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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

Neo mamme e Mom to be in cantina Arrow Right Top Bg

11 Maggio, 2026

Neo mamme e Mom to be in cantina

  In occasione della Festa della Mamma, quattro protagoniste del vino italiano si raccontano e ci accompagnano dietro le quinte della produzione vinicola, dove l’amore per la terra si fonde con quello per i figli, tra album di ricordi enologici e l’ambizione di tramandare un mestiere che è, prima di tutto, un atto d’amore.   LA MOM TO BE DEL TRENTO DOC   C’è un filo invisibile che lega il tempo d’attesa di una nuova cuvée a quello di una gravidanza: la cura, la pazienza e l’emozione del veder nascere qualcosa di unico. Lo sa bene Alessandra Stelzer, futura mamma di Aurora (a giugno 2026), titolare, insieme alla sorella Maddalena, di Maso Martis, prestigiosa maison spumantistica trentina fondata dai genitori Roberta Giuriali e Antonio Stelzer. Classe 1993 – stesso anno in cui è stata riconosciuta la Doc Trento e in cui la cantina Maso Martis ha rilasciato il suo primo Metodo Classico – Alessandra si occupa di comunicazione e marketing e rappresenta la next generation al femminile del vino in Trentino portando avanti il progetto enologico e “d’amore” avviato dai genitori 36 anni fa sulle colline di Martignano, sopra Trento, a circa 450 metri di altitudine. Sono 12 gli ettari di vigneti coltivati in regime biologico dove la cantina unisce tradizione, sostenibilità e cura artigianale, con l’obiettivo di esprimere al meglio il carattere delle bollicine di montagna. Alessandra Stelzer ⁠Mi piacerebbe fare un salto tra qualche anno nel futuro per vedere mia figlia e come sono riuscita a coniugare la duplice identità di mamma e produttrice di vino, spero di riuscirci al meglio e sono consapevole che nel mio ruolo dovrò trovare una dimensione che mi consenta di seguire come sempre l’azienda ma anche la famiglia cercando magari di delegare, soprattutto nel primo periodo. Sono fortunata perché posso contare su mia sorella Maddalena, che guida l’azienda insieme a me, sui miei genitori e tutto il team: Maso Martis è una famiglia in tutto e per tutto; quindi, ci stiamo preparando tutti all’arrivo di questa “Madamoiselle” con emozione. Abbiamo anche ampliato l’organico della cantina proprio per continuare il nostro percorso nell’enoturismo su cui stiamo investendo molto, con l’arrivo di Aurora servirà una mano per gestire degustazioni e visite. Ad aiutarmi in questo percorso ho l’esempio straordinario di mia mamma Roberta che è riuscita a essere madre e imprenditrice in un momento cruciale dell’azienda che era appena nata, con pochi collaboratori e tantissime cose da fare. La vigna e la cantina sono parti integranti della mia vita, sono state lo scenario della mia infanzia e ci sono cresciuta, spero anche mia figlia possa amarle come le amo io. Sono felice di poter regalare ad Aurora la gioia e la libertà di vivere immersa nella natura e nelle vigne, dove godere di spazi aperti, dove ogni angolo è una scoperta e soprattutto di poterle fare vivere il mio lavoro, come io ho fatto ai tempi con i miei genitori.  Per celebrare questa nuova vita che entra nella famiglia Maso Martis «mi piacerebbe magari creare una riserva particolare, legata a questa vendemmia, ma vedremo come andrà la stagione. Sarebbe bello creare un vino che poi nei prossimi anni potremo aprire insieme. Durante la gravidanza, che sta giungendo al termine, ho vissuto molte emozioni e parallelismi con la creazione delle nostre bollicine: quando creiamo la cuvée sappiamo un po’ cosa aspettarci ma mai effettivamente quale sarà il risultato finale. In questi nove mesi ovviamente ho fantasticato su come sarà mia figlia, cosa avrà preso da me o da mio marito, ma scopriremo tutto solo quando nascerà: questa sorpresa dell’attesa è emozionante come quando stappiamo una nuova cuvée per la prima volta. La deadline per la “sboccatura” è il 26 giugno e la prossima vendemmia sarà molto speciale, la prima con Aurora che spero sarà una bimba sparkling come le nostre bollicine di montagna».   NINNE NANNE AL SAGRANTINO    Classe 1987 e mamma di Alice (3 anni e mezzo), Vera Lafranconi nasce a Lecco e si laurea in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Milano. Innamoratasi del Sagrantino di Montefalco durante un tirocinio, si trasferisce in Umbria e dal 2012 è enologa resident e cellar master della cantina Arnaldo Caprai, azienda simbolo dell’enologia regionale e nazionale fondata nel 1971 e guidata da Marco Caprai dal 1988, che oggi condivide l’attività con la famiglia Angelini. Vera Lafranconi La cantina e la vigna per la mia bimba, Alice, sono ambienti famigliari e l’ho portata molte volte con me: già da piccolissima riconosceva i rumori della vendemmia, dell’imbottigliamento, delle pompe anzi spesso i suoni della cantina sono stati la sua ninna nanna, durante la gravidanza e anche dopo. Mi ha sempre reso molto felice sapere che la cantina e la vigna, miei luoghi del cuore, lo sono anche per mia figlia in qualche modo. Durante la gravidanza ho sempre continuato la mia attività con serenità, grazie anche al supporto e alle attenzioni di tutto il gruppo di colleghi e dell’azienda Arnaldo Caprai che da 14 anni è la mia casa lavorativa e non solo. Prosegue l’enologa: «Mia figlia e il mio lavoro sono i due motori delle mie giornate, per me è fondamentale conciliare le due identità di enologa e mamma cercando di ottimizzare i tempi: le parole chiave sono amore e organizzazione, in cantina come in famiglia. La gravidanza prima e oggi la maternità sono momenti impegnativi ma meravigliosi proprio perché ho trovato la chiave per non rinunciare a nulla. Ricordo con grande affetto che proprio due giorni prima di partorire ero in cantina con Michel Rolland a lavorare sugli assemblaggi. Bisogna scoprire il punto di equilibrio, ad esempio, tra i tempi della vendemmia, che sono laboriosi, e quelli della crescita della bambina alla quale dedicare tempo di qualità coinvolgendola il più possibile nella mia professione». Come dice la piccola Alice orgogliosissima: “Oggi sono stata in cantina perché la mia mamma fa il vino”, «è appassionata del mio lavoro, ma dopotutto già dopo un mese dalla nascita era con me in cantina e ho delle foto di lei che tiene fra le mani un grappolino di Chardonnay e lo getta nella pressa. Le faccio annusare la frutta, i fiori, cerco di farle capire le note aromatiche e lei è molto emozionata ed entusiasta, chissà forse diventerà un’enologa. Ogni anno il primo giorno di vendemmia la porto in cantina, è un momento simbolico che racchiude un anno di lavoro, averla vicino mi fa piacere. Per lei sto anche collezionando una bottiglia di ogni vino che realizzo e poi scatto una sua foto con un grappolino d’uva di quell’annata in mano: un album di ricordi enologici e di vita che vorrei lasciarle in eredità. Ogni vendemmia vivo, in senso lato, una sensazione simile alla maternità: quell’emozione unica di far crescere qualcosa, prendersene cura e farlo nascere. Essere mamma ed essere enologa hanno molti aspetti in comune. Alice mi chiamerebbe forse “la mamma dei vini di Arnaldo Caprai”». BARBERA E BIBERON   Mamma da soli sette mesi, Federica Grasso conta su marito e sorelle per destreggiarsi tra vita privata e lavoro nell’azienda di famiglia, Cà del Baio. Situata a Treiso, nel cuore delle Langhe, la cantina vanta oltre cento anni di storia e vede oggi impegnata la quarta generazione: Federica, infatti, lavora fianco a fianco con le sorelle Paola e Valentina e i genitori Giulio e Luciana. Il cuore pulsante della tenuta sono i 30 ettari di proprietà, dove il Nebbiolo regna sovrano dando vita ai pregiati Barbaresco Autinbej, Asili, Pora e Vallegrande. Accanto ai grandi classici del territorio – Dolcetto, Barbera, Moscato e Chardonnay – spicca il Riesling, una scelta distintiva che riflette il desiderio della famiglia Grasso di sperimentare oltre la tradizione. Fedele alla filosofia di The Green Experience, l’azienda pratica una viticoltura sostenibile, attenta all’ecosistema e alla biodiversità, con l’abolizione di concimi chimici e diserbanti, l’uso di lieviti autoctoni, il sovescio tra i filari, la diffusione di insetti pronubi ed essenze floreali, e la collocazione di nidi per gli uccelli funzionali alla coltura. Federica Grasso Il mio lavoro è sempre stato la mia passione. La mia vita è decisamente cambiata con l’arrivo, sette mesi fa, di mio figlio Cesare Ernesto. Il nome è dedicato a mio nonno, figura molto importante per me. Di carattere sono una persona precisa a cui piace tenere tutto sotto controllo e durante la gravidanza io e mio marito ci siamo ben organizzati. Questa genitoriale è una nuova fase della mia vita che non sto vivendo da sola: mio marito è mammo al 50% con me! È davvero fondamentale avere un partner di vita che capisce e condivide al 100% questo ruolo di genitore. Affrontare il ruolo da neo mamma è una sfida quotidiana. Ma il fatto di avere le mie due sorelle, con le quali conduciamo la cantina, già mamme mi ha aiutato molto: ho preso ispirazione da loro e mi hanno insegnato a trovare un giusto equilibrio tra la gestione aziendale e quella familiare. Il poter svolgere il lavoro che amo, senza rinunciare alla cura e crescita di mio figlio, è possibile grazie all’ aiuto fondamentale dei nonni e ribadisco di mio marito. Io e le mie sorelle abbiamo avuto la fortuna di crescere con i nonni che insieme ai nostri genitori ci hanno trasmesso la passione e la cura per questo lavoro in modo molto silenzioso. Spero di poter trasmettere a mio figlio lo stesso amore. A fine giornata la cosa che mi riempie di gioia è la visita in cantina di Cesare Ernesto.   PALTRINIERI, FLYING MAMMA    Neo mamma da appena due mesi, Cecilia Paltrinieri vive una nuova stagione della vita con la stessa energia con cui accoglie ogni giorno visitatori e appassionati nella cantina di famiglia, Cantina Paltrinieri, nel cuore della denominazione del Lambrusco di Sorbara. Responsabile accoglienza e prossimamente anche del reparto estero, Cecilia rappresenta una nuova generazione che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici. Cecilia Paltrinieri Mia figlia Anna è nata a febbraio, quindi per me è ancora tutto molto nuovo. Faccio quello che posso, non sono ancora a pieno regime, ma sto cercando di far conciliare al meglio il lavoro e il mio nuovo ruolo di mamma. Quando rientrerà completamente in azienda, oltre alla supervisione dell’accoglienza seguirà anche il reparto estero, oggi affidato a una consulenza di lunga data: «L’idea è quella di portare sempre più questa gestione all’interno della famiglia. Probabilmente già da questa estate mi occuperò principalmente di questo, continuando a seguire anche l’accoglienza. Una nuova organizzazione che Cecilia guarda con entusiasmo: È una cosa di cui devo ancora capire bene tempi e ritmi, però il mio lavoro mi piace e vorrei essere nelle condizioni di poterlo svolgere come prima, se non anche meglio.E aggiunge, con uno sguardo rivolto al futuro: «Ho quasi questo presentimento, questo auspicio, che mia figlia possa davvero farmi fiorire ancora di più anche sul lavoro. Giorno per giorno sto cercando di capire come crescere in entrambe le cose.  La prospettiva di lavorare con l’estero, tra possibili viaggi e nuovi impegni, non la spaventa: «Ho la fortuna di vivere in un contesto familiare allargato che mi aiuta tanto. Posso contare sulla mia mamma, la nonna di Anna, e anche su mia nonna, che a 85 anni è ancora molto attiva». Un sostegno prezioso, reso ancora più concreto dal fatto che casa e azienda condividono gli stessi spazi: «Abitiamo proprio di fianco alla cantina, è un’unica proprietà. Per andare al lavoro ci metto dieci secondi. Questo mi permette di vivere la maternità con serenità senza rinunciare alle mie ambizioni lavorative».  La Redazione
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In Italia è Trend Crémant: Lgcf: +44% Nel primo trimestre del 2026 Arrow Right Top Bg

