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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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11 Marzo, 2025

Veronafiere: al via Vinitaly India a New Delhi

100 operatori e buyer invitati anche a Verona per la 57° edizione del Salone Internazionale del vino L’India entra nel piano di sviluppo internazionale del brand fieristico di promozione del vino italiano con la prima edizione di Vinitaly India Roadshow, in programma domani all’hotel Vivanta Dwarka a New Delhi. Organizzato da Veronafiere in collaborazione con la Camera di commercio indiana (Icc) e il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi, Vinitaly India Roadshow si presenta con una selezione di 12 player rappresentativi dell’offerta enologica del nostro Paese, tra cui le collettive di Piemonte Land of Wine (che raduna i 14 Consorzi piemontesi del vino), Italia del vino Consorzio (23 aziende da 16 regioni), Angelini Wines & Estates (con le sue tenute produttive in 4 regioni) e Uvaitaly (11 produttori da 5 regioni). In programma nella giornata di domani incontri b2b con 100 operatori tra importatori, responsabili liquor store e manager dell’horeca già accreditati e profilati anche dalla Camera di commercio indiana e che amplieranno gli inviti alla 57ª edizione di Vinitaly (a Verona dal 6 al 9 aprile). Il presidente di Veronafiere SpA, Federico Bricolo In un contesto di guerre commerciali in forte ascesa guardiamo con interesse la partnership strategica tra India e Unione Europea annunciata pochi giorni fa. Ad oggi le vendite di vino italiano in India sono marginali se confrontate con il business complessivo dei nostri prodotti nel mondo, che nel 2024 hanno superato gli 8 miliardi di dollari di export. Ma siamo convinti che l’India possa rappresentare un mercato di sbocco sempre più importante per una bevanda, come il vino, da sempre simbolo di moderazione nei consumi di alcol. Il nostro Osservatorio Unione italiana vini-Vinitaly stima, infatti, una crescita dei consumi del 40% tra il 2024 e il 2028. Una prospettiva che, grazie ai nuovi accordi bilaterali, potrebbe riservare incrementi maggiori. Il direttore generale di Veronafiere SpA, Adolfo Rebughini. Con Vinitaly rappresentiamo il vino italiano e il principale Paese produttore al mondo per varietà che è l’Italia. La nostra fiera è il primo evento al mondo di promozione del vino italiano con 90mila operatori dei quali oltre un terzo provenienti da 140 nazioni in media ogni anno a Verona. A Vinitaly i buyer indiani sono già ospiti fissi, oltre un centinaio quelli presenti all’ultima edizione, ma non basta: auspichiamo di rendere la partecipazione sempre più centrale. Siamo qui, infatti, per promuovere il vino italiano con alcune compagini di primaria importanza, ma anche per alzare il livello di partnership con un rapporto continuativo e preferenziale con l’obiettivo di selezionare e attirare sempre più operatori professionali al Vinitaly. L’India è un Paese in forte crescita economica e conosce meglio di altri tra quelli asiatici la cultura e le tradizioni occidentali, che in parte già condivide. A fare da prologo a Vinitaly India Roadshow, la cena in programma questa sera presso l’Ambasciata d’Italia a New Delhi in cui sono previsti gli interventi dell’Ambasciatore Antonio Bartoli e Vas Shenoy, Chief Representative for Italy Indian Chamber of Commerce, seguiti dal videomessaggio del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida e dai saluti di Federico Bricolo, presidente Veronafiere, Abhyuday Jindal, presidente Icc, Matteo Gelmetti, vicepresidente Veronafiere, Adolfo Rebughini, direttore generale Veronafiere e Rajeev Singh, direttore generale Icc. Per quanto riguarda il mercato, il vino italiano in India esprime un valore al dettaglio di 33 milioni di dollari statunitensi (tasse incluse) con una quota di mercato sull’import che sfiora il 17%. Si tratta del terzo fornitore a valore in un mercato da 418 milioni di dollari, dominato in volume dai vini domestici (77%) che rappresentano una quota a valore del 50%. A volume l’Italia rappresenta il secondo player dei prodotti d’importazione con circa un milione di litri, mentre a valore è dietro ad Australia (share al 30%) e Francia (19%). La criticità è data dal posizionamento del vino tricolore, per il 70% legato a prodotti entry level, con la Francia che presidia il segmento premium. In forte crescita, secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr, la tipologia spumanti italiani, che entro il 2028 vedrà raddoppiare le proprie vendite raggiungendo quota 20 milioni di dollari. Numeri questi destinati a una sostanziosa revisione al rialzo una volta finalizzato l’accordo di libero scambio annunciato dal primo ministro indiano, Narenda Modi, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la cui firma è prevista entro la fine di quest’anno. Partecipanti Vinitaly India Roadshow 2025: Maria Faretra (Puglia) Foss Marai Spumanti Valdobbiadene (Veneto), Uvaitaly, Cantina Scriani (Veneto), Hadrianum (Abruzzo), Boschetto Campacci (Toscana), Angelini Wines & Estates, Masciarelli (Abruzzo), Giuseppe Cortese (Piemonte), G.D. Vajra (Piemonte), Italia del vino Consorzio e Piemonte Land of Wine.     La Redazione
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10 Marzo, 2025

