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BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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27 Maggio, 2025

Caiarossa in natura

UN’ESPERIENZA IMMERSIVA TRA MACCHIA MEDITERRANEA, ARTE FLOREALE E VINO La cantina toscana propone un laboratorio di flower design, con la creazione di un’opera d’arte botanica realizzata con i fiori e le piante spontanee della tenuta Rosmarino, mirto, lentisco e ginestra, corbezzoli, lecci e sughere: la preziosa varietà floreale della Macchia Mediterranea di Caiarossa è pronta ad accogliere i visitatori, invitati a rallentare e lasciarsi guidare dai sensi. Caiarossa presenta “Caiarossa in Natura”, un’esperienza che unisce la creatività dell’arte floreale e l’eccellenza enologica del territorio. In occasione di RipaFiorita, la manifestazione dedicata ai fiori che animerà Riparbella il 24 e 25 maggio, Caiarossa propone questo evento speciale pensato per celebrare l’armonia tra uomo e natura. Il 24 maggio, alle ore 10 e 15, i partecipanti saranno accompagnati in una passeggiata guidata attraverso i sentieri della macchia mediterranea, un ecosistema ricco di biodiversità che circonda la tenuta. Roberta Palma, Responsabile Marketing Caiarossa Vogliamo offrire un’esperienza autentica e coinvolgente in cui i partecipanti possano riscoprire il legame profondo con la natura, attraverso i colori e i profumi della nostra terra. L’incontro tra arte floreale e vino rappresenta una perfetta espressione dell’anima di Caiarossa: armonia, bellezza e sostenibilità. Gli ospiti raccoglieranno fiori e piante spontanee per dar vita a una composizione floreale originale. Il laboratorio sarà condotto da Stefania Novelli, flower designer di grande esperienza, che guiderà ogni partecipante nella creazione di una piccola opera d’arte botanica, racchiusa in una scatola di legno da vino da portare a casa come ricordo dell’esperienza. La giornata proseguirà con una visita alla cantina Feng Shui di Caiarossa, simbolo dell’armonia tra ambiente e produzione vinicola, seguita da una degustazione di due vini accompagnata da un aperitivo con prodotti tipici del territorio. Questo evento è parte di un percorso che, per tutto l’anno, inviterà il pubblico a scoprire non solo la bellezza del territorio che ci circonda, ma anche il valore del rispetto per la natura. Un principio che, da sempre, guida lo sviluppo di Caiarossa e dei nostri vini, in perfetta armonia con l’ambiente che ci ospita. “Caiarossa in Natura” è infatti il primo appuntamento di un ciclo di esperienze che la tenuta dedica alla valorizzazione della Macchia Mediterranea, patrimonio naturale che rende unico il paesaggio di Riparbella, sospeso tra colline e mare. INFO E PRENOTAZIONI: visit.caiarossa.com     La Redazione
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27 Maggio, 2025