10 Maggio, 2026

In Italia è Trend Crémant: Lgcf: +44% Nel primo trimestre del 2026

  Tutti pazzi per il Crémant. Lo dicono i numeri: la domanda del Metodo Classico francese prodotto fuori dalla regione della Champagne è in grande crescita, tanto che il mercato globale del Crémant ha stabilmente superato la soglia delle 100 milioni di bottiglie vendute ogni anno.   Anche in Italia il trend è positivo e negli ultimi 4 anni il numero di bottiglie vendute complessivamente è salito da 450 mila fino a oltre 2,5 milioni, per un giro d’affari pari a 13 milioni di euro. Un exploit che porta in primis la firma di Les Grands Chais de France, che nel nostro Paese lo scorso anno ha venduto quasi 1 milione di bottiglie di Crémant, come confermato dalla Country Manager Romina Romano a Vinitaly. Un dato rilevate, che corrisponde al 25% della quota di mercato di Crémant complessivamente venduto nel nostro Paese. I numeri del Gruppo francese si confermano in crescita anche nel primo trimestre del 2026, tanto che le vendite di bottiglie di Crémant in Italia segnano un +44% rispetto allo stesso periodo del 2025, per un totale di 250 mila bottiglie vendute da LGCF quest’anno contro le 170 mila di un anno fa. Romina Romano L’Italia è un mercato strategico per Les Grands Chais de France e negli ultimi anni abbiamo registrato volumi di vendite in costante crescita. L’Italia vanta una tradizione enologica e una cultura del vino notevole, oltre che una storica passione per la bollicina Metodo Classico, tanto che in questi primi 3 mesi del 2026 le nostre vendite di Crémant hanno superato quota 250 mila bottiglie, vale a dire il 44% in più rispetto allo scorso anno. È un dato importante, che ci rende orgogliosi e che certifica quanto il consumatore italiano sia attento alle produzioni di qualità che il nostro Gruppo offre nelle otto diverse denominazioni di Crémant che produciamo. Les Grands Chais de France è infatti l’unico produttore di Crémant in tutte e 8 le regioni vinicole dove questa tipologia di Metodo Classico viene prodotto, con 19 milioni di bottiglie commercializzate nel 2025, ed è leader nelle otto regioni francesi DOP del Crémant: infatti, il Gruppo rappresenta il 38% di tutti i Crémants de Bordeaux, il 34% dei Crémants de Loire, il 32% dei Crémants de Jura, il 31% dei Crémants de Die e il 20% dei Crémants d’Alsace. Sono otto le regioni vinicole francesi che producono Crémant sono: Alsazia, Borgogna, Loira, Jura, Bordeaux, Savoia, Limoux (Languedoc-Roussillon) e Die (Rodano). A caratterizzare ogni Crémant sono i vitigni, che variano da regione a regione: tra i più utilizzati troviamo lo Chardonnay, il Pinot Nero, il Pinot Bianco e lo Chenin Blanc, affiancati in alcune zone da varietà tradizionali locali come il Jacquère, il Clairette o il Mauzac. Questi conferiscono ai vini profili unici, espressioni dirette della ricchezza e varietà dei terroir francesi. Per ogni regione, Les Grands Chais de France propone diverse interpretazioni di Crémant, ognuna rappresentativa del proprio territorio d’origine. ORIGINE DEL TERMINE CRÉMANT Crémant è un sostantivo derivato da un aggettivo, a sua volta derivato dal participio presente del verbo crémer, attestato fin dal 1580 con il significato di “coprirsi di crema”. Che cosa c’entra la crema? In questo caso non si tratta di un prodotto del latte, bensì di un sinonimo di mousse, ovvero “spuma”. Crémant evoca dunque la generosità con cui il vino genera una spuma così delicatamente compatta da aderire al calice e sormontare il liquido. Un’immagine poetica, molto raffinata. Forse però crémant possiede nella lingua di Molière una connotazione leggermente più blanda di mousseux, vocabolo più energico e impetuoso. Non a caso, cento o duecento anni or sono, crémant era impiegato in Champagne per designare vini effervescenti con una minore sovrappressione dei mousseux, dunque in grado di produrre solo una crema, anziché una spuma tumultuosa. LE 8 REGIONI VINICOLE DEI CRÉMANT Le 8 regioni vinicole francesi che producono Crémant sono: Alsazia, Borgogna, Loira, Jura, Bordeaux, Savoia, Limoux (Languedoc-Roussillon) e Die (Rodano), ognuna con vitigni e caratteristiche specifiche, offrendo un’ottima alternativa allo Champagne, spesso con un miglior rapporto qualità-prezzo. Ecco le principali regioni e le loro peculiarità: Alsazia (Alsace): utilizza uve come Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Grigio, per uno stile fresco e fruttato. Borgogna (Bourgogne): spesso a base di Chardonnay e Pinot Noir, offre eleganza e complessità. Loira (Loire): famosa per i suoi Chenin Blanc e Cabernet Franc, con profumi di mela e agrumi. Jura: con uve autoctone come il Savagnin, dà vita a Crémant unici e minerali. Savoia (Savoie): con il suo clima alpino e vitigni come Jacquère, offre freschezza e vivacità. Limoux (Languedoc-Roussillon): con il Mauzac, Chardonnay e Chenin Blanc, ha origini antichissime (la Blanquette de Limoux). Die (Rodano): produzione basata principalmente sulla Clairette, per un’opzione leggera e aromatica. Bordeaux: anche questa regione bordolese produce Crémant, integrando uve locali come Sémillon, Sauvignon e Ugni Blanc. In ognuna di queste aree, il vino Crémant viene prodotto seguendo il metodo tradizionale, lo stesso adottato per lo Champagne: rifermentazione in bottiglia con aggiunta di zucchero e lieviti, seguita da un affinamento minimo di 9 mesi sulle fecce, che arricchisce il vino in struttura e complessità. Un processo rigoroso, curato minuziosamente in ogni dettaglio. A caratterizzare ogni Crémant, tuttavia, contribuisce soprattutto la scelta dei vitigni, che varia sensibilmente da regione a regione: tra i più utilizzati troviamo lo Chardonnay, il Pinot Nero, il Pinot Bianco e lo Chenin Blanc, affiancati in alcune zone da varietà tradizionali locali come il Jacquère, il Clairette o il Mauzac. Questi conferiscono ai vini profili unici, espressioni dirette della ricchezza e varietà dei terroir francesi. Come detto, Les Grands Chais de France è l’unico produttore di Crémant in tutte e 8 le regioni vinicole dove questa tipologia di metodo classico viene prodotto. In gamma si possono trovare dai Crémant più tradizionali ai Crémant biologici, vegani e anche senza solfiti aggiunti. ALSAZIA Le influenze tedesche e francesi si fondono, creando vini di grande eleganza e freschezza. Il paesaggio, caratterizzato da colline dolci e terreni vari, contribuisce a una diversità di stili e sapori. 3.900 ettari destinati alla produzione di Crémant, 33 milioni di bottiglie prodotte annualmente. Denominazione nata nel 1976. Solitamente sono composti da un blend armonioso di Pinot Blanc, Riesling, Pinot Gris, Chardonnay, Auxerrois e Pinot Noir. 1895 Domaine de la Ville de Colmar – Crémant d’Alsace AOC Riesling Crémant che nasce da uve 100% Riesling, raccolte a mano dopo perfetta maturazione. Vino prodotto con metodo tradizionale, con seconda fermentazione in bottiglia e affinamento “sur lattes” che permette alle bollicine di presentarsi con incomparabile finezza e garantisce una generosa sensazione di morbidezza. Prezzo: 19,9 euro Arthur Metz Prestige – Crémant d’Alsace AOP Brut Prestige Il Crémant Prestige Brut Arthur Metz è prodotto secondo il metodo tradizionale, con affinamento di 12 mesi “sur lattes” che conferisce un perlage di grande finezza e piacevole sensazione di cremosità. Le uve sono raccolte a mano. Di colore giallo pallido con riflessi verdi, questo Crémant presenta note di frutti a polpa bianca, come pera e mela. Vivace, con piacevole finale, si accompagna perfettamente come aperitivo e a piatti di pesce o dessert. Prezzo: 14,5 euro BORGOGNA Questa regione, con la sua ricca storia vinicola che risale ai monaci medievali, produce uno spumante che riflette la complessità e la finezza del suo terroir. Il clima temperato e i terreni calcarei sono ideali per la coltivazione delle varietà utilizzate in questo Crémant. 2.861 ettari destinati alla produzione di Crémant, 19,2 milioni di bottiglie. Denominazione nata nel 1976. Uve: Pinot Noir e Chardonnay (minimo 30% della cuvée), Pinot Blanc, Pinot Gris, Gamay Noir à jus blanc (massimo 20% della cuvée), Aligoté, Melon e Sacy. Chartron et Trébuchet Chardonnay Extra Brut – AOP Crémant  de Bourgogne Crémant 100% Chardonnay, prodotto con metodo tradizionale, proveniente principalmente dallo Châtillonnais, a nord della Côte d’Or, e dalla Borgogna meridionale. Le uve vengono pressate immediatamente all’arrivo in cantina e la fermentazione avviene in tini di acciaio inox. La presa di spuma avviene in bottiglia con affinamento di 12 mesi “sur lattes”, prima del passaggio in gyropallet e della sboccatura, a cui segue l’aggiunta del liqueur d’expédition prima della tappatura. Il vino si presenta di colore giallo dorato pallido, con bollicine fini e spuma persistente; al naso emergono note sottili di fiori bianchi, nocciola e brioche. È ideale come aperitivo, ma è anche un ottimo Crémant da bere “a tutto pasto” o con dessert a base di frutta. Prezzo: 19,9 euro Pierre André Brut – AOP Crémant de Bourgogne  Crémant che nasce da un blend di diversi vitigni – Chardonnay, Pinot Noir, Gamay e Aligoté – provenienti da vigne delle Côtes e Hautes Côtes de Beaune e de Nuits e della Côte Chalonnaise. Vinificato con metodo tradizione, le uve Pierre André Brut vengono pressate all’arrivo in cantina con presse pneumatiche e la fermentazione viene effettuata in tini di acciaio inox. La presa di spuma avviene in bottiglia con un affinamento di 18 mesi “sur lattes” a cui segue l’aggiunta del liqueur d’expédition prima della tappatura. Il colore è quello dell’oro bianco, impreziosito da bollicine fini. Al naso spiccano piacevoli note di fiori bianchi, fiori d’arancio e brioche fresca. Si presenta fresco ed elegante, con un eccellente equilibrio tra acidità, potenza aromatica e delicatezza dell’effervescenza. Pierre André Brut è perfetto come aperitivo e si abbina anche a pollame, frutti di mare