Tenuta di Castellaro. Cantina di design

Non solo una cantina, ma un’esperienza immersiva tra tradizione, tecnologia e paesaggio: la cantina siciliana è in grado di raccontare la storia millenaria del territorio attraverso ogni dettaglio, nel rispetto della natura e della storia delle Eolie   Un manifesto di sostenibilità e integrazione paesaggistica, nella virtuosa associazione di materiali naturali, tecnologie avanzate e un profondo rispetto per la storia delle Eolie: potrebbe definirsi così Tenuta di Castellaro, sull’isola di Lipari. Ǫuesta cantina non è solo un luogo di produzione, ma un’eccellenza architettonica che coniuga innovazione e rispetto per l’ambiente. Massimo Lentsch, che ha dato origine alla cantina nel 2005 La nostra visione è sempre stata quella di creare un luogo che rispettasse la storia e la bellezza di Lipari, unendo il passato con il futuro in un’armonia perfetta. Abbiamo investito risorse, energia e passione per realizzare un sogno: una cantina che possa essere interpretata come un’esperienza da vivere e condividere. Ogni scelta architettonica racconta il profondo legame con la storia e la cultura del territorio. Crediamo fermamente che il rispetto per l’ambiente e l’adozione di tecnologie sostenibili siano la chiave per un futuro in cui l’uomo possa continuare a produrre eccellenze senza compromettere l’equilibrio naturale. Un Progetto Etico e All’Avanguardia La famiglia Lentsch ha dato vita a un progetto ambizioso, realizzato in collaborazione con gli architetti Michele Giannetti e Alessandro Dalpiaz dello studio Dalpiaz Giannetti Architekten di Amburgo. La cantina si estende su una superficie di duemila metri quadrati ed è la più grande struttura bioclimatica delle Eolie. I principi su cui si basa sono chiari: Integrazione con il territorio, rispettando il paesaggio e la natura Valorizzazione delle risorse naturali, sfruttando l’energia solare e la ventilazione Rispetto della tradizione e della storia architettonica locale, reinterpretando le antiche tecniche Architettura Ipogea e Materiali Naturali La cantina, completamente interrata, si ispira alle abitazioni ipogee tradizionali delle Eolie. La scelta di svilupparla in verticale su tre piani permette di sfruttare la forza di gravità per i travasi, riducendo il consumo di energia e preservando la qualità del vino. I materiali utilizzati per la costruzione provengono direttamente dall’isola, garantendo così un impatto ambientale minimo e una perfetta armonizzazione con il contesto naturale. La Barricaia si ispira al Chiostro Normanno, simbolo della città di Lipari, dal quale riprende le colonne che sostengono archi a tutto sesto. La cantina è caratterizzata dalle sue colonne a fungo in cemento armato, disposte su un reticolo di 6,0 x 6,0 m. Per la loro realizzazione è stato utilizzato un metodo molto particolare, senza l’uso delle casseforme tradizionali. La funzione di cassaforma è stata svolta dalla terra, sulla quale sono state scavate le forme negative dei pilastri. Successivamente, dopo la posa delle armature, è stato eseguito il getto del cemento. Dopo 28 giorni di maturazione, sono stati eseguiti gli scavi dal basso, con pazienza, intorno a questo scheletro. La terra è rimasta attaccata al cemento, copiando esattamente la colorazione e le stratigrafie. Il fusto delle colonne si presenta sorprendentemente diverso dalle volte, caratterizzato da una scala cromatica che, in successione, rende evidente la stratificazione del terreno formatasi a seguito dei vari fenomeni   vulcanici   eruttivi   che   si   sono   susseguiti   sull’isola. Si può così ammirare lo scorrere di un periodo geologico di oltre 20.000 anni. La porzione di roccia che costituisce la base e il fusto delle colonne risale ai depositi dell’eruzione del  centro  eruttivo  di  Monte  Guardia,  attivo  fino  a  24.000  anni  fa. La parte sommitale delle colonne e le volte sono composte dai depositi provenienti da un centro eruttivo dell’isola di Vulcano (tufi bruni). La porzione biancastra delle volte è riconducibile all’eruzione del centro del Vallone del Gabellotto. Efficienza Energetica e Sostenibilità La cantina è un perfetto esempio di autosufficienza energetica. Il sistema di camini solari permette di illuminare gli ambienti con luce naturale, riducendo drasticamente il consumo di elettricità. Inoltre, la torre del vento, tecnologia utilizzata fin dal X secolo a.C. in Medio Oriente, assicura una climatizzazione naturale, mantenendo temperatura e umidità costanti nella barricaia, condizioni ideali per l’affinamento del vino.   Un Modello di Integrazione tra Uomo e Natura  Tenuta di Castellaro è un’opera d’arte, un esempio di come sia possibile coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità in un unico progetto. Ǫui, il vino nasce da un perfetto equilibrio tra tecnologia avanzata e rispetto per la natura, offrendo un’esperienza autentica che coinvolge i sensi e racconta la storia di un territorio unico al mondo. Opening Castellaro Bistrot Tenuta di Castellaro si prepara ad accogliere una nuova esperienza gastronomica con l’apertura del Castellaro Bistrot, che debutterà ufficialmente ad aprile. Un nuovo capitolo, che conferma la vocazione all’eccellenza e alla valorizzazione del territorio, questa volta attraverso una proposta culinaria raffinata e innovativa. Realizzato in collaborazione con gli architetti Michele Giannetti e Alessandro Dalpiaz dello studio Dalpiaz Giannetti Architekten di Amburgo, il Bistrot Castellaro riprende la stessa forma architettonica dei pilastri a fungo della cantina, con colonne realizzate in una cassaforma di polistirolo. Gli elementi della cassaforma, trasformati in installazioni d’arte dall’artista Luigi Radici, arricchiscono lo spazio della barricaia, così come le pareti da lui personalizzate. L’ascensore funziona come torre del vento, mentre una cucina a vista esterna crea un’atmosfera accogliente e raffinata, perfetta per la preparazione delle pietanze. Tenuta di Castellaro: Lì dove il sole cala a picco sul mare e si trasmette la millenaria tradizione della coltivazione ad alberello, sorge su terreno vulcanico Tenuta di Castellaro, un monumento dedicato alla natura, alla cultura, all’architettura. Il progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie. Sono 24 ettari vitati per circa 70mila bottiglie l’anno e una moderna cantina all’avanguardia, oltre a un wine resort e al parco geominerario delle Cave di Caolino, ripulito e bonificato per metterlo a disposizione della collettività: Tenuta di Castellaro è una realtà unica e articolata, che vive da sempre un approccio naturale alla viticoltura, applicando protocolli biologici e vegan. Il fascino selvaggio di questo angolo di mondo, incontaminato, remoto e magnetico ha stregato la famiglia bergamasca Lentsch, che nel 2005 ha deciso di intraprendere un grande progetto vitivinicolo e paesaggistico: preservare, valorizzare e far conoscere la bellezza di questo luogo, custodendone le tradizioni e le peculiarità, dando vita a vini realizzati da uve autoctone isolane, a partire dalla Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero, che siano puro estratto di un territorio.   La Redazione  
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La Sicilia di Ulisse all'inaugurazione della Sicilia Regione Europea della gastronomia 2025 Arrow Right Top Bg

