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Torna la V edizione di Assaggi 2026. Il Salone dell’Enogastronomia Laziale Arrow Right Top Bg

2 Maggio, 2026

Torna la V edizione di Assaggi 2026. Il Salone dell’Enogastronomia Laziale

Dal 16 al 18 maggio 2026 Viterbo ospiterà la quinta edizione di Assaggi – Salone dell’Enogastronomia Laziale, in programma nella prestigiosa cornice del Complesso di Santa Maria in Gradi. L’evento – organizzato dalla Camera di Commercio di Rieti Viterbo, con il contributo della Camera di Commercio di Roma e del Comune di Viterbo, con la partecipazione dell’Università della Tuscia, della Regione Lazio e del CREA e in partnership con Slow Food Viterbo e Tuscia, – si conferma come un appuntamento di riferimento per la valorizzazione del patrimonio agroalimentare regionale e come un momento strategico per la promozione turistica del territorio. Per tre giorni Viterbo diventerà la capitale del gusto laziale con l’obiettivo di raccontare la ricchezza, la qualità e l’identità produttiva della regione, accogliendo aziende selezionate del settore agroalimentare, show cooking con protagonisti dell’enogastronomia regionale, esperienze sensoriali e degustazioni guidate, oltre a talk e momenti di confronto. Il Salone offre al pubblico di appassionati e consumatori consapevoli un’esperienza diretta e coinvolgente, con la possibilità di degustare e acquistare i prodotti direttamente dai produttori. La manifestazione rappresenta inoltre un’importante opportunità di incontro tra domanda e offerta, favorendo relazioni commerciali e nuove collaborazioni tra operatori del settore food&beverage, con accesso a loro riservato nella giornata di lunedì 18 maggio. È così che professionisti del settore, operatori horeca, buyer, giornalisti, blogger e food lovers potranno conoscere da vicino le eccellenze del Lazio, incontrare i produttori e approfondire le storie imprenditoriali che rendono unica l’offerta enogastronomica regionale. Per i professionisti del settore food & beverage l’accesso è gratuito, previa registrazione. Per il pubblico generico il biglietto di ingresso è convertito in un buono acquisto spendibile presso uno dei produttori del Salone durante l’evento. Ben due saranno gli ospiti speciali della V edizione: Claudio Amendola, attore acclamato, ma anche ristoratore con la sua osteria romana in cui propone una “cucina de coccio” in omaggio alla sua romanità e alla tradizione culinaria di tutto il Lazio; e Giorgione, celebre personaggio televisivo, ma prima di tutto un cuoco che si definisce un quasi veterinario, amante della natura, dei suoi prodotti e delle cose belle e buone. Ad ospitare la manifestazione sarà per la seconda volta il Complesso di Santa Maria in Gradi, luogo simbolo della storia viterbese. L’antico complesso conventuale, di origine medievale, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura religiosa della città. Caratterizzato da ampi spazi interni, chiostri suggestivi e ambienti di grande fascino storico, il complesso coniuga monumentalità e funzionalità, offrendo una cornice di straordinario impatto. La scelta di questo luogo rafforza il legame tra patrimonio culturale e promozione enogastronomica, valorizzando un sito di grande identità nel cuore della Tuscia. Accanto all’area espositiva nei chiostri, Assaggi 2026 proporrà un articolato calendario di iniziative pensato per raccontare il Lazio attraverso i suoi sapori e le sue tradizioni. I vari spazi del Complesso di Santa Maria in Gradi ospiteranno show cooking con protagonisti dell’enogastronomia regionale, esperienze sensoriali e degustazioni guidate presentazioni di prodotti e produttori, oltre a momenti di confronto con gli addetti ai lavori. Un percorso narrativo e del gusto che consentirà di esplorare la varietà delle produzioni laziali, dall’artigianalità delle piccole imprese alle realtà più strutturate, in un dialogo continuo tra tradizione e innovazione. Ma non finisce qui, la manifestazione si estenderà inoltre oltre gli spazi del Salone grazie al format “Fuori Assaggi”, che coinvolgerà la città e i borghi del territorio in un calendario diffuso di iniziative. Aperitivi e cene dedicati alla degustazione, incontri con i produttori e visite in azienda offriranno l’opportunità di vivere un’esperienza completa alla scoperta del patrimonio enogastronomico del Lazio, integrando l’evento con l’offerta turistica e culturale del territorio e incentivando la permanenza dei visitatori. Con la quinta edizione, Assaggi consolida il proprio ruolo di piattaforma di promozione e sviluppo per le imprese agroalimentari laziali, offrendo una vetrina qualificata per presentare prodotti di eccellenza a un pubblico, di professionisti del settore e di appassionati del buon cibo, sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità e all’identità territoriale. L’appuntamento del 2026 si preannuncia così come un momento centrale nel calendario dei grandi eventi dedicati all’enogastronomia, capace di rafforzare il posizionamento del Lazio nel panorama nazionale del turismo del gusto.   La Redazione
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30 Aprile, 2026

Ricerca UniCredit-Nomisma: l’enoturismo asset strategico per lo sviluppo del settore vinicolo siciliano