in salsa e dessert come i sorbetti. Prezzo: 19,9 euro LOIRA Il Crémant de Loire, proveniente dalla pittoresca Valle della Loira, è stato riconosciuto come AOC nel 1975. Questa regione, con i suoi castelli storici e il paesaggio fluviale, vanta una tradizione vinicola che risale all’epoca romana. Il clima varia da continentale a marittimo, influenzando direttamente la varietà e la qualità dei vini prodotti qui. Uve : Chenin Blanc, Cabernet Franc e Chardonnay. Marquis De Goulaine Tête De Cuvee – AOP Crémant de Loire Bianco Questo Crémant nasce nella Valle della Loira da uve Chenin, Chardonnay e Cabernet Franc. Vinificato con metodo tradizionale e rifermentazione in bottiglia per la presa di spuma, viene affinato “sur lattes” in cantina per 18-24 mesi: ciò conferisce al vino complessità, finezza e morbidezza. Di colore giallo pallido brillante con riflessi argentei, in bocca propone note di frutta bianca, pesca, miele e un accenno di gelsomino. È un Crémant raffinato con una buona persistenza e vanta un ottimo equilibrio tra la potenza aromatica e la morbidezza dei frutti a polpa bianca. Perfetto con frutti di mare, ostriche, formaggio di capra. Prezzo: 17,9 euro Lacheteau – AOP Crémant de Loire Extra-Sec Vinificato con metodo tradizionale, prima dell’imbottigliamento viene aggiunto alla cuvée il liqueur de tirage. Le bottiglie vengono poi poste “sur lattes” per la seconda fermentazione e dopo la sboccatura viene aggiunto il liqueur d’expédition. Questo Crémant ha un colore giallo pallido, limpido, mentre le bollicine sono fini e delicate. I sentori, al naso, riportano a note floreali e di frutta, in particolare pesca bianca e pesca nettarina, con alcuni accenni di frutta secca. In bocca è armonioso, con sentori fruttati. Da bere come apritivo, si abbina a carni bianche e a insalate. Prezzo: 10,9 euro JURA Questa regione, conosciuta per i suoi vini unici e distintivi, offre un terroir ideale, con un clima fresco e terreni ricchi di marne. La storia vinicola del Jura, ricca di tradizioni e innovazioni, si rispecchia in questo spumante di carattere. 515 ettari, 1,7 milioni di bottiglie. Denominazione nata nel 1995. Uve : Poulsard, Pinot Noir, Trousseau, Chardonnay and Savagnin. Per il Crémant du Jura blanc, Chardonnay, Pinot Noir and Trousseau devono essere almeno il 70% della cuvée. Per il Crémant du Jura rosé, Pinot Noir, Poulsard and Trousseau devono essere almeno  il 50% della cuvée. Marcel Cabelier Vintage – AOP Crémant du Jura Prodotto con uve Chardonnay provenienti dalla regione della Franca Contea, tra la Borgogna e la Svizzera. Le uve sono raccolte a mano, la pressatura è diretta e la fermentazione avviene in tini di acciaio inox. La seconda fermentazione è in bottiglia e con affinamento sui lieviti per almeno un anno. Marcel Cabelier Vintage ha il caratteristico colore giallo-verdolino con fini bollicine. Al naso è intenso e presenta un mix di sentori di miele e mela verde con note di brioche. Perfetto come aperitivo o da degustare con il dessert. Prezzo: 20 euro BORDEAUX Il Crémant de Bordeaux è stato riconosciuto come AOC nel 1990. Questa regione, con la sua lunga storia vinicola, mostra un lato diverso con questo spumante. Il clima temperato e i terreni ben drenati sono perfetti per le varietà utilizzate, creando un Crémant che sorprende con il suo carattere fruttato. Produzione totale 800.000-1 milione di bottiglie circa. Vitigni: Cabernet Savignon, Cabernet Franc, Merlot, Malbec, Petit Verdot o Carmenere per i Crémant rosati.  A questi si possono aggiungere Semillon, Sauvignon bianco o grigio, Colombard, Ugni Blanc e Muscadelle per i Crémant bianchi. Calvet – AOP Crémant de Bordeaux Extra Brut Maison Calvet è tra i più antichi négociant della regione di Bordeaux e da oltre 200 anni è un punto di riferimento vitivinicolo d’eccezione. Questo Crémant de Bordeaux nasce da una selezione delle migliori uve, affinate sur lattes. Si presenta con il caratteristico colore giallo pallido con riflessi verdi e bollicine finissime. Raffinato e fresco, al palato ha note agrumate che lo rendono perfetto come aperitivo o “da tutto pasto” soprattutto con piatti di pesce come il Lamprey à la bordelaise. Prezzo: 14,9 euro Timberlay – AOP Crémant de Bordeaux Blend composto da 60% Sémillon e 40% Merlot, con uve raccolte a mano. Il processo di vinificazione avviene in tini di acciaio inox, a temperatura controllata (tra 16°C e 18°C), seguita dalla rifermentazione in bottiglia, 12 mesi prima della sboccatura. Timberlay ha un colore giallo pallido con bollicine particolarmente fini. Al naso presenta note di fiori bianchi e agrumi, il gusto è fresco e si abbina perfettamente ai dessert o in accompagnamento a piatti a base di carne. Prezzo: 11,9 euro SAVOIA Situata nelle Alpi francesi, la Savoia è una regione con un paesaggio montano mozzafiato. La viticoltura qui beneficia di un clima alpino, che insieme ai terreni poveri e rocciosi, crea un Crémant dal gusto fresco e vivace, che riflette la purezza e la bellezza della sua regione d’origine. 57 ettari destinati alla produzione di Crémant, 350.000 bottiglie di produzione annua totale. Denominazione nata nel 2014. 40% minimo di uva Jacquère G&G Bouvet – Crémant de Savoie   Crémant prodotto da uve Jacquère, Altesse e Chardonnay raccolte a mano e riposte in cassette forate. Le bottiglie riposano “sur lattes” per un minimo di nove mesi, prima di essere sottoposte a remuage e lasciate riposare per altri tre mesi: un periodo di maturazione totale di 12 mesi è essenziale affinché le bollicine si integrino completamente e per ottenere un perlage fine ed elegante. Di colore oro pallido, al naso spicca una freschezza fruttata avvolta da note floreali. I sentori riportano agli aromi di fiori alpini. Questo Crémant è il compagno ideale per ogni aperitivo. Prezzo: 14,9 euro Clos Petraz Maison Du Vigneron – AOP Crémant de Savoie Crémant che nasce da uve Jacquère, Altesse e Chardonnay raccolte a mano in cassette forate. Clos Petraz è prodotto secondo il metodo tradizionale e un affinamento minimo di 24 mesi dopo l’imbottigliamento. Questo lungo riposo è essenziale per un perlage fine ed elegante. Si presenta di colore oro pallido, al naso si apre con note agrumate completate da fiori bianchi di gelsomino, caprifoglio e fiori di vite. In bocca gli aromi sono più complessi: albicocche, nocciole tostate e brioch accompagnano il sorso verso un finale dalle note minerali tipiche del terroir di questo Clos. Si accompagna perfettamente a piatti dalla diversa complessità. Prezzo: 20 euro LIMOUX (Languedoc-Roussillon) Il Crémant de Limoux ha radici profonde nella regione del Languedoc, vicino alla città di Limoux. Si ritiene che qui sia stato prodotto uno dei primi vini spumanti del mondo, già nel XVI secolo. Con il riconoscimento AOC ottenuto nel 1990, il Crémant de Limoux continua la tradizione di un vino che unisce storia e modernità. La regione, caratterizzata da un clima più caldo e terreni diversificati, produce un Crémant distintivo. 1,1 milioni di bottiglie vendute solo da GCF, dati totale non disponibili. Vitigni: Mauzac, con aggiunte di Chardonnay e Chenin Blanc. Tholomies – AOP Crémant de Limoux Tholomies è un blend di uve: 50% Chardonnay, 20% Pinot Noir, 20% Chenin e10% Mauzac. Si tratta di un Crémant prodotto a 25 km da Carcassonne, lungo l’alta valle dell’Aude, tra i plateau del Chalabrais e di Lacamp sul versante orientale. La pressatura dell’uva è seguita dalla vinificazione a 18°C in tini termoregolati, mentre l’affinamento è in vasca. Il vino viene imbottigliato dopo l’assemblaggio, il collaggio e la filtrazione e successivamente riposa “sur lattes” per 12 mesi. Di colore oro brillante, presenta inconfondibili note di limone e mandorla dolce. Al gusto è morbido, estremamente rinfrescante e con un finale vellutato. Questo Crémant è perfetto come aperitivo, con pesce, frutti di mare o per accompagnare l’intero pasto. Prezzo: 9,9 euro Salasar Carte Azur – AOP Crémant de Limoux Vino che nasce da un blend di diversi vitigni: 50% Chardonnay, 20% Pinot Noir, 20% Chenin, 10% Mauzac. Alla pressatura dei grappoli segue la vinificazione a 18°C in tini termoregolati. L’affinamento è in vasca. Il vino viene imbottigliato dopo l’assemblaggio, il collaggio e la filtrazione, a cui segue un riposo “sur lattes” per 12 mesi. Salasar Carte Azur ha un colore oro brillante, con note di limone e mandorla dolce all’olfatto. In bocca risulta fresco, equilibrati e con un finale vellutato. Si accompagna bene come aperitivo o con piatti anche robusti come la cassoulet tradizionale della regione. Prezzo: 15,9 euro DIE (Rodano) Nella Drôme, regione di Rodano-Alpi, troviamo il Crémant de Die, riconosciuto come AOC nel 1993. La storia di questo vino è intrecciata con quella della regione, dove la viticoltura risale ai tempi romani. Il clima mediterraneo e i terreni calcarei e argillosi favoriscono la crescita dell’uva Clairette, che conferisce al Crémant de Die il suo profilo unico. 62 ettari, 100.000 bottiglie all’anno Vitigni: Principalmente Clairette, che conferisce al Crémant de Die un profilo aromatico distintivo. Carod Frères – AOP Crémant de Die Crémant che nasce da un blend di diversi vitigni: 85% Clairette blanche, 10% Aligoté, 5% Moscato secco (Muscat). È prodotto con metodo tradizionale e dopo la pressatura e la fermentazione il vino viene imbottigliato per la seconda rifermentazione per un periodo di almeno 12 mesi. Si presenta con un caratteristico colore oro pallido; al naso spiccano gli aromi di fiori bianchi, derivanti dall’assemblaggio dei tre vitigni, e la spuma fine e leggera rende questo Crémant estremamente elegante. In bocca è fresco e persistente con aromi di fiori bianchi e un accenno di crosta di pane. Ideale dall’aperitivo al dessert o come base per cocktail, si abbina a formaggi caprini locale e a quiche alle verdure. Prezzo: 10,9 euro La Redazione
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10 Maggio, 2026