10 Marzo, 2025

La Sicilia di Ulisse all'inaugurazione della Sicilia Regione Europea della gastronomia 2025

Un viaggio tra sapori e profumi dell’isola Il 9 marzo, appuntamento con “Il Pranzo della Domenica”, show cooking degli chef de La Sicilia di Ulisse C’è anche La Sicilia di Ulisse tra i protagonisti del weekend di eventi organizzati a Milano per dare il via ufficiale a Sicilia Regione Europea della Gastronomia 2025, l’iniziativa promossa dalla Regione Siciliana. L’appuntamento è dal 7 al 9 marzo presso la sede di Identità Golose e rappresenta l’inizio di un intenso programma, che si svilupperà tra maggio e ottobre, dedicato alla straordinaria ricchezza enogastronomica siciliana; un vero e proprio viaggio coast to coast in venti comuni dell’isola tra sapori e tradizioni. In questa prestigiosa cornice, domenica 9 marzo La Sicilia di Ulisse organizzerà un imperdibile show cooking con tre autorevoli chef dell’Associazione – Angelo Pumilia de La Foresteria a Menfi (Agrigento), Francesco Patti del ristorante Coria di Catania e Giuseppe Carollo del Nangalarruni di Castelbuono (Palermo) – che cucineranno il tradizionale “Pranzo della Domenica”. Attraverso i loro piatti, gli chef racconteranno le preziose materie prime del territorio e la forza dell’enogastronomia siciliana, offrendo al pubblico milanese l’opportunità di assaporare l’essenza autentica della cucina di questa regione. Tony Lo Coco, presidente de La Sicilia di Ulisse La Sicilia non è solo storia e cultura, ma anche eccellenza gastronomica tra tradizione e innovazione, in grado di farsi apprezzare in Italia e nel mondo. Siamo onorati di essere stati scelti dalla Regione Siciliana per rappresentare questa eccellenza, un compito che affrontiamo con orgoglio e responsabilità. Per valorizzare al meglio il patrimonio della nostra isola, è fondamentale fare sistema con istituzioni e associazioni, unendo le forze per promuovere il territorio con una visione comune. La Sicilia di Ulisse – che riunisce più di settanta tra i migliori ristoranti, cantine e strutture ricettive della regione – nasce nel 2002 da un gruppo di chef visionari. Anno dopo anno, l’Associazione ha ampliato la propria anima gastronomica coinvolgendo i settori dell’ospitalità e della viticultura con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza siciliana invitando i viaggiatori a vivere un’esperienza completa e autentica dell’isola. La Sicilia di Ulisse Da oltre vent’anni l’Associazione si impegna a valorizzare le meraviglie della Sicilia, offrendo ai viaggiatori l’opportunità di vivere un’esperienza completa e autentica, fatta di sapori, paesaggi e prodotti che racchiudono l’anima mediterranea dell’isola. Fondata nel 2002 da un gruppo di chef visionari, l’Associazione riunisce le eccellenze siciliane nei settori dell’ospitalità, della gastronomia e della viticultura. Attraverso un portale e una APP, La Sicilia di Ulisse si presenta in modo chiaro e strutturato sul mercato, rendendo accessibile la sua offerta esclusiva. Oggi, l’Associazione conta 52 soci, di cui 36 tra ristoranti e pasticcerie storiche e 16 hotel di charme, oltre a 21 cantine partner per un numero complessivo di 1.500 addetti e un fatturato generato stimato di 180 milioni di euro. Da aprile 2024 il presidente dell’Associazione è Tony Lo Coco.   La Redazione
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8 Marzo, 2025

