BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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11 Giugno, 2025

Pronta la seconda edizione di ITINERE a Roma

  Pochi giorni e partirà la 2^ Edizione di ITINERE, in programma il 14 e 15 giugno dalle 11.00 alle 19.00 all’interno del Ristorante Mike’s, situato al quarto piano dello storico palazzo Coin di San Giovanni a Via Magnagrecia 2, una delle cornici più suggestive di Roma. L’attico si trasformerà in una inedita esperienza sensoriale per accogliere 40 aziende di eccellenza del settore enogastronomico, provenienti da tutta Italia. Ed è proprio la filosofia di ITINERE dal latino “viaggio o percorso” che riunisce l’esperienza della ricchezza dei nostri territori e la possibilità di conoscere aziende di altissima qualità, con una prospettiva di crescita e sviluppo, creando una connessione di relazioni durature. La Kermesse, oltre ai banchi d’assaggio, nella sala riservata del ristorante, permetterà di fruire, dietro prenotazione, di esclusive masterclass su cibo e vino condotte direttamente dal produttore, in un contesto elegante, curato e stimolante. ITINERE non è solo un evento: è un incontro tra persone, storie e sapori, immersi in una cornice mozzafiato che valorizza grandi denominazioni e chicche tutte da scoprire. Vino, alta gastronomia, dolci, distillati, insieme ad un birrificio artigianale locale: sapori autentici pensati per soddisfare ogni palato. Per accreditarsi → https://www.berefacile.it/accredito Masterclass a posti limitati: per prenotare, 👉 https://www.berefacile.it/itinere-2025 Le aziende presenti: Cibo Genuino – I Pampini – Tenuta Ploner – Michele Chiarlo – Bruchicello Vini – Taps Lynn Peak Beer – Pozzo Serpi – Casa Sant’Orsola – Pinsa 2.0 – Lemoncetto – Casale Lucino – Cà dei Maghi – Claudio Mariotto – Torre dei Chiusi – Ai Galli – Gradis’ciutta (R. Princic) – Fondazione Cotarella – Intrecci – Rares Domeniile Averesti – Tradingfoods – Pasticceria Tabiano – Bollizine – Palombelli Riccardo – Pian di Mare – Tenuta La Presa – Aceto Balsamico Modena – Volzero – Fast Drink – Casale del Giglio – Santa Barbara – Marramiero – Poggio Le Volpi – Tenuta Tre Cancelli – Giulio Pesoli – Terre del Veio – Cantine Volpetti – Muscari Tomajoli – Tenuta Iacoangeli – Villa Simone – Borgo del Cedro – Casal Thaulero – Pirata Suino – Agricola Artico – Dimensione Vino – Uva da Bere – Gabriele Magno – Casoni Liquori. Un format ideato da: Tastefactory (IG/Fb: @tastefactoryofficial) e Berefacile (IG/Fb: @berefacile) Ufficio Stampa Paolo Carpino – itinere@berefacile.it   WineTales Magazine è mediapartner dell’evento La Redazione
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11 Giugno, 2025

Demeter Italia ha un nuovo Cda: Enrico Amico confermato presidente

L’Assemblea elettiva del 31 maggio ha scelto il nuovo direttivo. Marco Paravicini di Cascine Orsine è vicepresidente.   Un’assemblea dei soci molto partecipata e la riconferma di Enrico Amico, imprenditore agricolo campano, a presidente di Demeter Italia.
Sabato 31 maggio, nella sede dell’associazione a Sorbolo Mezzani (PR), l’assemblea elettiva ha scelto il direttivo che guiderà l’attività dell’associazione per i prossimi tre anni, un’importante occasione di confronto con i soci licenziatari del marchio che certifica la qualità della produzione agricola biodinamica. Prima di procedere con le votazioni del nuovo cda è stato approvato il bilancio e l’aumento del numero, da 7 a 9, dei consiglieri presenti nel Consiglio di amministrazione. Si sono poi svolte le operazioni di voto, in presenza e in modalità online per raggiungere tutti i soci italiani. Le preferenze di voto hanno confermato gran parte dei consiglieri in carica nel triennio 2022-2025: Enrico Amico (Az. agricola Enrico Amico – CE), Marco Paravicini Crespi (Cascine Orsine – PV), Alois Lageder (Az. Alois Lageder – BZ), Elisabetta Foradori (Az. agricola Foradori – BZ), Paolo Fontanabona (Az. agricola Fontanabona – VR) e Carlo Boni Brivio (Az. Il Cerreto – PI). Fanno il loro ingresso nel Cda Demeter Italia Maria Grazia Minisci (Az. Minisci Maria Grazia – CS), Argentino Trolli (Az. agricola Passioni Vitae – CH) e Giuseppe Zulli (Az. Zulli Giuseppe – CH). Per non fermare le attività dell’associazione i neoeletti si sono subito confrontati per affidare l’incarico alla presidenza. Enrico Amico, eletto con il massimo consenso dall’assemblea, è stato dunque confermato nel ruolo di guida di Demeter Italia. Marco Paravicini Crespi, 35 anni, il più giovane eletto nel direttivo, è stato nominato vicepresidente, ruolo precedentemente ricoperto da Alois Lageder. Nelle prossime settimane ai consiglieri saranno affidate le deleghe. L’incarico a Enrico Amico e l’apprezzamento per i consiglieri confermano l’importante lavoro svolto negli ultimi anni, anche a livello internazionale. Demeter continua dunque a crescere per tutelare la qualità delle produzioni biodinamiche e sostenere i produttori e trasformatori biodinamici italiani. Enrico Amico Vedere riconosciuti anni di impegno per rafforzare e valorizzare l’agricoltura biodinamica in Italia – spiega con soddisfazione Amico – per me e i consiglieri confermati rappresenta un traguardo condiviso e un motivo di ulteriore crescita futura. Demeter Italia guarda molto avanti, perché l’agricoltura biodinamica certificata vuole tracciare un futuro di benessere per l’uomo, gli animali, le piane e la nostra terra. Questa idea ci spinge a fare del nostro meglio. Enrico Amico parla dei progetti in corso e di quelli che verranno Presto i progetti che sono stati sviluppati negli ultimi anni porteranno a novità e a nuovi servizi. Un esempio è l’elaborazione degli Standard sociali Demeter Italia, che permetteranno un’evoluzione dell’attuale certificazione anche sul piano della RSI (Responsabilità sociale d’impresa): l’attenzione al sociale e tutto quanto ad esso collegato è connaturata all’azienda biodinamica e vogliamo rafforzare questo percorso per sostenere i licenziatari. Arriveranno anche un nuovo piano tariffario, un market place per le aziende e molto altro ancora. Guardiamo poi ai giovani agricoltori biodinamici, ai temi e alle necessità che porteranno in Demeter Italia. Su questo fronte stiamo lavorando molto, perché se ci interessiamo al futuro dell’agricoltura e dell’ambiente, necessariamente il tema del passaggio generazionale è di centrale importanza. Ci sono poi le Comunità biodinamiche Demeter, che stanno crescendo in tutta Italia, e con esse l’associazione è in dialogo. Ogni territorio porta con sé una storia, una tradizione, un autentico patrimonio culturale da salvaguardare. Il prossimo triennio guarderà anche a un ulteriore sviluppo a livello internazionale. Il confronto attivo con la Biodynamic Federation Demeter International (BFDI), grazie a commissioni tematiche e gruppi di lavoro, permetterà di sviluppare la conoscenza del marchio, i valori dell’agricoltura biodinamica e delle produzioni nel mondo. Siamo già al lavoro. Demeter Italia è un’associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici, affiliata alla Biodynamic Federation Demeter International (BFDI). Con sede a Sorbolo Mezzani (PR), Demeter Italia svolge un’attenta azione di controllo sulla produzione, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti, seguendo ogni fase della filiera fino al rilascio della certificazione e all’etichettatura. L’Associazione comprende oltre 1.000 aziende di diverse categorie merceologiche diffuse su tutto il territorio nazionale, che applicano il metodo di agricoltura biodinamico ispirato da Rudolf Steiner nel 1924.  Per saperne di più: www.demeter.it La Redazione
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10 Giugno, 2025