Svelate le masterclass della quarta edizione di Vini d’Abbazia

Autorevoli voci del giornalismo, Master of Wine e wine critic in dialogo sui temi chiave del settore e dell’enoturismo.   Dopo il successo dell’edizione 2024, con oltre 4.000 visitatori, Vini d’Abbazia torna dal 6 all’8 giugno nello straordinario scenario dell’Abbazia di Fossanova con un programma che mette al centro un ciclo di sei masterclass. A guidarle, giornalisti ed esperti del panorama enologico e culturale che, insieme ai produttori, affronteranno temi attuali legati al mondo del vino e all’enoturismo, offrendo percorsi di degustazione e approfondimento sui territori e le loro identità. Dal 6 all’8 giugno 2025, l’incantevole Abbazia di Fossanova, a Priverno (LT), accoglierà la quarta edizione di Vini d’Abbazia, l’evento che celebra la tradizione enologica monastica attraverso storia, cultura e degustazioni d’eccellenza. La manifestazione conferma il format di successo che, nella precedente edizione, ha coinvolto più di 4.000 visitatori, e vedrà la partecipazione di oltre 30 cantine di abbazie italiane e internazionali, produttori laici legati a luoghi monastici e consorzi. Tre giorni di masterclass, incontri culturali e conferenze animeranno l’Abbazia, con i banchi d’assaggio allestiti nel suggestivo Chiostro e lo Slow Food Village, dove sarà possibile scoprire e assaggiare le eccellenze gastronomiche del territorio. Nel Refettorio dell’Abbazia, uno dei luoghi più suggestivi del complesso monastico cistercense, prenderà forma il ciclo di masterclass distribuite nell’arco delle tre giornate dell’evento: sei incontri pensati per approfondire il legame tra vino, cultura e territorio, guidati da relatori d’eccezione provenienti dal mondo dell’enologia e della divulgazione. Tra i temi cardine il focus sul Cesanese, il regno delle bollicine, i vitigni già noti in epoca romana, i vini in anfora, enoturismo e visione femminile nel panorama enologico italiano.   VENERDÌ 6 GIUGNO: CESANESE, ANIMA DEL LAZIO CON ANDREA AMADEI. BOLLICINE D’AUTORE CON CHIARA GIOVONI. Alle ore 18.00 prende il via con “Il Cesanese: vino dei papi”, guidata da Andrea Amadei, sommelier e voce di Decanter su Rai Radio 2. Un racconto emozionale dedicato al vitigno simbolo del Lazio, le cui radici affondano nell’antico Latium, dove il Cesanese era apprezzato per la sua eleganza sulle tavole papali. Dopo un lungo periodo di marginalità, oggi il vitigno sta vivendo una rinascita grazie al lavoro di produttori che lo stanno riportando al centro della scena vitivinicola laziale. In degustazione, sei interpretazioni firmate da Alberto Giacobbe, Casale della Ioria, Federici, Giovanni Terenzi, L’Avventura, Maria Elena Sinibaldi e Maria Ernesta Berucci.   A seguire, alle ore 20.00, “La Gioia delle bollicine”, a cura di Chiara Giovoni – giornalista, autrice e Ambassadeur du Champagne per l’Italia. Un viaggio tra diversi terroir, narrato da otto etichette di grande carattere che esprimono l’essenza di luoghi e metodi di vinificazione differenti, dallo Champagne all’Alta Langa, passando per bollicine nate in abbazie e monasteri, fino al Metodo Classico italiano. Protagoniste della degustazione saranno le cantine: Abbazia di Novacella, Abbazia di Praglia, Beppe Marino, Champagne Monial, Cincinnato, Domaine de l’Abbaye du Petit Quincy – Domaine Gruhier, Marco Carpineti e il Monastero dei Santi Gervasio e Protasio insieme a La Vigna di Sarah. SABATO 7 GIUGNO: L’EREDITÀ DEI ROMANI CON CRISTINA MERCURI. LA RINASCITA DELL’ANFORA CON HELMUTH KÖCHER E SIMONA GERI. Alle ore 18.00, la masterclass “Il vino dei Romani, il nettare della storia” porterà il pubblico indietro di 2000 anni, grazie al dialogo tra Cristina Mercuri – DipWSET, Wine Educator, Wine Editor Forbes e Candidata Master of Wine – e Federica Colaiacomo, archeologa e direttrice scientifica del Museo Lavinium. Una narrazione che intreccia storia antica e viticoltura moderna, alla scoperta di vitigni già noti in epoca romana. In calice, i produttori: Abbaye de Morgeot, Cincinnato, Domaine de l’Abbaye du Petit Quincy – Domaine Gruhier, Marco Carpineti, Muri Gries, Sant’Andrea, Tenute Capaldo (Abbazia del Goleto), Valle Isarco (Monastero di Sabiona). Alle ore 20.00, “Amphora” accenderà i riflettori su un metodo ancestrale, oggi riscoperto da numerosi vignaioli. La masterclass, realizzata in collaborazione con Amphora Revolution di Merano WineFestival e Vinitaly, sarà introdotta da Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival, e condotta da Simona Geri, amministratore unico di The Winesetter e WineHunter Scout. Otto etichette guideranno i partecipanti in un percorso sensoriale che mette in luce la vinificazione in anfora come strumento capace di esprimere con autenticità l’identità del vitigno e del territorio. In assaggio, i vini di: Abbazia di Novacella, Abbazia di Propezzano, Albetum Orange, Casale del Giglio, Luca Leggero, Marco Carpineti, Terre Antiche e Vinum Hadrianum.   DOMENICA 8 GIUGNO: L’ITALIA DEL VINO TRA ENOTURISMO, CON FABIO SIRONI E CHIARA GIORLEO, E VISIONE FEMMINILE CON MANUELA ZENNARO. Alle ore 18.00, “Il Viaggio”, masterclass dedicata all’enoturismo e alla bellezza dei paesaggi vitati italiani. A guidarla Chiara Giorleo – critica enogastronomica e capo panel per l’Italia del concorso World’s Best Vineyards – insieme a Fabio Sironi, caporedattore della rivista DOVE ed esperto narratore di luoghi. Un itinerario tra vigne, architetture e spiritualità, raccontato attraverso otto vini e i luoghi che li esprimono: dall’Umbria con Arnaldo Caprai e San Masseo della Fraternità di Bose, alla Toscana con Badia a Passignano di Marchesi Antinori e l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore; dalle Langhe con Cascina del Monastero di Giuseppe Grasso, alla Franciacorta con il Convento dell’Annunciata Wine Retreat di Bellavista; dal Friuli Venezia Giulia con l’Abbazia di Rosazzo di Livio Felluga, fino alla laguna di Venezia con San Francesco della Vigna di Santa Margherita. Chiude la rassegna, alle ore 20.00, “Emozioni di donne, emozioni di vino”, una masterclass dedicata al talento e alla visione femminile nel panorama enologico italiano. A guidare l’incontro sarà Manuela Zennaro, giornalista de La Repubblica e responsabile regionale dell’associazione Le Donne del Vino. In degustazione le etichette firmate da Abbazia di Busco, Cantina Villa Gianna, Donato Giangirolami, Giovanni Terenzi, La Matina, Monastero di Vitorchiano, Petrucca e Vela e Pileum: otto storie di passione, identità e imprenditoria al femminile. VINI D’ABBAZIA: STORIE DI VINO DAL CUORE DEL LAZIO Vini d’Abbazia è un viaggio alla scoperta del legame millenario tra vino, spiritualità e territorio. Protagoniste dell’evento sono alcune tra le più importanti abbazie vitivinicole italiane, produttori laici legati a luoghi monastici e la rete francese Les Vins d’Abbayes. Ideato dal giornalista Rocco Tolfa, l’evento è promosso dalla Strada del Vino della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots e dall’Associazione Polygonal, con il contributo della Regione Lazio e di Arsial. La manifestazione si svolge in collaborazione con la Camera di Commercio Frosinone Latina, l’Azienda Speciale Informare, il Comune di Priverno, la Direzione Regionale Musei Lazio, Oltre Roma Wine Tour, Slow Food Lazio e Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Riceve il supporto di BCC Roma, Confagricoltura e Polsinelli, mentre i partner tecnici sono l’Associazione Italiana Sommelier, Vivaio Aumenta, Acqua Filette, Sabaudia Hotel & Spa 4*, Il San Francesco Charming Hotel Sabaudia 4*,  Osteria Persei, Bodema e Ponza & Dintorni. Media partner ufficiali dell’evento sono Rai Radio 2 e Vinum. Vini d’Abbazia si svolge a Fossanova, frazione di Priverno, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Circeo, dei laghi salmastri costieri e dalle spiagge di Sabaudia. Un territorio ricco di biodiversità che custodisce antichi borghi e testimonianze millenarie. Frutto della sinergia tra istituzioni, aziende e consorzi, l’iniziativa punta a promuovere il territorio, rafforzando l’identità del Lazio come destinazione enoturistica di eccellenza. Tre giorni in cui l’Abbazia di Fossanova diventa un luogo di incontro e racconto, dove il vino si fa portavoce, simbolo di identità e motore di sviluppo culturale e turistico per il Lazio.   DISPONIBILI BIGLIETTI E ACCREDITI STAMPA PER VINI D’ABBAZIA 2025
Tutte le masterclass prevedono posti limitati e sono acquistabili online, così come i biglietti per le singole giornate dell’evento al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-vini-dabbazia-viaggio-tra-eccellenze-enologiche-italiane-e-internazionali-1323569906219. Per la stampa è attiva la procedura di accredito al link: https://vinidabbazia.com/registrazione-giornalista/   La Redazione
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26 Maggio, 2025

Valtènesi in rosa 2025, torna a Moniga del Garda la grande rassegna dedicata ai rosé d'autore

