Il Guerriero
02 Set 2025
Riflessioni Enologiche di un Viaggiatore diVino

Il Guerriero

Serenamente contemplava la corrente del fiume; mai un’acqua gli era tanto piaciuta come questa, mai aveva sentito così forti e così belli la voce e il significato dell’acqua che passa. Gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli, qualcosa ch’egli non sapeva ancora, qualcosa che aspettava proprio lui. H.Hesse (Siddharta)

In principio era il viaggio. Non quello frettoloso; quello lento, vissuto, sensoriale. Un viaggio che comincia prima con sé stessi, piuttosto che con i passi e che ha come bussola un profumo, un rumore, una voce roca che racconta la terra. Un suono evocativo profondo e terreno, come se la terra stessa parlasse attraverso una voce vissuta e segnata dal tempo di storie che celebrano la bellezza, ma anche le sue ferite; racconti che trasmettono la saggezza e la resilienza del viaggio.

C’era una volta un uomo, che decise di partire. Non per fuggire, non per cercare. Aveva uno zaino, scarpe comode e un taccuino. Non sapeva ancora che quel viaggio non sarebbe stato uno solo, ma molti. E che lui stesso non sarebbe mai rimasto la stessa persona, ma ne sarebbe divenute molte.

Il primo treno lo portò lontano. La luce della città gli sembrò più liquida, quasi un’onda che si muoveva tra le strade. Seguì un suonatore di organetto per una notte intera, camminando senza meta. Ogni nota che ascoltava era un piccolo viaggio: uno nel dolore, uno nella nostalgia, uno nella speranza. Scrisse: “Ogni canzone è un treno che non torna mai indietro.” Imparò che i mercati hanno più strade di una mappa. Ogni porta era un mondo: spezie, tappeti, occhi che guardavano e passavano. Si perse tra i vicoli e incontrò un vecchio calligrafo che gli disse:

Ogni parola che scrivi cambia chi sei. Ogni parola letta cambia dove sei.

Pensò che anche leggere poteva essere un viaggio. E mentre era intento a sfogliare un libro, tra le tessiture dei mercati, stappò una bottiglia di “Angelin Beo” Valdobbiadene DOCG Rive di Guia Extra Brut 2023 Bortolin Angelo. Un vino prodotto nel cuore pulsante delle colline di Valdobbiadene, tra pendii vertiginosi e filari aggrappati alla roccia. Un prodotto che non è solo spumante, ma un racconto liquido di un’identità. Un nome che parla. Unnome non casuale. “Angelin Beo” è il soprannome affettuoso con cui gli amici chiamahttps://winetalesmagazine.com/wp/wp-admin/post-new.phpIl Guerrierono Angelo Bortolin, fondatore della cantina. Questo vino nasce come omaggio alla sua storia e alla sua terra. Un prodotto celebrativo, sì, ma che è subito diventato bandiera di stile, precisione e autenticità. La menzione “Rive” è tra le più prestigiose del disciplinare del Prosecco Superiore: indica viticoltura eroica e anima verticale, vigneti in forte pendenza, lavorati esclusivamente a mano. Quella di Guia è una delle più storiche e complesse, con esposizioni uniche e un suolo ricco di minerali che imprime freschezza e tensione ai grappoli di Glera. La vendemmia, rigorosamente manuale, è solo l’inizio di un processo che, pur adottando il metodo Charmat, segue tempistiche lente e rispettose. Il risultato è uno spumante essenziale e verticale, scolpito dalla terra; elegante, minerale e di grande personalità.

Lavorò per una settimana. Le sue mani si scurirono, i suoi piedi si piegarono alla terra. Ogni sera, i lavoratori si riunivano intorno al fuoco. Ogni uomo, ogni donna, gli insegnava qualcosa. Una notte scrisse:

Sono stato un turista, un fratello, un lavoratore, un figlio, un ospite e uno straniero. Quanti me convivono in me stesso?

Il giorno successivo, in una metropolitana , si guardò riflesso nel vetro. I suoi occhi erano gli stessi, ma qualcosa era cambiato. Sentiva le voci di tutte le persone che aveva incontrato. Si disse:

Io sono io, ma sono anche ogni volto che mi ha guardato con gentilezza o silenzio.

Il GuerrieroArrivò ad una stazione, si fermò in un’osteria e degustò Lambro’sc Azienda Agricola San Polo. Un vino tra fede contadina e valorizzazione del territorio. Prodotto dall’Azienda Agricola San Polo, situata nella Food Valley intorno a Castelfranco Emilia. Il Lambro’sc è un Lambrusco Grasparossa che nasce dalla vinificazione in acciaio, metodo Charmat. Il Lambrusco Grasparossa è uno dei vitigni autoctoni emiliani più intensi, strutturati e caratteriali. Cresce su terreni tipici della collina modenese e reggiana, dove le condizioni favorevoli danno vita a grappoli con acini dalla buccia spessa, colore blunero e buona concentrazione aromatica. In versioni come quella del Lambro’sc, la vinificazione Martinotti conferisce freschezza e brillantezza, preservando le note fruttate e la sapidità che distinguono il trebbio autoctono.