Bianco Pomice, il bianco delle Eolie di Tenuta di Castellaro

È il vino iconico della cantina siciliana: un viaggio tra mineralità vulcanica e profumi intensi, simbolo di un territorio unico e incontaminato   Storie di vento, di lava e di mare raccontano Bianco Pomice, l’iconico vino di Tenuta di Castellaro: l’anima delle Isole Eolie è racchiusa nell’incontro tra Malvasia delle Lipari (60%) e Carricante (40%), due vitigni autoctoni straordinariamente diversi che si uniscono in un perfetto equilibrio di aromi e freschezza. Massimo Lentsch proprietario della cantina Bianco Pomice rappresenta l’anima delle Eolie. La nostra volontà è sempre stata quella di valorizzare questo straordinario territorio, rispettando la natura e interpretandone al meglio le potenzialità. Ogni sorso di Bianco Pomice racchiude il respiro dell’isola, la purezza della pietra pomice e la freschezza delle brezze marine. È un vino che parla di passione, di rispetto e di autenticità. Fin dalla prima vendemmia del 2008 della cantina siciliana, Bianco Pomice si eleva a punto di riferimento dell’azienda. Il suo nome è un omaggio alla pietra pomice, simbolo dell’Isola di Lipari e delle sue origini vulcaniche: questo materiale, leggero e poroso, richiama la mineralità e la freschezza del vino. Come la pietra pomice emerge dal fuoco vulcanico e dall’acqua, così Bianco Pomice nasce dall’incontro tra il terroir unico dell’isola e la sapiente lavorazione in cantina, dando vita a una persistenza gustativa che si trasforma in simbolo di autenticità e raffinatezza.   Bianco Pomice è un vino emblematico dell’approccio etico e sostenibile alla viticoltura di Tenuta di Castellaro. Situata in un contesto paesaggistico unico, quello delle isole Eolie, l’azienda promuove pratiche agricole a basso impatto ambientale, utilizzando tecniche di coltivazione biologiche e valorizzando la biodiversità del territorio. Ogni fase produttiva è pensata per preservare l’integrità del suolo e la qualità dell’aria, contribuendo a un modello di viticoltura che guarda al futuro. Ho avuto modo di provarlo. Ecco le mie impressioni personali. Il colore dorato ma anche l’incredibile pulizia che esalta la accecante, rende molto ma molto bello. C’è da rimanerne ammaliati. Un bel biglietto da visita che magari, in certi casi, serve. Non fosse altro per fare bella figura quando si stappa una bottiglia e se ne versa il contenuto nel primo calice. Il naso più che interessante è evocativo. Non per tutti. Lo sarà per coloro che in Sicilia ci sono stati e questa ne hanno respirato le cose vere. Lo sarà per chi ha letto così tanto della Sicilia da essersi lasciato inebriare da quegli ciàuri emergenti dalle parole. Lo sarà per coloro che sapranno ascoltare. Gli altri rimarranno comunque appagati dalla mela renetta, quella con la buccia gialla, pastosa e farinosa che crea l’impressione di tanto zucchero e solo un velo di acidità. Così come dal prezioso effluvio di mandorla. Non bisogna necessariamente stare in Sicilia per sentire la mandorla in fondo.  Così come per i sentori di biancospino e salvia. Poi però, quando si chiudono gli occhi, occorre usare il cuore, o cori. È così che l’impressione è quella di venti salini che spirano trasportando la iodio del mare, l’agrume delle tante zagare e un pò di pietra pomice, ricordo di antichi vulcani. Un elegantissimo bouquet che ogni tanto si arricchisce di qualche fiore con sembianze di margherite e piccoli fiori di campo. L’ho trovato inebriante, anzi no, finemente inebriante. Un mare che travolge senza l’arroganza delle onde. Travolge lasciando il segno del sale sulla pelle. Il sorso è esattamente come me l’aspettavo. Con una freschezza sparata in bocca come fosse l’onda che arriva e bagna la pelle lasciando proprio quel gusto del sale prima solo sensazione olfattiva. Arriva la sapidità che continua ad esserci e che rende Bianco Pomice (fresco, secco leggermente caldo) ammaliante come una geisha. La mela è nel sottofondo è li e li rimane. Solo che quella che al naso era farinosa e pastosa, diventa ora aspra e fresca grazia all’agrume che fa egregiamente la sua parte a donare una incredibile pulizia di bocca ed una persistenza anche piuttosto lunga. Il finale che sa quasi di affumicato si arricchisce della mandorla richiamando ricchezza ed eleganza. Bianco Pomice mi ha offerto sensazioni di respiro in riva al mare, di onde che si infrangono sugli scogli. Un mare non agitato, calmo, che sento sulla mia pelle. Un vino che mi riempie senza riempirmi, mi disseta senza senza dissetarmi. Un vino in grado di lasciarmi la bocca in una maniera così pulita che ho solo voglia di prendere un altro sorso. Leggero, soave, non particolarmente impegnato, fine, sinuoso senza essere stucchevole. Linee di un profilo che intravedo. Che non si concede immediatamente ma ha bisogno di attenzioni perché possa esprimersi al meglio creando un perfetto equilibrio perfetto che ha solo bisogno di essere bevuto, non degustato. Accompagnato? Anche no. Nel senso che possiamo berne un calice solo per la voglia di farlo, guardando il tramonto in riva al mare. Se vogliamo, posiamo anche accompagnarlo ad un a un pesce alla griglia o ad un cocktail di di mare o anche ad un’insalata di mare caldo. L’allevamento dei vigneti segue rigorosi criteri di sostenibilità, rispettando i ritmi naturali della terra e valorizzando ogni singolo grappolo, per garantire la massima espressione qualitativa in ogni bottiglia. L’uva è selezionata e raccolta a mano, i lieviti utilizzati sono quelli indigeni e la chiarifica avviene naturalmente, travasando il vino varie volte prima dell’imbottigliamento. Emiliano Falsini enologo della cantina siciliana La Malvasia delle Lipari, con i suoi profumi inebrianti e avvolgenti – si sposa magistralmente con la fresca carezza minerale del Carricante. Il risultato è un vino di grande finezza, capace di coniugare complessità olfattiva e vivacità al sorso. Tenuta di Castellaro: Lì dove il sole cala a picco sul mare e si trasmette la millenaria tradizione della coltivazione ad alberello, sorge su terreno vulcanico Tenuta di Castellaro, un monumento dedicato alla natura, alla cultura, all’architettura. Il progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie. Sono 24 ettari vitati per circa 70mila bottiglie l’anno e una moderna cantina all’avanguardia, oltre a un wine resort e al parco geominerario delle Cave di Caolino, ripulito e bonificato per metterlo a disposizione della collettività: Tenuta di Castellaro è una realtà unica e articolata, che vive da sempre un approccio naturale alla viticoltura, utilizzando protocolli biologici e vegan. Il fascino selvaggio di questo angolo di mondo, incontaminato, remoto e magnetico ha stregato la famiglia bergamasca Lentsch, che nel 2005 ha deciso di intraprendere un grande progetto vitivinicolo e paesaggistico: preservare, valorizzare e far conoscere la bellezza di questo luogo, custodendone le tradizioni e le peculiarità, dando vita a vini realizzati da uve autoctone isolane, a partire dalla Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero, che siano puro estratto di un territorio.   Ivan Vellucci ivan.vellucci@winetalesmagazine.com La Redazione
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10 Giugno, 2025

La nuova eleganza del rosso: Domini Veneti presenta un valpolicella che parla la lingua del presente