  Presentata l’edizione 2026 di Sicilia en Primeur, in programma a Palermo dall’11 al 15 maggio   In uno scenario di mercato internazionale carico di incertezze e complessità, c’è un asset che per le imprese vinicole sta sempre più assumendo rilevanza strategica per il proprio business e che negli ultimi anni è cresciuto in maniera significativa: l’enoturismo. Se guardiamo agli arrivi di turisti nelle principali zone vinicole italiane (dalla Valdobbiadene alla Valpolicella, dalle Langhe alla Franciacorta, dal Collio al Chianti) negli ultimi cinque anni si sono registrate crescite di molto superiori – in termini di variazioni percentuali – alla media della relativa regione (al netto dei capoluoghi/città d’arte). Nel caso della Sicilia, prendendo ad esempio, i comuni dell’Etna (legati cioè al disciplinare di produzione dell’Etna Doc), tra il 2019 e il 2024 gli arrivi di turisti sono cresciuti del 17,4% contro una media dell’intera isola del 12,4%. È uno dei dati che emergono dalla ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit, presentata oggi a Palermo.   Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit. Il settore vitivinicolo che rappresenta un pilastro strategico per l’economia siciliana, si trova ad operare oggi in un contesto globale complesso, in cui vecchie e nuove sfide si affiancano però a significative opportunità, come l’ascesa dell’enoturismo, leva strategica a supporto di competitività, attrattività e valorizzazione del territorio. UniCredit rinnova l’impegno ad accompagnare le imprese in questo percorso, attraverso il credito, un modello di servizio dedicato e consulenza specialistica Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia Assovini Sicilia scommette sull’enoturismo non solo come strategia ma come asset delle nostre cantine che stanno rispondendo in maniera dinamica alle nuove sfide del mondo del vino. Il wine tourism ci consente di raccontare il vino come prodotto culturale e parte di un contesto più ampio dove convivono  paesaggio, storie, produttori, gastronomia. La Sicilia del vino che oggi si conferma un’isola capace di intercettare i cambiamenti e anticipare le strategie Studio Nomisma Il valore che l’enoturismo genera per le imprese vinicole italiane è di circa 3,1 miliardi di euro, a dimostrazione di come ormai non si tratti più di un “piano B” per i produttori ma un asset strategico di valorizzazione e crescita economica. Una leva strategica che in Sicilia assume valenze ancora più significative e che la ricerca Nomisma Wine Monitor per UniCredit ha messo in luce attraverso un’indagine qualitativa sulle imprese vinicole, mostrando – tra le altre cose – come l’enoturismo nell’isola presenti un carattere molto più internazionale rispetto alla media degli altri territori vinicoli italiani: secondo i produttori siciliani, l’identikit dell’enoturista che arriva in Sicilia è prevalentemente straniero – in particolare statunitense, tedesco ed inglese – ha un età media compresa tra 40 e 55 anni e non necessariamente è un esperto di vino, il che non rappresenta una criticità piuttosto un’opportunità per colmare un gap di conoscenza e accrescere la cultura del vino di persone che, dopo l’esperienza enoturistica, potranno divenire ambasciatori del brand aziendale e dei territori vinicoli siciliani. Guardando al futuro, secondo le stesse imprese nei prossimi anni gli enoturisti andranno soprattutto alla ricerca di esperienze personalizzate e offerte esclusive, di esperienze immersive e multisensoriali ma anche integrate con attività culturali. Il 2025 non è stato un anno semplice per il vino. L’export italiano chiude in negativo (-3,6% nei valori) rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, la riduzione equivale a quasi 300 milioni di euro e 400 mila ettolitri. Il calo più rilevante riguarda il Nord America (-204 milioni di euro) e l’Europa extra-Ue (-89 milioni) mentre l’export verso i paesi dell’Unione Europea (che ancora rappresenta il 40% delle nostre esportazioni totali a valore) risulta in crescita e permette di mitigare la perdita. Ma il vino italiano non è l’unico a subire un calo delle esportazioni. Tutti i principali exporter mondiali registrano una riduzione: Francia -4,4%, Spagna -5,1%, Cile -10,2%, Australia -14,6%, Stati Uniti -36%. Solo la Nuova Zelanda si mantiene attorno alla parità (-0,5%) ma veniva da una chiusura in negativo nel 2024 (-6,1%) Le performances negative degli esportatori discendono da mercati internazionali che hanno ridotto consumi e acquisti di vino dall’estero. Guardando ai top mercati per import, solo Germania, Svizzera e Brasile registrano una crescita a valori nelle importazioni di vino, mentre gli Stati Uniti (causa anche svalutazione del dollaro) perdono il 12%, UK il 6%, Canada il 12%, la Cina il 15%. Queste riduzioni si riflettono anche nelle esportazioni dei nostri vini Dop. Poche le denominazioni a livello regionale che mettono a segno una crescita: tra queste ci sono i bianchi fermi Dop della Sicilia, il cui export cresce a valore del 2,4% rispetto all’anno precedente. Una crescita che nemmeno i dazi di Trump riescono a bloccare: a differenza della media dei vini italiani che negli Usa lasciano sul campo quasi il 13% in valore, i bianchi Dop della Sicilia aumentano nell’export verso gli Stati Uniti dell’8,4%. All’opposto il caso dei rossi Dop della Sicilia che perdono, sempre in termini di export, l’11% rispetto all’anno precedente, trainati al ribasso proprio dagli Usa, primo mercato di sbocco. È comunque da precisare che i dati Istat di export tengono conto del luogo di spedizione all’estero, per cui sfuggono i quantitativi di vino siciliano che non partono direttamente dalla Sicilia per l’estero, ma partono da porti ubicati in altre regioni alle quali questi volumi di prodotto vengono computati come export vinicolo. Per cui si stima che in realtà il commercio estero di vini e mosti siciliani sia superiore rispetto ai dati ufficiali Istat. Il calo nei consumi di vino rosso è una tendenza che ormai da molti anni si sta manifestando anche nel nostro paese, complice indubbiamente una riduzione nella “consumer base” degli italiani che bevono vino abitualmente (quotidianamente o più volte a settimana) e che rappresentano il “nocciolo duro” per i consumi di vino rosso. Una componente che si sta progressivamente riducendo: basti pensare che gli italiani di età over 60 che quindici anni fa dichiaravano di bere vino abitualmente erano il 70%. Oggi sono il 54%. Al di là di queste evoluzioni, il territorio resta sempre prioritario nelle scelte di consumo di vino per gli italiani: sia che lo si acquisti per il consumo domestico che lo si beva fuori-casa, più di 4 consumatori su 10 guardano principalmente all’origine (regionale o tramite la presenza di una Dop/Igp). Negli ultimi tre anni la produzione vinicola dell’isola si è assestata attorno ai 2,7 milioni di ettolitri, con una componente di quella a denominazione (Dop+Igp) vicina all’80% (la media italiana è pari al 72%). I vini bianchi la fanno da padrone, con una quota superiore al 64% della produzione regionale (la media italiana è poco distante, al 62%) e, come visto prima, rappresentano la categoria che negli ultimi anni ha trainato l’export di vino dall’isola: +50% la crescita nell’ultimo decennio del valore complessivo, con gli Usa oggi primo mercato di sbocco (22% dell’export vinicolo dalla regione), seguiti da Germania (12%), Uk (7%), Paesi Bassi e Canada (entrambi con una quota del 6%).   Sicilia en primeur Sicilia en Primeur nasce nel 2003 come anteprima internazionale dell’ultima annata, rivolta alla stampa italiana ed estera. L’evento ha lo scopo di far conoscere sia le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano, attraverso degustazioni e incontri con i produttori, sia i luoghi e la cultura che compongono la tradizione enologica siciliana, attraverso enotour in diverse aree dell’isola. Scegliendo tra 12 itinerari differenti, i professionisti della stampa viaggiano alla scoperta delle aziende vinicole e del territorio. Il vino diventa, così, una chiave di lettura esclusiva per comprendere la straordinaria varietà e biodiversità dell’Isola ed il suo patrimonio storico-culturale, insieme alla storia dei produttori e delle aziende vitivinicole. Il format vincente di Sicilia en Primeur prevede enotour rivolti alla stampa e visita alle aziende vitivinicole partecipanti ed i territori di produzione, degustazioni tecniche e talk su temi di attualità, un convegno dedicato all’incontro con i produttori e alle degustazioni nelle postazioni aziendali. L’ultima edizione del 2025 ha coinvolto oltre cento giornalisti provenienti da tutto e cinquantasette aziende associate.   La Redazione
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Con EGO Food Fest una nuova etica della ristorazione Arrow Right Top Bg

