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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

30 novembre: un pranzo per supportare la popolazione di Gaza con gli chef Filippo La Mantia e Cesare Battisti Arrow Right Top Bg

26 Novembre, 2025

30 novembre: un pranzo per supportare la popolazione di Gaza con gli chef Filippo La Mantia e Cesare Battisti

  L’iniziativa solidale “RESTA, self-service d’autore” promossa da Azione Contro la Fame si terrà alla Mensa.5 dell’Università Cattolica di Milano con ospiti speciali e musica dal vivo   Dopo oltre due anni di violenze a Gaza, gli operatori di Azione Contro la Fame restano attivi sul campo, portando aiuti vitali alla popolazione. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgenza di interventi umanitari continui, l’organizzazione presenta l’evento solidale “Resta Umano – Hope for Gaza”, un pranzo domenicale in self-service d’autore, domenica 30 novembre alle 12:30 presso la Mensa.5 dell’Università Cattolica di Milano. Protagonisti in cucina saranno gli chef di fama Filippo La Mantia e Cesare Battisti, con il dessert firmato dal pasticcere Fabio Longhin della Pasticceria Chiara. Il format, ideato dallo chef Tommaso Arrigoni, unisce solidarietà e sostenibilità utilizzando eccedenze alimentari e donazioni di materie prime, con la collaborazione di numerosi partner e sponsor tra cui ABI Professional, Cielo e Terra, Educatt, e Ferrari Trento. La giornata prevede anche momenti di musica dal vivo con Francesco Quarna, voce di Summer Camp e Radio DEEJAY, e i Patagarri, band milanese, mentre l’attrice Miriam Candurro leggerà toccanti testimonianze dalla crisi di Gaza. Simone Garroni, Direttore Generale di Azione Contro la Fame, invita alla partecipazione sottolineando la responsabilità di restare a fianco della popolazione in difficoltà. L’evento è aperto a tutti con una donazione minima di 60 euro, comprensiva di servizio e vini. È obbligatoria la prenotazione tramite la pagina dedicata: azionecontrolafame.it/resta. Le donazioni godono di agevolazioni fiscali secondo normative per le erogazioni liberali. La Redazione
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Nasce Tannica Wine Club: un luogo che inverte le regole del gusto a Torre del Greco Arrow Right Top Bg

26 Novembre, 2025

Nasce Tannica Wine Club: un luogo che inverte le regole del gusto a Torre del Greco

  Nelle cantine storiche di Villa Guerra, un format esclusivo firmato Josè Restaurant che mette il vino prima del cibo, con una carta monumentale e piatti d’autore   Nelle suggestive cantine storiche di Villa Guerra, nasce il progetto esclusivo Tannica Wine Club, firmato Josè Restaurant e gestito da Antonio Confuorto. Questo locale unique sovverte la tradizionale sequenza della degustazione: qui si sceglie il vino prima del cibo. La carta vini, curata dal sommelier Salvatore Maresca, è un viaggio tra oltre 900 etichette italiane ed estere rigorosamente in edizione limitata, frutto del lavoro di piccoli artigiani del vino. Le bottiglie, spesso prodotte in poche decine o centinaia di esemplari, trasformano la selezione in una vera caccia al tesoro enologica, in cui il vino diventa protagonista e racconta i territori con ricchezza sensoriale. La cucina è pensata per esaltare le sfumature dei vini selezionati, con un menù dinamico e stagionale creato dallo chef Antonio La Cava. Tra i piatti spiccano la polpetta al sugo, il vitello tonnato, l’esotico bao alla genovese, la pizza in pala gourmet, e reinterpretazioni di classici locali come “‘O per e ‘o muss” e il risotto patate, provola e limone. Gli abbinamenti sono audaci ma equilibrati: champagne di nicchia come Hervé Rafflin “La Nature” Extra Brut Premier Cru o “Laurianne Lejour” Premier Cru Nature si sposano con il bao alla genovese o “‘O per e ‘o muss”, mentre rarità territoriali come il Crisò di Casa Rareca si abbinano alla freschezza del risotto. Il metodo classico “Tenute Nura – Blanc de Noirs” accompagna piatti più strutturati come polpetta e vitello tonnato, dando struttura e intensità all’esperienza. Il Tannica Wine Club si propone come un custode dell’esperienza gastronomica, dove oltre al gusto si conserva l’emozione di un viaggio sensoriale duraturo. La Redazione
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26 Novembre, 2025