  C’è un momento in cui anche i territori più antichi sentono il bisogno di respirare una luce diversa, di interpretare la propria essenza con un passo più lieve, senza smarrire profondità o coerenza.   È da questo ascolto della terra, del clima, dei consumatori che nasce la nuova sfida firmata Domìni Veneti: un inedito Valpolicella Classico DOC che segna una svolta stilistica e culturale. Più fresco, più agile, più moderno. Un rosso che invita alla condivisione, senza rinunciare alla complessità tipica della denominazione. Direttore Generale Daniele Accordini. Questo Valpolicella rappresenta un’evoluzione del nostro territorio: un vino più fresco, con una minore gradazione alcolica, pensato per un consumatore attento alla qualità ma anche curioso di nuove esperienze. La nostra sfida è coniugare tradizione e innovazione, offrendo un’espressione autentica della Valpolicella che si adatti a stili di consumo più moderni e versatili. È un vino che racconta la nostra identità, rispettando il carattere della denominazione ma con un nuovo carattere, perfetto per chi cerca eleganza e freschezza nel calice. Frutto di un lavoro di osservazione, selezione e intuizione tecnica, questo nuovo vino è figlio delle alture della Valpolicella Classica, dove le uve maturano con lentezza e precisione, conservando acidità e fragranza. È il risultato di una vinificazione studiata per esaltare freschezza, frutto e bevibilità, tre parole chiave che, oggi più che mai, raccontano il desiderio di una nuova generazione di appassionati. Presentato in anteprima a Vinitaly 2025, accompagnato da un’etichetta evocativa, suggerisce un gesto semplice ma simbolico: rendere il rosso accessibile anche d’estate, nei dehors, nei momenti informali, in abbinamento a piatti freschi, veloci, quotidiani. Questo nuovo Valpolicella Classico sarà disponibile sul mercato Horeca a partire da giugno. Alessia Ceschi, Vicepresidente di Cantina Valpolicella Negrar Questo prodotto rappresenta per Domìni Veneti una nuova sfida, un percorso che intraprendiamo con entusiasmo anche a fronte delle nuove tendenze, delle richieste dei giovani consumatori e agli input che riceviamo dai mercati emergenti. Si tratta di un cambiamento lento, non uniforme ma al quale guardiamo con grande interesse. Crescere significa innovare, senza mai tradire le nostre radici: non vogliamo sostituire, ma affiancare il profilo tradizionale della nostra identità, offrendo interpretazioni diverse in grado di dialogare con pubblici e contesti differenti. Questo nuovo vino è la manifestazione più recente di un percorso più ampio, che Domìni Veneti porta avanti da anni con rigore tecnico e visione strategica. La filosofia produttiva della cantina si evolve per abbracciare nuovi stili senza snaturare l’identità, mantenendo la trasparenza della filiera e la precisione artigianale che ne hanno fatto un riferimento per la Valpolicella d’altura. La ricerca di equilibrio tra innovazione e coerenza territoriale si concretizza in ogni dettaglio: dalla scelta dei vigneti collinari alle fermentazioni controllate, dalla delicatezza dell’estrazione al contenimento alcolico, fino alla fluidità del sorso. DATI ANALITICI  Alcol svolto 11,50% Vol.
Zuccheri riduttori residui 2g/l
Acidità totale 6,6 g/l
Estratto secco netto 23,00 g/l
pH 3,25 VIGNETO  Ottenuto da uve autoctone quali Corvina, Corvinone e Rondinella. Situato nella zona della Valpolicella Classica ad una altitudine tra 250 e 500 metri s.l.m. Tipo di terreno: calcareo, poco profondo e di media fertilità, originati da depositi marini. Vigneto inerbito totalmente irrigato. Sistema di allevamento: pergoletta doppia. Età delle viti in produzione: da 20 a 25 anni. Carico di gemme per ceppo: 15. Densità di impianto: 3.000 viti per ettaro. PRODUZIONE  Vendemmia: Prima settimana di ottobre con selezione esclusivamente manuale. Pigiatura soffice con diraspatura delle uve. Fermentazione alla temperatura da 20° a 22° C. Macerazione per 5 giorni. Affinamento in vasche di acciaio. Stabilizzazione: naturale. NOTE DEGUSTATIVE  Colore: rosso rubino tenue, con sfumature brillanti. Profumo: fruttato vivace con combinazioni di fiori  e frutti rossi, evidente la nota di ciliegia, il lampone ed il pepe. Sapore: secco leggermente acidulo, di medio corpo, di grande sapidità e lunghezza al retrogusto. ABBINAMENTI GASTRONOMICI  Perfetto come aperitivo, si abbina agli antipasti di terra e pasta fresca Temperatura di servizio: 8°-10° C. La Redazione
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Roma Hortus Vini 2025: l’Italia del vino inonda l’Orto Botanico di Roma Arrow Right Top Bg

