Santa Tresa: il vitigno “scomparso” Orisi torna in etichetta grazie al nuovo disciplinare Terre Siciliane IGT
14 Ago 2025
BlendNews

Santa Tresa: il vitigno “scomparso” Orisi torna in etichetta grazie al nuovo disciplinare Terre Siciliane IGT


Il recupero del raro vitigno Orisi, un incrocio tra Sangiovese e Montonico Bianco, segna una svolta per la viticoltura siciliana e per Santa Tresa.

Santa Tresa, storica tenuta biologica di Vittoria (RG) guidata da Stefano e Marina Girelli, festeggia un traguardo importante: il vitigno autoctono Orisi, fino a oggi indicato solo con la lettera “O” in etichetta, può finalmente essere nominato nel nuovo disciplinare Terre Siciliane IGT pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

L’Orisi, una vera reliquia ampelografica nata dall’incrocio spontaneo di Sangiovese e Montonico Bianco, è stato recuperato grazie a un progetto sperimentale della Regione Sicilia. Conservato nei Nebrodi, il vitigno è stato reimpiantato in un campo sperimentale di Santa Tresa, uno dei più grandi bacini di biodiversità vitivinicola dell’isola, che ospita 18 vitigni e 31 fenotipi, con un occhio attento alla sostenibilità.

Da 16 piante iniziali sono stati ottenuti 1.523 ceppi di Orisi, coltivati a spalliera in terreni franco sabbiosi su calcareniti minerali. La vinificazione del vino “O” di Santa Tresa prevede raccolta manuale, fermentazione in botti di rovere di Slavonia e affinamento sulle bucce fino all’anno successivo, con un riposo finale in acciaio che garantisce un prodotto armonico e identitario.

Con 50 ettari di vigneti biologici, Santa Tresa conferma così il suo ruolo di custode e innovatore della viticoltura siciliana, con un impegno che unisce tradizione, biodiversità e ricerca.

La Redazione