Il sughero Amorim più in alto che mai: la tecnologia naturale protagonista della missione Artemis II

  Amorim Cork Italia celebra la sua materia principe: nata oltre 10 milioni di anni fa e, da sempre, capace di dare un contributo strategico al futuro della scienza   Dalla tradizione alla frontiera dello spazio, il sughero Amorim torna protagonista nelle missioni NASA. Dopo il successo di Artemis I, la casa madre Corticeira Amorim contribuisce anche alla missione Artemis II, fornendo materiali a base di sughero utilizzati nel sistema di protezione termica della navicella Orion, dove svolgono un ruolo fondamentale nel tutelare componenti e strutture critiche dalle temperature estreme generate durante le fasi più delicate della missione, dal lancio al rientro nell’atmosfera terrestre. Nel settore aerospaziale, il sughero viene trasformato in un composito ad alte prestazioni noto come P50, sviluppato per operare in condizioni estreme e capace di combinare isolamento termico, assorbimento di energia sotto stress meccanico, flessibilità e compatibilità con i più avanzati sistemi compositi. Si tratta di una soluzione che nasce dall’esperienza di Amorim Cork Solutions e da un lungo percorso di ricerca e sviluppo su materiali naturali ad alte prestazioni. Eduardo Soares, Innovation Director di Amorim Cork Solutions Il ruolo del sughero è, in fondo, semplice ma fondamentale: proteggere sacrificando sé stesso. All’aumentare delle temperature, il materiale subisce una trasformazione controllata, formando uno strato carbonizzato che rafforza la resistenza termica e protegge le strutture sottostanti. Ciò che rende questi materiali davvero unici è la combinazione tra una materia prima naturale e leganti ad alta resistenza al fuoco, che danno origine a un sistema di protezione termica leggero e affidabile, capace di sopportare livelli estremi di esposizione al calore. La presenza del sughero nelle missioni Artemis I e Artemis II rappresenta una conferma significativa delle sue prestazioni in ambienti critici, dove ogni materiale è sottoposto a rigorosi processi di validazione e dove la continuità è sempre il risultato di performance già dimostrate. António Rios de Amorim, Presidente e CEO di Corticeira Amorim Un contributo che dimostra la sua affidabilità in alcuni degli ambienti più esigenti mai affrontati dall’ingegneria. Nel settore aerospaziale, la continuità non è mai scontata: si conquista attraverso le prestazioni. È un esempio concreto di come un materiale naturale, quando combinato con conoscenza e innovazione, possa soddisfare i più elevati standard tecnologici. Quello che stiamo osservando oggi è che la scienza dei materiali non è più una funzione di supporto, ma un elemento centrale nella progettazione e nell’esecuzione delle missioni spaziali. Materiale 100% naturale, rinnovabile e riciclabile, il sughero proviene dai montados, ecosistemi unici del bacino mediterraneo, dove la corteccia delle querce da sughero viene estratta senza danneggiare gli alberi, secondo un ciclo sostenibile che si ripete per decenni. In questo contesto, Amorim continua a dimostrare come sia possibile coniugare natura, innovazione e alte prestazioni, portando un materiale tradizionale nei contesti più avanzati e strategici a livello globale. Per Amorim Cork Italia, questo risultato rappresenta un’ulteriore conferma del valore del sughero anche per il mondo del vino, un altro settore dove ogni dettaglio può fare la differenza, dove affidabilità, sicurezza e sostenibilità sono elementi imprescindibili. Crediti immagini: NASA (Ben Smegelsky – John Kraus – Joel Kowsky) Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola nel 2024 il 45% del mercato mondiale di questo comparto e il 28% del mercato globale di chiusure per vino; conta un totale di 61 filiali di cui 41 distribuite nei principali Paesi produttori di vino. Il Gruppo Amorim esporta in più di 100 Paesi e ha le sue aziende in 30 Paesi nei cinque continenti. Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso) si è confermata nel 2025 azienda leader del mercato del Paese e principale filiale del Gruppo Amorim. Con i suoi 75 dipendenti, nel 2025 ha registrato 74 milioni di euro di fatturato e ha completato il raddoppio della sede produttiva, con un investimento da 6,5 milioni di euro. La leadership di Amorim è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della penisola, ad un efficace servizio di assistenza pre e post vendita ma anche all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo, al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero. Accento vigoroso anche quello sulle risorse umane, con una serie di iniziative di work-life balance per una migliore armonia tra vita personale e lavorativa della grande famiglia Amorim. Tra gli ultimi grandi traguardi raggiunti, infine, il compimento perfetto dell’economia circolare grazie alla linea SUBER, arredo di design nato dalla granina dei tappi raccolti dalle onlus del progetto ETICO (di Amorim stessa) e riciclati. Un’opera di sostenibilità divenuta anche culturale grazie alle mostre “SUG_HERO – Metaforme – Le mille vite di uno straordinario dono della natura, il sughero” per valorizzare l’elemento sughero e “Il passo del viandante” dedicata al territorio in cui la filiale ha messo radici. La Redazione
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Mare&Mosto arriva per la prima volta a Genova Arrow Right Top Bg