Black Friday: consumi, italiani più ottimisti, si punta su qualità e Made in Italy

  Ricerca RI GENERAZIONE di BIG e Scuola Superiore Sant’Anna: oltre l’80% degli indicatori mostra un trend positivo per il 2025   Un ottimismo realista caratterizza gli italiani che, superate le paure legate alla pandemia, si orientano con consapevolezza verso scelte di qualità e sostenibilità. Lo evidenzia l’Osservatorio RI GENERAZIONE (2020-2025), ricerca ideata da Business Intelligence Group (BIG) sotto la direzione del sociologo Gianni Bientinesi, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Alla vigilia del Black Friday 2025, il quadro che emerge è di una società che non rinuncia al risparmio ma evolve verso un consumo ottimizzato, privilegiando prodotti di qualità, lunga durata e marchi italiani ecosostenibili. L’era post-pandemica lascia spazio a una nuova normalità più umana, selettiva e orientata ai valori. Cresce la fiducia nel quotidiano e la centralità delle relazioni autentiche. La ricerca si basa su 9.579 interviste CAWI a italiani dai 25 anni in su e rileva che oltre l’80% degli indicatori per il 2025 segna un saldo positivo rispetto alla media 2021-2024. Secondo Bientinesi, la rigenerazione rappresenta un paradigma quotidiano che ricompone valori, consumi e relazioni, con il valore al centro delle scelte. Il Prorettore della Scuola Superiore Sant’Anna, Giuseppe Turchetti, conferma l’importanza dei dati per orientare imprese e istituzioni verso prodotti e servizi più in linea con i bisogni reali della popolazione. Dal punto di vista sociale, si osserva una riscoperta del vivere insieme: pur se diminuito dal 44% del 2021, il 38% cerca ancora il contatto con la natura, mentre il turismo locale è in crescita (+6%). Crescono l’interesse per il tempo a casa (+16%) e per relazioni profonde (+30%). Sul piano personale, salute, famiglia e benessere mantengono un ruolo centrale, con aumenti significativi di attenzione alla salute (+39%), cura della forma fisica (+34%) e tempo dedicato a hobby (+33%). Nei consumi, prevale la scelta consapevole: il 37% preferisce prodotti italiani e di qualità, mentre il 34% risparmia con ottimizzazione e il 25% sceglie prodotti ecosostenibili. Infine, la tecnologia è vista come opportunità, soprattutto per la salute (43%) e la sostenibilità ambientale (38%), pur con timori per la privacy e la trasparenza normativa. La fiducia nel digitale cresce ma non scaccia i dubbi sui rischi. La Redazione
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26 Novembre, 2025