Nello scenario del Castello di Moniga del Garda tre giornate interamente dedicate all’eleganza e alla freschezza dei vini emblema di questo territorio.   Si rinnova l’appuntamento con la più grande vetrina dei rosé gardesani: da venerdì 30 maggio a domenica 1° giugno torna “Valtènesi in Rosa”, evento simbolo della denominazione Valtènesi che, grazie all’organizzazione del Comune di Moniga del Garda in partnership con il Consorzio Valtènesi, per il terzo anno consecutivo animerà l’affascinante scenario del Castello di Moniga del Garda con tre giornate interamente dedicate all’eleganza e alla freschezza dei vini emblema di questo territorio. Renato Marcoli, sindaco di Moniga del Garda Siamo orgogliosi di ospitare per il terzo anno consecutivo Valtènesi in Rosa nel cuore del nostro castello: un evento che celebra l’eccellenza del territorio, unendo tradizione, cultura e passione per il buon vino in un’atmosfera unica che solo Moniga del Garda sa offrire” “Non è un caso che proprio qui sia nato il Claretto, grazie all’intuizione del senatore Pompeo Molmenti, e che questa manifestazione raccolga idealmente il testimone di Italia in Rosa, proseguendo una lunga storia d’amore tra Moniga e il vino rosé. Un festival che richiama ogni anno appassionati, esperti e winelover da tutta Italia e dall’estero per vivere un’esperienza unica, in un’atmosfera suggestiva a pochi passi dal lago. Oltre 100 etichette in degustazione, proposte da oltre 40 cantine del comprensorio, accompagneranno i visitatori, dalle 18:30 alle 23:00, in un viaggio sensoriale alla scoperta della tradizione del Valtènesi, codificato per la prima volta dal senatore veneziano Pompeo Molmenti, che ne svelò la raffinata vocazione in rosa. Paolo Pasini, presidente del Consorzio Valtènesi Valtènesi in Rosa è il palcoscenico ideale per raccontare l’anima autentica della nostra denominazione. Questa manifestazione rappresenta molto più di un semplice evento enogastronomico: è un’occasione strategica per affermare, di fronte a un pubblico sempre più attento e competente, l’identità stilistica e produttiva del nostro rosé, frutto di una tradizione vitivinicola che affonda le radici nel XIX secolo. Il Valtènesi nasce da un vitigno autoctono unico come il Groppello, che trova in questo territorio condizioni pedoclimatiche ideali per esprimere finezza, sapidità e longevità. Valtènesi in Rosa valorizza tutto questo, offrendo un’esperienza immersiva che unisce il piacere della degustazione a quello del paesaggio, della cultura e dell’ospitalità gardesana. Ogni edizione è un passo in più verso il consolidamento della nostra denominazione nel panorama dei grandi rosé europei. Come da tradizione, la serata inaugurale di venerdì 30 maggio sarà arricchita dalla cerimonia di consegna del Premio Molmenti, dedicato al miglior Valtènesi dell’annata 2024, selezionato tra i vini che hanno ottenuto il punteggio di eccellenza nell’ultimo Concorso Enologico Nazionale per la Doc Valtènesi Riviera del Garda Classico. Juri Pagani, codirettore del Consorzio Valtènesi Il Premio Molmenti è un riconoscimento che valorizza l’impegno tecnico e agronomico delle nostre cantine. Premia non solo la qualità sensoriale del vino, ma anche la capacità di interpretare il territorio secondo il disciplinare Valtènesi, esaltandone finezza, equilibrio e identità. I Biglietti online a 20,00 euro (prenotazione consigliata ma non obbligatoria). Per info, elenco cantine e prevendite: www.valtenesiinrosa.it La Redazione
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Arena di Verona e Vinitaly danno vita alle degustazioni prima dell'Opera Arrow Right Top Bg

26 Maggio, 2025

Arena di Verona e Vinitaly danno vita alle degustazioni prima dell'Opera

  L’eccellenza vitivinicola, gastronomica e musicale si fonde in una nuova esperienza. Cresce il progetto Arena Opera Festival Experience gestito da Infront Italy   Una degustazione delle migliori etichette nazionali, accompagnata dai prodotti dell’eccellenza gastronomica, abbinata ad una serata d’opera nel teatro all’aperto più grande al mondo. Nasce Vinitaly, the Opera’s Ouverture, un’esperienza sensoriale, una celebrazione del made in Italy. Fondazione Arena di Verona e Vinitaly arricchiscono l’offerta dell’Arena Opera Festival Experience, progetto gestito da Infront Italy. A pochi passi dall’Arena, nel palazzo seicentesco della Gran Guardia, prende vita un’esperienza esclusiva. Dal 4 luglio al 31 agosto, per ben 38 serate, il vino italiano diventa protagonista di un percorso di degustazione pre-opera. Dal giovedì alla domenica e durante alcune serate di Gala, l’esclusiva buvette che si affaccia su piazza Bra ospiterà una selezione delle cantine del territorio, guidata dallo sponsor Sartori di Verona, official supplier del Festival lirico, e dalle cantine che hanno aderito al progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona. Ma non solo. Sarà, infatti, presente un’area dedicata alle migliori etichette selezionate da Vinitaly. Cambieranno così, di sera in sera, le cantine e i vini in degustazione. Ad accompagnare i calici una cena a passaggio di alta qualità, pietanze abbinate ai vini presenti, un omaggio alla cucina tricolore, candidata a Patrimonio dell’Umanità. L’esperienza prenderà il via dalle ore 19 e durerà fino all’inizio dello spettacolo. Oltre all’ingresso singolo, che può essere acquistato sul sito www.arena.it in abbinamento allo spettacolo, saranno due le modalità di partecipazione per la clientela business: abbonamenti corporate da 80 o 100 ingressi e carnet flessibili da 40 accessi, pensati per offrire alle aziende massima libertà di fruizione. Su richiesta, sarà inoltre possibile arricchire l’esperienza con un momento introduttivo all’opera, realizzato da Fondazione Arena per guidare il pubblico allo spettacolo in scena quella sera. Per prenotare è possibile inviare una mail all’indirizzo hospitality.italy@infrontsports.com. Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena Puntiamo ad un’offerta completa di altissima qualità, in primis dal punto di vista artistico per soddisfare melomani e appassionati di musica, ma anche attraverso nuove esperienze che regalino al pubblico straniero un’immersione di italianità e alle aziende e ai loro clienti una serata indimenticabile. Come diciamo sempre l’Arena è il luogo più italiano sulla Terra, grazie alla collaborazione con prestigiose realtà, come Veronafiere e Vinitaly, lo è sicuramente ancora di più. Federico Bricolo, presidente dei Veronafiere Questa iniziativa nata dalla partnership tra Veronafiere e Fondazione Arena rappresenta un esempio vincente di sinergia nella promozione di due eccellenze del nostro territorio e ambasciatori del made in Italy: il vino e la cultura . Vinitaly, la più importante manifestazione dedicata al nostro vino, e l’Arena, uno dei templi più straordinari della musica e dell’opera, si uniscono per promuovere non solo eventi, ma un’esperienza italiana a tutto tondo che parla al grande pubblico internazionale. Alessandro Giacomini, Managing Director di Infront Italy Con Vinitaly, The Opera’s Ouverture vogliamo rafforzare ulteriormente il legame tra cultura, ospitalità e territorio. L’Arena di Verona è un simbolo del nostro patrimonio, e creare un’occasione di incontro tra imprese e istituzioni nella sua cornice significa valorizzare il meglio dell’identità italiana: arte, relazioni e ospitalità.   La Redazione
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Giovanni Minetti è il nuovo Presidente del Consorzio Alta Langa. Gianmario Cerruti, vicepresidente Arrow Right Top Bg

25 Maggio, 2025

Giovanni Minetti è il nuovo Presidente del Consorzio Alta Langa. Gianmario Cerruti, vicepresidente