30 Aprile, 2026

Con EGO Food Fest una nuova etica della ristorazione

  La grande festa di popolo: in due serate in Villa Peripato serviti 15.000 tranci di pizza e 10.000 bevande!   A Taranto di più di 170 ospiti, tra cui giornalisti di 30 testate nazionali,30 cuochi, 70 pizzaioli italiani e oltre 55 produttori di eccellenze del Made in Italy Assessora regionale Turismo Graziamaria Starace, Assessora al Turismo della Regione Puglia Il cibo è identità ed è uno dei motivi principali per cui la Puglia viene scelta come meta turistica Con l’EGO Food Fest per quattro giorni l’Italia della gastronomia ha guardato con ammirazione a Taranto, città che ha mostrato la capacità di costruire un evento in grado di unire armoniosamente una grande festa popolare e l’eccellenza della gastronomia nazionale, promuovendo nel contempo la bellezza del territorio presso importanti opinion maker e lanciando un forte messaggio sull’etica della ristorazione. Merito della giornalista tarantina Monica Caradonna e di Ilaria Donateo, le due ideatrici di EGO Food Fest che hanno via via sviluppato il format facendolo diventare un unicum a livello nazionale, nonché un importante catalizzatore di opportunità, anche grazie alla presenza a Taranto di più di 170 ospiti, tra cui giornalisti di 30 testate nazionali, 30 cuochi, 70 pizzaioli italiani e oltre 55 produttori di eccellenze del Made in Italy. Un unicum perchè, a differenza di eventi che rimangono circoscritti agli addetti ai lavori, EGO Food Fest è riuscito a coinvolgere il territorio, a partire dai sedici ristoratori tarantini che nella prima serata – venerdì 17 aprile – hanno dedicato i loro menù alla Cozza nera di Taranto Presidio Slow Food, ospitando nei loro locali anche gli oltre trenta giornalisti di testate nazionali giunti in città per la manifestazione. Importanti ospiti che nei giorni successivi, oltre a partecipare agli eventi di EGO Food Fest, sono stati protagonisti di press tour organizzati per loro a Martina Franca, in Città vecchia a Taranto e sui catamarani della Jonian Dolphin Conservation, rimanendo letteralmente ammaliati dal patrimonio storico e dalla biodiversità. Anche quest’anno EGO Food Fest è riuscito a coinvolgere la città con la grande festa popolare di due giorni, un intero weekend in cui migliaia di cittadini si sono avvicendati in Villa Peripato nel rispetto delle regole di sicurezza e di accesso ai luoghi, assistendo gratuitamente a due spettacoli – i ‘Vega 80’ e Angelo Mellone e la sua band – e, laddove desiderato, assaggiando prelibatezze varie e, soprattutto, le pizze preparate da 70 maestri pizzaioli provenienti da tutta Italia, tra questi anche alcuni piazzaioli tarantini DOC. Solo i “numeri” possono dare l’idea dello straordinario successo di queste due serate: agli stand sono stati serviti 15.000 tranci di pizza, 500 frittatine gourmet, 600 schiacciate con Mortadella Bologna IGP, 600 panzerotti e 700 porzioni di pasta all’assassina, mentre nell’area beverage, curata da Cippone & Dibitetto, sono stati consumati circa 10.000 bicchieri tra birra, drink e vino! Dopo questa grandiosa festa di popolo, nella giornata conclusiva – lunedì 20 aprile – EGO Food Fest si è trasferito nel prestigioso Relais Histò per l’EGO Academy, il “cuore tecnico” della manifestazione. Nei talk, moderati da Monica Caradonna e dal popolarissimo conduttore Tinto, nome d’arte di Nicola Prudente, è stato lanciato il messaggio etico di EGO Food Fest 2026, partendo proprio dal tema di questa ottava edizione che, allo stesso tempo, ha rappresentato una sfida e una promessa: “La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta”. Dopo i saluti istituzionali di Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi –Taranto, di Gianfranco Palmisano, Presidente della Provincia di Taranto e Sindaco di Martina Franca, e di Piero Bitetti, Sindaco di Taranto, sul tema sono intervenuti Enrico Bartolini, lo chef più stellato d’Italia, Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, Marzia Varvaglione, Presidente del Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV), e l’operatore di pace tarantino Gennaro Giudetti. Una visione etica apprezzata da Graziamaria Starace, Assessora al Turismo della Regione Puglia, che nel suo intervento ha anche sottolineato il ruolo di attrattore dell’enogastronomia pugliese: «il cibo è identità ed è uno dei motivi principali per cui la Puglia viene scelta come meta turistica. Chi arriva qui – ha detto Mariagrazia Starace – cerca un modo di essere, una comunità che produce con cura, una terra che si riconosce in quello che mette in tavola. Ego Food Festival è uno spazio in cui questo racconto prende forma. Produttori, chef stellati e locali, operatori del territorio che lavorano insieme per mostrare una Puglia viva, con una filiera, con dei volti, con una storia precisa dietro ogni prodotto. Questa mattina ho visto un lavoro serio, radicato, capace di parlare al mondo senza perdere il legame con la terra da cui viene. La Regione Puglia riconosce in questo approccio un asset strategico per la promozione del territorio. Presentare la Puglia attraverso chi la abita e la produce è il modo più autentico di farla scegliere». L’etica è stata protagonista anche della grande novità di questa ottava edizione di EGO Food Fest, un momento di altissimo valore simbolico e professionale: la firma del “Patto di EGO”. Per la prima volta, tutti i grandi chef e pizzaioli presenti sono stati chiamati a sottoscrivere e a completare un Decalogo programmatico. Non un manifesto ideale, ma un impegno concreto che ha definito un nuovo codice etico per la ristorazione contemporanea, impegnando i firmatari a trasformare la cucina in un atto di responsabilità verso la terra e le comunità! Per tutta la giornata nel Relais Histò ci sono state oltre 25 masterclass che – tutte sold out – hanno visto i cuochi “ambassador” confrontarsi direttamente con le radici della cucina italiana: dalle gite botaniche sulle rive del Mar Piccolo agli incontri con i mitilicoltori e i piccoli produttori locali; le materie prime scoperte sono poi diventate protagoniste di sessioni formative aperte agli addetti ai lavori e agli appassionati. Nella stessa giornata i pizzaioli hanno partecipato alla Pizza Competition sottoponendo le loro pizze alla giuria composta da 10 tra le firme più autorevoli del giornalismo enogastronomico e i referenti nazionali delle più autorevoli guide di settore. Questi sono i premiati alla Pizza Competition di EGO Food Fest 2026: Premio Enogastro Hub “Rivelazione Ego Pizza Festival” a Salvatore Giannone – Na nuvola – Statte; Premio Cippone & Di Bitetto “Prodotti di Qualità” a Paolo Bruno – Uemè’ – Lecce; Premio Consorzio Pasta Gragnano “Combinazioni inaspettate” a Carmine Chiarelli – Foch l’altro forno – Mottola; Premio Moretti Forni “Cottura perfetta e sostenibile” a Michele Cellamaro – Forno Cellamaro – Cerignola; Premio Petra Molino Quaglia “L’arte della fermentazione” a Gianmichele Vitto – ConTe – Conversano; Premio Gioiella “High Quality Pizza” a Max Leonetti – Dama Bakery – Bari; Premio Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna “Armonia nel piatto” a Pierfrancesco Peloso – Soip Amour – Andria; Premio Varvaglione 1921 “Avanguardia nel piatto” a Nico Taveri – Brunda – Brindisi; Premio Olio Forti “Sostenibilità e gusto” a Martin Mirchev – Loop pizza croccante – Lecce. Questa ultima giornata, che ha visto anche un momento culturale con lo spettacolo “Dialoghi sulla gioia”, protagonisti il poeta e paesologo Franco Arminio e la pianista e performing coach Gloria Campaner, è stata conclusa dall’esclusiva Dinner Incredible. Alcuni dei più autorevoli interpreti della cucina contemporanea, tra cui numerosi chef stellati Michelin provenienti da tutta l’area mediterranea, hanno unito le forze per dare vita ad una cena-evento unica. Dopo aver esplorato i luoghi di produzione della provincia jonica, studiato le materie prime del territorio, ogni chef ha realizzato un piatto celebrativo, fondendo la propria identità con la cultura gastronomica pugliese, generando un racconto contemporaneo del territorio. Una conclusione “incredible” con cui Monica Caradonna e Ilaria Donateo hanno dato appuntamento a EGO Food Fest 2027! Ego Food Fest 2026 è l’idea di Enogastro Hub aps ed è co-organizzato dalla Camera di Commercio di Brindisi-Taranto ed è realizzata grazie al contributo di Petra Molino Quaglia, Moretti Forni, Gioiella, Consorzio di tutela della Pasta di Gragnano IGP, Consorzio Italiano tutela Mortadella Bologna, Varvaglione1921, Olio Forti, Frantoio Sant’Agata di Oneglia, Cippone Di Bitetto, Raffo, Programma Sviluppo, i comuni di Taranto e Martina Franca, la Provincia di Taranto, i Giochi del Mediterraneo. Ego Food Fest 2026 è inserito nel progetto di “Coesione Italia 21-27 Puglia, Repubblica Italiana, Regione Puglia e Pugliapromozione. Intervento Finanziato con Risorse del Fondo di Rotazione 2021-2027. Linea di Intervento 03.02 “Turismo e Ospitalità” – Riposizionamento Competitivo e Promozione delle Destinazioni Turistiche”. La Redazione
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Un nuovo format trade per il settore del vino debutta a Londra: Wines Experience ripensa il modo in cui i buyer entrano in contatto con i produttori italiani Arrow Right Top Bg

