento di analisi delle prospettive del turismo del vino in Italia e sul ruolo delle reti territoriali.

Dal confronto con le altre realtà regionali già affermate, è emersa la necessità di superare la frammentazione del comparto e di costruire modelli organizzati capaci di integrare produzione, accoglienza e narrazione del territorio sardo. In questo senso, la partecipazione a Vinitaly rappresenta per la RES un primo passo di posizionamento nei circuiti nazionali dell’enoturismo, fatto con l’obiettivo di avviare relazioni, scambi di buone pratiche e future collaborazioni. Per questo, accanto a Luigi Cau, presidente della Rete Enoturismo Sardegna RES, all’evento di presentazione hanno preso parte, Chiara Astolfi, Direttrice di Destinazione Romagna, e Fausto Faggioli, Presidente della Commissione Nazionale Turismo della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo.

«La sfida principale oggi è passare da una somma di eccellenze individuali a un sistema organizzato capace di parlare con una sola voce – dichiara Luigi Cau, presidente della Rete Enoturismo Sardegna RES –. Con questo progetto di rete vogliamo costruire strumenti concreti per integrare l’attività produttiva con quella turistica, offrendo alle imprese nuove opportunità di sviluppo e contribuendo a rendere la Sardegna una destinazione enoturistica riconoscibile».

Fausto Faggioli, Presidente della Commissione Nazionale Turismo della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo

Oggi il valore non è più solo nel prodotto, ma nell’esperienza complessiva che un territorio è in grado di offrire. L’errore più comune è pensare che basti avere delle eccellenze e non aver necessità di costruire un racconto e un sistema intorno. L’enoturismo funziona quando diventa relazione, identità e capacità di accoglienza.

«Portiamo la nostra Romagna in un confronto con gli operatori della Sardegna che credono come noi che il prodotto enogastronomico sia strumento e veicolo per la promozione del territorio – sottolinea Chiara Astolfi, direttrice di Destinazione Romagna – Insieme crediamo che attraverso il confronto, mettendo know how competenze, professionalità e formazione, possiamo davvero distinguerci. In un momento in cui le scelte di viaggio vengono fatte anche con l’intelligenza artificiale è importante creare suggestioni uniche e portare ciascuno la propria identità».

 

IL PROGETTO

 

Il progetto si sviluppa come un vero e proprio circuito diffuso su scala regionale, che attraversa territori tra loro diversi per caratteristiche paesaggistiche, identità culturale e tradizioni enogastronomiche. Dalle aree costiere a quelle interne, la rete valorizza questa diversità come elemento distintivo, costruendo un’offerta integrata in cui ogni territorio contribuisce con le proprie specificità. L’insieme di queste esperienze rappresenta il valore dell’offerta RES, capace di raccontare la Sardegna nella sua pluralità e autenticità.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la dimensione sociale del progetto: in un contesto spesso segnato da individualismi tra operatori e imprese, la Rete Enoturismo Sardegna introduce una forma associativa che favorisce collaborazione, condivisione di competenze e crescita comune, contribuendo a superare alcuni dei principali ostacoli allo sviluppo del settore. Per la prima volta, dunque, si sta costruendo una rete che nasce dal basso e unisce realtà diverse per dimensione e produzione in tutta la regione.

L’obiettivo è duplice: da un lato creare nuove opportunità di reddito per le imprese vitivinicole, dall’altro contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici, ampliando l’attrattività della Sardegna oltre il turismo balneare.

Tra le attività di progetto già avviate: percorsi di formazione per gli operatori, azioni di animazione territoriale e iniziative di confronto internazionale. Nei mesi scorsi, 14 operatori vitivinicoli sardi hanno partecipato a un educational tour nella Rioja Alta, uno dei principali modelli europei di enoturismo, mentre è già in programma una visita studio a Bordeaux.

La partecipazione al Vinitaly rappresenta il primo momento di presentazione pubblica nazionale del progetto e un passaggio strategico per posizionare la Sardegna all’interno dei circuiti dell’enoturismo, avviare confronti e nuove relazioni e costruire partnership.

Il percorso proseguirà sino a novembre con l’obiettivo di consolidare il modello entro il 2026 e ampliare progressivamente la rete, mantenendo un approccio selettivo orientato alla qualità dell’offerta.

La Redazione