Tornò, mesi dopo, nella sua città. Stessa stazione, stesso bar all’angolo, stesse vie. Ma qualcosa era diverso. Ogni angolo sembrava portare con sé un’eco di altrove. La piazza del mercato gli ricordava un sabato a Firenze, il vento tra i tigli era lo stesso di una collina Umbra, il profumo del fiume lo riportava a un vicolo di Venezia. Scrisse sul suo taccuino ormai consumato:

Non servono confini per viaggiare. Ogni luogo è mille luoghi. Ogni strada può contenere il mondo.

E intento a scrivere iniziò a sorseggiare Arale Cantina Pomario. Più di un semplice vino: un rito che prende vita da viti antiche di Trebbiano e Malvasia recuperate da una vigna dismessa e coesistenti con nuovi cloni.
Le uve, raccolte all’alba di ottobre, vengono immediatamente pressate e avviate a fermentazione in barriques con lieviti autoctoni. Il processo è curatissimo: battônagequotidiani, sfecciatura solo al termine delle fermentazioni alcolica e malolattica;quattro pulizie annuali prima di un’imbottigliatura lieve e attenta. Un vino dal colore giallo dorato intenso e luminoso, con sfumature che variano a seconda dell’annata.
Al naso mélange di spezie, frutta e fiori, emergono note agrumate (mandarino) e floreali (gelsomino, robinia), talvolta con una lieve traccia fumé. Il palato fresco, acidulo, sapido, con richiami di agrumi e un finale minerale e vibrante, capace di sorprendere il palato più sofisticato.

Il pensiero iniziale

Forse sono altro. Forse sono altrove.

Si era ormai spezzato, moltiplicato, come vetro sotto il sole.
Ne erano nati altri:

Chi sono quando nessuno mi guarda?

Dove finisce il mio confine?

Se esisto in tanti posti, allora esisto davvero?

E se non tornassi più lo stesso

Il GuerrieroProprio per provare a sé stesso di essere ancora, assaporò dello Champagne Jean Gimonnet Blanc de Blancs Premier Cru www.champagne-gimonnet.com. Eleganza minerale celebrata in un calice. Una sinfonia di equilibrio, uve 100% Chardonnay,finezza e terroir. Illuminato da una struttura minerale profonda e da una freschezza vibrante, è una cuvée che coniuga stilizzazione artigianale e accessibilità. Un abbraccio elegante al territorio della Côte des Blancs, perfetto per chi cerca bolle autentiche che non sacrificano intensità.

Ogni pensiero apriva una porta. Ogni porta, un’altra strada.
Scoprì che pensare è viaggiare più lontano di quanto possano fare i piedi.

E mentre camminava verso casa, si accorse che il viaggio non era mai finito. Non sarebbe mai finito. Perché ogni passo, anche il più piccolo, può contenere l’universo.

Alla fine, tornò. Non per fermarsi, ma per raccogliersi. Non più come viandante, ma come Guerriero, urlando al vento il suo canto per la gente. Oltre la paura oltre la solitudine.

La casa era sempre lì, ma qualcosa era diverso. I muri sembravano contenere echi di voci lontane, il tavolo della cucina sembrava più grande. Forse, pensò, era lei a essere diventata più grande. Più ampia. Più plurale. Aprì il libro che non aveva finito, ma non lesse. Aggiustò il segnalibro e scrisse a margine:

Un viaggio, tanti viaggi. Una persona, tante persone. Un luogo, tanti luoghi. Un pensiero, tanti pensieri.

Il GuerrieroSi fermò, rifletté su questo ultimo pensiero, ed aprì uno Château Puynard Bacon Wine. Una micro-cuvée sorprendente dal cuore di Bordeaux. Nella splendida cornice dei Blaye Côtes de Bordeaux, Château Puynardpropone una creazione audace e raffinata: il Bacon Wine. Frutto di una vinificazione innovativa, suddivisione della fermentazione tra acciaio e legno, questo Merlot 100%coltivato biologicamente in vigna, una piccola produzione con circa 2.000 bottiglie da 75 cl, è un vero e proprio piccolo gioiello enologico. Dal colore intenso, sprigiona un bouquet intrigante di aromi tostati e di cacao, affiancati da frutti rossi e neri, arricchiti da sottili sfumature fumé. Al primo sorso, sorprende per la sua dolcezza inattesa, la struttura morbida e la profondità aromatica. È un vino che seduce, pur rimanendo ancorato alla raffinatezza di un Bordeaux di terroir. Sorprendente e avvolgente, è la quintessenza di un vino che osa e conquista.

Io non l’ho più questo bisogno, perché muojo ogni attimo io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori. L.Pirandello (Uno Nessuno Centomila)

ENOTECA PER L’ESTATE:

“Angelin Beo” Valdobbiadene DOCG Rive di Guia Extra Brut 2023 Bortolin Angelo (Veneto)

Lambro’sc Azienda Agricola San Polo (Emila Romagna)

Arale Cantina Pomario (Umbria)

Champagne Jean Gimonnet Blanc de Blancs Premier Cru (Francia, Champagne)

Château Puynard Bacon Wine (Francia, Bourdeaux)

 

Marco Sargentini
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