30 Aprile, 2026

Un nuovo format trade per il settore del vino debutta a Londra: Wines Experience ripensa il modo in cui i buyer entrano in contatto con i produttori italiani

  Una nuova piattaforma B2B pensata per ridefinire il modo in cui i professionisti del vino degustano, valutano e costruiscono relazioni commerciali debutta a ExCeL London il 26–27 aprile 2026.   Organizzata da United Experience, joint venture tra Fiere Italiane SEA e BolognaFiere Group fondata da Maurizio Muzzetta, con BolognaFiere, guidata dall’Amministratore Delegato Antonio Bruzzone, Real Italian Wine & Food Experience London introduce un format strutturato, guidato dai dati e incentrato sul dialogo, finalizzato a migliorare il modo in cui i buyer selezionano prodotti food & wine italiani nel mercato di oggi. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito, presieduta da Roberto Costa, e con ITA – Italian Trade Agency, con Giovanni Sacchi, e si svolge sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Londra. Riunendo 200 cantine e 50 produttori italiani del settore food, l’evento offre una panoramica curata della produzione italiana contemporanea, con una forte attenzione alle pratiche orientate alla sostenibilità, all’identità regionale e agli approcci a basso intervento, sempre più in linea con la domanda dei buyer del Regno Unito. Wines Experience si distingue dalle manifestazioni tradizionali basate sugli stand e sui walk-around tasting: l’intero evento è costruito attorno alle lounge dei produttori, dove gli incontri si svolgono da seduti, in un ambiente pensato per favorire degustazioni mirate e confronti commerciali significativi. Una piattaforma intelligente di matchmaking consente ai buyer di prepararsi in anticipo — filtrando i produttori per regione, categoria o stile — e di programmare gli incontri prima dell’arrivo, assicurando un utilizzo efficiente del tempo in loco. Il format è ulteriormente arricchito da strumenti pensati per supportare la valutazione e il processo decisionale, tra cui una Blind Tasting Experience, in cui i vini vengono valutati senza etichette e i feedback vengono aggregati in tempo reale, e un Data Hub che raccoglie input strutturati dai partecipanti, trasformandoli in insight di mercato in tempo reale. “Con la continua evoluzione dei mercati internazionali, la necessità di piattaforme trade più agili diventa sempre più cruciale. Il nostro investimento in questo progetto risponde a un chiaro cambiamento nel modo in cui il trade interagisce e riflette un più ampio impegno internazionale, nel quale siamo concentrati a evolvere insieme alle esigenze specifiche di ciascun mercato.” Antonio Bruzzone, Amministratore Delegato, BolognaFiere Group  Una fiera funziona al meglio quando crea le condizioni per relazioni significative. Attraverso i nostri confronti con il trade, è emerso chiaramente che questo processo è diventato frammentato, dispendioso in termini di tempo e costoso. Il nostro obiettivo è riportarlo all’interno di un format più coerente e intuitivo, allineato al modo in cui il trade opera e capace di favorire momenti di scambio di maggior valore. Maurizio Muzzetta, Fondatore di United Experience e Presidente di Fiere Italiane Un elemento chiave del programma è Dialogue in Motion, un format di discussione e degustazione a rotazione che sostituisce i panel tradizionali con scambi dinamici e partecipativi. “Gran parte del nostro lavoro è stato snellire i processi e rendere la partecipazione intuitiva e facile da orientare, creando al contempo uno spazio che incoraggi creatività e collaborazione. Quando le persone si sentono meno sotto pressione e percepiscono l’energia dell’ambiente in cui si trovano, questo porta naturalmente a conversazioni più significative, connessioni più solide e, in ultima analisi, risultati di business più forti, che vanno ben oltre la fiera.” Silvia Raffa, Managing Director, Wines Experience London Sviluppato attraverso una serie di industry salon tenuti a Londra, il format riflette una crescente preferenza per ambienti guidati dal dialogo, in cui le idee evolvono attraverso prospettive condivise. Highlight del programma   Il programma riunisce voci autorevoli del wine trade, combinando insight di mercato, formazione e rilevanza commerciale: Decanter World Wine Awards Masterclass, dedicata ai vini bianchi del Nord Italia Market Pulse: The UK Wine Market, con dati e insight da parte di buyer, importatori e MW di riferimento NextGen Sparkling (Dialogue in Motion), dedicato al modo in cui una nuova generazione sta rimodellando produzione e strategia di mercato Collettiva dei produttori selezionati da Slow Wine Fair; due masterclass organizzate dall’evento di BolognaFiere e da Slow Food, in sinergia con SANA Food, e incentrate sui criteri di sostenibilità applicati al vino e sul rapporto tra vino, cibo e convivialità Masterclass regionali, tra cui Sardegna, Calabria e territori italiani chiave Food & Wine Experiences, che collegano i vini a contesti reali di hospitality e retail Momenti di networking curati, inclusi format come Women in Wine & Spirits Trade-Focused Awards, in programma il 27 aprile, che riconosceranno i protagonisti del wine trade in un momento di alto profilo dell’evento Wines Experience è pensata come una piattaforma completa per il settore, integrando vino, food e hospitality. Accanto all’area degustazione, esperienze guidate da chef e format collaborativi tra chef e sommelier esplorano abbinamenti, posizionamento e applicazione nei contesti sia on-trade sia off-trade. L’evento riflette inoltre le esigenze pratiche del calendario trade. La programmazione di domenica e lunedì migliora l’accessibilità per i professionisti, mentre un servizio dedicato Childcare – Crèche by Nipperbout nella giornata di domenica incentiva la partecipazione senza compromettere gli impegni personali. Wines Experience è concepita come un hub internazionale che collega mercati chiave. Mentre l’edizione londinese 2026 è dedicata al vino italiano, dal 2027 l’evento si aprirà ai produttori di tutto il mondo, espandendosi in una piattaforma realmente globale. Dopo Londra, il calendario 2026 proseguirà con le edizioni di Ho Chi Minh City, nel giugno 2026, e Città del Messico, nel novembre 2026, sostenendo lo sviluppo internazionale di lungo periodo sia per i produttori sia per i buyer. La Redazione
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Costruire esperienze per sviluppare il territorio Arrow Right Top Bg

29 Aprile, 2026

Costruire esperienze per sviluppare il territorio

  La Rete Enoturismo Sardegna, dà il via al programma di formazione gratuita dedicato agli operatori del settore   Parte il ciclo di incontri territoriali e online in collaborazione con la Fondazione ETS Centro Professionale Europeo Leonardo: formazione, rete e innovazione per l’enoturismo in Sardegna. Iscrizioni aperte per i due appuntamenti online del 29 e 5 maggio. Rafforzare le competenze degli operatori e costruire un modello organizzato di enoturismo capace di valorizzare il territorio. Parte da questi obiettivi il programma di formazione promosso dalla Rete Enoturismo Sardegna (RES) in collaborazione con la Fondazione ETS Centro professionale europeo Leonardo, un percorso che unisce formazione, confronto e attivazione territoriale. L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui l’enoturismo rappresenta uno degli ambiti più dinamici per lo sviluppo dei territori, capace di integrare produzione agricola, patrimonio culturale, paesaggio e offerta turistica, rispondendo a una domanda sempre più orientata all’esperienza. La RES è un progetto pilota finanziato dalla Regione Sardegna, assessorato dell’Agricoltura. L’INIZIATIVA Il ciclo di incontri, rivolto agli operatori del settore vitivinicolo e turistico ma aperto anche a chi intende avvicinarsi al comparto, si sviluppa come un percorso diffuso su scala regionale, con momenti di formazione online e laboratori operativi nei principali territori del vino della Sardegna. Il programma prevede una prima fase di formazione online, con un primo incontro in programma il 29 aprile, dalle ore 17:00 alle 21:00, e un secondo appuntamento previsto per il 5 maggio sempre dalle ore 17:00 alle 21:00, dedicati alla progettazione dell’esperienza turistica, al marketing e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento per il posizionamento sul mercato. A questa seguiranno cinque seminari territoriali in presenza, della durata di sei ore ciascuno, che coinvolgeranno diverse aree dell’isola, tra cui Sulcis, Nuorese, Goceano, Gallura e Ogliastra. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per passare dall’offerta di un prodotto alla costruzione di un’esperienza, rafforzando la capacità degli operatori di raccontare il territorio, sviluppare modelli di collaborazione e intercettare nuovi segmenti di domanda. La partecipazione agli incontri è gratuita e aperta a tutti, previa iscrizione da richiedere all’indirizzo comunicazione@cpeleonardo.it IL PROGETTO Il progetto RES, recentemente presentato al Vinitaly di Verona, si sviluppa come un vero e proprio circuito diffuso su scala regionale, che attraversa territori tra loro diversi per caratteristiche paesaggistiche, identità culturale e tradizioni enogastronomiche. Dalle aree costiere a quelle interne, la rete valorizza questa diversità come elemento distintivo, costruendo un’offerta integrata in cui ogni territorio contribuisce con le proprie specificità. L’insieme di queste esperienze rappresenta il valore dell’offerta RES, capace di raccontare la Sardegna nella sua pluralità e autenticità. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la dimensione sociale del progetto: in un contesto spesso segnato da individualismi tra operatori e imprese, la Rete Enoturismo Sardegna introduce una forma associativa che favorisce collaborazione, condivisione di competenze e crescita comune, contribuendo a superare alcuni dei principali ostacoli allo sviluppo del settore. Per la prima volta, dunque, si sta costruendo una rete che nasce dal basso e unisce realtà diverse per dimensione e produzione in tutta la regione. L’obiettivo è duplice: da un lato creare nuove opportunità di reddito per le imprese vitivinicole, dall’altro contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici, ampliando l’attrattività della Sardegna oltre il turismo balneare. Tra le attività di progetto: percorsi di formazione per gli operatori, azioni di animazione territoriale e iniziative di confronto internazionale. Il percorso proseguirà sino a novembre con l’obiettivo di consolidare il modello entro il 2026 e ampliare progressivamente la rete, mantenendo un approccio selettivo orientato alla qualità dell’offerta. La Redazione
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Risico. L'abbraccio dell'Alta Maremma Arrow Right Top Bg

