Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Strategie di posizionamento
15 Mar 2026
BlendNews

Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Strategie di posizionamento

 

Ci deve pur essere un motivo se alla città di Milano hanno dedicato un colore riconosciuto, anzi ufficiale: Grigio Milano.

Grigio come la “scighera”, la nebbia, o come la pietra più usata nei rivestimenti delle facciate dei palazzi signorili della Vecchia Milano, il Ceppo di Gre, dall’aspetto nuvoloso.

Eh già, perchè proprio quando la primavera sembra essere ad un soffio dalle tue mani, anticipata da fresche giornate ricamate dalle prime fioriture, dalla musica degli aperitivi a cielo aperto, ecco che arriva una giornata Grigio Milano, proprio come oggi 10 Marzo.

Freddo, pioggia e traffico. Un classico!

Però….Milan l’è semper un grand Milan, e per non smentirsi ospita a Villa Necchi Campiglio , riconosciuta come una delle dimore più belle al mondo e patrimonio del FAI, un incontro promosso dal Consorzio Vini DOC Delle Venezie “Tracciabilità e identità territoriale: il Contrassegno come garanzia e strumento di racconto del Pinot Grigio DOC Delle Venezie”

 

Il luogo.

Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Strategie di posizionamentoVilla Necchi Campigli è un capolavoro dell’Architetto razionalista Piero Portaluppi, molto attivo a Milano dagli anni 20 agli anni 60 del secolo scorso, commissionata con il sogno di ogni Architetto cioè “senza limite di budget”. E Piero Portalupi l’ha preso alla lettera dando libertà a tutto il suo genio, e ne aveva tanto, tanto da pensare negli anni 20 ad una piscina all’aperto riscaldata, a materiali, a proporzioni degli spazi, agli stucchi a soffitto, agli arredi, persino alle tazzine del caffè, che non sono solo lussuosi ma suonano insieme in un modo semplicemente inarrivabile.

Senza considerare le collezioni di arte da quella antica sino alla meta del 1900, da Tintoretto a Giacomo Balla, dal Canaletto a Umberto Boccioni, Da Giorgio Morandi ad Arturo Martini. Così che anche il Grigio Milano ha più senso e dialoga con il calore di queste stanze, ricche di dettagli e di passioni.

 

Il Consorzio

In questo contesto il Consorzio Pinot Grigio DOC Delle Venezie ha presentato una conferenza stampa

Che segna un passaggio chiave nella nuova strategia di posizionamento della denominazione e che mette al centro il nuovo contrassegno di Stato tricolore come sintesi tra territorio, tutela istituzionale e innovazione tecnologica: non solo strumento di garanzia e tracciabilità, ma leva strategica di racconto e valorizzazione.

Il Triveneto è un enorme anfiteatro ricco di straordinari terrori e di biodiversità, dalle Dolomiti al Lago di Garda, fino al mare di Venezia ed alle colline del Collio, il Pinot Grigio ha trovato spazio in queste terre alla fine del 1800 diventandone un simbolo, tant’è che oggi è uno dei vini più esportati al mondo.

Da qui la necessità di un Consorzio che nasce nel 2017 dalla volontà comune di includere in un unica grande denominazione le aree del Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Trento ed il Veneto, con l’obiettivo di promuovere ed a sviluppare la Doc Delle Venezie nel mondo.

Già ad oggi i numeri sono molto importanti, l’areale produce il 43 % del Pinot Grigio mondiale e l’85% di quello nazionale, e con il riconoscimento da parte del Ministero dell’Agricoltura nel 2020 e la collaborazione recente con il Poligrafico dello Stato con il nuovo contrassegno di Stato ed i nuovi QR Code più ricchi di informazioni, il Consorzio è pronto per consolidare i suoi mercati storici degli Stati Uniti, Canada, Germania ed Inghilterra, ed affrontare nuovi contesti quali l’Asia, l’America Latina, con particolare attenzione a Brasile e Messico.

Nella tavola rotonda moderata dal vicedirettore del Corriere della Sera Luciano Ferraro, tanti sono stati gli interventi dal Presidente del Consorzio Luca Rigotti a Francesco Liantonio Presidente di Triveneta Certificazioni, da Paolo Pigliacello di Symbola Fondazione per le qualità italiane a Matteo Taglienti Direttore dell’Istituto Poligrafico dello Stato, uniti nel sottolineare l’importanza di questo sforzo comune e strategia di mercato che parte dal nuovo contrassegno e dal nuovo QR Code, un passaporto digitale della bottiglia, capace di connettere tracciabilità, sicurezza e dialogo diretto con il consumatore in tutto il mondo.

 

Davide Stroppa – Il viaggio di Orfeo
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