9 Giugno, 2025

Roma Hortus Vini 2025: l’Italia del vino inonda l’Orto Botanico di Roma

  Dégustation sur l’herbe, vini provenienti da ogni regione dello Stivale, performance musicali e pillole teatrali al chiaro di luna. Dal 13 al 15 giugno, Luca e Francesca Romana Maroni riportano all’Orto Botanico di Roma la kermesse che unisce arte e vini prodotti da monovitigno appartenenti alle specie autoctone d’Italia: Roma Hortus Vini.   Roma Hortus Vini 2025
Venerdì 13 e sabato 14 giugno dalle 18:00 alle 24 (ultimo ingresso ore 23:00),
domenica 15 giugno dalle 18:00 alle 22:00 (ultimo ingresso ore 21:00)
Museo Orto Botanico di Roma – Largo Cristina di Svezia 23, A
Per disposizioni del Museo Orto Botanico non è consentito l’accesso agli animali
Biglietti: 30 euro – bambini gratis fino a 11 anni – prevendite online sul sito 25 euro www.romahortusvini.com   Le porte dell’Orto Botanico di Roma tornano a riaprirsi, eccezionalmente nell’orario serale, per la sesta edizione di Roma Hortus Vini, la kermesse firmata da I Migliori Vini Italiani e Sens Eventi, interamente dedicata ai vitigni autoctoni del nostro Paese e ai vini prodotti da monovitigno. Dal 13 al 15 giugno, infatti, tra i viali del rigoglioso giardino trasteverino illuminato dalla luna e dalle stelle del Firmamento, prenderanno vita stand di degustazione pronti ad accogliere winelovers, addetti del settore e semplici appassionati, per tre serate di gusto e meraviglia alla scoperta delle etichette di punta di alcune delle cantine più meritevoli d’Italia, tra grandi maison e piccole realtà, suddivise regione per regione. Un’occasione imperdibile per trascorrere una serata in compagnia tra piante secolari e fontane storiche, ma soprattutto per saggiare da vicino le differenze, le similitudini e le caratteristiche delle uve autoctone del nostro Stivale, riunite all’interno delle mura del Museo Orto Botanico, sede di un unicum ampelografico assoluto: il Vigneto Italia. Si tratta di un progetto, ideato nel 2018 da Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale, e Francesca Romana Maroni, Ceo Sens Eventi, che vede crescere in uno stesso lembo di terra ben 155 cultivar di vitigni autoctoni provenienti da tutte le regioni d’Italia, coltivate con tecniche di agronomia biodinamica a basso impatto ecologico. Un vero e proprio esperimento che, nel rispetto più totale della natura e dei suoi processi, ha portato alla creazione del vino Somma Sapienza Rosso – risultato del blend fra oltre 70 vitigni autoctoni – e del Somma Sapienza Bianco – risultato anch’esso del blend di oltre 80 vitigni autoctoni – capaci entrambi di racchiudere tutti i profumi del nostro Paese, prodotti da uve differenti tra loro ma soggette alle medesime condizioni climatiche e allo stesso regime di conduzione. A fare da cornice alle serate, saranno le stelle, le luci soffuse, le note musicali e le performance artistiche messe in scena al chiaro di luna. Come per ogni edizione di Roma Hortus Vini, poi, non mancheranno le degustazioni, libere e guidate così come le attesissime “dégustations sur l’herbe” condotte dallo stesso Luca Maroni nel prato del Vigneto Italia, illuminato per l’occasione da una moltitudine di luci, un richiamo alle lucciole che, in estate, animano prati e campagne. Circondati dai filari colmi di grappoli, i presenti potranno lasciarsi trasportare da un’atmosfera magica e suggestiva attraverso le note aromatiche e fruttate dei vini degustati, egregiamente narrati dall’autore della guida I Migliori Vini Italiani, per scoprirne attraverso aneddoti, storie e analisi olfattive e gustative semplici e coinvolgenti, tutte le caratteristiche.   La Redazione   Degustazioni e programma   Oltre 200, dunque, saranno le etichette in degustazione presenti ai banchi d’assaggio, suddivise per regione e per vitigno in modo da garantire a tutti i partecipanti la possibilità di creare un percorso gustativo adatto alle proprie preferenze. Non solo vino però. Ad animare le serate, sottolineando quanto il nettare di Bacco e l’arte siano realtà simbiotiche, saranno le performance artistiche e musicali divenute ormai iconiche dell’evento targato I Migliori Vini Italiani e Sens Eventi. Tra questi, brevi pièce teatrali dallo stile scanzonato e brillante, magistralmente condotte e interpretate dall’attore Michele La Ginestra – in un suggestivo spazio teatrale open air – faranno da interludio agli assaggi enologici tra momenti di riflessione e divertimento attraverso poesie, storie e aneddoti di personaggi dal carattere variegato, che si susseguiranno sul palco. E poi le suggestive incursioni musicali di Francigena in Jazz & Swing con The Swing Barriques. Voce, chitarra e contrabbasso ricreeranno magiche atmosfere che, tra gli zampilli della Fontana dei Tritoni, renderanno ancora più suggestive le degustazioni dei vini presenti ai banchi d’assaggio. Nel giardino antistante il Vigneto Italia, meraviglia e incanto saranno, infine, le emozioni suscitate dagli show di Idà che, con le sue bolle di sapone, farà librare alta la fantasia di tutti i partecipanti.    
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8 Giugno, 2025

Horeca e GDO guardano al Garda DOC. Chiuso con successo il convegno di analisi e prospettive