28 Aprile, 2026

Risico. L'abbraccio dell'Alta Maremma

  Il nuovo Syrah de Le Crocine C’è una sottile linea che separa il calcolo dal coraggio, la tecnica dall’istinto. È in questo spazio che nasce RISICO, la nuova etichetta firmata Le Crocine. Un vino che non è solo un prodotto, ma il racconto di una sfida vinta contro l’ordinario, un omaggio alla terra indomita dell’Alta Maremma.  Il nome non è un caso. Deriva dai numerosi tentativi, dalle sperimentazioni e dalla ricerca incessante della varietà che potesse davvero farsi interprete di un territorio unico, incastonato tra Bolgheri, Bibbona e Suvereto. RISICO è una scommessa d’amore: un 100% Syrah che rifugge l’opulenza scontata per abbracciare la finezza dei grandi territori del mondo, senza rinunciare a essere appagante, rotondo, intenso. È la dimostrazione che l’Alta Maremma può parlare una lingua di rara eleganza, fatta di sussurri e non di grida. Ogni acino di RISICO porta con sé il peso della selezione. Il processo produttivo è un rituale di precisione e rispetto. Le uve passano attraverso un attento nastro vibrante, dove solo la perfezione è ammessa. Gli acini, quasi integri, fermentano in acciaio a una temperatura controllata (max 25 °C), preservando l’integrità aromatica per 14-21 giorni. Dopo la fermentazione malolattica spontanea, il vino riposa per 14 mesi in un delicato equilibrio di legni (50% nuovi, 50% di secondo passaggio), prima di trovare la sua forma finale in bottiglia. Al calice, RISICO si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature violacee che ne tradiscono la gioventù e la forza. Al naso è un’esplosione varietale: note pungenti di pepe nero si intrecciano alla dolcezza selvatica dei frutti di bosco, del mirtillo e della mora nera. Al palato è setoso, ricco di frutti rossi e neri, oltre che di sentori di macchia mediterranea. Fresco e persistente, nel finale è un abbraccio di tannini precisi e discreti, che lasciano il ricordo di una struttura vellutata e persistente.   RISICO è una perla rara, destinata a chi sa attendere e riconoscere l’autenticità. La produzione è limitatissima: sono state realizzate soltanto 3.000 bottiglie. La prima annata di produzione è la 2024 e il prezzo in enoteca è di circa 40 euro.   La Redazione
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Sabato 9 maggio prende il via la terza edizione dell’evento dedicato al vino naturale Arrow Right Top Bg

