01 Set 2026
BlendNews

Vinòforum 2026: il vino non finisce più nel bicchiere ma lo si gusta insieme agli amici.

 

Per molto tempo abbiamo raccontato il vino partendo quasi esclusivamente da ciò che avevamo nel bicchiere: vitigno, annata, territorio, tecnica, profumi. Tutto resta importante, ma oggi, almeno per me, non basta più.

Il vino è diventato anche l’esperienza che gli costruiamo intorno. Conta ciò che assaggiamo, ma conta anche dove lo assaggiamo, chi ce lo racconta, con chi condividiamo quel momento e cosa portiamo via con noi quando il calice è vuoto.

È da questo punto di vista che guardo alla ventitreesima edizione di Vinòforum, in programma dal 7 al 13 settembre 2026 a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese a Roma.

Piazza di Siena

Oltre 800 aziende e 3.200 etichette raccontano immediatamente le dimensioni della manifestazione. Ma sono numeri che acquistano senso soprattutto quando dietro le bottiglie riusciamo a incontrare produttori, territori e persone.

Perché un vino può colpirci per quello che troviamo al naso e al palato, ma spesso lo ricordiamo davvero quando riusciamo ad associarlo a un volto, a una storia o a un luogo.

E Piazza di Siena non è un dettaglio. Il luogo in cui viviamo un’esperienza enogastronomica può cambiarne la percezione. Bere un vino non significa soltanto analizzarlo: significa entrare, anche per pochi minuti, nel mondo dal quale proviene e nel racconto di chi ha scelto di produrlo.

Piazza di Siena

Vino e cibo devono continuare a parlarsi

C’è poi un aspetto di Vinòforum che sento particolarmente vicino al mio modo di vivere e raccontare l’enogastronomia: lo spazio dato alla cucina e al mondo food.

Non considero vino e cibo due universi da raccontare separatamente. Al ristorante il vino entra in relazione con un piatto; durante una degustazione un prodotto gastronomico può cambiare completamente la lettura di ciò che abbiamo nel calice. È proprio in questa relazione che spesso nasce l’esperienza più interessante.

Per questo trovo importante che una manifestazione dedicata al vino scelga di aprire una finestra ampia anche sulla cucina, attraverso cene, incontri, degustazioni e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti dell’edizione 2026, The Night Dinner porta inoltre al centro il fattore umano, osservato attraverso passato, presente e futuro. Un tema che va oltre la tecnica: prima del piatto e prima del vino ci sono sempre persone, esperienze e scelte.

Il Parmigiano Reggiano e un incontro iniziato a Identità Golose

Tra le presenze che mi fa particolarmente piacere ritrovare a Vinòforum c’è quella del Parmigiano Reggiano.

Ho avuto modo di avvicinarmi più direttamente a questo mondo durante Identità Golose. Da quell’incontro è rimasta soprattutto la curiosità di capire meglio un prodotto che troppo spesso conosciamo soltanto come consumatori, senza fermarci sulle differenze tra stagionature, sulle caratteristiche sensoriali e sul lavoro necessario per imparare davvero ad assaggiarlo.

Per questo mi interessa particolarmente la presentazione, durante Vinòforum, del primo Corso di Assaggiatore Ufficiale di Parmigiano Reggiano, previsto a Roma da ottobre. È un percorso al quale sarei felice di poter partecipare: non per aggiungere semplicemente un titolo, ma per acquisire strumenti nuovi con cui leggere e raccontare un prodotto che fa parte dell’identità gastronomica italiana.

Assaggiare, del resto, non significa soltanto stabilire se qualcosa ci piace. Significa imparare a riconoscere differenze, capire perché esistono e trovare le parole giuste per restituirle agli altri.

Quello che resta dopo l’assaggio

È forse questa la prospettiva con cui mi piacerebbe vivere Vinòforum 2026.

Naturalmente ci saranno vini da conoscere, etichette da scoprire e produttori con cui confrontarsi. Ma ciò che cerco oggi in una manifestazione enogastronomica è qualcosa che vada oltre la quantità degli assaggi.

Cerco un luogo capace di creare incontri. Cerco persone che abbiano qualcosa da raccontare. Cerco la cucina accanto al vino, perché l’una aiuta a comprendere l’altro. E cerco quelle esperienze che continuano a lavorare nella memoria anche dopo essere tornati a casa.

Perché il vino continua a essere ciò che versiamo nel bicchiere. Ma oggi è anche il luogo in cui lo beviamo, la persona che ce lo ha raccontato e ciò che abbiamo vissuto mentre lo assaggiavamo.

Roberto Silvio De Pascale
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