  Cambio della guardia ai vertici del Consorzio Alta Langa: il nuovo presidente è Giovanni Minetti (Tenuta Carretta). Ad affiancarlo come vicepresidente Gianmario Cerutti (Coppo). Minetti succede a Mariacristina Castelletta, che ha guidato la compagine nell’ultimo triennio. Presidente e vice sono stati eletti dal Consiglio di Amministrazione dell’ente, scelto a sua volta nell’Assemblea dei Soci del 5 maggio scorso. Oggi, nel CdA guidato da Minetti e Cerutti siedono: Giovanna Bagnasco (Agricola Brandini), Piero Bagnasco (Fontanafredda), Alberto Cane (Marcalberto), Luca Cigliuti (Contratto), Antonio Deltetto (Deltetto) Domenico Conta (Enrico Serafino), Carlo Galliano (Borgo Maragliano), Roberto Garbarino (Roberto Garbarino), Andrea Farinetti (Casa E. di Mirafiore), Orlando Pecchenino (Pecchenino). Il nuovo presidente Giovanni Minetti è una figura di riferimento nel panorama vitivinicolo italiano, con una lunga carriera dedicata alla valorizzazione dei territori e delle denominazioni d’origine. Dottore agronomo specializzato in viticoltura ed enologia, ha ricoperto ruoli di primo piano in importanti aziende del settore, unendo competenze tecniche, visione strategica e una profonda conoscenza del mercato nazionale e internazionale del vino. Tra i soci fondatori del Consorzio Alta Langa, già presidente del Consorzio di Tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, e in passato alla guida di realtà storiche come Fontanafredda, attualmente a Tenuta Carretta, Minetti ha contribuito in modo determinante alla promozione dell’identità del Piemonte e alla crescita della qualità produttiva della zona, anche nel ruolo di amministratore delegato dell’ATL Langhe Monferrato Roero. Minetti è anche presidente dell’Associazione Grand Wine Tour, un network di aziende vitivinicole italiane che alla qualità dei vini uniscono quella dell’ospitalità. Oggi continua a mettere la propria esperienza al servizio di progetti che coniugano sostenibilità, cultura del territorio e innovazione, affermandosi come interlocutore autorevole nelle dinamiche di sviluppo del comparto vitivinicolo. Giovanni Minetti L’eredità che raccolgo è importante, e per questo il grande lavoro fatto sulla denominazione da chi mi ha preceduto rappresenta una grande responsabilità. Si è trattato di un lavoro di crescita progressiva, sia sul piano quantitativo che qualitativo, nonché di valorizzazione di un prodotto straordinario, destinato a rappresentare in modo sempre più significativo il patrimonio vitivinicolo piemontese. Un vino che raccoglie la preziosa eredità del passato (il Piemonte ha dato i natali allo spumante italiano nella seconda metà dell’800) e che rappresenta, nel suo sviluppo, anche un elemento di riscatto rilevante per territori che erano stati marginalizzati e che invece presentano caratteri di assoluta straordinarietà. Come avevamo pensato sin dalle origini della Denominazione, sempre più dovremo lavorare per rendere l’Alta Langa DOCG un prodotto strategico e rappresentativo dell’alta qualità del panorama vitivinicolo piemontese.   Il vicepresidente Gianmario Cerutti, diplomato alla Scuola “Umberto I” di Alba è direttore tecnico della storica Cantina Coppo di Canelli e guida l’azienda di famiglia Cascina Cerutti, specializzata in Moscato d’Asti Canelli DOCG e in Alta Langa DOCG. È attualmente presidente dell’Associazione Produttori Moscato Canelli e membro del CdA dell’Associazione Nizza. È stato consigliere della Fivi e tra i fondatori della Federazione. I PROSSIMI EVENTI DEL CONSORZIO ALTA LANGA Lunedì 26 maggio prossimo la Regione Piemonte presenterà ufficialmente a Torino l’Alta Langa DOCG “Vino dell’Anno Regione Piemonte” 2025 insieme al nuovo marchio dedicato alle produzioni di qualità agroalimentari “Piemonte is – Eccellenza Piemonte”. Dopo il successo dell’edizione 2025 de La Prima dell’Alta Langa a Torino, torna nella Capitale Alta Langa Roma la manifestazione B2B dedicata alle Alte Bollicine Piemontesi. L’appuntamento è per lunedì 16 giugno, dalle 10.30 alle 17.30, allo Spazio Field a Palazzo Brancaccio – con ingresso da via Merulana 248.  Più di 30 produttori associati al Consorzio presenteranno al pubblico una selezione delle loro cuvée attualmente in commercio. L’evento è riservato a operatori del settore Horeca e stampa; è gratuito ed è richiesta la registrazione a questo link. Nel corso della giornata si terranno tre masterclass condotte da Marco Reitano, sommelier del ristorante La Pergola *** (Rome Cavalieri – The Waldorf Astoria). Il 17 e 18 giugno il Consorzio Alta Langa sarà main sponsor della manifestazione Buonissima Summer Edition a Torino.   La Redazione
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Fèlsina a VinoVip al Forte 2025 Arrow Right Top Bg

24 Maggio, 2025

Fèlsina a VinoVip al Forte 2025

  Fèlsina sarà tra i protagonisti della prossima edizione di VinoVip al Forte, summit enologico organizzato da Civiltà del bere l’8 e il 9 giugno a Forte dei Marmi. Due giornate all’insegna dell’eccellenza vinicola italiana in una delle cornici più eleganti della Versilia, tra degustazioni, incontri e momenti di dialogo dedicati a professionisti e appassionati. L’azienda di Castelnuovo Berardenga porterà in degustazione una selezione di etichette che raccontano le diverse espressioni di Sangiovese, vitigno d’elezione di Fèlsina, oltre a una particolare edizione dello Chardonnay I Sistri. VinoVip al Forte si aprirà domenica 8 giugno con un talk show presso la Fondazione Villa Bertelli con la conferenza “Stili e tendenze dei grandi bianchi del mondo” moderata dal giornalista Aldo Fiordelli, che sarà seguita dal wine tasting “I fine wines bianchi italiani”, dove Fèlsina sarà presente con I Sistri Collezione Privata 2020, monovitigno Chardonnay. In serata l’appuntamento sarà con la cena in spiaggia, dove l’azienda porterà in degustazione lo Spumante Brut Sboccatura Tardiva 10 Anni, metodo classico da Sangiovese, Pinot Nero e Chardonnay, e Rancia Chianti Classico Riserva 2009, espressione autentica della longevità del Sangiovese di Castelnuovo Berardenga. L’evento continuerà quindi lunedì 9 giugno con il talk “Il futuro del vino raccontato da chi lo farà”, mentre il pomeriggio sarà dedicato al Grand Tasting, appuntamento cardine di VinoVip, nel parco della Villa Bertelli dalle 17:00 alle 21:00. In occasione del Grand Tasting Fèlsina presenterà Rancia Chianti Classico Gran Selezione Docg 2021 e Fontalloro 2021, due diverse sfaccettature di Sangiovese in purezza. Accanto ai vini rossi ci saranno I Sistri Collezione Privata 2020 e lo Spumante Brut Sboccatura Tardiva 10 Anni. Giovanni Poggiali, alla guida di Fèlsina. Partecipare a VinoVip al Forte è per noi un’occasione speciale per raccontare il nostro territorio, la nostra storia e la nostra visione del vino a un pubblico di appassionati e operatori di alto profilo. Siamo entusiasti di portare il Chianti Classico e le nostre bollicine in riva al mare, in una celebrazione che unisce cultura, piacere e convivialità. Per maggiori informazioni: www.vinovipalforte.it   La Redazione
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23 Maggio, 2025

