La vipera e il mare
C’era una volta una Vipera di nome Abraxas che si era innamorata delle acque cristalline di una piccola isoletta siciliana a 65 km a nord est della Tunisia, un luogo incantevole di origine vulcanica con acque calde e soffioni di vapori, paradiso perfetto per far innamorare una giovane e vibrante Vipera…un’isoletta che porta il nome di Pantelleria.
Questo “racconto di vino” ci piace iniziarlo così, perché del resto a noi piace far diventare ogni prodotto una favola.
Abraxas in realtà non è altro che il nome della cantina della quale parliamo oggi e Vipera è il nome del suo fiore all’occhiello, un pregiato Nero D’avola in purezza, raccolto in vendemmia tardiva, che ci ha letteralmente stregato durante la serata di presentazione svolta lo scorso febbraio presso la prestigiosa location Obicà Cusani a Milano.
Ma andiamo con ordine, perché di cose da dire ne abbiamo davvero tante…partiamo dalla prima: la cantina!
Il nome Abraxas fa riferimento ad una sorta di semi-divinità, a metà tra l’umanità e il Dio Sole, capace con i suoi incantesimi di ammaliare e ricreare atmosfere magiche proprio come un buon bicchiere di vino, un nome magnetico per una cartina che la famiglia Scuderi ha preso in gestione dallo scorso 2020 con l’obiettivo di farla crescere per importanza e qualità all’interno del patrimonio ampelografico italiano.
La cantina è la più alta dell’isola e sorge a circa 600 metri di altezza, adagiata sui pendii di Montagna Grande e costruita secondo l’antica tradizione vinicola pantesca per esaltare tutta la qualità dei vini ed assicurare un processo di maturazione efficace.

Dedicheremo prossimamente un articolo a questo tipo di coltivazione, così unica ed eroica, che il 26 novembre del 2014 a Parigi è stata dichiarata dall’Unesco, patrimonio immateriale dell’umanità.
La cantina si estende per circa 40 gli ettari coltivati a vite, che rappresentano la superficie più estesa tra le cantine che risiedono sull’isola di Pantelleria.
In questo territorio, trovano spazio vitigni autoctoni e alloctoni distribuiti a diverse alture. Dalla vigna di zibibbo (o Moscato d’Alessandria) situata a Bukkuram, a due passi dal mare e nella parte dell’isola che si affaccia sull’Africa, fino alle alture di Vipera e Randazzo, per vini che sono l’espressione dell’anima più pura e autentica dell’isola di Pantelleria.
Tanti diversi vitigni rendono Abraxas incredibilmente unica: Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Sirah, Cabernet Franc, Grenache, Carignano, Malbec, Mondese, Petit Manseng, Gros Manseng, Merlot e Viognier
La filiera è sostenibile e davvero corta infatti dalla coltivazione dei vitigni, fino alla vinificazione e all’imbottigliamento avviene tutto sull’isola di Pantelleria.
Dopo aver raccontato la cantina passiamo ai vini, i veri protagonisti della serata di degustazione e cominciamo dal principe indiscusso dei prodotti della cantina Abraxas: il naso.
Se tutte le cose diventassero fumo, sarebbero i nasi a conoscerle.
Queste parole del “pensatore oscuro” (uno dei maggiori pensatori presocratici) che conosciamo meglio con il nome di Eraclito e noi le vogliamo rivisitare per spiegare meglio il concetto del “naso” di questi vini, così:
Se tutte le bottiglie diventassero senza etichetta, sarebbero i nasi a conoscere i vini di Abraxas.
È proprio il naso una caratteristica inconfondibile dal bianco al rosato, passando per le il rosso e il celeberrimo passito che a Pantelleria trova una delle sue massime espressioni mondiali.
Un naso sempre intenso in ogni prodotto, un naso sempre pieno di sentori, un naso che ti fa viaggiare tra le scogliere a picco sul mare, che ti immergere nel laghetto delle Ondine che ti fa passare sotto l’arco dell’Elefante e che ti fa sentire la profondità della grotta di Benikula…un naso che è un marchio di fabbrica che come detto abbiamo ritrovato con diverse sfumature su ogni vino che abbiamo bevuto, ma ancora una volta andiamo con ordine e partiamo dal primo:
Alsine è stato il primo vino un Pantelleria Bianco DOC 2023 realizzato con i vitigni: Zibibbo 85% Viogner 15% Le uve vengono raccolta a mano in cassette nel periodo tra fine agosto inizio settembre ovvero quando hanno raggiunto il giusto rapporto tra il grado zuccherino e l’acidità.
Una beva perfetta per aprire un pasto o accompagnare un buon primo a base di pesce, un po’ corto in bocca, ammalia però al naso, grazie a sua maestà il Viogner che regala sempre emozioni intense.
In ordine sparso e dopo aver degustato un buon rosè ci soffermiamo a raccontarvi il re dei vini (per noi) della cantina: La Vipera!
Perché il re? Perché un Nero D’avola in purezza così è difficile da trovare e perché ci ha conquistato per naso ed intensità alla beva.
Abbiamo già detto che viene ottenuto da un solo vitigno (il Nero d’Avola) le uve vengono raccolta nella seconda/terza decade di ottobre, in cassetta rigorosamente a mano dopo un periodo di leggero appassimento in pianta. Nella stessa giornata vengono tutte lavorate in cantina. Le uve arrivate in cantina, leggermente appassite vengono accompagnate in serbatoi in acciaio. La macerazione dura circa 30 giorni alla temperatura controllata. Alla svinatura solo il mosto fiore e leggermente quello leggermente pressato vengono uniti in serbatoio più piccoli ove si avvia alla completa fermentazione malo lattica. Leggero passaggio in legno ed affinamento in bottiglia per 30 giorni. Nel naso esplodono letteralmente cesti di frutta rossa, note di fragole e cassis, e poi quell’inconfondibile nota balsamica e speziata che lo rende armonico.
In bocca mantiene le aspettative con un corpo deciso, molto persistente, leggermente tannico, un perfetto equilibrio sia per tannicità che per freschezza.
Lo abbiamo accompagnato ad un’altra eccellenza della famiglia Scuderi presente alla serata la regina di tutte le carni italiane: “La chianina” della Tenuta La Fratta di Sinalunga una piccola ed affascinante cittadina nei pressi di Siena, potremmo parlare per pagine e pagine della bontà di questa carne, ma dobbiamo andare avanti e parlarvi degli ospiti d’onore con il quale abbiamo chiuso la serata: i passiti.
Di tutti quelli degustati, vogliamo raccontarvi il Don Achille, un Passito di Pantelleria DOC 2014 ottenuto da Zibibbo in purezza.
Le uve vengono fatte appassire in appositi appassitoi sfruttando solo il calore del sole. La raccolta è manuale e dopo circa tre/quattro settimane di appassimento naturale le uve destinate alla vinificazione nella propria cantina. Le prime uve arrivate in cantina, si avviano alla fermentazione alcolica ed una volta terminata le uve appassite vengono ulteriormente selezionate, e messe a macerare. Dopo 2 mesi di macerazione la parte liquida viene messo ad affinare in legno di rovere.
Qui c’è poco da dire in termini organolettici è una pura esplosione in bocca ed al naso…il miglior modo di chiudere la serata di degustazione ed alla fine “La Vipera” non ci ha morso ed è tornata a dominare i mari cristallini di Pantelleria…e vissero tutti felici e contenti come del resto ogni fiaba che si rispetti deve finire.