Guida Bio 2026. Abbiamo scoperto i vincitori

  Alle volte capitano delle notizie che, di per sé, sono golose e non possono rimanere nel cassetto a lungo. Vanno pubblicate, c’è poco da fare. Non vogliamo certamente rovinare la sorpresa ma quando si tratta di premi, una anticipazione ha sempre un non so che di appetitoso. Un po’ come quando vediamo sotto l’albero di Natale i regali e cerchiamo di grattare qualche angolo con la speranza di scoprire qualcosa. Visto che ci avviciniamo al Natale spero con questa sopresa di fare un regalo a voi e alle aziende destinatarie del premio. Quale premio? La Guida Bio 2026 che verrà presentata a Roma il prossimo 24 gennaio nell’ambito della manifestazione Un Mare di Foglie presso l’Hotel Villa Panphili. Una guida, nata da un’idea di Antonio Stanzione, che dal 2020 raccoglie le eccellenze della produzione vinicola italiana certificata Bio e in conversione. Conosco Antonio e ne apprezzo da tempo le capacità. Spero dunque che dopo questa anticipazione non me ne voglia e anzi si presti a raccontare meglio della Guida. Il lavoro suo e di tutto il suo team non solo è enorme ma anche decisamente lodevole. Ecco dunque i vincitori nelle singole categorie.   Azienda Emergente: Tenuta dei Ciclopi. Versante nord e versante est dell’Etna. Tre amici e vitigni tipici di Idda, la Montagna. Qui fare il biologico diventa quasi un obbligo ma farlo veramente è ancora più complicato. La magia è tutta qui. Migliore Azienda al Femminile: Suavia. A Fittà, borgo del Soave Classico, su terreni vulcanici, le tre sorelle Tessari continuano il lavoro di papà Giovanni e mamma Rosetta coltivando i vitigni della tradizione: Garganega e Trebbiano. Come tutte le donne sanno osare, come per il tappo a vite. Migliore Azienda del Nord: Cà Rugate. 90 ettari di vigne dislocate tra la Valpolicella, il Soave e i monti Lessini per produrre da oltre cento anni (ma da 25 in biologico) i vini simbolo di queste zone. Grandi e biologici, si può Migliore Azienda del Centro: Monteverro. Capalbio vuol dire Maremma Toscana ovvero mare e colline; sole e sale. È così che le espressioni di blend con vitigni internazionali porta a realizzare capolavori come l’omonimo Monteverro (Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot). Fascino! Migliore Azienda del Sud: Gorghi Tondi. Dalle terre affacciate sul mare che da Mazara del Vallo conducono direttamente in Africa, si producono vini dai vitigni della tradizione siciliana. Respiro di sale e di Scirocco! Migliore Azienda a Basso Impatto Ambientale: Barone Pizzini. La prima azienda della Franciacorta che dimostra come anche un Metodo Classico possa essere biologico e come tutto può essere perfettamente integrato nella natura. Miglior Vignaiolo/a Under 40: Giulia Cataldi Madonna. A Ofena, ai piedi del Gran Sasso, da quattro generazioni si produce vino con i soli vitigni della tradizione abruzzese: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino. Ora è Giulia a tirare le fila e non intende fermarsi. Grinta! Miglior Spumante Metodo Classico:  Madame Martis Brut Riserva 2015 Maso Martis. Coltivati a Martignano, sopra Trento il Pinot Noir e Meunier vinificano in acciaio; Chardonnay in barrique per 8 mesi. Affinamento della cuvée per ben 8 anni così da ottenere un bouquet ampio ed elegante con la frutta assolutamente matura e la piccola pasticceria burrosa che stregano. Il sorso? Interminabile. Miglior Spumante Metodo Martinotti: Ius Nature Bortolomiol. Prosecco Valdobbiadene ça va san dire. Frutta, fiori e tanta cremosa eleganza. Miglior Vino Rosso: Brunello di Montalcino Riserva Diecianni 2015 Le Chiuse. Montalcino nord. Le cinque stelle dell’annata 2015 si rispecchiano perfettamente in un vino capolavoro. Miglior Vino Bianco: Zero Tolleranza per il Silenzio. Cà du Ferrà. Il Ruzzese, antico vitigno spezzino magicamente interpretato da due persone speciali come Davide e Giuseppe. Affinato in rovere fa emergere tutta la macchia mediterranea per offrire puro charme. Miglior Vino da Uve Appassite: Cinque Terre Sciacchetrà 2018 Under Water Wine Possa. Dalle vigne di Riomaggiore nelle Cinque Terre far tuffare in mare il blend di Rossese e Bosco è facile ma anche da folli.  Miglior Vino da Uve Autoctone: Monte Diavoli 2021 Masseria Cuturi. Camilla Rossi-Chauvenet non accontentandosi della Valpolicella è arrivata a Manduria dove produce questo Primitivo affinato per due anni in botti di rovere che fa della armonia il suo punto di forza. Premio Packaging:  Cantina Pizzolato. La cura del dettaglio parte dalla meravigliosa cantina per arrivare alle etichette. Occhio attento soprattutto alla sostenibilità dimostrando che anche per un Prosecco si può usare un vetro leggero.  Ecco dunque svelati i vincitori dei Premi Speciali. Non so se le aziende destinatarie ne siano già al corrente, ma qualora lo venissero a sapere dalla lettura di questo articolo, penso che ne saranno felici. Un bel regalo di Natale insomma.     Ivan Vellucci – Direttore
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969    
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Legumi della Tuscia e del Lazio: buoni, puliti e giusti! Arrow Right Top Bg

25 Novembre, 2025

Legumi della Tuscia e del Lazio: buoni, puliti e giusti!