Un’analisi strategica per il futuro della denominazione tra dati di mercato e visioni dei buyer Si è concluso ieri il convegno “Garda DOC tra Horeca e GDO: numeri, percezioni e prospettive”, un momento di confronto e approfondimento promosso dal Consorzio di Tutela Garda DOC, dedicato a fare il punto sull’andamento e il posizionamento della denominazione Garda DOC all’interno dei canali Horeca e della grande distribuzione organizzata. L’evento ha rappresentato l’occasione per presentare in anteprima i risultati del progetto di ricerca sviluppato da Wine Meridian, articolato su due livelli complementari: da un lato l’analisi qualitativa e quantitativa condotta con il supporto del Consorzio Distributori Alimentari (CDA), focalizzata sulle performance della denominazione nelle aree strategiche del Nord Italia; dall’altro, un’indagine percettiva condotta presso un panel di esperti composto da sommelier, giornalisti, opinion leader, ristoratori e blogger. Paolo Fiorini Presidente del Consorzio Garda DOC La denominazione Garda DOC rappresenta una delle realtà più promettenti del panorama enologico italiano, con ampie potenzialità di crescita Horeca nazionale. Per questo abbiamo strutturato un progetto che mira a fornire strumenti concreti e dati utili per supportare i produttori in un percorso strategico consapevole, capace di valorizzare le peculiarità del territorio e il posizionamento distintivo del brand Garda DOC nel mercato contemporaneo. Questo convegno si inserisce all’interno di una strategia più ampia, un progetto complesso e articolato avviato nel 2022, che ogni anno approfondisce un ambito diverso del sistema Garda DOC. L’obiettivo è costruire un’identità forte e riconoscibile, capace di valorizzare il legame con il territorio unico del Lago di Garda e di supportare il Consorzio con strumenti concreti per affrontare le sfide della distribuzione e del posizionamento di marca. Di particolare interesse gli interventi dei relatori: Christoph Mack – CEO di Mack & Schuhle AG, Fabio Piccoli Direttore Responsabile e fondatore di Wine Meridian, Lucio Roncoroni Direttore generale presso CDA Consorzio Distributori Alimentari, Daniele Colombo Wine and spirit Category manager Esselunga,  Helena Mariscal Direttore Acquisti Private Label e Brand Esclusivi Mack & Schühle AG e Nicholas Moschi Direttore Acquisti presso Liberty Wines, che, durante i loro interventi, hanno fornito alla platea punti di vista differenti e complementari, utili a comprendere le dinamiche dei mercati italiani ed esteri, sia nei canali tradizionali che nella grande distribuzione. Christoph Mack, CEO di Mack & Schühle AG La denominazione Garda DOC ha tutte le caratteristiche per affermarsi come un riferimento nel panorama enologico internazionale: vini dal profilo moderno, accessibili ma mai banali, capaci di interpretare al meglio il gusto contemporaneo. Ma ciò che rende davvero speciale questa denominazione è il legame profondo con un territorio unico, che conosco personalmente e frequento da anni. Il Lago di Garda, con il suo clima mite, la sua bellezza paesaggistica e la cultura dell’accoglienza, conferisce ai vini un’identità forte e riconoscibile. Promuovere il Garda DOC significa raccontare non solo un vino, ma un’esperienza, un luogo che il pubblico tedesco ama e con cui sente una forte affinità. Daniele Colombo, Wine and spirit Category manager Esselunga Esselunga crede nel valore dei localismi e si impegna attivamente a sostegno del Made in Italy, promuovendo prodotti che esprimono l’identità e la tradizione del nostro paese. Il settore dei vini è strategico: oltre a riservargli ampio spazio nei nostri negozi attraverso le enoteche, abbiamo creato anche un sito e-commerce dedicato. Nel panorama vitivinicolo attuale la denominazione DOC Garda ha interessanti potenzialità di crescita, anche grazie alla notorietà internazionale di questo territorio. Fabio Piccoli Direttore Responsabile e fondatore di Wine Meridian Oggi il progetto Garda DOC rappresenta l’esperienza di un sistema territoriale davvero contemporaneo. Per la prima volta un consorzio guarda con chiarezza, senza timori e con coraggio, direttamente al consumatore finale. Non si tratta solo di promozione, ma di un coinvolgimento reale, interdisciplinare, che include anche figure come i buyer nel processo progettuale stesso. Questo è un sistema moderno, che ha una visione da costruire. Garda Doc è, in questo senso, una denominazione