Sol2Expo 2025. 230 aziende, 2000 visitatori, 234 buyer da 34 paesi

Ha chiuso i battenti il 4 marzo la prima edizione del salone dopo 28 in concomitanza con Vinitaly  Bricolo (Pres. Veronafiere) Abbiamo aggregato il Sistema olio in un progetto importante e di filiera.  Rebughini (Dg Veronafiere) Lavoreremo con gli espositori e il territorio per implementare ancor di più la manifestazione e rafforzare ulteriormente l’internazionalizzazione” Si è chiusa a Veronafiere l’edizione 2025 di SOL2EXPO – Full Olive Experience (sol2expo.com), il Salone interamente dedicato al mondo dell’olivo e dell’olio al suo debutto come rassegna autonoma dopo 28 edizioni in convivenza con Vinitaly. La prossima edizione è in calendario dal 1 al 3 marzo 2026.    Con 230 aziende espositrici presenti e una superficie espositiva raddoppiata di oltre 10 mila metri quadrati, la fiera ha visto la presenza di circa 2000 visitatori tra consumatori e  operatori professionali dei quali il 13% esteri, pari a 234 buyer da 34 Paesi (Austria, Albania, Armenia, Azerbaijan, Brasile, Bosnia ed Erzegovina, Corea del Sud, Croazia, Cile, Cina, Colombia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Israele, Marocco, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svizzera, Tunisia, Turchia, Ungheria, Vietnam), di cui 70 top buyer selezionati e invitati da Veronafiere e Agenzia ICE.   Dopo l’inaugurazione alla presenza del Ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e del presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, il programma della rassegna ha proposto oltre cinquanta appuntamenti tra convegni, cooking show, degustazioni e approfondimenti, per una maratona formativa e informativa che ha interessato il pubblico specializzato ma anche i consumatori, in particolare nella prima giornata. Tra gli appuntamenti più seguiti i convegni di presentazione degli studi presentati dall’Osservatorio SOL2EXPO-Nomisma sui consumatori italiani e sui mercati dell’olio italiano.   Lunedì 3 marzo si è riunito per la prima volta il Tavolo Olivicolo del ministero presieduto dal sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, insieme con i rappresentanti della filiera sono state definite a Verona le linee guida del nuovo Piano Olivicolo Nazionale.  Federico Bricolo, presidente di Veronafiere Con questa edizione abbiamo realizzato un importante progetto di filiera, aggregando tutto il Sistema che ruota intorno a questo straordinario prodotto del made in Italy, dalle istituzioni alle associazioni di categoria, ai consorzi, le regioni e i singoli produttori in rappresentanza di tutte le aree vocate del Paese. Il prossimo passo sarà quello di promuovere il comparto attraverso le nostre iniziative all’estero in Asia, Nord e Sud America, Expo di Osaka il prossimo luglio incluso, con l’obiettivo di portare a Verona il prossimo anno ancora più buyer internazionali.  Adolfo Rebughini, direttore generale della SpA veronese Abbiamo compiuto un passo decisivo decidendo di lanciare una fiera interamente dedicata all’olio e ai suoi derivati, una direzione che da tempo gli espositori ci chiedevano di intraprendere. Con la loro collaborazione delineeremo i prossimi passi per rappresentare l’intera filiera e valorizzare al massimo le opportunità offerte da questa manifestazione. Le tecnologie di matching con i buyer introdotte fin da questa edizione hanno già dato incoraggianti risultati. SOL2EXPO vuole affermarsi come appuntamento autonomo nel calendario di Veronafiere, un evento di primo piano con una forte identità propria. Al contempo, a livello internazionale, stiamo posizionando la rassegna, mantenendo un forte legame con Vinitaly in molte tappe estere, valorizzando sinergie e visibilità comuni. Questa visione strategica ci permette di gettare basi solide per il futuro del comparto oleario, creando nuove opportunità di business e di incontro sia per gli operatori professionali che per i consumatori finali”.   Con una panoramica a tutto tondo su prodotto, tecnologia, formazione e turismo, Sol2Expo – Full Olive Experience (2-4 marzo, Veronafiere) ha acceso i riflettori sull’intera filiera dell’olivicoltura italiana, dalla terra alla tavola e dalla produzione alla trasformazione, con focus che hanno spaziato dall’olio all’oliva e tutti i sottoprodotti e derivati, fino a wellness e cosmesi. L’anima business – con un piano di incoming di operatori esteri specializzati – è stata affiancata da un intenso programma consumer che ha previsto cooking show, workshop e degustazioni con pairing per il pubblico e gli appassionati, oltre alla possibilità di acquisto diretto.   La Redazione
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Guide enologiche internazionali: 145 punteggi massimi per i vini altoatesini Arrow Right Top Bg