  A Viterbo torna sabato 29 e domenica 30 novembre lo Slow Food Village in piazza dei Caduti   Sabato 29 e domenica 30 novembre torna a Viterbo, in piazza dei Caduti (Sacrario), lo Slow Food Village, la manifestazione organizzata da Slow Food Viterbo e Tuscia, giunta alla 12ª edizione. L’evento è promosso con il contributo di Arsial e Regione Lazio e il patrocinio del Comune di Viterbo. Il tema di quest’anno è “Legumi in Comune”, con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere i legumi della provincia di Viterbo e del Lazio, mettendo in evidenza le loro proprietà ambientali, nutrizionali, agronomiche, enogastronomiche e identitarie. La due giorni prevede incontri, degustazioni, show cooking, laboratori per bambini, stand dei produttori e una mostra dedicata ai legumi del Lazio. All’evento partecipano esperti, cuochi, degustatori ed educatori, rendendolo imperdibile per appassionati di enogastronomia e famiglie. Sabato mattina, presso la Sala Consiliare di Palazzo dei Priori, si terrà l’incontro celebrativo dei legumi, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e dei sindaci dei Comuni del Lazio produttori di legumi tipici. Le attività proseguiranno nel pomeriggio e per tutta la giornata di domenica in piazza dei Caduti. Luigi Pagliaro, presidente di Slow Food Viterbo e Tusci Nel Lazio sono presenti oltre 20 tipi di legumi, che si differenziano per dimensione, sapore, colore e modalità produttive. Nonostante ciò, il consumo si concentra su pochi tipi, spesso provenienti da altre regioni o dall’estero. Il nostro scopo è stimolare le persone a riappropriarsi di questo patrimonio unico di biodiversità e tradizioni culinarie, fonte di agroecologia e proprietà nutrizionali straordinarie. L’ingresso alla manifestazione è gratuito, e per informazioni è possibile contattare il numero 335.318537 o seguire le pagine Facebook e Instagram di Slow Food Viterbo e Tuscia. La Redazione
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Uomo al centro e rispetto del territorio: si chiude GENSY, il congresso de La Sicilia di Ulisse sulla nuova ospitalità e il viaggio consapevole Arrow Right Top Bg

25 Novembre, 2025

Uomo al centro e rispetto del territorio: si chiude GENSY, il congresso de La Sicilia di Ulisse sulla nuova ospitalità e il viaggio consapevole

  Annunciati cinque nuovi associati, tra cui il primo ristorante nella provincia di Trapani, a Palermo l’appuntamento che ha raccontato benessere, cibo, vino e cultura autentica   L’uomo torna al centro e l’esperienza del viaggio parte dal rispetto del territorio: è questo il messaggio chiave di GENSY 2025, il congresso biennale promosso da La Sicilia di Ulisse che ha raccolto al Grand Hotel et Des Palmes di Palermo quasi duecento giornalisti e addetti ai lavori per riflettere su benessere, ospitalità e turismo. Il congresso ha offerto un dialogo ampio su cultura della tavola, connessione tra cibo e vino, tutela del territorio e dimensione esperienziale del viaggio. Un manifesto sull’accoglienza umana e sostenibile dove la persona è al centro, dal piatto al paesaggio, dall’incontro alla narrazione del viaggio. Sono stati presentati cinque nuovi associati, tra cui il primo ristorante nella provincia di Trapani. Tony Lo Coco, presidente de La Sicilia di Ulisse, ha sottolineato la visione di una Sicilia autentica e futura, mentre Luciano Pennisi, vicepresidente, ha evidenziato come “noi vendiamo benessere, una coccola, un calice di vino o un sorriso”. Il congresso ha ospitato temi sociali importanti, come la lotta ai disturbi alimentari, con la partecipazione delle associazioni Stella Danzante e La Farfalla Lilla, e ha visto interventi di protagonisti della cucina e comunicazione gastronomica italiana quali Chiara Maci, Paolo Cauzzi e Davide Oldani. Il vino è stato affrontato come forma di autenticità e inclusione culturale, mentre si è discusso di moderazione e cultura sostenibile, con testimonianze dal settore enoturistico e riflessioni sul benessere olistico legato al viaggio. L’esperienza di viaggio è stata interpretata come un atto di crescita personale e scoperta, mentre l’ospitalità è stata definita come un calore umano imprescindibile insieme al rispetto per il genius loci e l’etica nella progettazione degli spazi. Il congresso si è concluso con un messaggio forte di rinnovamento culturale secondo cui la Sicilia di Ulisse incarna un modello di ospitalità autentica, sostenibile e di alta qualità, capace di coniugare tradizione e innovazione per un futuro di benessere. La Redazione
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Premiati i vincitori del Concorso Nazionale del Riesling Arrow Right Top Bg