9 Maggio, 2026

Mare&Mosto arriva per la prima volta a Genova

  L’11ª EDIZIONE DELL’EVENTO DEDICATO AL VINO E ALL’OLIO LIGURE SARÀ IL 7 E L’8 GIUGNO 2026 A PALAZZO DUCALE L’evento di punta dell’Associazione Italiana Sommelier della Liguria, dopo dieci edizioni a Sestri Levante, approda quest’anno nel capoluogo ligure con due giorni di degustazioni, incontri e workshop dedicati agli appassionati e ai professionisti del vino. Prevendite aperte su www.maremosto.it a prezzo agevolato. Genova. Mare&Mosto – Le Vigne Sospese, l’evento dedicato al vino, all’olio e ai sapori del territorio ligure torna nel 2026 per la sua undicesima edizione e sceglie una nuova sede: domenica 7 e lunedì 8 giugno la manifestazione organizzata da Ais Liguria – Associazione Italiana Sommelier si svolgerà a Genova, negli eleganti spazi di Palazzo Ducale in Piazza De Ferrari, segnando una nuova importante svolta per l’appuntamento dedicato agli appassionati e ai professionisti del vino ligure. Mare&Mosto è sostenuto e organizzato in collaborazione con il Comune di Genova. Il suo debutto nella cornice monumentale di Palazzo Ducale consacra Genova quale vetrina internazionale di eccellenza, segnando un momento di sintesi perfetta tra la magnificenza architettonica della città e il valore inestimabile del suo patrimonio rurale. È un’occasione importante per proiettare la destinazione e le sue eccellenze vitivinicole e olearie oltre i confini regionali, trasformando l’identità produttiva del territorio in un potente driver di attrazione turistica, culturale ed economica capace di parlare al mondo. L’evento è patrocinato da Masaf – Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Regione Liguria – Assessorato all’Agricoltura e Camera di Commercio, oltre al patrocinio, forniscono anche un supporto economico e di collaborazione. Marco Rezzano, presidente di Ais Liguria Dopo dieci edizioni all’Ex Convento dell’Annunziata a Sestri Levante, che hanno consolidato l’evento come riferimento per la promozione del comparto vitivinicolo e oleario regionale, Mare&Mosto compie quest’anno un passo significativo spostarsi nel capoluogo ligure, in uno dei suoi principali spazi culturali, rappresenta una nuova fase nel percorso di crescita della manifestazione, di cui siamo molto orgogliosi L’Assessora al Commercio e Turismo, Tiziana Beghin Come amministrazione, abbiamo fortemente voluto ospitare, per la prima volta, a Genova, Mare&Mosto, un evento che ha saputo consolidarsi e rinnovarsi negli anni, edizione dopo edizione, crescendo nei numeri dei produttori e dei prodotti portati in vetrina. Con questa prima edizione genovese, vogliamo portare al grande pubblico, nel cuore della città, un evento unico per la cura e la valorizzazione del binomio di eccellenza ligure della produzione olearia e vitivinicola. L’Assessore all’Agricoltura di Regione Liguria Alessandro Piana Mare&Mosto è un appuntamento strategico per la valorizzazione delle nostre eccellenze vitivinicole e olivicole. Con il mio assessorato sostengo con convinzione questa manifestazione proprio perché credo fortemente nella capacità del comparto agroalimentare di raccontare il territorio, attrarre turismo di qualità e generare sviluppo economico. Il passaggio a Genova segna un’evoluzione importante per l’evento e un’ulteriore occasione per dare visibilità alle nostre produzioni, rafforzando il legame tra tradizione, cultura e innovazione.   Il programma dei due giorni vedrà, come di consueto, la presenza di circa cento produttori a rappresentare le otto denominazioni regionali, una significativa partecipazione di produttori di olio extravergine con la loro produzione di Olio Dop Riviera Ligure e una zona food che proporrà ai visitatori preparazioni gastronomiche tipiche del territorio. Accanto alle realtà liguri, sarà presente un Consorzio vitivinicolo extra regionale ospite, sulla scia delle collaborazioni attivate nelle scorse edizioni.   Mare&Mosto rappresenta il più importante momento di divulgazione e promozione del vino in Liguria ogni anno vede coinvolte oltre cento aziende, tra regionali e ospiti che, come già avvenuto nelle passate edizioni, rappresentano realtà consortili extra regionali di alto profilo quali Soave, Oltrepò Pavese, Collio, Trento Doc, Alta Langa, Nebbioli Alto Piemonte. Non si tratta di una semplice rassegna enoica, bensì di un momento divulgativo, formativo e di confronto tra produttori, addetti ai lavori, istituzioni e pubblico.   Come da tradizione, Mare&Mosto sarà inoltre il palcoscenico sul quale si cimenteranno i concorrenti al titolo di Miglior Sommelier di Liguria 2026, competizione che premia il miglior comunicatore del vino e del territorio ligure e che consentirà al vincitore di accedere alle semifinali nazionali per il titolo di Miglior Sommelier d’Italia. Nel programma non mancheranno novità: il dettaglio delle iniziative sarà disponibile nelle prossime settimane sul sito e sui canali ufficiali della manifestazione. Le prevendite sono già aperte su www.maremosto.it a prezzo agevolato.   La Redazione
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Trent’anni di Festival della Malvasia. E un premio per i prossimi trenta Arrow Right Top Bg

