13 Giu 2025
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Vini d’Abbazia. La tradizione enologica monastica conquista tutti tra vini ricercati e cultura

 

Dal 6 all’8 giugno è andata in scena la quarta edizione di Vini d’Abbazia nell’incantevole Abbazia di Fossanova, Latina. Oltre 4.000 i visitatori provenienti dall’Italia e dal mondo nelle tre giornate; protagonisti i vini unici e storici delle prestigiose cantine italiane e internazionali, ma anche i numerosi confronti culturali e masterclass a tema.

 

Dal 6 all’8 giugno 2025 l’incantevole Abbazia di Fossanova, a Priverno (LT), ha accolto oltre 4.000 visitatori. La quarta edizione di Vini d’Abbazia, l’evento che celebra la tradizione enologica monastica attraverso storia, cultura e degustazioni d’eccellenza, ha conquistato l’interesse di giovani e meno giovani attratti dai vini ricercati ai banchi d’assaggio e i temi culturali del mondo del vino nei convegni e masterclass in programma. Hanno partecipato prestigiose cantine italiane e internazionali, tra cui oltre 30 realtà provenienti da abbazie, con la selezione di vini unici e storici custoditi nei secoli da luoghi di culto e comunità monastiche. Tra gli espositori le maggiori abbazie produttrici di vino italiane, produttori laici legati a monasteri, la rete francese Les Vins d’Abbayes e il Monastero di Alaverdi – Badagoni, simbolo della cristianità ortodossa in Georgia. I banchi d’assaggio hanno animato il suggestivo Chiostro dell’Abbazia, affiancati dal Villaggio Food&Wine con le eccellenze gastronomiche del territorio e musica dal vivo. E poi, incontri, conferenze hanno coinvolto i massimi rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, insieme a protagonisti del mondo agricolo, culturale ed enogastronomico.

Vini d’Abbazia. La tradizione enologica monastica conquista tutti tra vini ricercati e cultura

Il Presidente della Camera di Commercio Frosinone-Latina, Giovanni Acampora

Vini d’Abbazia è l’esempio concreto di come la tradizione possa incontrare l’innovazione, generando valore per il territorio. Il Giubileo 2025 rappresenta una straordinaria opportunità per rafforzare la rete tra turismo, agroalimentare e impresa, pertanto la Camera di Commercio crede fortemente in questi percorsi integrati, capaci di sostenere crescita e occupazione, valorizzando le peculiarità locali e rilanciando le aree rurali con una visione moderna e sostenibile. Inserire “Vini d’Abbazia” nel progetto regionale “Le vie del Giubileo” ha il senso concreto del fare squadra; dobbiamo continuare a lavorare insieme per creare un’offerta che spinga verso la destagionalizzazione dei flussi turistici, puntando sui fattori distintivi dei nostri territori attraverso proposte culturali di spessore, come questa manifestazione.

Grande partecipazione alle masterclass a tema, ospitate nel Refettorio dell’Abbazia, da parte di giovani e meno giovani desiderosi di vivere il vino come esperienza culturale oltre che sensoriale. I momenti di approfondimento, guidati da autorevoli voci del vino e della cultura hanno stimolato il dialogo tra tradizione e contemporaneità. L’edizione 2025 di Vini d’Abbazia è associata al progetto regionale Le Vie del Giubileo promosso, in occasione dell’Anno Santo 2025, da Regione Lazio e ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) con l’obiettivo di valorizzare i luoghi della spiritualità, dell’accoglienza e dell’enogastronomia del territorio attraverso eventi diffusi e reti virtuose tra istituzioni, imprese e comunità.