25 Novembre, 2025

Premiati i vincitori del Concorso Nazionale del Riesling

  Il Riesling Alto Adige Val Venosta DOC Vigna Windbichel dell’Azienda Unterortl – Castel Juval è il migliore Riesling d’Italia annata 2023.   Il Riesling Alto Adige Val Venosta DOC Vigna Windbichel dell’Azienda Unterortl – Castel Juval è stato proclamato miglior Riesling d’Italia annata 2023 nel Concorso Nazionale del Riesling tenutosi a Naturno. Il vino ha prevalso su 52 etichette provenienti da sei regioni vitivinicole italiane, confermandosi superiore a concorrenti quali il Riesling Altissimus Hedwigsberg di Eduard Bernhart (Malles) e il Riesling Hérzu Langhe DOC di Ettore Germano (Serralunga d’Alba), entrambi classificati secondi ex aequo. Il quarto e quinto posto sono occupati da altri due Riesling altoatesini: quello dell’Abbazia di Novacella e quello di Lehengut (Colsano). La premiazione si è svolta al Kurhaus di Merano durante il 34º Merano Wine Festival. Sono stati inoltre premiati i migliori Riesling per regione provenienti da produttori che hanno iscritto più di un vino: oltre all’Alto Adige con Unterortl e al Piemonte con Ettore Germano, hanno ricevuto riconoscimenti il Riesling Trentino DOC della Cembra Cantina di Montagna (Trentino) e il Riesling Oltrepò Pavese DOC Filare 52 dell’Azienda Agricola Manuelina (Lombardia). Magdalena Pratzner, Presidente delle Giornate e del Concorso Nazionale del Riesling, ha sottolineato l’importanza del confronto e come l’interazione tra produttori favorisca un miglioramento duraturo nella qualità dei vini partecipanti. La Redazione
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VoxEtil. La tua voce è il tuo alcoltest Arrow Right Top Bg