8 Marzo, 2025

Guide enologiche internazionali: 145 punteggi massimi per i vini altoatesini

  Alcune delle più prestigiose guide enologiche internazionali confermano il percorso di successo della regione vinicola dell’Alto Adige. Nelle nuove edizioni sono state elargite ben 145 valutazioni massime per 105 vini di 38 produttori altoatesini. Si tratta di una crescita ragguardevole persino in confronto al successo dell’anno scorso. La valutazione delle più prestigiose guide enologiche è una sorta di certificazione per i viticoltori e gli enologi e, pertanto, il settore attende con trepidazione l’uscita delle ultime edizioni. Le attuali pubblicazioni di Decanter, Wine Enthusiast, VINUM, Falstaff, James Suckling e Gault&Millau conferiscono 145 punteggi massimi ai vini altoatesini. L’anno precedente erano stati 99. Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige È naturale che la crescita ci faccia piacere ma ci rallegra ancora di più il fatto che la punta si stia allargando, tanto che sono sempre più numerosi i produttori altoatesini che ottengono valutazioni eccellenti.   Vini di punta molto più numerosi Le cifre danno pienamente ragione a Kofler: se l’anno scorso i vini più apprezzati provenivano da 29 produttori, quest’anno provengono da ben 38. In totale sono stati assegnati i voti massimi a 105 vini diversi – un numero che supera di oltre il 50 % quello dell’anno precedente (68). Se si considera la distribuzione dei voti massimi, si piazza in testa alla classifica la Cantina Terlano con 19, seguita dalla Cantina Tramin (11) e dalla Cantina Produttori San Michele Appiano (10), la Tenuta Alois Lageder (9), la Cantina Girlan (8) nonché Manincor, Elena Walch e Nals Margreid con 7 valutazioni eccellenti ciascuna. Produttori con sette e più punteggi massimi Numero totale
di punteggi
massimi Numero vini
con il punteggio
massimo Cantina Terlano 19 9 Cantina Tramin 11 6 Cantina Produttori San Michele Appiano 10 5 Tenuta Alois Lageder 9 8 Cantina Girlan 8 5 Manincor 7 5 Nals Margreid 7 5 Elena Walch 7 5   Le guide enologiche lodano la diversità Il fatto che la regione vinicola dell’Alto Adige, nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte, sia straordinariamente eterogenea, è confermato non solo dalla varietà dei produttori, ma anche da quella dei vini più apprezzati. Tra i 105 vini premiati, infatti, figurano ben 15 varietà diverse di vitigno. “Questa diversità è ciò che contraddistingue la regione vinicola dell’Alto Adige ed è uno dei fattori che ci permettono di conquistare il favore degli esperti di vino in tutto il mondo”, afferma Andreas Kofler. Sebbene in Alto Adige si producano molti più vini bianchi che rossi, il vitigno con il maggior numero di vini che hanno ricevuto punteggi massimi è il Pinot nero che ne vanta 20, seguito dallo Chardonnay con 18 e dal Sauvignon con 13. Varietà con riconoscimenti nelle guide enologiche internazionali Numero vini
con il punteggio
massimo Pinot nero 20 Chardonnay 18 Sauvignon 13 Cuvée rossi 9 Cuvée bianchi 9 Cabernet/Cabernet Sauvignon 6 Gewürztraminer (di cui 3 vini dolci) 5 Pinot bianco 4 Terlano 4 Lagrein 3 Merlot 3 Riesling 2 Sylvaner 2 Moscato giallo (vino dolce) 1 Kerner 1 Grüner Veltliner 1 Moscato rosa 1 Müller-Thurgau 1 Vino da tavola rosso 1 Vino da tavola bianco 1 Totale 105   In totale quest’anno sono stati assegnati 80 punteggi massimi a 58 diversi vini bianchi e 55 valutazioni eccellenti a 42 vini rossi altoatesini. Sono rientrati nuovamente nella lista anche i vini dolci e 5 di loro possono vantare dieci valutazioni massime. Due produttori altoatesini possono, infine, festeggiare un premio speciale. Si tratta della Cantina Terlano con il 2021 Terlano Primo Grande Cuvée Alto Adige DOC che, nell’edizione 2025 di Falstaff, non solo ha ottenuto il punteggio massimo, pari a 100 punti, ma è stato anche definito “il miglior vino bianco”, mentre il titolo “Best in Show” è stato assegnato dalla rivista Decanter alla Cantina Andriano per il 2022 Gewürztraminer Passito Juvelo Alto Adige DOC.   Quale procedura seguono le valutazioni? Le valutazioni si basano su degustazioni effettuate ogni anno sia dalle guide vinicole italiane che da quelle internazionali. A scegliere i vini da degustare sono i produttori. Sono sempre loro a scegliere le singole guide a cui presentarli. I produttori sono supportati dal Consorzio Vini Alto Adige che, in collaborazione con IDM Alto Adige e la Camera di Commercio di Bolzano, raccoglie i vini destinati alla degustazione e li consegna alle guide enologiche. Se le guide lo desiderano, le degustazioni vengono anche organizzate a Bolzano.   La Redazione  
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7 Marzo, 2025

Il futuro passa di nuovo per Hofstätter. A Vinitaly arriva il dealcolato di alta gamma