9 Maggio, 2026

Trent’anni di Festival della Malvasia. E un premio per i prossimi trenta

 
Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza (PR) si terrà la trentesima edizione del Festival della Malvasia. Accanto alla storica Cosèta d’Or e alla Perlén’na d’Or, debutta il premio Cosèta Malvagiovani, dedicato ai giovani produttori, ristoratori e professionisti dell’enogastronomia. Una doppia rotta: custodire l’identità della Malvasia di Candia Aromatica e aprirla al ricambio generazionale. Da trent’anni il Festival della Malvasia è la migliore vetrina per i profumi e i sapori delle Valli di Parma. La trentesima edizione, in programma a Sala Baganza sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 all’ombra di Rocca Sanvitale, riporta al centro la Malvasia di Candia Aromatica — vitigno a bacca bianca delle colline parmensi — in un weekend di degustazioni, sapori e divertimento promosso dal Comune di Sala Baganza e dalla Pro Loco con la collaborazione con il Consorzio Vini Colli di Parma. Trent’anni che il Festival vive come tappa, non come traguardo: l’edizione 2026 lo conferma con il debutto di un nuovo premio, la Cosèta Malvagiovani, pensato proprio per dare spazio alla nuova generazione di produttori, ristoratori e professionisti dell’enogastronomia. La Cosèta Malvagiovani nasce dalla collaborazione tra il Comune di Sala Baganza, la Pro Loco, il Consorzio Vini Colli di Parma e Fipe Parma (Federazione Imprese Ristorazione Intrattenimento Turismo). Racconta una scelta precisa: i prossimi trent’anni della Malvasia si costruiscono ora, dando spazio a chi sta entrando in vigna, in cantina e in sala. Aldo Stucchi, Presidente della Pro Loco di Sala Baganza. Trent’anni fa abbiamo cominciato per dare voce a un vino che era patrimonio dei produttori e che meritava di diventare patrimonio del territorio. Oggi quella voce è chiara. La Cosèta Malvagiovani serve a fare in modo che resti chiara anche fra altri trent’anni, raccontata da chi verrà dopo di noi Resta in palio il riconoscimento storico del Festival, la Cosèta d’Or, premio alla migliore Malvasia secca frizzante del territorio: l’ultima edizione l’ha vinta per il terzo anno consecutivo l’azienda Cerdelli, segno di una qualità che si consolida. Accanto, è confermata la Perlén’na d’Or, dedicata alla migliore interpretazione della Malvasia spumante: introdotta nel 2025 e vinta dall’azienda Lamoretti, intercetta una tendenza in crescita negli aperitivi e a tavola. Aldo Spina, Sindaco di Sala Baganza. In trent’anni il Festival ha unito una comunità intorno alla Rocca Sanvitale e all’identità enogastronomica di Sala Baganza. È un patrimonio di relazioni, di lavoro, di accoglienza che oggi parla a un pubblico nazionale e che porta valore al territorio ben oltre i due giorni della manifestazione. Il nostro impegno come Comune è farlo crescere ancora Durante i due giorni saranno presenti le aziende produttrici del territorio per presentare le proprie etichette, con interpreti delle Valli di Parma e di altri territori della Malvasia di Candia Aromatica. Un’occasione per leggere il vitigno attraverso firme e stili diversi.   LA MALVASIA DI CANDIA AROMATICA IN BREVE  Vitigno a bacca bianca di probabile origine greca — il nome richiama Candia, antico toponimo veneziano dell’isola di Creta — la Malvasia di Candia Aromatica è oggi coltivata principalmente sulle colline di Parma e Piacenza, con presenze in Oltrepò Pavese, nei Colli di Scandiano e Canossa. Si distingue dalle altre Malvasie per un profilo aromatico inconfondibile: agrumi, fiori bianchi (acacia, fresia, lavanda), frutta a polpa gialla e una caratteristica nota moscata. Sui Colli di Parma è il vitigno bandiera della DOC omonima, riconosciuta dal 1938: nella tipologia Malvasia rappresenta almeno l’85% dell’uvaggio. Si vinifica nelle versioni secca, semi-secca e dolce, ferma, frizzante e spumante — una versatilità che ne ha fatto il bianco identitario del territorio, dall’aperitivo alla tavola. Storicamente è documentata anche nelle cantine di Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma. IL PROGRAMMA Sabato 16 maggio Apre il Festival, alle 10:30, il convegno inaugurale, dedicato quest’anno al futuro del vitigno. Alle 15:45, masterclass dei sommelier AIS Emilia, organizzata dalla Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma. Dal pomeriggio, i MalvaAperitivi sui “terzi” promossi dalla Pro Loco; alle 17:30, “Malvasie d’Italia”, degustazione raccontata da Matteo Pessina. Alle 20:00, il giardino farnesiano si illumina per Magnarocca, cena della tradizione parmigiana con i vini dei Colli di Parma.   Domenica 17 maggio Dalle 8:30 parte dal giardino farnesiano la camminata alla scoperta del torrente Baganza, a cura del GES. In contemporanea, al Golf del Ducato, si terrà la gara nazionale di golf “Premio Festival della Malvasia XXX Cosèta d’Or”. Alle 10:00 si insediano le giurie dei premi Cosèta d’Or e Perlén’na; mentre dalle 11:00, i visitatori potranno indossare i panni dei giudici e degustare le Malvasie in concorso per il tradizionale premio popolare, la Cosèta di Legno. La giornata prosegue con i MalvaAperitivi sui “terzi” e si chiude alle 18:30 con le premiazioni delle migliori Malvasie.   INFORMAZIONI UTILI L’accesso al Festival è gratuito. Alcuni eventi sono su prenotazione: è possibile partecipare alla Magnarocca scrivendo all’indirizzo mail prolocosala@yahoo.it o contattando direttamente il 0521-331342/3; il costo è di 35€ per adulti e 20€ per ragazzi fino a 14 anni. Per entrambe le giornate sono attivi un’area giochi per bambini e un’esposizione di motori e attrezzature per il giardinaggio. Dalle 10 alle 18 sono visitabili gratuitamente la Rocca Sanvitale di Sala Baganza e il Museo del Vino.   IL FESTIVAL DELLA MALVASIA Il Festival della Malvasia è promosso e organizzato dal Comune di Sala Baganza, dalla Pro Loco e dal Consorzio Vini dei Colli di Parma, in collaborazione con le Associazioni di Volontariato salesi, la Scuola “F. Maestri” di Sala Baganza, la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, AIS Parma-Emilia, Destinazione Turistica Emilia, Parchi del Ducato, GAL del Ducato, Parma Quality Restaurants, FIPE Ascom, i Musei del Cibo, il Consorzio del Parmigiano Reggiano, il Consorzio del Prosciutto di Parma, il Consorzio della Coppa di Parma e del Salame di Felino. L’iniziativa gode del patrocinio di Provincia di Parma, Unione Pedemontana Parmense, Comune di Parma, Camera di Commercio e UNPLI. La Redazione  
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Dalla terra del Valdobbiadene DOCG alla stampa internazionale: gli spumanti Col Vetoraz raccontano l’eccellenza Arrow Right Top Bg

9 Maggio, 2026

Dalla terra del Valdobbiadene DOCG alla stampa internazionale: gli spumanti Col Vetoraz raccontano l’eccellenza

  In ogni singolo risultato, la traccia di princìpi fondanti: identità, radici, famiglia   L’eccellenza parte dalla terra, da quel senso di appartenenza che sa di radici, di profonda coscienza identitaria senza dimenticare princìpi incrollabili come il rispetto, la cura e la difesa di un territorio da cui, nel lontano 1838, per la famiglia Miotto è partito tutto. Da Santo Stefano di Valdobbiadene, in poco più di 30 anni questa solida realtà trevigiana ha comunicato con passione e determinazione al mondo il proprio messaggio, riuscendo con costanza a detenere un forte livello distintivo all’interno della denominazione Conegliano Valdobbiadene DOCG. Francesca Miotto, responsabile Comunicazione e Marketing per Col Vetoraz Questi importanti risultati segnano il progredire costante di un cammino che per noi significa storia, sacrificio e coraggio, ma anche profonda sensibilità e continua educazione alla corretta percezione della nostra identità, tutti valori che ogni giorno cerchiamo di racchiudere in ciascuno dei nostri Valdobbiadene DOCG. Di seguito, i più recenti riconoscimenti ottenuti dal nostro Valdobbiadene docg: La prestigiosa testata americana Wine Spectator assegna a firma di Alison Napjus, tasting coordinator, 91 punti al Superiore di Cartizze e 89 al Brut Coste di Levante. Falstaff conferisce 93 punti all’Extra Brut Cuvèe Ø, all’ Extra Brut Cuvèe 5, al Extra Dry Cuvée 13, al Brut Coste di Levante e al Dry Coste di Mezzodì. Mentre sono 92 i punti per l’Extra Dry Coste di Ponente e al Superiore di Cartizze. 5Star Wines – The Book il concorso internazionale di Vinitaly, ha premiato con 91 punti il Extra Brut Cuvée 5, e con 90 all’Extra Dry Cuvée 13. Attraverso il suo impegno, Col Vetoraz interpreta con coerenza il Valdobbiadene DOCG, valorizzando a livello internazionale una tradizione viva capace di evolversi rimanendo saldamente ancorata alle proprie radici. Col Vetoraz Spumanti S.p.A. Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a quasi 400 mt di altitudine, nel punto più alto dell’omonimo colle parte delle celebri colline del Cartizze. È proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel 1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia, assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi e crescere e raggiungere in soli 25 anni il vertice della produzione di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.300.000 kg di uva Docg vinificata l’anno da cui viene selezionata la produzione di 1.250.000 di bottiglie. Oggi, raggiunti i 30 anni la sfida è quella di riuscire a mantenere nel tempo questa importante posizione conquistata. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed internazionali. La Redazione
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Best Wine Stars 2026: tutto pronto per la settima edizione Arrow Right Top Bg

