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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

La Faretra presenta “Quanto Basta Per...” Arrow Right Top Bg

7 Maggio, 2026

La Faretra presenta “Quanto Basta Per...”

  La bottiglia di vino che diventa messaggio   La Faretra presenta “Quanto Basta Per…”, la bottiglia da 500 ml pensata per un consumo contemporaneo: un formato innovativo che coniuga qualità enologica e valore esperienziale. Immersa nelle colline della Maremma toscana, La Faretra è una tenuta di 75 ettari dove vigneti, oliveti, boschi e pascoli convivono in equilibrio con l’ambiente. La filosofia aziendale si fonda su un approccio biologico, etico e sostenibile, volto a preservare la biodiversità e a valorizzare il territorio. Le coltivazioni, seguono una conduzione biologica certificata, arricchita con il protocollo BIOPASS, in collaborazione con il team Sata (Studio Agronomico Tecnico Associato), realtà specializzata nella consulenza agronomica e nel monitoraggio scientifico della filiera e le Università di Milano, Brescia e San Michele all’Adige, assicurando prodotti di alta qualità nel pieno rispetto del suolo e dell’ecosistema locale. È in questo contesto che nasce “Quanto Basta per…” IGT Toscana Bianco un blend di Vermentino e Viognier proveniente dalla Vigna del Giunco, un vigneto di cinque anni esposto a est, situato a 70 metri sul livello del mare. I suoli, mediamente sabbiosi e ricchi di pietra marina, conferiscono freschezza ed eleganza al calice. La vendemmia è manuale, la vinificazione prevede pressatura immediata a grappolo intero, fermentazione a temperatura controllata senza malolattica e affinamento di circa 6 mesi in acciaio più 2 mesi in bottiglia. Il formato da 500 ml nasce per rispondere a nuove esigenze di consumo: più pratico, versatile e adatto a momenti conviviali e alla condivisione tra due persone, mantiene tutte le caratteristiche organolettiche del vino tradizionale. Elemento distintivo del progetto è l’etichetta bianca personalizzabile, che trasforma la bottiglia in un mezzo espressivo: il consumatore può scrivere un messaggio o disegnare, rendendo il vino un’esperienza da condividere, un regalo speciale o un invito a celebrare le piccole gioie della vita. Con “Quanto Basta per…”, La Faretra amplia la propria proposta con un formato innovativo e comunicazione emozionale, rispondendo alle nuove modalità di consumo di un pubblico attento e consapevole. Disponibile in enoteca e nel canale Ho.Re.Ca. – Prezzo consigliato al pubblico € 14,50 La Redazione
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Life of Wine XV edizione Arrow Right Top Bg

7 Maggio, 2026

Life of Wine XV edizione

  Domenica 22 novembre 2026 – Hotel Villa Pamphili, Roma Un viaggio unico alla scoperta dell’evoluzione del vino
  Torna a Roma Life of Wine, l’unico evento in Italia interamente dedicato all’assaggio dell’evoluzione del vino nel tempo direttamente ai banchi di degustazione. Un format consolidato, pensato per professionisti del settore e appassionati evoluti, che mette al centro il confronto tra diverse annate e la capacità dei vini di trasformarsi negli anni. La quindicesima edizione si svolgerà domenica 20 novembre 2026 nella consolidata cornice dell’Hotel Villa Pamphili, sede che negli anni ha contribuito a definire l’identità dell’evento. Ideato da Studio Umami e Roberta Perna Comunicazione Enogastronomica, Life of Wine si avvale della collaborazione del giornalista Maurizio Valeriani, direttore della testata Vinodabere, e del giornalista Leonardo Romanelli, che affiancano l’organizzazione nella selezione delle aziende partecipanti. Saranno circa 60 le cantine presenti, provenienti da tutta Italia, protagoniste di un racconto corale che attraversa territori, stili e tipologie, offrendo una lettura concreta dell’evoluzione del vino nel tempo. Ogni produttore presenterà al banco almeno un’etichetta proposta in più annate – meno recenti e attualmente in commercio – permettendo ai visitatori di cogliere differenze, affinamenti e prospettive evolutive nel calice. Un percorso che non riguarda solo i vini rossi, ma si estende anche a spumanti, rosati, vini bianchi e vini da dessert, restituendo una visione ampia e contemporanea del tema. Saranno inoltre disponibili ulteriori referenze aziendali e, in alcuni casi, la possibilità di acquisto diretto, con prezzi esposti. Tra le novità dell’edizione 2026, l’introduzione di un’area food dedicata a produttori selezionati, che proporranno in degustazione e metteranno in vendita le proprie eccellenze, contribuendo a offrire una visione ancora più completa e rappresentativa del patrimonio enogastronomico italiano. Sempre tra le novità, sarà attivo un servizio navetta gratuito che collegherà l’Hotel Villa Pamphili alla stazione della metropolitana più vicina, facilitando l’accesso alla manifestazione. Nei prossimi mesi sarà comunicata la stazione di partenza del servizio, che sarà operativo per tutta la durata della manifestazione e riservato ai partecipanti.   Orari e modalità di accesso Dalle 10.30 alle 12.30: ingresso riservato a sommelier tesserati (25 €), operatori del settore, stampa e comunicatori (accredito obbligatorio online dal 1° settembre) Dalle 12.30 alle 18.30: apertura al pubblico degli appassionati (35 €) Info accrediti: www.lifeofwine.it/accrediti/ L’edizione precedente ha confermato il forte interesse verso questo format, con oltre 550 presenze e più di 60 aziende coinvolte, registrando una significativa partecipazione di operatori e stampa specializzata. Un risultato che consolida Life of Wine come punto di riferimento nazionale per l’approfondimento del tema dell’evoluzione e della longevità del vino. Facebook:     https://www.facebook.com/Life-of-Wine-249159771798182/?ref=br_rs Instagram:    https://instagram.com/lifeofwine_vecchieannate?utm_medium=copy_link Info: www.lifeofwine.it | 329.9293459 – 347.0613646 | info@studioumami.com La Redazione
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Nonne Chef Cercasi: l'Italia riparte dalla cucina delle nonne Arrow Right Top Bg