Ventiventi. Il sogno di una famiglia, il respiro di una terra

C’è un momento in cui il sogno smette di essere solo immaginazione e diventa radice, fiore e frutto. Ventiventi è questo momento. Non una semplice cantina, ma il ritratto di un’idea audace e visionaria, germogliata nel cuore del distretto vitivinicolo a nord di Modena. Qui, dove l’Emilia-Romagna abbraccia le sue radici, la famiglia Razzaboni ha trasformato il sogno in realtà. La fantasia ha ispirato il progetto, la pragmatica determinazione gli ha dato forma e la tenacia ha reso possibile tutto questo. Non è un caso che la cantina porti il nome Ventiventi”. L’anno 2020 non è solo una data, è un simbolo, un momento di svolta: la piena operatività della cantina e l’inizio ufficiale di un’avventura familiare che ha scelto di esprimere la propria identità attraverso il Metodo Classico, il massimo rispetto del territorio e una filiera produttiva completamente controllata. Un progetto in cui l’uomo e la natura dialogano, senza forzature, con reciproca armonia. Al centro di tutto c’è la famiglia Razzaboni: Vittorio e i suoi figli Riccardo, Andrea e Tommaso. Ognuno con un ruolo essenziale, ognuno con una parte della visione che si intreccia con quella degli altri. “Ventiventi per me è affidabilità, qualità e novità”, afferma Riccardo, il primogenito, responsabile commerciale e marketing. Con una formazione in economia e marketing, Riccardo si occupa di posizionare il brand sul mercato e di curare le relazioni con importatori e distributori. Riccardo – Responsabile Commerciale e Marketing. Sottolinea come il suo contributo sia fondamentale per presentare al mondo un’azienda che vuole essere percepita come innovativa, affidabile e umana. In Ventiventi porto la mia attenzione ai dettagli e la mia passione per il progetto. Se Riccardo apre le porte ai mercati, Andrea ne custodisce l’anima. “Mi rivedo in Ventiventi per l’innovazione e la costante ricerca di miglioramento”, spiega l’enologo della famiglia, che dopo gli studi a Cesena e una significativa esperienza in Trentino-Alto Adige, ha scelto di tornare a casa e dedicarsi alla produzione. Con energia e creatività, Andrea guida ogni fase produttiva, dalla vendemmia alla vinificazione, fino all’affinamento. “Il nostro obiettivo è creare una nuova espressione del vino emiliano, non riducendo la reputazione dei vitigni locali a un semplice rapporto qualità/prezzo, ma valorizzandoli con eleganza e pulizia”, precisa. Determinato e critico verso sé stesso, Andrea non teme di mettere in discussione le proprie scelte per ottenere il meglio, convinto che il tempo e la costanza portino sempre risultati. Tommaso, il più giovane dei tre, rappresenta il futuro di Ventiventi e l’apertura alla sperimentazione. Sono impaziente e curioso, ma ho voglia di mettermi in gioco. Mi incuriosisce sperimentare con mio fratello Andrea in un mondo di tradizione come quello del Lambrusco. Ancora in formazione come enologo, Tommaso porta in azienda freschezza e ambizione, spingendo il progetto verso nuove prospettive. La sua passione per il vino nasce dal desiderio di reinterpretare i vitigni autoctoni con un tocco personale, portando il Sorbara, il Salamino e il Pignoletto a esprimere tutto il loro potenziale, non solo in chiave tradizionale, ma anche in versioni moderne e distintive. Tre fratelli, tre visioni che si intrecciano in un unico progetto. Ventiventi non è solo un’impresa familiare, ma la testimonianza di come il legame tra le persone e la terra possa generare un’identità forte e autentica. “La possibilità di lavorare con un team giovane e crescere insieme a loro è la cosa che più mi motiva”, conclude Andrea, riconoscendo l’importanza del contributo di tutto il gruppo. Insieme, i tre fratelli Razzaboni non si limitano a produrre vino, ma costruiscono ogni giorno il racconto di un territorio, con il coraggio di innovare e la saggezza di chi sa custodire il valore delle proprie radici. DAL SOGNO ALLA REALTÀ, DALLA REALTÀ AL FUTURO: IL PERCORSO DI VENTIVENTI
Il viaggio di Ventiventi è solo all’inizio, ma i passi compiuti finora raccontano già una storia di visione chiara e determinazione incrollabile. Ogni tappa segna una conquista, ogni sfida affrontata rappresenta un’opportunità per crescere. Tutto ha inizio nel 2014 con l’acquisizione dei terreni, un atto che è una dichiarazione d’intenti: radicare un sogno nella terra emiliana e dargli vita con la forza delle idee e la solidità del lavoro. Con il primo impianto nel 2016, le radici non sono solo quelle delle viti, ma quelle di una famiglia pronta a prendersi cura di ogni filare, di ogni tralcio, consapevole che la pazienza è il primo ingrediente del successo. La prima vendemmia del 2018 rappresenta il frutto di anni di attesa e lavoro, ma è solo l’inizio. La vera svolta arriva nel 2020, l’anno che non a caso dà il nome alla cantina. Con la commercializzazione ufficiale dei primi vini, Ventiventi fa il suo ingresso sul mercato e inizia a farsi strada in un settore competitivo e in continua evoluzione. La scelta del Metodo Classico, l’impegno verso la sostenibilità e l’attenzione maniacale alla qualità si rivelano la chiave per distinguersi. L’approccio basato sulla valorizzazione dei vitigni locali, come il Lambrusco di Sorbara, il Lambrusco Salamino, il Pignoletto e l’Ancellotta, si affianca alla scelta di coltivare varietà internazionali come il Pinot Bianco e lo Chardonnay, arricchendo il progetto con uno sguardo aperto e inclusivo. Il pubblico inizia a riconoscere il valore di un prodotto che non segue le mode, ma definisce il proprio stile. Se il 2020 è l’anno della nascita commerciale, il 2023 è l’anno della proiezione verso il mondo. Con il primo export in Cina, Ventiventi varca i confini nazionali e si prepara ad affrontare il mercato globale. L’apertura ai mercati europei nel 2024 segna un’ulteriore espansione, spostando il baricentro dell’azienda verso un panorama internazionale sempre più ampio. L’Olanda e l’Inghilterra sono le prime porte che si aprono, ma non le uniche: Ventiventi punta anche ai mercati emergenti dell’Europa dell’Est e alla Croazia, esplorando nuove rotte commerciali con l’obiettivo di testare il potenziale internazionale dei propri prodotti. Il 2025 non sarà solo un altro anno, ma una nuova fase di crescita. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza sul mercato italiano, non come semplice attore, ma come protagonista di una narrazione che parla di qualità, sostenibilità e identità territoriale. L’espansione internazionale non sarà solo geografica, ma anche culturale: portare nel mondo la storia di Ventiventi, raccontare l’unicità della sua terra e il valore di una produzione che punta all’eccellenza. Per raggiungere questi traguardi, la famiglia Razzaboni sa che è necessario crescere su più fronti. Non basta produrre più bottiglie, occorre far crescere la percezione del marchio, rafforzare la rete di contatti e consolidare il dialogo con importatori, distributori e giornalisti. A questo proposito, il 2025 vedrà l’avvio di incontri e degustazioni su misura, eventi dedicati ai media e un dialogo più stretto con le guide enologiche di riferimento. Partecipare a fiere strategiche e intensificare la presenza nelle principali manifestazioni internazionali del settore rappresenta un ulteriore passo per affermare la propria identità. L’ingresso nella Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) ha già segnato un importante passo in questa direzione, favorendo il confronto con altre realtà di valore e portando Ventiventi a essere parte di una comunità di produttori accomunati da obiettivi di qualità, autenticità e trasparenza. Il futuro è una linea aperta, ma Ventiventi ha ben chiaro il sentiero da percorrere. Da un lato, c’è la volontà di aumentare la produzione, proseguendo la crescita iniziata con le 35.000 bottiglie del 2020 e arrivate oggi a oltre 66.000 bottiglie tra Metodo Classico, Charmat e vini fermi. L’approccio produttivo si distingue anche per scelte tecniche e produttive di grande valore, come la bassa resa in pressatura (45%) e l’utilizzo del mosto fresco dell’annata per la seconda fermentazione, elementi