28 Aprile, 2026

Quartiere Vino Pigneto 2026

L’EVENTO DIFFUSO SUI VINI NATURALI CHE QUEST’ANNO SI RINNOVA CON NUOVI PERCORSI E NUOVI SPAZI CREATIVI   Sabato 9 maggio prende il via la terza edizione dell’evento dedicato al vino naturale, che trasforma  il quartiere Pigneto in un grande itinerario di degustazione con vignaioli internazionali, passeggiate culturali e il nuovo spazio creativo VinArt Est  È ormai diventato un appuntamento imperdibile per gli appassionati di vino naturale a Roma: sabato 9 maggio 2026 torna Quartiere Vino Pigneto, l’evento diffuso dedicato al vino naturale, che per un giorno trasforma il quartiere romano del Pigneto in un grande percorso di degustazione a cielo aperto. La manifestazione, giunta alla terza edizione, coinvolge decine di locali e tanti vignaioli provenienti da tutta Italia e dall’estero, dando vita a un’esperienza che unisce vino, incontri e scoperta. L’evento è ideato e organizzato da SO2 Enoteca, enoteca e distribuzione di vini naturali radicata nel territorio, e da Solovino Enoteca, realtà attiva nell’organizzazione di eventi di riferimento nel settore come Vini Selvaggi, Convivium Renaissance, Vin’Aia e altri progetti dedicati al vino naturale. Quartiere Vino Pigneto nasce con l’obiettivo di valorizzare il vino come espressione culturale e territoriale, mettendo al centro produttori che lavorano nel rispetto della terra e delle persone. Protagonisti sono vini autentici e artigianali, lontani dalle logiche industriali, raccontati direttamente dai vignaioli che li producono. Le novità 2026 L’edizione 2026 introduce nuove modalità di accesso e nuovi spazi dedicati alla creatività, pensati per rendere l’esperienza ancora più fluida e coinvolgente. Per facilitare la partecipazione sono stati infatti previsti due punti di ritiro del pass, dove i visitatori potranno prendere calice e braccialetto prima di iniziare il percorso: Piazza Nuccitelli e  SO2 Distribuzione. Presso Piazza Nuccitelli saranno presenti gli artisti, illustratori e fumettisti di VinArt Est, un nuovo progetto che affianca al vino un mercato dedicato a illustratori, artisti e creativi che esporranno le proprie opere per tutta la giornata di sabato e domenica a partire dalle ore 12. Alcuni di loro saranno presenti anche in locali selezionati del quartiere, arricchendo il percorso degustativo con interventi artistici e opere lungo il circuito dell’evento. Domenica presso Piazza Nuccitelli sarà presente anche il food truck Ciriola & bar con i vini naturali di SO2 e la partecipazione di alcuni vignaioli ospiti a sorpresa. Durante la giornata di sabato, sempre presso Piazza Nuccitelli, si terranno anche momenti di talk e dibattiti con un programma che sarà pubblicato a breve sui canali social ufficiali dell’evento. Un’altra novità riguarda l’introduzione di due nuovi percorsi consigliati, segnalati sulla mappa e pensati per guidare il pubblico tra i locali del quartiere da nord a sud. Un modo per vivere l’evento con maggiore tranquillità, evitando affollamenti e permettendo di scoprire tutte le tappe del percorso. Quartiere Vino Pigneto non è una fiera tradizionale, ma un’esperienza da vivere camminando: si entra nei locali del quartiere, si incontrano i vignaioli, si degustano i vini e si ascoltano le storie che nascono nei vigneti. Non solo vino: passeggiate e botteghe del quartiere Quartiere Vino Pigneto è anche un momento di incontro e scoperta del territorio: saranno organizzate passeggiate alla scoperta delle vecchie osterie e delle storie del Pigneto. Le passeggiate saranno guidate dallo storico Guido Farinelli dell’associazione Bella Storia, che accompagnerà i partecipanti tra racconti, aneddoti e trasformazioni urbane del quartiere. La partecipazione alla passeggiata ha un costo di 5 euro a persona e a breve sarà possibile prenotare online le visite guidate, con la possibilità di integrare la passeggiata con il percorso degustativo dell’evento. Anche le attività artigianali del quartiere diventano parte integrante dell’evento, aprendo i propri spazi e accogliendo i vignaioli. Botteghe, laboratori e negozi si trasformano così in tappe del percorso, permettendo al pubblico di entrare in contatto con il lavoro degli artigiani e con l’energia creativa che caratterizza il Pigneto. Come funziona Partecipare è semplice: acquistando il pass si ricevono calice e braccialetto, con cui iniziare il percorso tra i locali aderenti del quartiere. Le degustazioni avvengono direttamente ai banchi allestiti nei bar, nelle enoteche e nei ristoranti del Pigneto, dove i vignaioli raccontano il proprio lavoro, il territorio di provenienza e la filosofia produttiva.
Sabato 9 maggio la cassa per il ritiro del pass e del calice sarà aperta già dalle ore 12:00, sia presso Enoteca SO2 sia presso il punto di ritiro in Piazza Nuccitelli, dove sarà possibile iniziare la giornata con gli artisti di VinArt Est, food truck e vini naturali. Per un giorno il quartiere diventa così un grande itinerario del vino naturale, dove il pubblico può muoversi liberamente tra le diverse tappe. Main partner Main partner dell’edizione 2026 è Necci dal 1924, luogo simbolo del Pigneto e punto di riferimento culturale e gastronomico del quartiere, che contribuirà a rendere ancora più centrale e riconoscibile il cuore della manifestazione.   INFORMAZIONI Costo del pass con incluso il calice e degustazioni illimitate presso i banchi di assaggio: 20 euro Orario: dalle 16:00 alle 21:00 Ticket disponibili sul sito: www.quartierevinopigneto.it L’evento è organizzato con il patrocinio del V Municipio di Roma   La Redazione