d’avanguardia: una risposta contemporanea. Si sta costruendo un modello dove convivono più identità sotto una visione comune. È un progetto basato sulla condivisione di valori, intenti e prospettive, che punta sull’interconnessione tra valore e origine. Lucio Rocoroni Direttore generale presso CDA Consorzio Distributori Alimentari Garda DOC non è soltanto una denominazione, ma una piattaforma identitaria capace di rappresentare un’idea evoluta di italianità: elegante, accessibile, contemporanea. Per competere in un mercato dove il valore del brand è centrale, il Consorzio Garda DOC afferma un racconto coerente e distintivo, che unisce la forza del territorio gardesano alla credibilità di una rete distributiva solida e professionale. La sfida ora è costruire una narrazione condivisa che attraversi la filiera, dalla produzione alla ristorazione, e che renda il Garda DOC ancora più riconoscibile, e altamente desiderabile. Solo così potremo parlare il linguaggio del futuro. Questo studio rappresenta un tassello importante verso il raggiungimento di questo obiettivo. Nicholas Moschi Direttore Acquisti presso Liberty Wines Il progetto Garda DOC si distingue per un forte orientamento alla contemporaneità e per una visione chiara del futuro del vino italiano. È una denominazione pensata per intercettare i gusti di un pubblico internazionale, giovane, consapevole e curioso, che ricerca vini capaci di coniugare qualità, identità e piacevolezza. Allo stesso tempo, Garda DOC nasce per valorizzare l’esperienza, la dedizione e la visione dei produttori locali, che da generazioni custodiscono il patrimonio vitivinicolo del territorio gardesano. Attraverso un lavoro costante su stile, coerenza qualitativa e narrazione, Garda DOC si propone oggi come un autentico ambasciatore del ‘bere bene’ italiano: un vino capace di rappresentare l’unicità di un terroir straordinario, la raffinatezza dei suoi paesaggi e l’evoluzione culturale del gusto, con uno sguardo rivolto sia alle nuove generazioni di consumatori che ai mercati più esigenti. In questo equilibrio tra radici e innovazione risiede la forza della denominazione Garda DOC. Helena Mariscal Direttore Acquisti Private Label e Brand Esclusivi Mack & Schühle AG Garda DOC rappresenta per il mercato tedesco molto più di una denominazione: è l’espressione autentica di un territorio straordinario che combina storia vitivinicola, biodiversità varietale e uno stile di vita profondamente italiano. È proprio questa combinazione fatta di qualità, riconoscibilità e appeal emozionale a rendere Garda DOC una proposta unica e fortemente attrattiva per il mercato tedesco. Garda DOC è una denominazione che unisce la ricchezza di territori iconici con una gamma ampia di stili e vitigni internazionali già noti e apprezzati dal mercato. La sua forza risiede nella combinazione tra qualità, identità territoriale e un marchio dal forte appeal internazionale, facilmente riconoscibile e associato al lifestyle italiano. Con una presenza rilevante di turisti ogni anno sul Lago di Garda, l’enoturismo diventa un potente strumento di promozione, rafforzando il legame tra vino e territorio. Inoltre, grazie a una distribuzione già orientata all’export, Garda DOC si posiziona come un’estensione naturale per i mercati chiave come Germania, Svizzera e Francia. La partecipazione a fiere, la costruzione di un marchio unico e investimenti mirati rendono Garda DOC una denominazione con un potenziale internazionale concreto, in grado di coniugare tradizione e modernità nel calice. Dall’analisi è emerso un quadro chiaro delle potenzialità della denominazione, ma anche delle sue specificità già apprezzate dal trade, come la versatilità, la freschezza e il legame con un territorio d’eccellenza noto in tutto il mondo per la qualità della vita e del turismo. Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo della distribuzione, buyer della GDO, operatori del canale Horeca e membri del Consorzio, generando un confronto ricco di spunti utili per delineare le future strategie di promozione e distribuzione della denominazione Garda DOC. Il Consorzio di Tutela Garda DOC conferma nuovamente, attraverso l’attività di studio, promozione e comunicazione, il proprio impegno a sostenere la crescita della denominazione con azioni mirate, fondate sull’ascolto del mercato e sull’analisi puntuale dei dati.     La Redazione    
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7 Giugno, 2025