che garantiscono l’autenticità e l’eleganza dei vini firmati Ventiventi. Dall’altro, c’è l’obiettivo di ampliare la presenza sui mercati esteri e di rafforzare la distribuzione interna con partner selezionati e importatori di nicchia. Non si tratta solo di aumentare le vendite, ma di farlo mantenendo intatta l’identità dell’azienda, quella di una realtà indipendente, autentica e sostenibile, capace di mantenere il controllo totale su ogni fase della produzione. I fratelli Razzaboni Il nostro progetto si distingue perché rappresenta la sintesi di tre visioni e di tre approcci differenti. Lavorare come fratelli non è sempre semplice, ma proprio in questa complessità troviamo la nostra forza. L’entusiasmo per la sfida si riflette nell’intera filosofia produttiva, che vede nell’approccio giovane, dinamico e familiare un valore aggiunto capace di tradursi in proposte di mercato uniche. l sogno della famiglia Razzaboni non è solo quello di produrre vini d’eccellenza, ma di portare il nome di Ventiventi fuori dai confini locali, in Italia e nel mondo, e di essere riconosciuti come un simbolo di autenticità e qualità. La visione non si esaurisce con l’export o la crescita delle bottiglie prodotte, ma abbraccia l’idea di raccontare il vino emiliano in una chiave inedita: elegante, contemporanea e inclusiva. Non c’è fretta, non c’è ansia di accelerare il percorso: come insegna il Metodo Classico, il tempo è un alleato prezioso. E come ogni grande vino, anche il futuro di Ventiventi saprà maturare nel tempo, affinando la propria identità e conquistando traguardi sempre più ambiziosi. LA TERRA COME ORIZZONTE, LE RADICI COME GUIDA
Il racconto di Ventiventi inizia nel 2014, con l’acquisto dei terreni che oggi ospitano i vigneti e la cantina. La scelta della terra non è casuale. La tessitura alluvionale, con il 45% di argilla, 47% di limo e 8% di sabbia, offre un habitat ideale per la vite. Il primo impianto arriva nel 2016, poi la prima vendemmia nel 2018. Da qui, il percorso è tracciato: la famiglia produce con le proprie uve e costruisce l’identità dei suoi vini sulla qualità e sul controllo totale della filiera, dal grappolo alla bottiglia. La scelta di radicare la cantina in un territorio segnato dal terremoto del 2012 non è solo una decisione strategica, ma un gesto di resilienza e visione a lungo termine. La volontà di riportare vita e valore a queste terre testimonia un profondo legame con il territorio e un impegno verso la rinascita. Un impegno che si traduce anche nella scelta di promuovere, fin dalla messa a dimora delle prime vigne, l’agricoltura biologica. Le varietà coltivate raccontano di un dialogo costante tra identità locale e vocazione internazionale. Accanto a simboli del territorio come il Lambrusco Salamino di Santa Croce, il Sorbara, l’Ancellotta e il Pignoletto, troviamo Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e Traminer, in una sintesi che unisce passato e visione futura. La combinazione di vitigni autoctoni e internazionali è il riflesso di una filosofia produttiva che unisce radici e orizzonti, conferendo ai vini di Ventiventi un’impronta stilistica unica e riconoscibile. L’azienda conta oggi 70 ettari di proprietà, di cui 30 vitati, dove ogni scelta agronomica segue una filosofia chiara: il rispetto per la natura e la valorizzazione delle sue risorse. METODO CLASSICO: LA SCELTA DEL TEMPO
Ventiventi ha scelto il Metodo Classico, il “padre dei metodi”, per costruire la propria identità. Questo processo, nato in Francia e reso celebre dallo Champagne, consiste nella rifermentazione in bottiglia e nell’affinamento prolungato sui lieviti. Ma per Ventiventi non si tratta solo di una tecnica, è una scelta di filosofia. Il Metodo Classico rappresenta una sfida e un’opportunità. La resa da uva a mosto, volutamente contenuta al 45%, è una scelta precisa per garantire un prodotto di alta qualità, permettendo di limitare le chiarifiche in vinificazione e preservando la freschezza e acidità delle uve. Dopo la raccolta, l’uva viene trasferita direttamente alla pressa, dove avviene un’ulteriore selezione. La vendemmia è condotta con una macchina innovativa chiamata Select Process, che integra una mini-diraspatrice con fori piccoli, selezionando accuratamente i singoli acini e preservando l’integrità del frutto. Questo processo consente di ridurre gli interventi manuali e lo stress per le viti, garantendo una materia prima impeccabile. Il 90% del processo produttivo avviene in acciaio, sfruttando tecnologie avanzate per garantire temperatura costante e per ottimizzare la movimentazione e il battonage continuo. Durante i 7-8 mesi di affinamento delle basi, i lieviti vengono mantenuti in sospensione, contribuendo a costruire struttura e complessità nei vini. Per la seconda fermentazione, non viene utilizzato mosto concentrato, ma un mosto fresco dell’annata, conservato a 0°C da settembre a primavera. Questa pratica preserva l’identità e le caratteristiche uniche di ogni vendemmia, riducendo l’uso di solforosa e rafforzando il legame tra il vino e il territorio di origine. Dall’avvio di questo progetto, la produzione è cresciuta costantemente, passando da 20.000 bottiglie a 66.000 nel 2023, a cui si aggiungono 9.000 bottiglie con il Metodo Charmat e circa 5.000 di vini fermi. Negli ultimi anni, la cantina ha investito in una nuova linea per la sboccatura e in una macchina per il riempimento, rendendo Ventiventi autosufficiente anche nelle fasi di tiraggio e imbottigliamento. L’ampliamento degli spazi produttivi ha previsto la creazione di nuove celle e una zona dedicata ai tonneaux, utilizzati per la preparazione del vino da liqueur e, in prospettiva, per affinare parte delle riserve. UN IMPEGNO QUOTIDIANO: LA SOSTENIBILITÀ COME PROMESSA
Ventiventi ha scelto di essere “green” fin dal primo giorno, non per seguire una tendenza, ma per affermare una visione profonda e coerente. La certificazione biologica, sia in vigna che in cantina, non è un semplice riconoscimento formale, ma un simbolo di responsabilità e rispetto verso la terra, le persone e il futuro. Ogni decisione, ogni gesto, ogni processo è guidato dall’impegno quotidiano di ridurre l’impatto ambientale, promuovendo un equilibrio autentico tra uomo e natura. La sostenibilità di Ventiventi si fonda su tre pilastri essenziali: agricoltura biologica, energia rinnovabile e innovazione tecnologica. Fin dal primo impianto, Ventiventi ha scelto di abbracciare l’agricoltura biologica, rinunciando a sostanze chimiche di sintesi e preferendo metodi di coltivazione naturali. Ogni vite cresce rispettando i cicli della natura, protetta con cure attente e pratiche agronomiche che salvaguardano la biodiversità e il benessere del suolo. Non meno importante è il traguardo raggiunto in termini di energia rinnovabile. Dal 2019, l’azienda ha progressivamente potenziato il proprio impianto fotovoltaico, passando da una capacità iniziale di 29 kW a quasi 100 kW. L’obiettivo a lungo termine è l’autosufficienza energetica, un traguardo che la cantina intende raggiungere nel prossimo futuro, riducendo l’impatto ambientale e le emissioni di CO₂. A completare questa visione di sostenibilità, c’è un’innovazione che non si vede, ma che fa la differenza a ogni goccia: il sistema di irrigazione di precisione, frutto della collaborazione con Irritec. Questa tecnologia consente di distribuire l’acqua in modo mirato e calibrato, riducendo gli sprechi e limitando l’impiego di sostanze nutritive. L’acqua non è mai troppa, mai troppo poca: è esattamente quella che serve, nel momento in cui serve. Simbolo tangibile di quella cura puntuale e minuziosa che contraddistingue Ventiventi, questo sistema contribuisce a mantenere in equilibrio le risorse naturali. I fratelli Razzaboni Il nostro obiettivo non è solo produrre vino, ma custodire la terra e garantire un futuro più sostenibile, un sorso alla volta. L’attenzione a preservare l’identità del vino, a esaltarne le caratteristiche naturali e la personalità unica, viene espresso anche attraverso un approccio alla fermentazione che prevede l’uso di mosto fresco dell’annata per la seconda fermentazione. Ogni elemento di questo approccio si fonde con gli altri in un equilibrio consapevole e solido, dove nulla è lasciato al caso e tutto risponde a una promessa chiara: custodire la terra, proteggere il presente e costruire un futuro più sostenibile. La strada è tracciata e il traguardo è chiaro: trasformare ogni bottiglia in un simbolo di eccellenza, autenticità e rispetto per la natura. DOVE IL VINO INCONTRA LE PERSONE: IL SAPORE DELL’ACCOGLIENZA