5 Maggio, 2026

Nonne Chef Cercasi: l'Italia riparte dalla cucina delle nonne

  Un viaggio tra sapori, memoria e identità: le anziane protagoniste   Avete tra i 75 e i 95 anni, sapete ancora come si fa la pasta a mano, conoscete il segreto del ragù della domenica e ricordate il nome esatto di ogni erba che cresceva nell’orto di casa? Allora “Nonne in Cucina” sta cercando proprio voi. Nata da un’intuizione di Rosario Di Donna, con il fiuto di chi sa riconoscere un tesoro quando lo incontra, questa iniziativa sta trasformando le cucine d’Italia in archivi viventi di sapere, memoria e identità. Non si tratta di uno show televisivo, né di un cooking contest patinato. È qualcosa di più autentico e più necessario: un recupero urgente di ciò che rischiamo di perdere per sempre. Un format semplice, un’idea rivoluzionaria Il meccanismo è disarmante nella sua semplicità. Le nonne entrano in cucina — fianco a fianco con chef professionisti — e fanno quello che hanno sempre fatto: cucinano. Dettano tempi, correggono proporzioni, assaggiano con occhio critico. Sono loro le vere maestre. I piatti che escono da queste sessioni — come “U pan cuott”, i “Tagliaredd e cicr” o la “Turtier d poll paisan” — approdano poi sul tavolo del ristorante, ogni venerdì, come una piccola cerimonia laica della memoria. Il progetto ha già mosso i suoi primi passi tra i vicoli e i profumi della Basilicata, con le nonne di Rotondella e di Montalbano Ionico: Teresa Ironico (86 anni), Caterina Pupia (79 anni) ed Elisa Rinaldi (80 anni) hanno dimostrato che l’esperienza non si misura in like, ma in decenni trascorsi a sfamare famiglie, a trasformare ingredienti poveri in piatti indimenticabili. Cerchiamo le nonne d’Italia   Ora il progetto vuole allargare i propri orizzonti. L’organizzazione si occupa di tutto: il contatto, il trasporto per raggiungere il luogo dell’evento, il rientro a casa e, quando la distanza lo richiede, anche l’ospitalità per la notte. Nessuna nonna viene lasciata sola, nessun dettaglio logistico ricade sulle famiglie. Basta volerci essere. Stiamo cercando nonne in ogni angolo della penisola — dalla Calabria al Piemonte, dalla Sardegna al Veneto — che custodiscano ancora ricette tramandate a voce, scritte su foglietti ingialliti o semplicemente impresse in una memoria che vale più di qualsiasi libro di cucina. Donne che sappiano ancora fare il pane in casa, che conoscano i tempi giusti della conserva, che ricordino come si condiva prima che arrivassero i dadi e i surgelati. Perché è importante, adesso “Le tradizioni non vanno perse”, ripete con convinzione Rosario Di Donna, socio degli Chef del Mediterraneo, l’associazione che riunisce professionisti della cucina mediterranea e che ha abbracciato con entusiasmo questo progetto mettendo a disposizione competenze, cucine e passione. Per Di Donna e per i suoi colleghi, affiancare le nonne non è un atto di folklore: è un dovere culturale, il riconoscimento che la vera alta cucina nasce sempre da una cucina di casa. E ha ragione. Viviamo in un’epoca in cui il cibo è diventato spettacolo, ma ha smesso spesso di essere nutrimento vero — non solo per il corpo, ma per l’identità. “Le nonne sono un ponte tra generazioni”, dice Rosario, e quella frase vale più di mille slogan. Avvicinarsi a una nonna che cucina significa avvicinarsi a un codice genetico culturale che nessun algoritmo potrà mai replicare. Una dieta bilanciata fatta di legumi, pane, carne e verdure: niente di più, niente di meno. Eppure tutto quello che serve. Come partecipare Se sei una nonna con una storia e un mattarello, o se conosci qualcuno che lo è, “Nonne in Cucina” vuole sentire la tua storia. L’organizzazione valuterà ogni candidatura con cura, organizzerà ogni aspetto del viaggio e si assicurerà che l’esperienza sia degna di chi porta con sé decenni di sapienza culinaria. Perché certe ricette non si trovano su Google. Si trovano nelle mani di chi le ha imparate da un’altra nonna, che le aveva imparate da un’altra ancora. E quella catena — preziosa, fragile, irripetibile — non può spezzarsi qui. La Redazione
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28ª edizione delle Giornate del Pinot Nero a Egna e Montagna Arrow Right Top Bg