25 Novembre, 2025

VoxEtil. La tua voce è il tuo alcoltest

  0.5 grammi litro. È la percentuale di alcol massimo consentita per mettersi alla guida di un mezzo di locomozione. Un valore che scende a zero, si zero, per neopatentati (ovvero con patente conseguita da meno di tre anni) e per i conducenti professionisti.  Per un una persona di sesso maschile e di corporatura media (75kg) e a stomaco vuoto, il fantastico quartino di vino già mette a rischio la patente. Occorre mangiare e bere un pò di acqua per permettersi il bicchiere della staffa. Ma non la grappa.  Non entriamo nel merito delle sanzioni per non destare troppo spavento.  In ogni modo, bere responsabilmente e non mettersi alla guida dopo aver consumato alcolici è non solo per legge ma anche per buon senso. Spesso si pensa di potercela fare, di essere in grado di guidare, di reggere bene l’alcol. Ma i nostri sensi non sono quelli da sobri e si rischia di mettere in pericolo la vita propria e, soprattutto, quella degli altri.  Prima di mettersi alla guida dopo una serata con gli amici durante la quale si è fatto uso di alcol sarebbe sempre opportuno sottoporsi ad un alcoltest.  Proprio quest’anno è tornato in auge l’obbligo per i gestori di locali che, somministrando alcolici, rimangono aperti dopo la mezzanotte, di dotarsi di un alcoltest. Si tratta di un provvedimento inserito già dal 2010 nel codice ma, come si usa in Italia, mai applicato realmente.  Il Codice della strada obbliga i locali ad averlo ma non può certo obbligare le persone ad usarlo. Non costano un patrimonio poiché si va da circa 80€ per uno ad uso personale a circa 400€ per uso professionale. Questi ultimi, quelli che certificano realmente il tasso alcolemico determinando o meno la sanzione, devono essere periodicamente calibrati. È ovviamente necessaria una pipetta di plastica per consentire alla persona di soffiarvi all’interno. Nulla di complicato, ma se si potesse capire il proprio tasso alcolemico semplicemente con una app? In fondo c’è una app per tutti, perché non averne anche una in grado di farci capire se sia meglio non metterci alla guida? Certo, non possiamo (ancora) soffiare dentro uno smartphone ma oggi la tecnologia ci viene in soccorso.  Incontro l’ing. Fabio Pellini, CIO, di VoiceWise, un vero e proprio spin off universitario dell’Università di Tor Vergata di Roma.  Quando un medico ausculta il torace facendo dire 33 al paziente, è per cogliere le vibrazioni provenienti dalla cassa toracica. Poi, con esperienza, interpreta quelle vibrazioni per comprendere se vi siano problemi polmonari.  La voce è qualcosa di altamente personale tanto che su di essa si basano precisi algoritmi di riconoscimento. Perché dunque non utilizzarla per comprendere l’insorgenza di malattie o stati alterati del nostro essere? Pensiamoci bene. Quando stiamo male, la nostra voce cambia. Ricordo mia madre che solo dal mio “pronto” al telefono era in grado di capire se avessi qualcosa. Tutte le mamme sono così. Sentono che qualcosa non va in pochi istanti. Meglio del migliore dei computer o delle Intelligenze Artificiali. Riescono perché hanno immagazzinato migliaia di ore di ascolto ed osservazione così che non possa sfuggire nulla.  Non abbiamo sempre la mamma vicino e, comunque, difficilmente potremmo portarcela a discolpa di un eventuale alcoltest positivo. Occorre qualcosa di più scientifico. VoiceWise sta proprio lavorando su questo: VoxEtil, un test che ha come input la nostra voce. Pronunciando cioè delle frasi chiave, una sorta di 33 tanto per capirci, saremo in grado di capire, con ottima precisione, il nostro tasso alcolemico. Gli algoritmi governati da una AI ci sono. Mancano ancora i dati necessari perché la precisione del risultato aumenti rendendola comparabile con lo strumento tradizionale. Sappiamo infatti bene come il tasso alcolemico vari in funzione dell’età, del sesso, del peso, del tipo di corporatura del soggetto, della presenza di altre patologie, ecc. Migliaia, milioni di combinazioni possibili. Ecco perché si ha bisogno di avere a disposizione dati.  È quello che si fa banalmente con app tipo Google Maps o Waze che tutti usiamo per arrivare prima a destinazione. Ci piace vedere quando la strada è verde e ci arrabbiamo se rossa. Google riesce a darci quelle informazioni perché siamo noi stessi a condividerle. Noi più altre 34 milioni di persone solo in Italia. Dati che poi vengono collezionati ed analizzati per restituirci il risultato atteso. I dati, servono i dati.   Allo stesso modo VoiceWise necessita di dati ottenibili solo con un supporto da parte di tutti per allenare l’algoritmo. Ecco perché sarà presente il 29 novembre sulla terrazza dell’Hotel Barberini a Roma durante Imprinting Art&Wine: due registrazioni vocali, una all’ingresso e una all’uscita della degustazione comparando il risultato del VoxEtil con un etilometro di tipo tradizionale. Ovviamente, tutto in forma rigorosamente anonimo. Si avrà la possibilità di capire il proprio tasso alcolemico (dunque prendere tutte le precauzioni per un sano ritorno a casa) contribuendo ad un progetto incredibile.  Non sarà sufficiente ovviamente Imprinting Art&Wine. Ne serviranno tante altre come servirà indagare su altri panel di persone come ad esempio i giovani. Il progetto VoxEtil, sviluppato in collaborazione con Cloudwise Srl e con il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata (ottenendo anche un finanziamento da parte della Regione Lazio), ha potenzialmente delle applicazioni pazzesche. Non solo per quanto concerne l’alcoltest ma anche per altre patologie.  Fabio mi confida infatti che un altro team sta sperimentando lo stesso approccio con il Parkinson e che i possibili sviluppi possono essere molteplici. Leggendo infatti alcuni documenti ho capito come quello che oggi è solo fantasia, un giorno potrà diventare davvero realtà. Comprendere dalla voce la presenza di diabete o malattie cardiovascolari cosi come cosa un bambino piangendo voglia comunicarci, piuttosto cosa un cane con il suo abbaio voglia dire, tutto questo non sembra poi così lontano. Io sarò ad Imprinting Art&Wine e non vedo l’ora di provare su me stesso il test. Spero anche voi! Ivan Vellucci – Direttore
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com Mi trovi su Instagram come @ivan_1969  
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Tribuna Campitelli: nel cuore della Capitale apre il nuovo salotto della ristorazione romana Arrow Right Top Bg

