ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano
21 Mar 2026
BlendNews

ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano

 

Il 30 marzo alla Fonderia Leopolda di Follonica va in scena ReWine & Food, un evento dedicato alla DOC Monteregio di Massa Marittima e ai sapori più autentici della Maremma toscana. Piccole produzioni, grandi storie.

 

Alcuni territori hanno avuto la fortuna della celebrità. Anche se parlare di fortuna è ingeneroso visto il grande lavoro che c’è sempre alla base.

La Toscana, quando la evochiamo, scatena quasi automaticamente un rosario di nomi che appartengono ormai all’immaginario collettivo del vino: Chianti, Brunello, Nobile. E naturalmente lui, il Sangiovese, che più che un vitigno sembra una divinità pagana della viticoltura italiana. Senza dimenticare la grande aristocrazia dei bianchi con la Vernaccia di San Gimignano.

ReWine. Monteregio: il lato silenzioso del vino toscano

Ma la Toscana non è soltanto la sua geografia più famosa. È anche un mosaico di territori laterali, di denominazioni nate quasi in silenzio, con l’ambizione non di competere con i giganti ma di difendere qualcosa di molto più prezioso: l’identità.

Tra queste storie meno raccontate si nasconde la DOC Monteregio di Massa Marittima.

Una denominazione giovane, nata solo nel 1994 e piccola nelle dimensioni. Talmente piccola che oggi conta appena dodici aziende e poco più di 86.000 bottiglie prodotte secondo i dati Valoritalia. Un numero che, messo accanto ai circa 27 milioni di bottiglie della Toscana, sembra quasi una cifra poetica più che industriale.

Forse è proprio questo il suo valore. Un valore che legato al territorio non può essere misurato in milioni di bottiglie ma in carattere.

Siamo nel cuore della Maremma grossetana, una terra che negli ultimi anni ha iniziato lentamente a risvegliarsi da una sorta di lungo torpore mediatico. Per decenni questa parte di Toscana è rimasta in una posizione quasi laterale, stretta tra l’eco internazionale di Bolgheri e la monumentalità enologica di Montalcino e del Brunello.

Eppure, la Maremma ha un’anima diversa.

È una terra larga, ruvida, a tratti ancora selvatica. Un territorio dove la macchia mediterranea si mescola ai vigneti, dove i pini marittimi disegnano linee contro il cielo e dove il mare non è mai davvero lontano. Il vento porta con sé odori di resina, di sale, di terra calda.

E poi c’è Massa Marittima ma non solo

Un borgo che sembra uscito da un romanzo medievale, dominato da una delle piazze più belle d’Italia e dalla cattedrale romanica che appare quasi come una scenografia teatrale scolpita nella pietra. Attorno a questo centro storico si sviluppa il territorio della Monteregio: colline morbide, suoli ricchi di minerali, memoria dell’antica vocazione metallifera della zona, e un clima che beneficia della vicinanza del Tirreno.

Ma non c’è solo Massa Marittima. Il territorio della DOC comprende anche altri paesi che racchiudono l’essenza di un territorio che si riflette inevitabilmente nel calice.

Tra l’entroterra e il mare, i territori di Monterotondo Marittimo, Roccastrada, Gavorrano, Scarlino e Castiglione della Pescaia sembrano raccontare una stessa storia con accenti diversi: colline che custodiscono memorie contadine, borghi sospesi nel tempo e, poco più in là, il respiro largo del mare di Follonica. È una Maremma che cambia volto a ogni curva, ma che conserva sempre la stessa anima schietta, fatta di vento, luce e terra viva.

Il disciplinare della DOC Monteregio è piuttosto ampio e lascia spazio a interpretazioni diverse, ma il Sangiovese resta il protagonista naturale dei rossi. Accanto a lui trovano posto vitigni internazionali come Merlot e Cabernet Sauvignon, che nel tempo hanno trovato qui una loro dimensione mediterranea.

Ne nascono vini spesso intensi ma non muscolari, dove il frutto rosso maturo si intreccia con note di macchia mediterranea, spezie leggere e una certa sapidità che sembra raccontare la vicinanza del mare.

Accanto ai rossi convivono anche bianchi e rosati capaci di restituire un’altra faccia della Maremma: più luminosa, più salina, quasi marina.

Vini che sembrano fatti apposta per la tavola di questo territorio.

Perché la Maremma è anche cucina. Una cucina che non cerca eleganza ma verità.

È la cucina dei butteri, dei pastori, dei contadini. Piatti nati dalla necessità ma diventati nel tempo memoria gastronomica: l’acquacotta, la zuppa che racchiude l’essenza della cucina povera; il cinghiale in umido che racconta la dimensione più selvatica della Maremma; i pici tirati a mano con sughi intensi di caccia.

E poi il mare.

Follonica, dove si terrà l’evento, è proprio uno di quei luoghi in cui la terra maremmana incontra il Tirreno. Dove un bicchiere di vino può accompagnare tanto un piatto di pesce quanto una cucina più rustica e carnale.

Ed è proprio qui che il 30 marzo, nella suggestiva cornice della Fonderia Leopolda di Follonica, andrà in scena ReWine & Food.

Un evento pensato per accendere i riflettori su questo territorio e sui produttori della DOC Monteregio di Massa Marittima. Un’occasione per incontrare le aziende, ascoltare le loro storie e degustare vini che spesso restano fuori dai radar del grande pubblico ma che rappresentano una delle anime più autentiche della Toscana.

La giornata sarà articolata in due momenti distinti:

  • dalle 14.30 alle 18.00 degustazioni dedicate a operatori di settore e stampa
  • dalle 18.00 alle 20.00 apertura al pubblico

Con un dettaglio tutt’altro che secondario: l’ingresso sarà gratuito.

Ma al di là delle degustazioni, degli incontri e dei calici che si incroceranno, ReWine rappresenta soprattutto qualcosa di più.

È un gesto collettivo.

Un modo per ricordare che il vino non è soltanto mercato o classifica di denominazioni. È prima di tutto territorio, identità, comunità.

E forse proprio nella Maremma, tra colline che guardano il mare e vigneti che crescono in silenzio, il vino riesce ancora a raccontare quella dimensione originaria.

Quella in cui una bottiglia non è soltanto un prodotto.
Ma una storia che chiede di essere ascoltata.

 

Wine Tales Magazine è media partner della iniziativa

Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
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