5 Maggio, 2026

28ª edizione delle Giornate del Pinot Nero a Egna e Montagna

  Dal 15 al 18 maggio Egna e Montagna, per la 28esima volta, ospiteranno le Giornate del Pinot Nero, uno degli eventi enologici più importanti della regione. Cuore pulsante dell’appuntamento sarà la premiazione del Concorso Nazionale del Pinot Nero e, anche quest’anno, competeranno oltre 100 etichette provenienti da dieci regioni vitivinicole italiane.   Ogni anno, da quasi un trentennio, Egna e Montagna accolgono le Giornate del Pinot Nero, volte a sottolineare l’importanza di questo vitigno nel panorama enologico locale.
Quest’anno l’evento si terrà dal 15 al 18 maggio, preceduto dal Concorso nazionale del Pinot Nero che va in scena a inizio mese. Protagonisti del Concorso oltre 100 Pinot Nero dell’annata 2023 provenienti da Trentino, Valle d’Aosta, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria, Sicilia e naturalmente dalla regione vinicola ospitante Alto Adige. I vini saranno degustati e valutati da una giuria specializzata, al fine di eleggere le 5 migliori etichette in assoluto e i vincitori delle singole regioni vinicole. Il concorso offre alle Giornate del Pinot Nero la preziosa opportunità di presentare al pubblico una vasta gamma di vini. “Poiché i Pinot Nero esprimono differenze sostanziali a seconda della zona d’origine, il nostro pubblico può farsi un’idea concreta di come il terroir, la tradizione e lo stile produttivo influenzino questo vino”, afferma Ines Giovanett, presidente del Comitato organizzatore dell’evento. I vini vincitori del Concorso nazionale del Pinot Nero saranno premiati venerdì 15 maggio. Da venerdì pomeriggio a lunedì, tutti i vini partecipanti potranno essere degustati nell’Ospizio di San Floriano a Laghetti; le prenotazioni all’evento sono già aperte sul sito https://www.blauburgunder.it/it/programma. Sul medesimo sito web è possibile, inoltre, consultare il programma di contorno delle Giornate del Pinot Nero che, quest’anno, comprende due masterclass. Durante la prima, gli interessati possono degustare i vini vincitori di ogni regione vinicola con il sommelier Raffaele Fischetti, mentre la seconda è dedicata alla presentazione e alla degustazione dei Pinot Nero della Tenuta Pfitscher.
In programma anche le escursioni guidate “Pinot Noir Experience” e i bike tour “Pinot Noir & Bike” previsti per sabato e domenica. Tutti i dettagli e le prenotazioni sono disponibili al sito https://www.blauburgunder.it/it/programma. La Redazione
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A Bologna quattro giorni dedicati al vino: 50 cantine per la Wine Week 2026 Arrow Right Top Bg