24 Novembre, 2025

Tribuna Campitelli: nel cuore della Capitale apre il nuovo salotto della ristorazione romana

  Tre giovani soci portano nel centro storico di Roma un’esperienza gastronomica che coniuga estetica, funzione e narrazione. Una cucina di precisione che reinventa i piatti iconici della tradizione con tecnica, equilibrio e riconoscibilità   Roma, cuore antico di memorie millenarie, accoglie una nuova promessa di qualità nel Rione Campitelli, splendido territorio tra il Campidoglio e il Palatino. Qui tre amici e soci — Francesco Brandini, Roberto Bonifazi e Daniele Gizzi — cresciuti nella ristorazione romana, hanno scritto un nuovo capitolo della scena gastronomica della città. Nato come naturale evoluzione dell’ecosistema che ha preso forma con Bottega Tredici (2018) e Tartarughe Bar e Bottega (2023), Tribuna Campitelli ha aperto nel settembre 2025 in uno storico palazzo del 1585, in via della Tribuna di Campitelli 18. Il locale, con circa 80 coperti e una combinazione di dehor e sale private, si presenta come un salotto contemporaneo dove classicità ed eleganza dialogano con memoria e innovazione. Curato dallo studio Square Architects, il progetto valorizza materiali pregiati come gres Ariostea, travertino e graniglia veneziana, e propone un lessico neoclassico moderno che si intreccia nei dettagli architettonici e nell’arredo personalizzato Emerson. La cucina, seguita da Francesco Brandini, fonde cucina romana classica e innovazione con tecniche sofisticate e attenzione alle consistenze. Il menù propone piatti iconici e reinterpretati, come spaghettone alle vongole con crema di pasta, mezza manica alla carbonara con sei pepi, raviolone di San Domenico, calamarata di gamberi, astice cotto a bassa temperatura, faraona alla cacciatora e filetto di manzo con rifiniture sofisticate. I dessert giocano su nitidezza e stratificazioni con un tiramisù moderno e un dolce banana-cioccolato-arachidi. Il cocktail bar e champagneria rappresentano un prologo essenziale e raffinato, con una bottigliera scenografica che ospita 500 etichette vini, di cui 60 di champagne, e un’ampia selezione di cocktail classici e signature con esperienze “Martini” e “Negroni”. L’aperitivo è accompagnato da proposte gastronomiche di elevata qualità e creatività, come tartine con caviale Prunier, fritto di verdure in panatura panko e pinzimonio. La squadra è composta da professionisti con background consolidati, guidati da Gianluca Franceschini in sala per un servizio sartoriale e calibrato. La Redazione
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