  Dal 2020, Martin Foradori Hofstätter ha incarnato il volto del vino dealcolato in Italia, sfidando apertamente critiche e scetticismi. Con il carisma di un imprenditore di spessore, alla guida della tenuta altoatesina J. Hofstätter, realtà dalla tradizione centenaria, ha rivoluzionato il settore. Oggi, a cinque anni di distanza, il vino dealcolato è di interesse globale, sostenuto da dati in crescita che costringono persino i più diffidenti a riconsiderare le proprie opinioni. Ed è in questo momento storico che il produttore di Tramin-Termeno rilancia con un’innovazione nel segmento premium, offrendo un’alternativa di alta gamma per chi è alla ricerca di un vino senza alcol di fascia superiore: Dr. Fischer Zero Riesling Sparkling, nato al 100% da Riesling Kabinett. L’obiettivo è dimostrare che l’assenza di alcol non limita l’eccellenza e la raffinatezza dell’offerta. La nuova etichetta debutterà ufficialmente al Vinitaly 2025 e si prepara a riaccendere il dibattito. Martin Foradori Hofstätter Dopo un’accurata selezione di vini abbiamo individuato un Riesling Kabinett di alta qualità che è stato dealcolato per dare vita a un prodotto premium di questa categoria. Il termine “Kabinett” indica la prima classificazione dei vini a predicato tedeschi, quindi la base di partenza è di livello eccellente Il nuovo Riesling dealcolato sarà commercializzato sotto l’etichetta “Dr. Fischer”, azienda che Martin Foradori Hofstätter guida in Mosella, e sarà destinato esclusivamente al canale HO.RE.CA. Questa novità rappresenta la sintesi di due percorsi pionieristici intrapresi dal produttore altoatesino.  Nel 2014, la passione di Martin Foradori Hofstätter per il Riesling, lo ha portato ad essere il primo italiano ad investire nella Saar, la regione vinicola tedesca della Mosella, dove il nobile vitigno si esprime al meglio. Nel 2020 è nata anche la linea di prodotti Steinbock Riesling Zero ottenuti da Riesling dealcolato. Martin Foradori Hofstätter conosce profondamente il Riesling e le sue potenzialità, anche in versione “Alcohol Free” I risultati di mercato ci hanno dato grandi soddisfazioni per la nostra linea di vini dealcolati Steinbock Zero. La più grande è vedere i più scettici operatori del settore trasformarsi in clienti entusiasti. Un altro segnale che ci riempie di orgoglio è l’interesse crescente dei ristoranti stellati, che ci contattano per conoscere le condizioni di vendita e procedere con ordini. Questo dimostra che il lavoro svolto negli ultimi anni per innovare il settore e offrire alternative senza alcol di qualità sta davvero dando i suoi frutti. La Redazione
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7 Marzo, 2025