Massimiliano Raffa, Presidente Arsial

Iniziative come Vini d’Abbazia testimoniano il valore profondo del vino, inteso non soltanto come prodotto, ma come strumento di racconto, rigenerazione e coesione per i territori. Il Lazio custodisce una tradizione vitivinicola millenaria, oggi sempre più orientata alla qualità, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle produzioni locali.  Con l’ingresso, quest’anno, nel progetto Le Vie del Giubileo, la manifestazione assume un rilievo ancora maggiore, riaffermando il ruolo del vino come simbolo di condivisione, memoria e spiritualità. La Regione Lazio e Arsial sono al fianco delle imprese in stretta sinergia con le istituzioni locali, attraverso interventi mirati di sostegno, promozione e accompagnamento strategico, con l’obiettivo di portare il sistema agroalimentare regionale a esprimere pienamente il proprio potenziale.

 

GLI ESPOSITORI DELLA QUARTA EDIZIONE a questo link https://vinidabbazia.com/espositori/

IL PROGRAMMA ANDATO IN SCENA a questo link https://vinidabbazia.com/programma/

Vini d’Abbazia. La tradizione enologica monastica conquista tutti tra vini ricercati e cultura

Il mio personale punto di vista

Tornare all’Abbazia di Fossanova per Vini di Abbazia è sempre un piacere. I miei ricordi si perdono nelle gite con i miei genitori che mi portavano qui nei pomeriggi di primavera. L’Abbazia era sì bella ma non aspettavo altro di arrivare al negozio di biscotti immediatamente fuori.

Arrivare qui con la macchina aiuta a comprendere come l’Abbazia sorgesse quasi nel nulla. Certo, non lontanissimo dal mare ma certamente molto isolata da tutto il resto del mondo.

Magari i più non saranno entrati nella chiesa che invece avrebbe meritato una visita. Non particolarmente adorna ma proprio per questo senso di essenzialità esprime al meglio l’alto valore di un luogo di preghiera.

Il chiostro dove si svolge la degustazione ha in sé un’aurea di misticismo meraviglioso. Lo vedo pieno di banchi di degustazione ed è comunque bello.
Il refettorio che ospita le masterclass è imponente ed imprime un senso di pace e sacralità. Proseguendo per il chiostro si arriva al giardino posteriore che merita una sosta per respirare pace tra un calice e l’altro. In fondo è poco frequentato dai degustatori troppo impegnati nella scelta dei propri vini.

I banchi di degustazione sono tanti quest’anno anche se le cantine presenti sono più o meno quelle delle scorse edizioni. In fondo, sono quelle le aziende che attengono ai territori dei monasteri. Ci sono anche una serie di banchi di aziende della provincia di Latina prossime all’Abbazia. Forse un po’ troppo sacrificate come dislocazione. Meriterebbero una maggiore visibilità e attenzione.

Ho avuto modo di partecipare a due masterclass sul Cesanese e sui vini in anfora.

La prima, sulle diverse espressioni del Cesanese, ha evidenziato, se ancora ve ne fosse bisogno, quanto questo vitigno possa concedere espressioni di assoluto rilievo. Meriterebbe non solo una maggiore attenzione specialmente nel Lazio ma anche una maggiore dose di comunicazione. Ostacolo a ciò sono gli stessi produttori troppo impegnati in una sorta di personale campanilismo piuttosto che comprendere come una vera associazione di sviluppo del territorio faccia bene a tutti. Partendo dal nome. In questo anche l’Arsial dovrebbe fare la propria parte ricordando come il Cesanese sia l’unica DOCG rossa del Lazio. Ottima la presenza dei produttori che hanno dato quel tocco magico in più. Da rivedere la conduzione. Francamente poco incisiva e poco coinvolgente. L’espressione del Raphael di Maria Ernesta Berucci è da applausi.

Vini d’Abbazia. La tradizione enologica monastica conquista tutti tra vini ricercati e cultura

La seconda, sui vini in anfora, spaziava dal Piemonte alla Georgia con interessantissime espressioni laziali. Brava Simona Geri a rendere la masterclass fruibile e dinamica. Di certo i vini in anfora hanno avuto nel tempo evoluzioni interessantissime qualora la dove ci si trova in presenza di vini non realizzati per dettami puramente commerciali. Il Radix di Casale del Giglio, Eufonia di Terre Antiche e l’Erbaluce di Caluso Rend Nen di Luca Leggero, rimarranno nel cuore.