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Rose Rosé torna a Roma. La IV Edizione accende la città tra vino, moda e arte Arrow Right Top Bg

26 Aprile, 2026

Rose Rosé torna a Roma. La IV Edizione accende la città tra vino, moda e arte

  Dall’11 al 17 maggio, con eventi clou il 13 e 14, Via Borgognona si trasforma in un percorso esperienziale con degustazioni, boutique e installazioni floreali, con il Cerasuolo d’Abruzzo protagonista assoluto  un programma ricco di novità pensato per conquistare non solo wine lover ma anche appassionati di lifestyle contemporaneo.   Quarta edizione, stessa anima e nuove vibrazioni: Rose Rosé torna a Roma per celebrare il mese delle rose con un’esperienza che conquista il palato e seduce lo sguardo, invitando tutti a lasciarsi trasportare in un mondo dove il rosa diventa emozione, stile e racconto. A maggio, quando la città si accende di luce e i giardini si tingono delle prime fioriture, prende vita uno degli appuntamenti più originali della stagione primaverile, capace di rinnovarsi nel tempo senza perdere la propria identità. La manifestazione, promossa dall’Associazione Matrix e dalla MKTG Advisor, continua a raccontare con successo una formula originale e riconoscibile, arricchita da novità che vivacizzano il programma e accendono la curiosità di un pubblico sempre più ampio: non solo appassionati di vino, ma anche amanti della moda, dell’arte e delle esperienze immersive. Dall’11 al 17 maggio, con le giornate clou del 13 e 14, Rose Rosé si prepara a conquistare nuovamente la città con un calendario ricco di appuntamenti, pensato per offrire un viaggio coinvolgente tra degustazioni, shopping experience, arte e lifestyle, in un equilibrio armonioso e contemporaneo. Al centro di questa edizione c’è ancora una volta il fascino del vino rosé, nelle sue molteplici sfumature e declinazioni, ma anche un’idea più ampia di evento: un percorso immersivo che intreccia gusto e bellezza, tradizione e tendenze. Scenario d’eccezione sarà ancora Via Borgognona, cuore pulsante dello shopping Altagamma romano, con le sue architetture storiche di influenza francese e le prestigiose boutique internazionali. Per l’occasione, la via si trasformerà in un itinerario sensoriale unico, vestendosi di rosa e di rose grazie all’allestimento firmato da Flover, realtà napoletana specializzata nel mondo moda e design. Le loro scenografiche fioriere a muro daranno vita a un ambiente poetico e raffinato, esaltando la bellezza delle rose e richiamando le delicate tonalità dei vini rosé nel calice. Sono circa 12 le boutique coinvolte lungo la via, ognuna delle quali ospiterà le singole cantine del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, partner vinicolo esclusivo dell’iniziativa. Protagonista d’eccezione sarà il Cerasuolo d’Abruzzo – prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati, nata nel 2010, che vive oggi un momento d’oro – che accompagnerà gli ospiti in un percorso di degustazione tra freschezza, profumi fruttati e versatilità. Alessandro Nicodemi, Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. Il Cerasuolo d’Abruzzo sta vivendo un momento estremamente interessante. È un vino moderno, dinamico, capace di interpretare uno stile di vita sempre più attento all’equilibrio tra gusto, leggerezza e convivialità. In una cornice d’eccezione come Roma, simbolo di eleganza e bellezza senza tempo, il Cerasuolo trova una dimensione naturale: glamour, inclusiva e internazionale, perfettamente in sintonia con il suo carattere fresco e contemporaneo. Le esperienze si articoleranno tra le degustazioni diffuse nelle boutique del 14 maggio e il wine tasting su invito nelle sale del prestigioso St. Regis Rome il 13 maggio, Durante tutto il percorso, sommelier qualificati guideranno i partecipanti in un viaggio sensoriale ricco di curiosità, racconti e abbinamenti. Non mancherà, anche quest’anno, uno spazio dedicato all’arte: l’artista contemporanea Elisabetta (Betta) Serena di Lapigio esporrà le sue opere presso il St. Regis Rome, aggiungendo un ulteriore livello di dialogo tra estetica e percezione, presso la Sala del Cinghiale del ristorante Nino dal 1934 e in alcune delle boutique partecipanti. A rendere ancora più vivace l’esperienza, continua la collaborazione con l’illustratore di moda Aldo Sacchetti, che realizzerà ritratti dal vivo degli ospiti attraverso la tecnica dello sketch all’interno di alcune boutique selezionate. Rose Rosé si conferma così molto più di un evento enologico: è un racconto corale fatto di gusto, bellezza e lifestyle, capace di trasformare la città in un palcoscenico diffuso dove ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera elegante, coinvolgente e sempre al passo con i tempi. La manifestazione è patrocinata da Regione Lazio, Comune di Roma e Confcommercio imprese per l’Italia, con la media partnership di RCS Corriere della Sera e il sostegno di partner come Avis Drive, Valverde, Matrix, Montenapoleone District e Flover. Per tutti i dettagli dell’iniziativa è possibile consultare il sito: www.krtbrand.it   La Redazione
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NASCE WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo di Milano dal 6 all’8 Arrow Right Top Bg