Non una semplice visita in cantina, ma un’esperienza che immerge il visitatore nel cuore pulsante di Ventiventi. Settant’ettari di tenuta, trenta di vigneti vitati e un progetto che abbraccia sostenibilità, innovazione e cura artigianale: è questa la cornice in cui si muove l’accoglienza della famiglia Razzaboni. La cantina apre le sue porte con un approccio che va oltre la semplice degustazione, trasformando ogni visita in un viaggio conoscitivo. L’esperienza proposta da Ventiventi è un racconto a tappe che parte dai filari e arriva fino al calice. L’ospite è guidato in un percorso che tocca con mano le scelte produttive, il lavoro in vigna, l’adozione di tecnologie innovative e la filosofia di sostenibilità che permea ogni fase della produzione. L’itinerario si snoda tra vigneti condotti con agricoltura biologica certificata e spazi dedicati alla lavorazione delle uve, per comprendere cosa significa controllare l’intera filiera produttiva. Ma non è solo una visita tecnica. L’accoglienza è anche incontro, condivisione e narrazione, un momento in cui il vino diventa un ponte tra la famiglia e i visitatori. Chi visita Ventiventi non assiste solo a una degustazione: ascolta le voci di chi il vino lo vive ogni giorno. “Non vogliamo solo mostrare la cantina, vogliamo raccontare chi siamo”, spiegano i fratelli Razzaboni. Passeggiando tra i filari, scoprendo i segreti della cantina e dialogando con chi lavora ogni giorno tra viti e vasche d’acciaio, il visitatore percepisce l’essenza più autentica del progetto Ventiventi. Al centro dell’accoglienza, c’è la degustazione, il momento in cui ogni racconto diventa assaggio. I vini non si bevono soltanto: si interpretano, si ascoltano e si comprendono. Dal Blanc de Blancs al Rouge de Noirs, dal Rosé alle etichette ancestrali, ogni bottiglia si inserisce in una narrazione più ampia, quella di un progetto familiare che ha scelto il Metodo Classico e il controllo totale della filiera come segno distintivo. L’approccio non è formale, ma neanche improvvisato: è una narrazione autentica e spontanea, che punta a far vivere l’esperienza del vino come un racconto condiviso. L’obiettivo è chiaro: far percepire il valore della cura e della sostenibilità, trasmettendo la consapevolezza che ogni etichetta è il risultato di un equilibrio complesso tra natura, tecnica e tempo. L’attenzione riservata ai visitatori è la stessa dedicata alla vigna e al vino. Un’accoglienza che non è solo turismo enogastronomico, ma anche occasione di confronto con appassionati, giornalisti e operatori di settore. Ventiventi ha scelto di fare dell’enoturismo un punto cardine della propria strategia, consapevole che raccontare la propria storia in modo diretto e trasparente sia il modo migliore per consolidare la propria identità e rafforzare il posizionamento sul mercato. Un’accoglienza giovane, dinamica e aperta al futuro, che segue il ritmo del territorio ma guarda oltre i confini locali. Ventiventi non vuole essere solo una tappa, ma un’esperienza che resta impressa e che trasforma ogni visita in un racconto da portare con sé. UNA RETE CHE UNISCE, UN’IDENTITÀ CHE SI RAFFORZA Dal novembre 2023, Ventiventi entra a far parte della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, una scelta che rafforza l’identità dell’azienda e ne certifica l’approccio autentico e trasparente. Far parte della FIVI significa aderire a una visione produttiva in cui il vignaiolo coltiva le proprie vigne, produce il proprio vino e ne cura la vendita in prima persona. Un modello di filiera corta e controllata che garantisce qualità, coerenza e totale tracciabilità. L’adesione alla FIVI non è solo un riconoscimento formale, ma l’ingresso in una rete di produttori che condividono gli stessi valori. Trasparenza, indipendenza e responsabilità diretta sul prodotto sono i pilastri di questa comunità, che promuove un dialogo costante tra i suoi membri, favorendo confronto e crescita collettiva. Per Ventiventi, l’ingresso nella FIVI rappresenta un’ulteriore affermazione della propria identità di vignaioli artigiani, impegnati a custodire il territorio e a portare nel calice la sua espressione più autentica. created by dji camera VENTIVENTI ALLA LONDON WINE FAIR 2025 – Dal 19 al 21 maggio 2025 La cantina Ventiventi è lieta di annunciare la sua partecipazione alla London Wine Fair 2025, che si terrà dal 19 al 21 maggio presso l’Olympia London. Sarà presente allo stand K34B, dove presenterà le sue etichette di punta, tra cui il Ventiventi Pas Dosé Metodo Classico 2020, frutto di un blend raffinato di Pinot Blanc, Chardonnay e Lambrusco di Sorbara. In concomitanza con la fiera, Ventiventi parteciperà alla Wine Travel Awards Ceremony 2024–2025, prevista per il 20 maggio dalle 10:30 alle 12:30 nella Gallery Suite dell’Olympia London. Il Walk-Around Tasting dei Wine Travel Awards rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della London Wine Fair 2025, offrendo ai partecipanti un’opportunità unica per esplorare una selezione di vini provenienti da tutto il mondo. Durante questo evento, i visitatori possono degustare liberamente le etichette presentate dai membri della comunità WTA, interagendo direttamente con produttori, ambasciatori del vino e rappresentanti delle destinazioni enoturistiche. La presenza di Ventiventi a questi due prestigiosi appuntamenti sottolinea l’impegno della cantina nel promuovere l’eccellenza del vino italiano e nel valorizzare il territorio emiliano attraverso esperienze enoturistiche di qualità. La cantina Ventiventi presenterà una raffinata selezione di etichette che esprime appieno la sua vocazione per l’eleganza e l’innovazione, con un focus sui loro Metodo Classico, vero fiore all’occhiello della produzione. Riccardo Razzaboni – Responsabile Commerciale e Marketing Il Metodo Classico non è solo un processo, è il tempo che diventa ingrediente, è il rispetto della materia prima, è il desiderio di esaltare l’autenticità senza compromessi. Ventiventi ha scelto di costruire la propria identità sulla freschezza, sulla mineralità e su una visione che valorizza la leggerezza senza mai rinunciare alla profondità. Il risultato è una gamma di spumanti che esprimono la vocazione del territorio modenese con una veste nuova, dove il Metodo Classico non è un semplice omaggio allo stile internazionale, ma un’interpretazione autentica delle radici emiliane. Tra i vini protagonisti della fiera ci sarà il Ventiventi Blanc de Blanc, espressione di purezza e finezza, ottenuto da sole uve Pignoletto e perfetto esempio dell’equilibrio tra struttura e freschezza. Accanto al Blanc de Blanc, il Ventiventi Brut e il Ventiventi Pas Dosé rappresentano due diverse interpretazioni del Metodo Classico: il primo più rotondo e accessibile, dove lo Chardonnay incontra il Lambrusco di Sorbara; il secondo più secco ed essenziale, blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Lambrusco di Sorbara, è pensato per gli amanti della verticalità e della precisione gustativa. Non mancherà il Ventiventi Rosé, un elegante rosato Metodo Classico dal profilo fruttato e minerale, e il più intenso e strutturato Rouge de Noirs, ottenuto con Lambrusco Salamino Santa Croce, raffinato, profondo e sorprendentemente verticale, sfida l’idea che questo vitigno sia destinato esclusivamente ai vini rossi frizzanti. Accanto alla linea spumantistica, La Vie e Happy Selvaggio Ancestrale completano il racconto della cantina. Il primo è un spumante prodotto con metodo Charmat dallo stile contemporaneo, il secondo un ancestrale vivace e autentico, che racconta il lato più spontaneo e artigianale del progetto Ventiventi. La Redazione
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22 Maggio, 2025