4 Maggio, 2026

A Bologna quattro giorni dedicati al vino: 50 cantine per la Wine Week 2026

  Accessibile, giovane, inclusiva: la quarta edizione dell’evento in programma dal 15 al 18 maggio a Palazzo Isolani   Dal 15 al 18 maggio 2026 torna con la quarta edizione la Bologna Wine Week: l’evento dedicato alla cultura del vino riunisce nel cuore della città circa 50 cantine provenienti da tutta Italia insieme a importanti consorzi nazionali. La sede principale dell’edizione 2026 sarà Palazzo Isolani, storica cornice nel centro di Bologna, che per tre giorni diventerà punto di incontro tra produttori, operatori del settore e winelovers: “il nostro obiettivo principale è quello di rendere il mondo del vino più accessibile e meno intimidatorio per il pubblico – sottolinea l’organizzatore dell’evento Gianmarco Gabarello – L’idea è quella di abbattere le barriere che spesso tengono lontane le persone: il vino viene percepito come un ambiente complesso, quasi elitario, in cui molti temono di non avere le competenze giuste per partecipare. Proprio per questo, la manifestazione punta a creare un contesto più accogliente, informale e inclusivo, dove chiunque possa avvicinarsi senza timore”. La Bologna Wine Week si propone quindi come un’occasione di scoperta e dialogo, facilitando l’incontro tra pubblico, produttori e operatori in modo semplice, diretto e leggero. Il linguaggio è volutamente “pop”: meno tecnico, più immediato, capace di coinvolgere anche chi normalmente non frequenta questo settore. Elemento distintivo è anche l’approccio giovane e dinamico, fatto di musica, cibo e momenti di socialità: “abbiamo pensato ad un formato ibrido che unisce il meglio delle edizioni precedenti caratterizzate da un’anima aperta e fortemente partecipativa (i primi due anni in piazza Minghetti) e il passaggio a una location più istituzionale (Palazzo Re Enzo) – precisa Gabarello – da un lato vogliamo mantenere la qualità e la struttura delle degustazioni in uno spazio più raccolto e curato, dall’altro recuperiamo l’energia della piazza, con musica, food e momenti di aggregazione aperti al pubblico”. L’obiettivo è creare un contesto dinamico e inclusivo: un ambiente leggero e conviviale che inviti le persone a partecipare liberamente, lasciando poi a chi lo desidera la possibilità di approfondire attraverso le degustazioni, cuore dell’evento. In questo modo, l’esperienza complessiva resta accessibile e coinvolgente, senza rinunciare alla qualità, e mantiene quel carattere “pop” che ha contribuito al successo delle prime edizioni. Si inizia Venerdì 15 Maggio con il Dj Set serale che aprirà la quarta edizione della Bologna Wine Week, poi Sabato 16 e Domenica 17 maggio l’evento sarà aperto al pubblico con due giornate dedicate alla degustazione di vini e scandite da un accompagnamento musicale live che vede in programma otto concerti live e sei dj set. Otto le masterclass in programma. Lunedì 18 maggio la giornata sarà interamente riservata agli operatori del settore – horeca, buyer, distributori e stampa. Il cortile di Palazzo Isolani sarà aperto al pubblico e animato dai più importanti brand bolognesi. Durante tutta la settimana, la Bologna Wine Week si estenderà oltre la sede principale coinvolgendo il tessuto cittadino con degustazioni guidate e momenti di approfondimento che vedranno protagonisti ristoranti, produttori e consorzi. Un format che rimarrà anche il sabato e la domenica con degustazioni tra i locali del centro e una rete di locali selezionati presenti all’interno di Ban Ban, (qui il sito ufficiale) nuova guida bolognese e partner ufficiale della manifestazione. Bologna Wine Week si conferma così un progetto che va oltre la semplice degustazione, distinguendosi come l’unico evento dedicato al vino nel centro storico capace di mettere realmente in relazione il mondo produttivo con la città. L’obiettivo è costruire un momento di incontro tra produzione, distribuzione e consumo consapevole, valorizzando il posizionamento di Bologna come città gastronomica e culturale e promuovendo la cultura del vino e del bere bene. L’edizione 2026 consolida un format concentrato e curato, con un numero selezionato di espositori per garantire qualità dell’esperienza e concrete opportunità di networking. Qui il programma aggiornata dell’evento https://www.bolognawineweek.it La Redazione
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RIEDEL MANUFAKTUR VITIS Arrow Right Top Bg

4 Maggio, 2026

Riedel Manufaktur Vitis

  La nuova collezione di calici fatti a mano che celebra 270 anni di eccellenza   Ancora per due giorni saranno in esposizione i calici e i decanter RIEDEL presso lo stand Shake Design al Salone Internazionale del Mobile, Padiglione 11 | Stand L23 L27 In occasione del suo 270° anniversario, RIEDEL – storica cristalleria austriaca e punto di riferimento mondiale nell’arte del bicchiere da vino – presenta RIEDEL Manufaktur VITIS, una nuova collezione realizzata interamente a mano che incarna, in chiave contemporanea, l’essenza più autentica del savoir-faire del brand. Fondata nel 1756 e giunta oggi con Maximilian J. Riedel all’undicesima generazione, la storica azienda familiare ha rivoluzionato il modo di degustare il vino, introducendo per prima il principio secondo cui la forma del calice è determinante nella percezione gustativa. Con Manufaktur VITIS, questa filosofia viene reinterpretata attraverso un linguaggio estetico ancora più attuale, senza abbandonare le proprie radici. Progettata da Maximilian, la collezione rappresenta la prima linea varietale fatta a mano dopo la leggendaria serie Sommeliers. La sua distintiva silhouette a V, caratterizzata da una elegante forma diamantata, esprime raffinatezza e precisione, offrendo – come da tradizione Riedel – un perfetto equilibrio tra estetica e design. Ogni bevante è stato perfezionato con estrema cura per esaltare l’esperienza di degustazione, raggiungendo un’armonia perfetta tra leggerezza visiva e performance tecnica. Sul fondo di ogni calice è inoltre incisa la varietà di uva consigliata: un dettaglio discreto che sintetizza la continua ricerca di stile e funzionalità. La lavorazione artigianale conferisce a ogni pezzo un carattere unico. Piccole variazioni diventano segni distintivi della mano del maestro vetraio, trasformando ogni calice in un oggetto irripetibile, autentico e vivo. Un tributo silenzioso alla cultura del vetro e alla dedizione che da 270 anni anima la famiglia RIEDEL. Manufaktur VITIS si inserisce nel più ampio progetto RIEDEL MANUFAKTUR, un progetto che rende omaggio all’arte vetraria europea, celebrando l’incontro tra tradizione e design contemporaneo. A completare la nuova collezione, anche la linea RIEDEL Manufaktur Bellorotondo, reinterpretazione di un’iconica serie dal design armonioso e sofisticato, insieme a un nuovo decanter, entrambi espressione della stessa eccellenza artigianale. In occasione del Salone Internazionale del Mobile 2026 (21–26 aprile, Fiera Milano Rho), RIEDEL ha contribuito all’allestimento dello stand di Shake Design (www.shake-design.it), – padiglione 11, stand L23 L27 –, realtà italiana che realizza arredi concepiti come vere opere d’arte, con uno stile seducente che esprime un modo di vivere elegante, ricco e con una spiccata propensione al buon gusto. La Redazione
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VINALTUM 2026: presentata a Milano la terza edizione Arrow Right Top Bg