La Primavera di Castellinaldo alla seconda edizione

Degustazioni e masterclass dedicate al Castellinando Barera d’Alba DOC. Domenica 30 e lunedì 31 marzo al Palazzo Re Rebaudengo di Guarene (CN) L’Associazione Vinaioli del Castellinaldo inaugura la bella stagione presentando la 2ª edizione de “La Primavera del Castellinaldo”, evento dedicato al Castellinaldo Barbera d’Alba DOC, punta di diamante della Barbera d’Alba DOC, con più di 40 vini in mescita libera e 21 produttori coinvolti. La due giorni si terrà domenica 30 e lunedì 31 marzo al Palazzo Re Rebaudengo di piazza Roma 1 a Guarene (Cuneo), tra degustazioni, incontri con i produttori, visite al castello e scoperte enogastronomiche. L’iniziativa, divisa su due giornate, una per appassionati e l’altra riservata agli operatori professionali, celebra l’identità vinicola di un territorio che si distingue per la qualità e la tipicità dei suoi vini: i visitatori avranno l’opportunità di assaporare diverse interpretazioni di questa sottozona così particolare, raccontate direttamente dai produttori. Questi i produttori coinvolti:
Allerino Giovanni, Azienda Agricola Baudevin di Volantino Marco, Azienda Agricola Cerrato Fabio, Azienda Agricola Cravanzola S.S.A, Azienda Agricola Ferrero Michele, Azienda Agricola Fratelli Masucco, Azienda Agricola Margherita S.S,
Azienda Agricola Selezione Teo Costa, Azienda Agricola Vecchio, Azienda Agricola Vielmin, Bric Cenciurio, Cantina del Nebbiolo SCA, Cascina Chicco SSA, Cascina del Pozzo, Cascina Goregn, Cascina Torniero, La Granera, Marchisio Family
Organic Estate, Marchisio Tonino, Marsaglia, Morra Stefanino. PROGRAMMA – LA PRIMAVERA DEL CASTELLINALDO 2025 Il programma si apre domenica 30 marzo, giornata dedicata al pubblico di appassionati, alle 10:00, con un walk around tasting con i produttori associati: oltre 40 vini in mescita libera di Castellinaldo Barbera d’Alba.
Ospite food: Nocciola Piemonte. Alle 14:30 è prevista per gli ospiti una visita al Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo: un’esperienza immersiva nella collina di San Licerio con le mediatrici culturali dell’arte della Fondazione (durata: 1 ora; massimo 25 partecipanti,
accredito in loco). Alle 16:00, nel Salone Ex Granaio, si svolgerà la degustazione dedicata al Castellinaldo Barbera d’Alba guidata da Giancarlo Montaldo: l’assaggio di alcuni vini sarà l’occasione per scoprirne la storia, i dettagli sulla Sottozona, la realtà produttiva, le annate e i caratteri organolettici. Lunedì 31 marzo, a partire dalle 11:00, si riapre il banco d’assaggio per gli operatori professionali e giornalisti.
Alle 15:00, nel Salone Ex Granaio, si svolgerà una masterclass dedicata all’anteprima dell’annata 2023 e al Castellinaldo prodotto fuori Castellinaldo: Giancarlo Montaldo guiderà la degustazione raccontando storia, dettagli sulla Sottozona, realtà produttiva, e caratteri organolettici del Castellinaldo Barbera d’Alba; l’approfondimento esaminerà anche il Castellinaldo Barbera d’Alba prodotto fuori dal comune di Castellinaldo d’Alba ovvero nei paesi di Guarene,
Castagnito, Vezza d’Alba, Magliano Alfieri, Canele e Priocca. Ore 17:30 – nel Salone Ex Granaio, si svolgerà la masterclass verticale di Castellinaldo Barbera d’Alba, attraverso la degustazione di vini tra le annate 2016 e 2023.
Commenta Giancarlo Montaldo, consulente tecnico-scientifico della manifestazione e giornalista esperto che sin dagli esordi ha seguito la nascita della sottozona Nell’ambito della Primavera del Castellinaldo, le Masterclass hanno un duplice scopo: da un lato, informare gli appassionati, i giornalisti e gli operatori sulla realtà del Castellinaldo Barbera d’Alba; dall’altro, creare fidelizzazione di consumo per un vino che potrà rappresentare un elemento di crescita qualitativa ed economica di un territorio, il Roero Orientale, a lungo sottovalutato dalla realtà vitivinicola di Langa e Roero. Gli assaggi, le masterclass e tutte le visite sono gratuiti; le masterclass possono accogliere pubblico fino a esaurimento posti, con accredito online (https://eventi.vinaiolidelcastellinaldo.com/) e in loco. Luca Morra, presidente dell’Associazione Da oltre 30 anni produciamo e raccontiamo il Castellinaldo Barbera d’Alba DOC. Con questa iniziativa vogliamo affermare sempre più la nostra identità e dare valore a quella che è una “nicchia” del panorama vitivinicolo di Langhe e Roero. Abbiamo curato i minimi dettagli dell’evento e abbiamo cercato di fare sistema con gli enti del territorio, valori che da sempre contraddistinguono la nostra Associazione e che oggi ci consentono di svolgere la nostra due giorni in uno dei posti più belli e iconici dell’Albese, per accogliere al meglio a La Primavera del Castellinaldo appassionati di vino, giornalisti e operatori del mondo del vino.   VINAIOLI DEL CASTELLINALDO Dalla seconda metà degli anni ’80, un gruppo di giovani imprenditori di Castellinaldo rilanciò la produzione vitivinicola locale, portando la Barbera a nuovi livelli di eccellenza. Nel 1992 nacque l’Associazione Vinaioli di Castellinaldo, con
l’obiettivo di valorizzare il territorio e distinguere la Barbera di Castellinaldo all’interno della denominazione Barbera d’Alba DOC, anche attraverso l’istituzione di una sottozona. Parallelamente, si rivoluzionò il metodo di vinificazione, creando un vino particolarmente capace di evolversi nel tempo. Negli anni, la Vinaioli ha organizzato eventi per promuovere la Barbera di Castellinaldo, che si è fatto strada sui mercati internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 2016 il progetto della sottozona ha ripreso vigore con la registrazione del marchio collettivo “Castellinaldo” e l’introduzione di un Regolamento d’Uso con criteri produttivi più rigidi. Nel 2019, l’Associazione ha presentato al Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani la richiesta per il riconoscimento ufficiale della sottozona. Dopo un iter approfondito, la denominazione “Castellinaldo Barbera d’Alba” è stata finalmente riconosciuta, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2021. Un traguardo raggiunto grazie alla determinazione dei Vinaioli e al supporto di figure chiave come il giornalista Giancarlo Montaldo e l’enologo Gianfranco Cordero, che hanno contribuito a rendere Castellinaldo un punto di riferimento per la Barbera d’Alba. I NUMERI DEL CASTELLINALDO Aziende associate: 21 Ettari vitati: 14 Comuni: Castellinaldo, Castagnito, Canale, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca, Vezza d’Alba.
Bottiglie prodotte nella vendemmia 2024: 130mila vinaiolidelcastellinaldo.com
L’evento ha il patrocinio del Comune di Guarene, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Langhe Monferrato Roero ATL, Ais Piemonte delegazione di Cuneo-Alba. La Redazione
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Cavazza porta le vecchie annate a ProWein 2025: un viaggio nel tempo attraverso i vini dei Colli Berici Arrow Right Top Bg

6 Marzo, 2025

Cavazza porta le vecchie annate a ProWein 2025: un viaggio nel tempo attraverso i vini dei Colli Berici