Valtènesi in Rosa 2025: il rosé gardesano incanta ancora nel cuore di Moniga del Garda

  Il rosé di Valtènesi incanta ancora, si conclude con successo l’edizione 2025 di Valtènesi in Rosa Si è conclusa con grande successo la terza edizione di Valtènesi in Rosa, la manifestazione più importante dedicata ai rosé della riviera gardesana, che dal 30 maggio al 1° giugno 2025 ha animato l’incantevole cornice del Castello di Moniga del Garda. L’evento, organizzato dal Comune di Moniga del Garda in collaborazione con il Consorzio Valtènesi, ha confermato il suo ruolo di appuntamento imperdibile per appassionati, esperti e operatori del settore, richiamando oltre 5.000 visitatori da tutta Italia e dall’estero. Un’esperienza immersiva tra gusto, paesaggio e cultura Per tre giorni, i partecipanti hanno potuto degustare quasi 100 etichette di rosé, proposte da oltre 40 cantine della Valtènesi, territorio celebre per il vitigno autoctono Groppello. La manifestazione ha offerto un’esperienza sensoriale e culturale unica, valorizzando l’identità e la qualità del rosé gardesano, espressione autentica di un terroir unico nel suo genere. Il presidente del Consorzio Valtènesi, Paolo Pasini, ha sottolineato l’importanza dell’evento: la manifestazione rappresenta una vetrina strategica per affermare l’eleganza e le radici storiche del rosé Valtènesi, sempre più riconosciuto a livello internazionale. Il Trofeo Molmenti 2025 premia l’eccellenza La serata inaugurale del 30 maggio ha visto la consegna del prestigioso Trofeo Molmenti, assegnato al miglior Valtènesi dell’annata 2024. Il premio, che celebra la figura storica del senatore Molmenti, pioniere del rosé gardesano moderno, è stato vinto dalla cantina Turina di Moniga del Garda con il suo Valtènesi Riviera del Garda Classico Doc 2024 Fontanamora. Il codirettore del Consorzio Valtènesi, Carlo Alberto Panont, ha evidenziato la difficoltà della selezione, data l’elevata qualità dei vini in concorso, e ha motivato la scelta premiando un rosé che meglio ha saputo rappresentare eleganza, equilibrio e identità territoriale. Un evento che unisce tradizione, innovazione e partecipazione Il sindaco di Moniga del Garda, Renato Marcoli, ha espresso grande soddisfazione per il successo dell’edizione 2025, sottolineando come Valtènesi in Rosa sia ormai parte integrante del patrimonio culturale e turistico locale. L’evento rappresenta un importante volano per la promozione del territorio e dei suoi prodotti, con uno sguardo fiducioso al futuro e a nuove iniziative. Il Consorzio Valtènesi: custode del rosé autentico Il Consorzio Valtènesi riunisce oggi 102 produttori, per lo più vignaioli indipendenti, che custodiscono con passione e sostenibilità la tradizione del rosé gardesano. La sottozona DOC Riviera del Garda Classico, riconosciuta ufficialmente dal 2010, affonda le sue radici nella storia secolare iniziata nel 1896 con il senatore Molmenti, che codificò la tecnica del rosé. Grazie al clima unico del Lago di Garda, la Valtènesi è la zona più a nord d’Europa dove crescono ulivi e limoni, un ambiente che conferisce ai vini caratteristiche distintive di freschezza, eleganza e finezza. La Redazione
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Quattro giorni di festa ad Albareto di Ziano Piacentino per l’inaugurazione della nuova corte di Mossi 1558 Arrow Right Top Bg

6 Giugno, 2025

Quattro giorni di festa ad Albareto di Ziano Piacentino per l’inaugurazione della nuova corte di Mossi 1558

  Dal 6 al 9 giugno si potrà brindare e cenare nella nuova area di 500 metri quadrati destinata all’ospitalità. Vini e cocktail d’autore abbinati ai piatti di cinque food truck, musica e spettacoli dal vivo dalle ore 19 fino a mezzanotte E’ partito il conto alla rovescia ad Albareto di Ziano Piacentino per la grande festa di inaugurazione della nuova corte della cantina Mossi 1558. Da venerdì 6 a lunedì 9 giugno, per quattro serate consecutive, le porte dell’azienda vitivinicola guidata da Marco Profumo si apriranno per accogliere amici, clienti e chiunque vorrà godersi un anticipo di estate sui Colli Piacentini regalandosi qualche ora di relax in compagnia di ottimi vini, buon cibo, cocktail d’autore, musica e spettacoli dal vivo. Dalle ore 19 alle 24 si potrà accedere liberamente alla nuova area esterna dedicata all’accoglienza, dove ad attendere gli ospiti ci saranno le golose proposte gastronomiche di cinque food truck: spaziando dalla carne alla griglia al pesce, dai pisarei e fasò al sushi fino ad arrivare ai dolci si potranno sperimentare numerosi abbinamenti con i vini fermi, frizzanti e spumanti di Mossi 1558, alcuni dei quali proposti anche in un’intrigante versione cocktail. Ogni sera è in programma un diverso spettacolo dal vivo. Nella giornata inaugurale a esibirsi saranno i Cani della Biscia, che misceleranno melodie italiane e atmosfere da balera nel loro consueto modo scanzonato e dissacrante. Sabato 7 giugno spazio invece al cabaret musicale di Sergio Sgrilli, uno show coinvolgente fatto di risate, canzoni, musica e tante emozioni. Domenica 8 giugno sarà la volta della DiscoStory di Francesco Vaccari Dj con le sue divagazioni dalla musica dagli anni ’70 ai giorni nostri impreziosite da animazioni, scenografie e balletti. A chiudere la grande festa di Mossi 1558 sarà il concerto di Matteo Bensi, noto cantautore piacentino che si esibirà con la sua orchestra. Il titolare di Mossi 1558 Marco Profumo Con questi quattro giorni di festa inauguriamo una nuova area esterna che va a potenziare fortemente la capacità ricettiva della nostra azienda. In questi ultimi anni i Colli Piacentini si stanno dimostrando sempre più attrattivi per gli enoturisti e, in generale, per chi è in cerca di mete affascinanti, lontane dalle solite rotte, in cui è possibile entrare in contatto con la natura, gustare cibi e vini locali di qualità e rigenerarsi. Il nuovo spazio esterno ci permette di rispondere al meglio a queste richieste e sarà disponibile anche per l’organizzazione di eventi e l’accoglienza di gruppi.  L’inaugurazione della nuova corte, un’area di circa cinquecento metri quadrati che si affaccia sui vigneti aziendali ed è in parte porticata, fa parte del percorso di rinnovamento strutturale e tecnologico di Mossi 1558 condotto dalla famiglia Profumo a partire dal 2014, anno in cui ha rilevato l’azienda, e che ha portato nel tempo anche alla costruzione di una nuova cantina di produzione e affinamento dotata delle attrezzature più moderne.   La Redazione  
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5 Giugno, 2025