26 Aprile, 2026

NASCE WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo di Milano

  Il mondo del vino e dell’ospitalità si incontrano per un appuntamento leisure e B2B   Un nuovo appuntamento, unico a Milano, per una nicchia di mercato in forte crescita: dal 6 all’8 febbraio 2027 nel capoluogo lombardo si terrà WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo, progetto che unisce in modo innovativo le realtà del vino e dell’ospitalità italiane, con un programma dettagliato, pensato sia per il pubblico leisure che per il B2B. Ideata da Milano Wine Marketing, in collaborazione con gli East Stand Studios, la fiera permetterà ad aziende vinicole con servizio di ospitalità, ristorazione e/o spazio eventi ed agriturismi, di incontrarsi, fare promozione e trovare occasioni concrete di business con visitatori e operatori. Per i visitatori: scoprire l’ospitalità del territorio e programmare il viaggio Sabato 6 e domenica 7 febbraio migliaia di appassionati potranno interfacciarsi con le aziende espositrici, che offriranno degustazioni dei loro vini, vendite dirette, pacchetti enoturistici con visite in cantina e pernottamenti. Visitare gli stand permetterà al pubblico di approfondire la conoscenza della proposta enoturistica italiana, per programmare long- break e vacanze in tante regioni d’Italia, grazie anche alla selezione di itinerari e attrazioni selezionate da ogni espositore. Infine, presso lo spazio Enoteca, sarà possibile acquistare le etichette presenti in fiera. Per il business: incontri, sinergie e accordi diretti Lunedì 8 febbraio sarà invece il momento esclusivo per agenzie, tour operator, consulenti e buyer HO.RE.CA. italiani e dai paesi esteri con il più alto afflusso turistico verso l’Italia come Regno Unito, Francia e Germania per incontrare gli espositori, creare sinergie e finalizzare accordi diretti. Per una gestione più fluida degli appuntamenti, gli operatori potranno registrarsi sull’area dedicata del sito ufficiale della fiera e contattare direttamente gli espositori per programmare in anticipo gli incontri B2B con le realtà di loro interesse, ottimizzando tempi e opportunità di networking. Paola Bacchetti, Co-Founder & CEO di Milano Wine Marketing Negli ultimi tre anni il mercato dell’enoturismo ha registrato una forte crescita in Italia, trainato da un rinnovato interesse per esperienze autentiche legate al vino, al territorio e alla sostenibilità e, nel nostro Paese, almeno una presenza turistica straniera su due è legata al comparto enogastronomico.  Per noi era importante presentare un format che, per la prima volta in una città nevralgica come Milano, unisse i due segmenti dell’enologia e  dell’accoglienza, con un mercato dalle grandi potenzialità di crescita, ma ancora spesso conosciuto a livello frammentario. La Fiera, organizzata in collaborazione con East End Studios si terrà negli spazi di via Mecenate 84/10, e gli stand, pronti all’uso, saranno configurati con arredi pro, grafica personalizzata e postazioni degustazione, per offrire l’esperienza migliore a visitatori e operatori, celebrando territori e prodotti. A disposizione per il pubblico della fiera, e distribuito in selezionati stazioni e aeroporti, ci sarà il Catalogo bilingue di WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo, con una descrizione di tutte realtà che espongono suddivise per regione. WT 2027 – La Fiera dell’Enoturismo in breve **
Quando: dal 6 all’8 febbraio 2027
Dove: East End Studios, via Mecenate, 84/10
Giornate:
6 e 7 febbraio 2027: dalle 11.00 alle 19.00, apertura al pubblico
8 febbraio 2027: dalle 09.00 alle 18.00, apertura ad operatori e B2B
Per informazioni e prenotazioni: milanowinemarketing.com Milano Wine Marketing Milano Wine Marketing nasce nel 2025 da un’idea di Paola Bacchetti, Co-Founder & CEO. L’agenzia unisce competenze ed esperienze maturate negli ultimi 30 anni nei settori dell’editoria, del commercio, del marketing e degli eventi, con specializzazione nel comparto vitivinicolo e non solo. Supporta cantine e aziende del settore nello sviluppo strategico e nel posizionamento del brand, accompagnandole nella crescita sui mercati nazionali e internazionali attraverso progetti di comunicazione, marketing e valorizzazione del prodotto. La Redazione
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