VoxEtil. La tua voce è il tuo alcoltest
25 Nov 2025
BlendNews

VoxEtil. La tua voce è il tuo alcoltest

 

0.5 grammi litro. È la percentuale di alcol massimo consentita per mettersi alla guida di un mezzo di locomozione. Un valore che scende a zero, si zero, per neopatentati (ovvero con patente conseguita da meno di tre anni) e per i conducenti professionisti. 

Per un una persona di sesso maschile e di corporatura media (75kg) e a stomaco vuoto, il fantastico quartino di vino già mette a rischio la patente. Occorre mangiare e bere un pò di acqua per permettersi il bicchiere della staffa. Ma non la grappa. 

Non entriamo nel merito delle sanzioni per non destare troppo spavento. 

In ogni modo, bere responsabilmente e non mettersi alla guida dopo aver consumato alcolici è non solo per legge ma anche per buon senso. Spesso si pensa di potercela fare, di essere in grado di guidare, di reggere bene l’alcol. Ma i nostri sensi non sono quelli da sobri e si rischia di mettere in pericolo la vita propria e, soprattutto, quella degli altri. 

Prima di mettersi alla guida dopo una serata con gli amici durante la quale si è fatto uso di alcol sarebbe sempre opportuno sottoporsi ad un alcoltest. 

Proprio quest’anno è tornato in auge l’obbligo per i gestori di locali che, somministrando alcolici, rimangono aperti dopo la mezzanotte, di dotarsi di un alcoltest. Si tratta di un provvedimento inserito già dal 2010 nel codice ma, come si usa in Italia, mai applicato realmente. 

Il Codice della strada obbliga i locali ad averlo ma non può certo obbligare le persone ad usarlo. Non costano un patrimonio poiché si va da circa 80€ per uno ad uso personale a circa 400€ per uso professionale. Questi ultimi, quelli che certificano realmente il tasso alcolemico determinando o meno la sanzione, devono essere periodicamente calibrati. È ovviamente necessaria una pipetta di plastica per consentire alla persona di soffiarvi all’interno.

Nulla di complicato, ma se si potesse capire il proprio tasso alcolemico semplicemente con una app?

In fondo c’è una app per tutti, perché non averne anche una in grado di farci capire se sia meglio non metterci alla guida?

Certo, non possiamo (ancora) soffiare dentro uno smartphone ma oggi la tecnologia ci viene in soccorso. 

Incontro l’ing. Fabio Pellini, CIO, di VoiceWise, un vero e proprio spin off universitario dell’Università di Tor Vergata di Roma. 

Quando un medico ausculta il torace facendo dire 33 al paziente, è per cogliere le vibrazioni provenienti dalla cassa toracica. Poi, con esperienza, interpreta quelle vibrazioni per comprendere se vi siano problemi polmonari. 

La voce è qualcosa di altamente personale tanto che su di essa si basano precisi algoritmi di riconoscimento. Perché dunque non utilizzarla per comprendere l’insorgenza di malattie o stati alterati del nostro essere?

Pensiamoci bene. Quando stiamo male, la nostra voce cambia. Ricordo mia madre che solo dal mio “pronto” al telefono era in grado di capire se avessi qualcosa. Tutte le mamme sono così. Sentono che qualcosa non va in pochi istanti. Meglio del migliore dei computer o delle Intelligenze Artificiali. Riescono perché hanno immagazzinato migliaia di ore di ascolto ed osservazione così che non possa sfuggire nulla. 

Non abbiamo sempre la mamma vicino e, comunque, difficilmente potremmo portarcela a discolpa di un eventuale alcoltest positivo. Occorre qualcosa di più scientifico. VoiceWise sta proprio lavorando su questo: VoxEtil, un test che ha come input la nostra voce. Pronunciando cioè delle frasi chiave, una sorta di 33 tanto per capirci, saremo in grado di capire, con ottima precisione, il nostro tasso alcolemico.

VoxEtil. La tua voce è il tuo alcoltestGli algoritmi governati da una AI ci sono. Mancano ancora i dati necessari perché la precisione del risultato aumenti rendendola comparabile con lo strumento tradizionale. Sappiamo infatti bene come il tasso alcolemico vari in funzione dell’età, del sesso, del peso, del tipo di corporatura del soggetto, della presenza di altre patologie, ecc. Migliaia, milioni di combinazioni possibili. Ecco perché si ha bisogno di avere a disposizione dati. 

È quello che si fa banalmente con app tipo Google Maps o Waze che tutti usiamo per arrivare prima a destinazione. Ci piace vedere quando la strada è verde e ci arrabbiamo se rossa. Google riesce a darci quelle informazioni perché siamo noi stessi a condividerle. Noi più altre 34 milioni di persone solo in Italia. Dati che poi vengono collezionati ed analizzati per restituirci il risultato atteso. I dati, servono i dati.  

Allo stesso modo VoiceWise necessita di dati ottenibili solo con un supporto da parte di tutti per allenare l’algoritmo. Ecco perché sarà presente il 29 novembre sulla terrazza dell’Hotel Barberini a Roma durante Imprinting Art&Wine: due registrazioni vocali, una all’ingresso e una all’uscita della degustazione comparando il risultato del VoxEtil con un etilometro di tipo tradizionale. Ovviamente, tutto in forma rigorosamente anonimo. Si avrà la possibilità di capire il proprio tasso alcolemico (dunque prendere tutte le precauzioni per un sano ritorno a casa) contribuendo ad un progetto incredibile. 

Non sarà sufficiente ovviamente Imprinting Art&Wine. Ne serviranno tante altre come servirà indagare su altri panel di persone come ad esempio i giovani.

Il progetto VoxEtil, sviluppato in collaborazione con Cloudwise Srl e con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata (ottenendo anche un finanziamento da parte della Regione Lazio), ha potenzialmente delle applicazioni pazzesche. Non solo per quanto concerne l’alcoltest ma anche per altre patologie. 

Fabio mi confida infatti che un altro team sta sperimentando lo stesso approccio con il Parkinson e che i possibili sviluppi possono essere molteplici. Leggendo infatti alcuni documenti ho capito come quello che oggi è solo fantasia, un giorno potrà diventare davvero realtà. Comprendere dalla voce la presenza di diabete o malattie cardiovascolari cosi come cosa un bambino piangendo voglia comunicarci, piuttosto cosa un cane con il suo abbaio voglia dire, tutto questo non sembra poi così lontano.

Io sarò ad Imprinting Art&Wine e non vedo l’ora di provare su me stesso il test. Spero anche voi!

VoxEtil. La tua voce è il tuo alcoltest

Ivan Vellucci – Direttore
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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