Appuntamento a Düsseldorf dal 16 al 18 marzo alla Hall 16 stand F33 con il nuovo listino interamente dedicato ai vini d’archivio Cavazza si prepara a stupire il pubblico internazionale di ProWein 2025, la prestigiosa fiera del vino in programma a Düsseldorf dal 16 al 18 marzo, con un’inedita selezione di vecchie annate. Per la prima volta l’azienda di Montebello Vicentino, che sarà presente alla Hall 16 stand F33, porterà in degustazione un listino interamente dedicato a vini d’archivio, testimoniando il valore e la longevità delle produzioni dei Colli Berici. Dopo un lungo e meticoloso lavoro di archiviazione Cavazza è oggi in grado di offrire ai professionisti del settore e agli appassionati un viaggio nel tempo, attraverso etichette che raccontano l’evoluzione e il potenziale dell’invecchiamento. L’obiettivo è dimostrare come le particolari condizioni pedoclimatiche della zona e la filosofia produttiva della cantina possano esaltare struttura, complessità ed eleganza nel corso degli anni. Stefano Cavazza, alla guida dell’azienda insieme ai cugini Andrea, Mattia ed Elisa, quarta generazione della famiglia. “ Crediamo che l’invecchiamento sia una chiave di lettura fondamentale per comprendere la vera essenza del nostro territorio. Questa selezione esclusiva ci permette di condividere la nostra storia e la nostra visione con il pubblico internazionale, offrendo vini che sfidano il tempo e rivelano tutta la loro espressività. Tra le annate d’eccezione protagoniste a Düsseldorf, spiccano il Cabernet Cicogna 2013, il Merlot Cicogna 2015 e il Merlot Cicogna 2017, etichette che incarnano l’ambizione del progetto di invecchiamento e l’identità autentica dei Colli Berici. Oltre alle vecchie annate, Cavazza proporrà anche una selezione di vini più giovani, sia della zona dei Colli Berici che del territorio vulcanico di Gambellara, per offrire una panoramica completa della sua produzione. L’appuntamento con Cavazza a ProWein 2025 sarà un’opportunità unica per scoprire il fascino dell’invecchiamento e apprezzare la qualità senza tempo dei vini firmati Cavazza. La Redazione
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Identità, territorio e grandi vini Arrow Right Top Bg

5 Marzo, 2025

Identità, territorio e grandi vini

Ruchè al centro del primo evento di promozione del Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato Il Monferrato è un territorio di straordinaria bellezza, un mosaico di colline che raccontano storie di uomini e vigne, di tradizioni tramandate e di un legame indissolubile tra terra e cultura. In questo paesaggio, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, il vino diventa la più autentica espressione di un’identità che si nutre di storia e di innovazione continua, un ponte tra passato e futuro che il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato tutela e promuove con dedizione. Il Presidente del Consorzio Vitaliano Maccario Rappresentando tredici denominazioni d’eccellenza, il Consorzio non è solo custode di una straordinaria eredità vitivinicola, ma un interprete della sua evoluzione, un promotore di sostenibilità, qualità e autenticità. Le nostre iniziative si fanno voce di un territorio che ha saputo costruire nel tempo un modello di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, unendo il rispetto per le radici alla capacità di guardare oltre i confini. In questo contesto si inserisce il primo evento di promozione del 2025 promossi dal Consorzio, dedicati a una denominazione simbolo della ricchezza enologica del Monferrato, Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG , occasione di celebrazione e di incontro per raccontare, attraverso il vino, l’unicità di questa terra. In programma il 31 marzo all’NH Hotel Collection Piazza Carlina di Torino, l’appuntamento sarà dedicato all’Anteprima del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, un’occasione per scoprire la nuova annata di un vino che incarna il fascino e il mistero di un vitigno raro e prezioso. Con una storia che affonda le sue radici in racconti di antichi monasteri e intuizioni visionarie, il Ruchè ha saputo affermarsi come una delle espressioni più intriganti del Monferrato, un rosso elegante e seducente che conquista per le sue note di rosa appassita, spezie e frutti rossi maturi. L’evento sarà articolato in due momenti distinti: una degustazione alla cieca riservata a giornalisti e operatori del settore, pensata per offrire un’analisi tecnica e approfondita dell’annata, e un’area espositiva con banchi d’assaggio aperti anche al pubblico, dove i produttori racconteranno le sfumature di questo vino straordinario. Un’opportunità per avvicinarsi a un vitigno che negli anni ha saputo costruire un’identità forte e riconoscibile, conquistando il palato di esperti e appassionati e confermandosi come una delle grandi eccellenze piemontesi. Vitigno poco diffuso e coltivato in provincia di Asti, nella zona di Castagnole Monferrato ed in pochi altri comuni, il Ruchè è uno dei più rari vitigni autoctoni tra quelli coltivati nel Monferrato astigiano, che nasce da terreni calcarei e asciutti soggetti a elevata insolazione. Dal 1987, anno dell’ottenimento della denominazione DOC, ha registrato costanti e progressivi apprezzamenti che lo rendono oggi un’espressione di identità e varietà del territorio. La sua riqualificazione è dovuta a un religioso, Don Giacomo Cauda, che negli anni Sessanta ricoprì quei grappoli abbandonati rilanciando un vino destinato a registrare grande fortuna. Ha ottenuto la DOCG nel 2010 e la sua produzione tocca oggi il milione di bottiglie. Attraverso questi eventi di promozione, il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato ribadisce il suo impegno nel valorizzare e promuovere le denominazioni che rappresentano il cuore pulsante di un territorio unico, unendo alla tutela delle tradizioni un forte impulso all’innovazione e alla divulgazione. Occasioni per raccontare non solo vini straordinari, ma il valore di un paesaggio che si esprime attraverso la sua viticoltura, un patrimonio fatto di storie, passione e visione, che continua a scrivere nuove pagine di eccellenza. La Redazione
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