Alla scoperta di Tenute Tomasella e della loro Collezione Bastìe

  Il Bastìe Rosso e il Bastìe Bianco: etichette iconiche che raccontano la ricchezza di un territorio unico e l’impegno per la qualità sostenibile   Nel cuore di un territorio che abbraccia sia il Veneto che il Friuli, Tenute Tomasella rappresenta una realtà vitivinicola unica, capace di trasformare la ricchezza delle diversità in un valore distintivo. Fondata nel 1965 a Mansué, l’azienda si estende su 50 ettari tra la DOC Friuli e la Prosecco DOC Treviso, dove la famiglia Tomasella coltiva la vite con passione, rispetto e una costante attenzione alla sostenibilità. Una filosofia di attesa e rispetto   Tenute Tomasella ha fatto della lentezza una virtù, scegliendo di assecondare i ritmi della natura e di intervenire solo quando necessario. Il lavoro in vigna è prevalentemente manuale, dalla selezione delle uve fino alla vendemmia, per garantire che ogni grappolo esprima al meglio le caratteristiche del proprio terroir. L’azienda ha ottenuto la certificazione SQNPI e dal 2021 è in conversione al biologico, con l’obiettivo di completare il processo entro il 2026. Questa scelta testimonia un impegno concreto verso pratiche agricole sostenibili e una produzione attenta alla biodiversità. Innovazione e sostenibilità   La ricerca ha un ruolo centrale nella filosofia di Tenute Tomasella. L’azienda collabora con istituti di ricerca per approfondire la conoscenza dei suoli e affrontare le sfide del cambiamento climatico. L’adozione di tecnologie innovative, come il robot ICARO X4 per il trattamento dei vigneti con raggi UV-C, consente di ridurre l’uso di fitofarmaci e di salvaguardare la salute delle piante. Inoltre, l’adesione a progetti come Saving Bees dimostra la volontà di proteggere non solo i vigneti, ma anche l’intero ecosistema, favorendo la biodiversità attraverso la creazione di oasi apistiche. Un territorio che unisce   La posizione di Tenute Tomasella, a cavallo tra due regioni, permette di sfruttare la ricchezza di suoli e microclimi diversi. I terreni calcarei e profondi del Veneto conferiscono ai vini bianchi aromi intensi e ai rossi tannini morbidi, mentre i suoli alluvionali delle Grave friulane regalano eleganza, freschezza e struttura. Questa varietà si riflette nei vini, che raccontano la storia di un territorio senza confini, capace di accogliere e valorizzare influenze differenti. Focus: Collezione Bastìe, l’eccellenza senza compromessi Al centro della produzione di Tenute Tomasella brilla la Collezione Bastìe, una linea di vini che rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione, innovazione e rispetto per il territorio. Bastìe nasce dalla selezione delle migliori uve, raccolte a mano e lavorate con cura artigianale, per ottenere etichette che si distinguono per eleganza, complessità e longevità. Questa collezione è pensata per chi cerca emozioni autentiche nel calice: ogni vino è il risultato di un’attenzione maniacale ai dettagli, dalla vigna alla cantina. I bianchi della linea Bastìe si caratterizzano per freschezza e aromaticità, mentre i rossi sorprendono per struttura e profondità, offrendo esperienze sensoriali che conquistano anche i palati più esigenti. La Collezione Bastìe è il simbolo della filosofia di Tenute Tomasella: una costante ricerca dell’equilibrio tra le peculiarità dei suoli, la tradizione vitivinicola e la voglia di innovare. Ogni bottiglia è una testimonianza della passione e della dedizione che animano l’azienda da oltre cinquant’anni. Sguardo al futuro Tenute Tomasella continua a guardare avanti, con radici profonde nel territorio e una visione rivolta alla sostenibilità e alla qualità. L’impegno quotidiano per la tutela dell’ambiente, la sperimentazione e la valorizzazione delle tradizioni locali fanno di questa cantina un punto di riferimento per chi desidera scoprire il vero volto del Nordest attraverso vini autentici e distintivi. La Collezione Bastìe, in particolare, rappresenta il cuore pulsante di questa filosofia: vini che superano ogni confine, capaci di raccontare, sorso dopo sorso, la storia di una terra straordinaria e di una famiglia che ha scelto di dedicarsi, con passione e rispetto, all’arte del vino. https://www.tenutetomasella.it/ https://www.instagram.com/tenutetomasella/ La Redazione
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