8 Maggio, 2026

Best Wine Stars 2026: tutto pronto per la settima edizione

Definiti programma, piattaforma e protagonisti della Fiera Internazionale in programma a Milano dal 16 al 18 maggio Dopo l’annuncio della settima edizione e il riconoscimento ufficiale come Fiera Internazionale di settore con il contributo di Regione Lombardia, Best Wine Stars 2026 entra nella sua fase più attesa: quella che precede l’apertura al pubblico, con il calendario completo, i protagonisti e tutte le esperienze che animeranno il Palazzo del Ghiaccio dal 16 al 18 maggio. L’evento, ideato e organizzato da Prodes Italia, si conferma un punto di riferimento per il comparto wine, spirits e food, con il patrocinio del Comune di Milano e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e una proposta sempre più strutturata e internazionale. OLTRE 1200 PRODOTTI E AREE TEMATICHE PER UN’ESPERIENZA COMPLETA Saranno oltre 1200 i prodotti in degustazione, presentati da aziende italiane e internazionali all’interno di un percorso espositivo suddiviso in aree tematiche: Vino Italia, Vino Internazionale, Bio, Spirits e Food. Un format che consente ai visitatori di orientarsi tra territori, produzioni e tendenze, vivendo un’esperienza immersiva che unisce degustazione, scoperta e relazione diretta con i produttori. PIATTAFORMA DIGITALE E PROGRAMMA: IL CUORE OPERATIVO DELL’EVENTO È già attiva la piattaforma ufficiale visit.bestwinestars.com, sviluppata per supportare la gestione dell’evento e facilitare l’incontro tra espositori, buyer, media e operatori del settore. Attraverso la piattaforma è possibile accedere a tutte le informazioni utili per pianificare la visita: dall’elenco completo degli espositori, con logo, storia aziendale e tipologia di etichette, fino ai prodotti in degustazione e alla lista dei buyer accreditati.
La piattaforma rappresenta inoltre uno strumento operativo per il networking, grazie a funzionalità dedicate alla gestione dell’agenda, alla messaggistica diretta tra operatori e alla possibilità di fissare appuntamenti, rendendo più efficace l’incontro tra domanda e offerta. Al suo interno è già disponibile il calendario completo di masterclass, tasting room e talk, consultabile in anticipo per organizzare al meglio la propria esperienza durante i tre giorni di manifestazione. È inoltre possibile accreditarsi direttamente online per accedere all’evento. Tra gli appuntamenti più attesi, nella giornata di lunedì 18 maggio, si terrà un talk organizzato da Best Wine Stars in collaborazione con la rivista Italia a Tavola, che vedrà la partecipazione di chef di ristoranti stellati, come Salvatore Butticè e Claudio Sadler, insieme a direttori marketing di importanti realtà vitivinicole come Marchesi Antinori e ad altre figure di rilievo del settore, offrendo un momento di confronto di alto livello sul ruolo del vino nella ristorazione contemporanea. Spazio anche a esperienze trasversali come “Alla scoperta del Parmigiano Reggiano: il valore del tempo”, che proporrà un percorso di degustazione guidata tra diverse stagionature, affiancato da una selezione di vini, valorizzando il dialogo tra eccellenze del panorama enogastronomico italiano.   Sabato 16 maggio 2026
12:30 – 13:15
Verticale Fiorduva di Marisa Cuomo. Quattro annate sospese tra mare e roccia della costa d’amalfi
Azienda in degustazione: Cantine Marisa Cuomo Srl
Relatori: Adua Villa, Mattia Asperti 13:45 – 14:30
A Cuor Leggero: il nuovo volto del vino senza alcol firmato Colli Ripani.
Azienda in degustazione: La Cantina Dei Colli Ripani
Relatori: Adua Villa, Giambattista Marchetto, Cecilia Guglielmi – Responsabile Commerciale e Marco Pignotti – Enologo della Cantina dei Colli Ripani 15:00 – 15:45
CUSTOZA CONTEMPORARY BLEND
Azienda in degustazione: Consorzio Tutela Vino Custoza DOC
Relatori: Adua Villa e Costantino Gabardi – Degustatore e Consulente 16:15 – 17:00
Da nord a sud: l’Italia da bere. Un racconto del vino attraverso etichette che custodiscono terra e memoria.
Aziende in degustazione: Tenuta Il Finale, Fenoglio Matteo, Donblasi – Tenuteblasi srl
Relatori: Adua Villa, Stefania Vinciguerra, Cesare Tonelli – Enologo Tenuta Il Finale, Matteo Fenoglio – Produttore e Vignaiolo di Alta Quota, Mirco Blasi – Amministratore Donblasi – Tenuteblasi srl Domenica 17 Maggio 2026
12:45 – 13:30
Il “Risveglio del Ceppo”. Quando la Barbera d’Asti si trasforma
Azienda in degustazione: Cantina Barbera Sei Castelli
Relatori: Adua Villa, Valentina Vercelli, Enzo Gerbi – Enologo e Monica Meneghelli – Curatrice Progetto 14:00 – 15:30
Limoncello Lab. Blind Tasting. “Un viaggio nel mondo di uno dei più tradizionali liquori italiani che sta conquistando il mondo”
Aziende in degustazione: Casoni, Drupa, Lemoner- Caffo, Luxardo, Nazionale Spirito Italiano, Pallini, Sarandrea, Villa Massa- Compagnia dei Caraibi, Vol 0 Meregalli
Relatore: Fabio Bacchi 16:00 – 16:45
Radici di Pietra. Il risveglio dei vini della Murgia
Azienda in degustazione: Cantina Luca Gentile
Relatori: Adua Villa, Sara Missaglia e Nicola Laricchiuta – Enologo Cantina Luca Gentile 17:15 – 18:15
Alla scoperta del Parmigiano Reggiano: il valore del tempo
Aziende in degustazione: Assaggiatori Parmigiano Reggiano, Coronea, Beghel, Tenuta Micoli
Relatori: Adua Villa e Alessandro Stocchi – Responsabile Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano Lunedi 18 Maggio 2026
11:00 – 12:30
Vino al ristorante: opportunità per tutti o pratica per il cassetto?
Moderatore: Alberto Lupini – Direttore di Italia a Tavola
Relatori: Salvatore Butticè – Chef patron del ristorante Il Moro di Monza, Enrico Chiavacci – Marketing Director Marchesi Antinori, Ottavia Giorgi di Vistarino – Titolare della cantina Conte Vistarino, Luca Montanaro – Direttore di sala di Moebius, una stella Michelin a Milano, Paolo Porfidio – Enologo e Sommelier Founder Somm Is The Future, Emanuele Rabotti – Presidente Consorzio Franciacorta, Claudio Sadler – Chef patron del Ristorante Sadler, una stella Michelin a Milano, Luciano Sbraga – Vicedirettore generale FIPE e Direttore area Centro Studi e Politiche per lo Sviluppo   BWS VILLAGE E MIXOLOGY ARENA Riconfermata l’area BWS Village, pensata come punto di incontro privilegiato per buyer, stampa e operatori del settore, con l’obiettivo di favorire relazioni, scambi e opportunità di business. All’interno del BWS Village nella giornata di lunedi 18, verranno inoltre distribuiti kit di degustazione omaggio, offrendo un’ulteriore occasione di scoperta delle realtà presenti in manifestazione. Tra le novità dell’edizione, la Mixology Arena, in programma lunedì 18 maggio dalle 14:00 nel Parterre del Palazzo del Ghiaccio, un’area esperienziale in cui i migliori bartender di selezionati cocktail bar milanesi si alterneranno nella preparazione di cocktail live, davanti a una platea ristretta di giornalisti e operatori del settore. Tra i bartender protagonisti: Loris Melis (MaG), Emanuele Cosi (Backdoor43), Carlo Dall’Asta (Iter), Francesco Bonazzi (Tripstillery), Angela Mountassier (Flow Milano) e Beatrice Cremonesi (The Blind Tiger – Leggiuno, Lago Maggiore). Le creazioni saranno realizzate utilizzando i distillati e liquori delle aziende spirits presenti all’evento, valorizzando i prodotti attraverso il linguaggio della miscelazione contemporanea.
A guidare l’esperienza sarà Fabio Bacchi, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dei prodotti e del loro mondo, mentre i cocktail verranno preparati in diretta, offrendo un’esperienza immersiva e interattiva. BEST WINE STARS AWARDS 2026 Tra i momenti più attesi della manifestazione, la Best Wine Stars Awards Ceremony, che si terrà domenica 17 maggio presso il Parterre del Palazzo del Ghiaccio, sarà accessibile su invito per stampa e buyer, oltre che per gli espositori presenti. La mattinata si aprirà alle ore 9:00 con un coffee break, mentre la cerimonia di premiazione avrà inizio alle ore 9:30. Durante la cerimonia saranno assegnati i premi qualitativi 2026, attribuiti da una giuria composta da professionisti di riferimento del settore: – Best White Wine e Best Deal, conferiti da Valentina Vercelli, giornalista de La Cucina Italiana e Condé Nast Traveller
– Best Red Wine e Best Rosé Wine, attribuiti da Stefania Vinciguerra, giornalista professionista e caporedattore di DoctorWine e della Guida Essenziale ai Vini d’Italia
– Best Sparkling Wine, assegnato da Adua Villa, scrittrice, narratrice digitale, sommelier e imprenditrice
– Best Spirit e Best Herbal Liqueur, conferiti da Fabio Bacchi, fondatore di BarTales e Roma Bar Show
– Best International Excellence, novità 2026 dedicata alle realtà internazionali, giudicata da Sara Missaglia, giornalista, wine educator e sommelier Accanto ai premi di categoria, saranno attribuiti anche i riconoscimenti speciali:
– Best Green Project, assegnato da Camilla Manzato, Founder di VineRespect
– Best Vinum Innovation, assegnato da Adua Villa
– Best Hospitality Project, conferito da Andrea Guolo, Direttore ItalianWineTour A questi si aggiungono:
– Best Logo, Best Label e Milano Wine & Spirits Explorer, assegnati da Prodes Italia
– Best Buyer Selection, a cura di buyer internazionali GLI ESPOSITORI 3exp Wine For Mixology_Puglia | Acerle Valdobbiadene_Veneto | Agricola Le Querce_Toscana | Al Spirits_Emilia Romagna | Aldegheri Family Winery_Veneto | Amaro 30 Nodi_Calabria | Aqvo_Liguria | Arche’ Srl_Sicilia | Arciera_Lombardia | Assaggiatori Parmigiano Reggiano_Emilia Romagna | Attanasio Giuseppe_Puglia | Az Agr La Quinta Terra Di Couelle Anne Claire_Toscana | Az. Agr. Quattroquarti_Friuli Venezia Giulia | Az. Agr. 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16 · 17 · maggio 2026 – 12:00 | 20:00
18 maggio 2026 – 10:00 | 18:00 L’accesso è aperto agli addetti al settore su accredito, mentre il pubblico può accedere tramite acquisto del biglietto online. Durante la manifestazione sarà inoltre possibile acquistare direttamente i prodotti in degustazione, entrando in contatto con le aziende presenti. 👉 Tutte le informazioni e la registrazione sono disponibili su:
https://visit.bestwinestars.com/it/ PARTNER E MEDIA PARTNER Best Wine Stars 2026 si avvale della collaborazione di importanti realtà del settore Partner: AGIVI, ASSOENOLOGI, AssoDistil, Consorzio Nazionale Grappa e Assaggiatori Parmigiano Reggiano. Buyers Partner: Strive International Consulting Ltd., Camera di Commercio Italiana in Ungheria e DANITACOM. Media Partner: I Grandi Vini, Italia a Tavola, Wine Meridian, DoctorWine, BarTales, Vino News 24, ItalianWineTour, EventiMilano.it, Gazzetta di Milano, Mixology Mag, Vinerespect, Enologonline e Wine Tales Magazine. Partner Tecnici: LezRent, I Macoritti, Watnext Industries Srl, Enduro Republic, Vinstrip. La Redazione
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2025: annata emozionante con risultati d'eccellenza Grande annata per i vini autoctoni e "annata da record assoluto" per il Sauvignon Arrow Right Top Bg