Vini d’Abbazia. La tradizione enologica monastica conquista tutti tra vini ricercati e cultura

Le masterclass meriterebbero certamente una maggiore partecipazione. Occorrerebbe forse lavorare di più con la promozione e, soprattutto, su renderle più di impatto verso i consumatori. Non serve realizzare masterclass per gli addetti ai lavori!

Quanto ai produttori presenti nel chiostro, ho trovato degno di nota: il Monastero di Alaverdi Badagoni, la Cascina del Monastero Opera Pia Barolo, la Tenuta Santa Cecilia, l’Abbazia di Santa Maria della Matina, il Monastero di Bose.

 

VINI D’ABBAZIA, L’ORGANIZZAZIONE

Vini d’Abbazia è un viaggio alla scoperta del legame millenario tra vino, spiritualità e territorio. Protagoniste dell’evento sono alcune tra le più importanti abbazie vitivinicole italiane, produttori laici legati a luoghi monastici e la rete francese Les Vins d’Abbayes. Ideato dal giornalista Rocco Tolfa, l’evento è realizzato in partnership con Regione Lazio, ARSIAL, Camera di Commercio Frosinone Latina e il Comune di Priverno. L’organizzazione è curata dalla Strada del Vino, dell’Olio e dei Sapori della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots, da UpWell Development Consulting e dall’Associazione Polygonal. Riceve il supporto di BCC Roma, Giovani Soci BCC Roma, Polsinelli e Confagricoltura, e si svolge in collaborazione con l’Azienda Speciale Informare, Oltre Roma Wine Tour, la Direzione Regionale Musei Lazio, Slow Food Lazio e l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. I partner tecnici sono il Vivaio Aumenta, Acqua Filette, Sabaudia Hotel & Spa 4*, Il San Francesco Charming Hotel Sabaudia 4*, l’Associazione Italiana Sommelier, Bodema, Ponza & Dintorni e Osteria Persei. Media partner ufficiali dell’evento sono Rai Radio 2 e Vinum. Vini d’Abbazia si svolge a Fossanova, frazione di Priverno, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Circeo, dei laghi salmastri costieri e dalle spiagge di Sabaudia. Un territorio ricco di biodiversità che custodisce antichi borghi e testimonianze millenarie. Frutto della sinergia tra istituzioni, aziende e consorzi, l’iniziativa punta a promuovere il territorio, rafforzando l’identità del Lazio come destinazione enoturistica di eccellenza. Tre giorni in cui l’Abbazia di Fossanova diventa un luogo di incontro e racconto, dove il vino si fa portavoce, simbolo di identità e motore di sviluppo culturale e turistico per il Lazio.

 

L’ABBAZIA DI FOSSANOVA: UNA CORNICE MILLENARIA

La manifestazione si è svolta all’interno del complesso monumentale dell’Abbazia di Fossanova, tra i più significativi esempi di architettura gotico-cistercense in Italia. Edificata tra il XII e il XIII secolo sui resti di un antico monastero benedettino, l’abbazia fu affidata ai monaci cistercensi nel 1135 divenendo in pochi decenni un centro spirituale e culturale di grande rilievo. Luogo di straordinaria suggestione, Fossanova è conosciuta anche per aver accolto, nel 1274, gli ultimi giorni di vita di San Tommaso d’Aquino, uno dei massimi filosofi e teologi del Medioevo. Oggi, il chiostro medievale è il cuore pulsante dell’evento, accogliendo i banchi d’assaggio, mentre il refettorio e gli spazi del borgo restaurato hanno ospitato masterclass, conferenze e momenti di confronto. In questo contesto dove il tempo sembra essersi fermato, l’esperienza del vino si intreccia con la bellezza e la profondità del luogo.

 

 

Ivan Vellucci

Direttore