Deserto
Il passato è una danza tra bene e male, è porzione del tempo, comprendente avvenimenti già trascorsi. In senso cronologico il passato precede il presente, mentre dal punto di vista concettuale è opposto al futuro. Rappresenta un’essenziale parte del nostro essere, ed è un territorio complesso in cui confluiscono ricordi, esperienze ed emozioni. È una trama intricata che ci ha plasmato e ci ha portato fino a dove siamo oggi. Tuttavia, spesso evitiamo di confrontarci con esso, temendo le sue ombre e rimuginando su eventi dolorosi o sbagliati. È essenziale affrontare il passato con coraggio e sincerità, chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia C.Jung. Ciò suggerisce che esplorare i ricordi e le emozioni recondite può portare a una maggiore consapevolezza di sé e al raggiungimento di uno stato di autenticità. Quando affrontiamo il passato, ci permettiamo di esplorare le ferite emozionali, affrontare i traumi e liberare il peso del dolore accumulato.
Una parte cruciale del confrontarsi con il passato è l’accettazione delle esperienze vissute l curativo è possibile solo quando c’è un’autentica accettazione di ciò che è C.Rogers.
Accettare il passato ci aiuta a smettere di lottare contro i ricordi e ci permette di guardare con gentilezza a noi stessi e alle nostre scelte. Questo atto di compassione verso la nostra persona apre la porta alla guarigione interiore. È quel rifiuto della routine, dell’omologazione e della superficialità, elementi che percepiamo come vuoti e privi di significato. La scelta di non scegliere è una fuga da un’esistenza predeterminata che limita la libertà personale e soffoca l’autenticità dell’essere.
Nel Deserto delle giornate va ricercata una terapia, questa è dove il passato incontra la vita: Civico 25. Enoteca Wine Bar a Perugia, nata nei primi anni 2000 con l’idea di portare familiarità e ricerca di prodotto in un contesto studentesco; evolutosi poi in punto di riferimento per la mescita/ristorazione del centro storico della città. Il progetto, oggi gestito da Alberto Noro, frontman vicentino di nascita ma perugino di adozione. Oste dall’anima Veneta che rifocilla, disseta e distende, figura sacra atta a pitturare le sue radici, capace di farci vivere un viaggio nel costume del suo territorio, fatto di luoghi, gestori di trattorie, osterie e bettole che hanno le redini di un microcosmo tradizionale e casereccio che oggi sembra andato perduto. Qui si respira famiglia, ospitalità.
La ξενία (xenìa) era una faccenda seria nella cultura greca. Era un diritto e un dovere, un vero patto sociale con regole tra chi ospitava e chi era accolto. La xenìa non era una questione di ricchezza, di classe sociale o di potere; eroi e contadini, fuggitivi e re, dei e mortali, insieme, senza eccessive formalità si riunivano attorno a una stessa tavola a parlare, raccontare, animati solo dalla generosità del momento. L’ospitalità è un topos sacro, ogni ospite era mandato dal diVino, se gli si mancava di rispetto, cortesia o generosità, l’ira degli dei avrebbe fatto il resto. Al Civico 25 l’accoglienza viene vista come simbolo dell’anima autentica dell’oste. Il vino per lui è protezione dell’ospitalità e di tutti quegli antichi valori di collettività cari anche ai greci. Cantare, baciarsi, mangiare, cullarsi per qualche ora nel dolce far nulla che ci invidia l’Europa. Il Civico www.civico25.com è un gradito momento di pausa per il sé nel Deserto, dove accompagnato dal dio Bacco e dal buon bere ritaglia un momento di calma alla follia: Blanquette de Limoux Jean-Claude Mas Le Berceau Brut AOP uve Mauzac (che deve costituire almeno il 90% del vino), Chardonnay e Chenin blanc; la prima e più antica bolla prodotta in Francia https://www.degustibuss.it/blanquette-de-limoux/
Un vino fresco ed equilibrato che presta particolare attenzione alle immagini, ai suoni, ai colori e perfino alle vibrazioni percepibili nell’aria; che da consapevolezza ai modi in cui l’emozione filtra l’esperienza che si sta vivendo. Un prodotto che influenza l’esperienza sensoriale, floreale al naso, inclusi i suoni e gli stati emotivi, realizzando qual capolavoro tra corpo e mente che è volontà di essere.
La funzione primaria del racconto è di svolgere una specie di controllo ad uscire. Come un usciere chi scrive controlla quello che accade, vede chi entra, chi esce, chi si muove e come si muove. Chi racconta, in realtà è come un coniglio: insegue le sue visioni, anche quelle inimmaginabili! A volte, poi, riesce a trovarle. Come si trova la balena bianca. Quello che io cerco di mostrare è il mondo in cui io vorrei vivere; quello dove mi potrei sentire bene, dove le persone siano gentili, dove trovare la via. Certamente c’è, un diario di dolore, con qualche lampo di piacere.
Deserto è il resoconto nudo di un’ossessione assoluta, di un desiderio che la scrittura non doma né sopisce, ma testimonia con bruciante e disperata verità.
Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa, metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxi televisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai. M.Renton
LA PROPOSTA DELL’ENOTECA: Mescita di circa 15 prodotti: Bollicine italiane e Francesi. Vini Fermi Bianchi e Rossi Italiani.
Marco Sargentini