3 Maggio, 2026

VINALTUM 2026: presentata a Milano la terza edizione

  Appuntamento il 17 e 18 maggio a Castel Mareccio, Bolzano – oltre 60 cantine da tutta Italia e dall’estero, 5 masterclass, 4 wine talk e una nuova sede nel cuore dell’Alto Adige   Si è tenuta ieri al MioLab del Park Hyatt Milano la conferenza stampa ufficiale di VINALTUM 2026, il Festival delle eccellenze vitivinicole d’Italia e del mondo, in programma il 17 e 18 maggio a Castel Mareccio, nel cuore di Bolzano. Giunto alla terza edizione, VINALTUM si conferma come uno degli appuntamenti più attesi per appassionati e professionisti del settore enologico. Ideato da Danilo D’Ambra e Luciano Rappo, con il supporto di Pietro Cormaci (Brand Ambassador) e Rinaldo Hauser, Sommelier d’esperienza e “Custode del Gusto”, il Festival cresce in qualità, numeri e ambizione, scegliendo per questa edizione una cornice di straordinaria suggestione: Castel Mareccio, castello medievale del XIII secolo immerso tra i vigneti alle porte di Bolzano, con vista panoramica sulla Valle dell’Adige. Il passaggio a questa nuova sede segna un salto di qualità nel contesto e nell’identità dell’evento, riconosciuto anche a livello istituzionale con il patrocinio del Comune di Bolzano e il supporto dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano, nell’ambito della strategia di posizionamento di Bolzano come Città del Vino. Partner ufficiale per l’ospitalità è il Goldenstern Townhouse Bolzano, storico edificio dell’800 sapientemente restaurato con sedici suite uniche nel cuore del centro storico, sotto i portici medievali della città. A supporto della parte logistica, Arco Spedizioni in qualità di Main Sponsor. Completano il quadro delle partnership: Sophienwald con UNO Glassworks, Castel Hortenberg, Franz Kraler, Banca Alto Adige Südtirol, Cassa di Risparmio di Bolzano Sparkasse, con la collaborazione di FISAR. “Castel Mareccio, il Goldenstern Townhouse, il patrocinio del Comune di Bolzano e il supporto dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano: non sono solo nomi sul programma, sono la dimostrazione che VINALTUM sta diventando parte dell’identità di questo territorio”,  dichiara Danilo D’Ambra, ideatore di VINALTUM. “Ogni partner che scegliamo condivide la nostra stessa visione: che l’eccellenza non è un dettaglio, ma la premessa. La nuova sede di Castel Mareccio è la cornice più eloquente che potessimo immaginare per i vini e i Produttori che ospitiamo. Un luogo che parla di storia, di territorio e di bellezza, esattamente come i vini che vi si degustano. E proprio come l’anno scorso, VINALTUM non si esaurisce tra le mura del castello: il weekend si apre ufficialmente con l’evento inaugurale ospitato nel negozio Franz Kraler, nel centro di Bolzano, un appuntamento esclusivo che fonde il mondo del vino con quello del lifestyle e dell’eccellenza, in uno degli spazi più iconici della città.” VINALTUM 2026 ospiterà oltre 60 cantine selezionate tra le eccellenze italiane e internazionali. Un mosaico produttivo che restituirà con precisione la ricchezza e la diversità del panorama enologico nazionale: dall’Alto Adige al Friuli-Venezia Giulia, dalla Toscana al Veneto, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Lombardia, Trentino, Abruzzo, Marche, Lazio e Puglia. Tra i partecipanti anche Roco Winery dall’Oregon (USA), a conferma della vocazione sempre più aperta e cosmopolita dell’evento. Luciano Rappo, co-organizzatore dell’evento La selezione delle cantine è il vero atto fondativo di VINALTUM. Ogni produttore che ospitiamo porta con sé un territorio, una storia, un modo autentico di interpretare il vino. Con questa edizione avremo una mappa davvero rappresentativa dell’Italia del vino: non solo le regioni più note, ma anche realtà meno raccontate che meritano visibilità. Oltre sessanta cantine, oltre sessanta storie che insieme formeranno un panorama unico, capace di sorprendere anche i palati più esperti. Ma VINALTUM quest’anno si estende anche oltre la grande degustazione: abbiamo voluto portare alcune masterclass speciali direttamente nelle location partner dell’evento, il Goldenstern Townhouse e Castel Hortenberg, per offrire esperienze ancora più immersive e riservate. Tra queste, una masterclass dedicata allo Champagne, che permetterà ai partecipanti di esplorare in profondità uno dei territori di riferimento assoluto per la spumantistica mondiale. Il programma si articola in due giornate: domenica 17 maggio aperto al pubblico, lunedì 18 maggio riservato agli operatori del settore e agli ospiti invitati. Cuore formativo dell’evento sono le 5 masterclass esclusive in programma nella Sala Hendl al secondo piano di Castel Mareccio, affiancate da 4 wine talk condotti da esperti e figure di riferimento del mondo del vino. Le masterclass spazieranno dalla verticale storica del Millesimato di Franciacorta de Le Marchesine alla Riserva Caggiolo di Cantina Tollo; dalla Barbera Superiore de La Ghersa al Sangiovese in purezza di Castello Sonnino, fino alla verticale d’avanguardia del Solaris PIWI a 1250 metri di Werner Morandell. A chiudere la prima giornata, nella serata di domenica, il tradizionale “Big Bottle Party”: un appuntamento ormai imprescindibile nel calendario di VINALTUM, dedicato ai grandi formati e alla convivialità più autentica, dove il vino si fa festa, condivisione e spettacolo. Torna anche per questa edizione “Calice Maestro”, il progetto dedicato ai giovani under 35 che offre l’accesso gratuito a percorsi di degustazione guidati da sommelier FISAR, in piccoli gruppi, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al vino con serietà, curiosità e piacere. “Calice Maestro non è un’attività collaterale: è una dichiarazione di intenti”, sottolinea Rinaldo Hauser, Sommelier d’esperienza e co-organizzatore di VINALTUM. “Il vino ha bisogno di nuovi ascoltatori, di persone capaci di coglierne la complessità e la bellezza. Con Calice Maestro offriamo ai giovani un’esperienza guidata, intima, senza barriere. Perché l’eccellenza non deve essere un privilegio per pochi: deve essere un punto di partenza.” VINALTUM 2026 Date: 17–18 maggio 2026 Orari: domenica 17 maggio ore 12.00–18.00 | lunedì 18 maggio ore 12.00–18.00 Big Bottle Party: domenica 17 maggio dalle ore 19.00 Location: Castel Mareccio / Schloss Maretsch, Bolzano Info: https://www.vinaltum.it Ticket: https://www.clappit.com/biglietti-vinaltum/homePage.html   Ufficio Stampa VINALTUM Federica Schir PR +39 389 9425510 info@federicaschir-pr.com — federica@federicaschir-pr.com Info: https://www.vinaltum.it Ticket: https://www.clappit.com/biglietti-vinaltum/homePage.html La Redazione
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Alta Langa Roma 2026: 47 produttori e 115 etichette in degustazione Arrow Right Top Bg