8 Maggio, 2026

2025: annata emozionante con risultati d'eccellenza

  Grande annata per i vini autoctoni e “annata da record assoluto” per il Sauvignon   Vini bianchi freschi, fruttati e aromatici e vini rossi profondi, dai colori intensi e con un buon potenziale di maturazione: secondo gli esperti, i vini altoatesini dell’annata 2025 sono degni di nota. È stata un’annata emozionante che, tuttavia, in fase di vendemmia ha richiesto nervi saldi, un lavoro manuale preciso e molta esperienza. Le particolarità dell’annata 2025 scaturiscono da una primavera mite che ha comportato una crescita vegetativa molto rapida. Anche alle altitudini medio-alte, la fioritura è stata esplosiva e avrebbe dovuto influire sul momento e sulla durata della raccolta. Un mese di giugno soleggiato e un mese di luglio con precipitazioni ben distribuite hanno poi garantito un’ottimale maturazione delle uve. “Proprio il mese di luglio, più fresco, ha favorito una lenta e uniforme distribuzione dell’aroma”, afferma Manfred Bernard, enologo della cantina della Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries. Rudi Kofler, enologo della Cantina Terlano, attribuisce all’ottimale approvvigionamento di acqua nel mese di luglio un ruolo decisivo per la produzione di vini bianchi freschi, strutturati e dotati di una componente acida ben definita. Rudi Kofler, enologo della Cantina Terlano Il caldo secco di inizio agosto, inoltre, ha contribuito alla densità strutturale e al bilanciamento degli aromi” aggiunge Kofler, “un fattore che ha influito positivamente anche sui rossi. Maturazione omogenea, vendemmia difficile Se da un lato la primavera e l’estate si sono dimostrate favorevoli per l’andamento vegetativo, le difficoltà durante la vendemmia sono state enormi. La fioritura e, di conseguenza, la maturazione pressoché contemporanea di tutti i vitigni anche a quote diverse hanno accorciato il periodo di vendemmia, complicato anche dalle forti piogge. “È stato difficile trovare il momento giusto per la vendemmia delle singole varietà, pertanto, sempre associato a un certo rischio”, spiega Hannes Baumgartner della Tenuta Strasserhof a Novacella, che aggiunge sorridendo: “Un po’ di azzardo era stato messo in conto” – ma pur sempre basato su molta esperienza e know-how. L’interrogativo cruciale era se la vendemmia avrebbe avuto un impatto sulla qualità delle uve. “Grazie a un rigoroso lavoro manuale nei vigneti e alla scelta giusta del periodo della vendemmia è stato possibile garantire una qualità dell’uva molto buona che ha ricompensato per gli sforzi dell’anno” afferma Manfred Bernard e Hannes Baumgartner aggiunge: “I viticoltori ‘laboriosi’ sono stati sicuramente in vantaggio.” Precisi, energici, fruttati Nonostante le sfide, i vini dell’annata 2025 non hanno subito alcuna conseguenza negativa – anzi. Baumgartner parla di vini “precisi, sapidi, eleganti”, Bernard attribuisce all’annata 2025 aggettivi quali “fruttati, energici, profondi” e Kofler descrive l’annata come “emozionante” con vini delicati dalla vivace componente acida, molto piacevoli al palato. Baumgartner, specialista di bianchi, attribuisce a questi vini un aspetto lievemente più snello e una gradazione alcolica più moderata. “I bianchi dell’annata 2025 sono, comunque, fruttati al naso e molto eleganti al palato con una componente acida più consistente che non rappresenta affatto una perdita in termini di qualità e longevità”, afferma il viticoltore della Tenuta Strasserhof – Hannes Baumgartner di Novacella. A Terlano anche Rudi Kofler si rallegra dei “bianchi freschi, strutturati e con una vivace componente acida”. Kofler descrive i rossi dell’annata 2025 come delicati, intensi, strutturati e con un potenziale di maturazione molto buono. Tale giudizio è condiviso da Manfred Bernard: “I rossi dell’annata 2025 si presentano fruttati e profondi, sostenuti da una bella struttura”, afferma l’enologo della Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries. “Il tannino si mostra ancora giovane, ma piacevolmente croccante e conferisce ai vini un dinamismo fresco.” Grande annata per i vini autoctoni Se si osservano le singole varietà, spiccano le due autoctone, ossia Lagrein e Schiava, per le quali si prospetta una grande annata. Rudi Kofler elogia il Lagrein 2025, caratterizzato da un colore intenso, complessità, eccellente struttura ed eleganza, mentre Manfred Bernard delinea un’immagine altrettanto positiva della Schiava: “I suoi bellissimi e profondi aromi fruttati e la croccante struttura tannica ci regaleranno gioie per molto tempo”, afferma l’enologo della Tenuta | Cantina Convento Muri-Gries. Tra i vini rossi va citato anche il Pinot Nero che, nell’annata 2025, manifesta già, secondo, gli esperti, finezza, struttura eccezionale ed eleganza. Struttura ed eleganza caratterizzano anche le varietà rosse più pesanti, come afferma Rudi Kofler, riferendosi soprattutto all’annata del Merlot che, a seconda della zona, è stata buona o molto buona. Bianchi succosi e aromatici Gli esperti si aspettano un’annata interessante anche per i vini bianchi del 2025. In Valle Isarco, caratterizzata da una predominanza dei bianchi, si può, ad esempio, contare su un Kerner aromatico, elegante, succoso e minerale afferma Hannes Baumgartner. “Il Sylvaner si presenta come un vino dal sapore raffinato e fruttato, abbastanza corposo e con una fantastica struttura, mentre il Riesling 2025 è aromatico, molto sapido e minerale con una croccante acidità”, afferma il viticoltore della Tenuta Strasserhof – Hannes Baumgartner. Manfred Bernard attribuisce una sapidità particolarmente pronunciata anche al Pinot Bianco che presenta, inoltre, un “aroma fresco ed erbaceo”. A favore dello Chardonnay si esprime Rudi Kofler, giudicando “l’annata molto entusiasmante e raffinata”, mentre la sua opinione sui Sauvignon 2025 è quasi euforica: “Sono molto precisi, minerali e dotati di una buona morbidezza”, afferma Kofler. “Il 2025 è un’annata da record assoluto per i Sauvignon.” La Redazione
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La DOC delle Venezie ai blocchi di partenza del Giro d’Italia 2026 Arrow Right Top Bg

8 Maggio, 2026

La DOC delle Venezie ai blocchi di partenza del Giro d’Italia 2026

  Per la prima volta un vino fermo protagonista sul podio della corsa rosa: il Pinot Grigio DOC Delle Venezie Official Wine del Giro d’Italia, Giro d’Italia Women e Giro Next Gen   Ai blocchi di partenza il Giro d’Italia 2026, una delle competizioni sportive nazionali più iconiche e seguite a livello mondiale, che partirà oggi 8 maggio dalla Bulgaria per approdare in Italia il 12 maggio con la tappa Catanzaro-Cosenza. Inizia ancora una volta un’edizione dal forte respiro internazionale che attraverserà paesaggi e comunità trasformando la corsa rosa in un grande racconto contemporaneo del Paese. In questo scenario di visibilità globale prende il via anche il percorso del Pinot Grigio DOC Delle Venezie in qualità di Official Wine del Giro d’Italia 2026, Giro d’Italia Women e Giro Next Gen, nell’ambito della partnership triennale siglata tra il Consorzio di tutela e RCS Sports & Events e presentata ufficialmente durante Vinitaly 2026. Una collaborazione strategica che unisce sport, territorio e promozione internazionale del Made in italy, rafforzando il posizionamento mondiale della Denominazione e valorizzando l’Italia – e in particolare il Nordest – come sistema integrato di eccellenze. Il Giro d’Italia rappresenta per il Pinot Grigio DOC Delle Venezie una piattaforma globale straordinaria attraverso cui raccontare uno stile italiano autentico, contemporaneo e riconoscibile nel mondo. Questa partnership ci permette di entrare in una narrazione di qualità, territorio e lifestyle capace di dialogare con un pubblico trasversale e internazionale attraverso uno degli eventi sportivi più seguiti e amati al mondo. Particolare attenzione sarà dedicata al cerimoniale ufficiale del Giro, che proprio da questa edizione si rinnova nel segno del Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Per la prima volta sarà infatti un vino fermo ad accompagnare i momenti celebrativi sul podio: il brindisi dei vincitori verrà servito in un grande calice logato Consorzio DOC Delle Venezie, mentre sul palco sarà presente una bottiglia speciale da 6L brandizzata DOC Delle Venezie – con etichetta rosa –, realizzata appositamente per accompagnare la consegna del trofeo. Un elemento distintivo e altamente iconico che porterà la DOC Delle Venezie al centro della ritualità del Giro, associando la Denominazione a valori di eccellenza, convivialità e italianità davanti a centinaia di milioni di spettatori nel mondo. La presenza al Giro d’Italia si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione internazionale promosso dal Consorzio, volto a rafforzare il dialogo con nuovi pubblici attraverso grandi eventi sportivi, culturali e istituzionali, promuovendo il Pinot Grigio DOC Delle Venezie come ambasciatore globale dello stile italiano. La Redazione
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