3 Maggio, 2026

Alta Langa Roma 2026: 47 produttori e 115 etichette in degustazione

  Appuntamento allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio lunedì 11 maggio   L’Alta Langa Docg torna nella Capitale per la terza edizione di Alta Langa Roma, in programma lunedì 11 maggio allo Spazio Field di Palazzo Brancaccio. 47 produttori associati al Consorzio, dalle 10:00 alle 17:00, presenteranno al pubblico una selezione delle loro cuvée di Metodo Classico attualmente in commercio: in tutto 115 etichette tra bianchi, rosati e riserve. L’evento, unico quest’anno a livello nazionale esclusivamente dedicato alle Alte Bollicine Piemontesi, è riservato a operatori Horeca e stampa, con accesso gratuito previa registrazione. Nel corso della giornata si terranno anche alcune masterclass (su invito) condotte da Marco Reitano, sommelier del ristorante La Pergola *** del Rome Cavalieri – A Waldorf Astoria Hotel. Questo l’elenco delle aziende partecipanti: Abrigo Fratelli, Agricola Brandini, Agricola TT, Anna Maria Abbona, Banfi, Bera, Bosca, Cantina Clavesana, Casa E. di Mirafiore, Colombo, Contratto, Coppo, Cortino, Cuvage, Daffara & Grasso, Deltetto 1953, Duchessa Lia, Enrico Serafino, Ettore Germano, Fontanafredda, Gancia, Garesio, Ghione Anna, Giulio Cocchi, Ivaldi, La Fusina, La Torre di Castel Rocchero, Marcalberto, Marco Capra, Marziano Abbona, Nada Giuseppe, Paolo Ferri, Pecchenino, Pianbello, Piazzo Comm. Armando, Podere Gagliassi, Poderi Cusmano, Poderi Vaiot, Rizzi, Roccasanta, Saffirio, Tenuta Carretta, Tenuta Il Falchetto, Tenuta Langasco, Terre del Barolo, Tosti1820, Vite Colte. Giovanni Minetti presidente del Consorzio L’Alta Langa Docg ritorna a Roma con grande entusiasmo e con un crescendo di partecipazione molto significativo. Siamo soddisfatti nel registrare la straordinaria adesione dei produttori, un numero che rappresenta quasi la metà degli associati al Consorzio e oltre l’80% della produzione totale. Si tratta quindi di un appuntamento di rilevanza assoluta per le aziende associate al Consorzio e per la denominazione, che riconoscono alla città di Roma e al suo comparto della somministrazione e della ristorazione un’importanza strategica per la diffusione della conoscenza dell’Alta Langa Docg, che va ben oltre la Capitale e il suo comprensorio. Torniamo quindi molto volentieri a presentare le nuove annate di Alta Langa Docg a una platea di operatori specializzati che ha già dimostrato di apprezzarci e di esprimere stima e interesse concreto, e lo facciamo con una serie articolata di momenti che culminerà nel walk around tasting di lunedì 11 maggio a Palazzo Brancaccio. Commenta Marco Reitano: “Per il terzo anno consecutivo, Roma sceglie Alta Langa Docg, consolidando un appuntamento che è diventato un punto fermo per il settore. Un’occasione reale di incontro tra produttori e professionisti, per entrare nel merito dell’identità, del metodo e del posizionamento della denominazione. Un progetto che continua a rafforzare la presenza e il valore dell’Alta Langa Docg nel panorama enologico italiano e internazionale”.      L’Alta Langa Docg incontra Roma: dieci locali protagonisti   Nei giorni precedenti l’evento, dieci rinomati locali romani saranno protagonisti di un servizio fotografico che porterà l’allure dell’Alta Langa Docg nella Città Eterna. L’Alta Langa Docg incontrerà la ristorazione romana per raccontare tante storie di passione e maestria, dalla sala al cuore delle cucine, in un viaggio fotografico che celebra i sapori e insieme con i protagonisti della scena gastronomica romana. Gli scatti verranno pubblicati sui canali social del Consorzio. I locali coinvolti: Osteria Della Vittoria, Pierluigi, Antico Arco, Il Convivio Troiani, Avenida Caló, Mamma Orso, Al Ceppo 1968, La Quercia, San Baylon e Bylon Cocktail Bar. Un progetto che già lo scorso anno aveva coinvolto i locali Mirabelle, Follie del Villa Agrippina a Gran Meliá Hotel, L’Arcangelo, Armando al Pantheon, Sushisen, Romané di Stefano Callegari, Baccano, Idylio by Apreda del The Pantheon Iconic Rome Hotel, Ai Piani e Osteria Chiari. Il cocktail   Ogni anno, uno speciale cocktail viene studiato per l’evento Alta Langa Roma. Nel 2024 il De Russie propose “Alta Langa Roma”, in una collaborazione ufficiale che coinvolgeva anche il Consorzio del Vermouth di Torino. Nel 2025 “Alta Langa Passion” è stato creato da Giacomo Colamarino, bar manager di Ai Piani/Sottobanco. Anche per Alta Langa Roma 2026 si accoglierà il contributo della mixology d’autore con il cocktail “Torino Royal”, firmato da Christian Comparone. Il drink nasce come interpretazione contemporanea del Piemonte, mettendo in dialogo alcune delle sue espressioni più identitarie: l’Alta Langa Docg, il Vermouth di Torino Igp e il Rosolio di Torino, insieme al Frangelico, memoria liquida della nocciola piemontese. La ricetta – 30 ml di Vermouth di Torino Igp rosso, 30 ml di Frangelico, 30 ml di Rosolio di Torino, 30 ml di succo di limone e 100 ml di Alta Langa Docg extra brut – dà vita a un equilibrio armonico e stratificato, in cui note agrumate, floreali e speziate si intrecciano con la verticalità e la complessità del Metodo Classico. Il risultato è un cocktail di grande bevibilità, rotondo e vibrante, capace di valorizzare le caratteristiche distintive delle Alte Bollicine piemontesi e di raccontarne la versatilità anche nel mondo della miscelazione. Christian Comparone, Bar Manager di Palazzo Ripetta, porta in questo progetto oltre quindici anni di esperienza internazionale maturata tra Londra, Sydney e Tokyo. Nel corso della sua carriera ha collaborato con gruppi come Hyatt e Hilton, sviluppando competenze nella gestione e nella definizione di standard qualitativi e creativi su scala globale. I partner   S.Bernardo  rappresenta  la  perfetta  unione  di  qualità,  tradizione  ed  eleganza. La sua fonte ha origine nelle Alpi Marittime piemontesi, a un’altezza di 1.300 m, in un ambiente incontaminato. Conosciuta sin dal 1926 per la sua leggerezza e per le eccellenti caratteristiche organolettiche, dagli anni Novanta è anche espressione del design italiano, grazie alla sua inconfondibile bottiglia “Gocce”, disegnata da Giorgetto Giugiaro, ancora oggi icona di stile. La Tradizione a Roma è una storica bottega gastronomica, riconosciuta per la straordinaria selezione di salumi e formaggi di alta qualità provenienti da tutta Italia e non solo. Un indirizzo iconico che custodisce e valorizza il patrimonio enogastronomico nazionale attraverso ricerca, competenza ed attenzione della materia prima. Olio Quattrociocchi è un’eccellenza dell’olivicoltura italiana, sinonimo di qualità, innovazione e profondo legame con il territorio laziale. Un’azienda di Alatri che, attraverso una filiera attenta e tecniche all’avanguardia, valorizza l’olio extravergine d’oliva come espressione autentica della tradizione e della cultura mediterranea. IL CONSORZIO ALTA LANGA Il Consorzio Alta Langa è stato costituito nel 2001, con l’obiettivo di tutelare un prodotto nato dopo molti anni di ricerche e studi sulla vocazionalità delle aree interessate. Uno spumante nato come progetto sperimentale, riunisce oggi viticoltori e produttori appassionati e lungimiranti che, spinti da un grande orgoglio piemontese, hanno fatto crescere questa denominazione giovane ma con radici profonde che rimandano alla seconda metà dell’800. La grande scommessa, che unisce tutti, è quella di produrre ogni anno un vino spumante di grande qualità, importante e identitario. A dicembre 2025 il Consorzio conta 100 produttori e 90 viticoltori associati e vanta una partnership di lunga data con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, di cui è Main Sponsor e dove l’Alta Langa DOCG è Official Sparkling Wine, e con il mondo Slow Food, in particolare con la Banca del Vino e con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il Consorzio è inoltre partner tecnico del Teatro Regio di Torino. L’Alta Langa DOCG è stato nominato “Vino dell’Anno Regione Piemonte” 2025. L’ALTA LANGA DOCG
L’Alta Langa Docg raccoglie l’eredità e prosegue la tradizione del primo metodo classico d’Italia, nato proprio in Piemonte nella seconda metà del 1800. La denominazione ha ottenuto la Doc nel 2002 e il massimo riconoscimento qualitativo della Docg nel 2011, e oggi ha una produzione ancora molto limitata e rappresentata da circa tre milioni di bottiglie. La Redazione
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Consorzio Vini Valpolicella: torna Amarone in Capitale Arrow Right Top Bg

2 Maggio, 2026

Consorzio Vini Valpolicella: torna Amarone in Capitale

  A Roma lunedì 4 maggio l’evento per enoappassionati e operatori   Torna il 4 maggio “Amarone in Capitale”, l’evento romano gratuito per enoappassionati e operatori promosso dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella nell’ambito del programma europeo “Quality Heritage of Europe” (QHE). Protagonisti dell’appuntamento ospitato nel salone principale dell’Acquario Romano (Piazza Manfredo Fanti, 47 – dalle 16.30 alle 22.00), i vini della Valpolicella, capitanati dall’Amarone, e raccontati nel calice attraverso le etichette di 8 aziende rappresentative della denominazione veneta. Il Valpolicella Day nella capitale, che da sola rappresenta oltre l’8% del valore del mercato Italia dell’Amarone apre alle 16.30 (e fino alle 22.00) con le degustazioni informali con i produttori, in un percorso che mette a confronto stili e interpretazioni secondo una lettura contemporanea dei Rossi veronesi conosciuti in tutto il mondo. A completare l’esperienza, i corner dedicati al Parmigiano Reggiano, partner ufficiale del progetto QHE, e al Sigaro Toscano, con uno spazio esterno riservato. Il cartellone prosegue con la masterclass “Amarone della Valpolicella Docg: l’arte dell’attesa” (ore 18.00, terzo piano del Mercato Centrale in via Giolitti, 36) realizzata in collaborazione con Ais Lazio. Una degustazione guidata, con il contributo diretto anche dei produttori, per scoprire il ruolo del tempo e della tecnica della messa a riposo delle uve – ora ufficialmente candidata al patrimonio immateriale Unesco – nella definizione dell’Amarone 2020, 2018, 2015 e 2014 (fino ad esaurimento posti e su registrazione). L’aperitivo a base di Valpolicella Doc, musica e pairing (ore 19.30 – Acquario Romano) chiude il cartellone della 5^ edizione di “Amarone in Capitale”, mentre i banchi di assaggio resteranno aperti fino alle 22.00. L’evento “Amarone in Capitale” è gratuito e aperto al pubblico previa registrazione al link: https://bit.ly/amarone_in_capitale Aziende presenti: Ernesto Ruffo; Torre di Terzolan; Talestri; Pasqua Vigneti e Cantine; Secondo Marco; I Campi; Famiglia Furia e Tenuta Santa Maria Valverde. Aziende masterclass: Famiglia Furia; Torre di Terzolan; Pasqua Vigneti e Cantine e Secondo Marco. “Quality Heritage of Europe” (Reg. UE n. 1144/2014) è il programma di promozione internazionale promosso dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella e dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano. Cofinanziato dall’Unione Europea, il piano ha una durata triennale e si pone l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei consumatori europei sui benefici dei prodotti agroalimentari di qualità, in particolare quelli a marchio Dop e Igp. La Redazione
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