Tenute Tomasella è pronta ad accogliere appassionati di vino, famiglie e curiosi per l'attesissimo evento Cantine Aperte.

  Una giornata tra gusto, natura e divertimento a Mansué (tv), domenica 25 maggio dalle 10:00 alle 18:00   Tenute Tomasella è pronta ad accogliere appassionati di vino, famiglie e curiosi per l’attesissimo evento Cantine Aperte, che si terrà domenica 25 maggio dalle 10:00 alle 18:00. Con la bella stagione torna la voglia di convivialità e di vita all’aperto, e torna Cantine Aperte, la manifestazione giunta alla sua trentaduesima edizione, promossa dal Movimento Turismo del Vino che dal 1993 accompagna enoturisti e winelovers alla scoperta dei territori e dei vini che rendono unica l’Italia. Un’intera giornata immersi nella bellezza dei vigneti, alla scoperta dei sapori autentici e delle eccellenze del territorio. Situata a Mansué, in provincia di Treviso, Tenute Tomasella si estende su 50 ettari vitati, 10 in Friuli e 40 in Veneto, tra la DOC Friuli e il Prosecco DOC Treviso, incarnando un perfetto equilibrio tra due territori di confine. Da oltre cinquant’anni, la famiglia Tomasella ha fatto della viticoltura un’arte fondata sul rispetto dei ritmi naturali e sull’ascolto profondo di ciò che la terra è in grado di offrire, un luogo dove la viticoltura segue il ritmo della natura. L’azienda ha avviato il processo di conversione al biologico che si concluderà entro il 2026. In linea con questa visione sostenibile, ha investito nella creazione di un’oasi apistico-arborea e nell’innovativo robot ibrido Icaro X4, che utilizza raggi UV-C per proteggere le viti dai principali patogeni, riducendo l’utilizzo di pesticidi. Tenute Tomasella è molto di più di un’azienda vinicola, è un luogo da vivere. La villa, affiancata dalla cantina che ospita la sede, è circondata da un bellissimo parco dove, in occasione di Cantine Aperte, si svilupperanno attività e giochi anche per i più piccoli. Il programma della giornata prevede anche le visite in cantina adatte a diverse esigenze. Proprio in cantina, il legame con la terra si farà portavoce di storie di tradizione e passione che danno vita alla migliore espressione enologica di un territorio di confine. Ogni vino di Tenute Tomasella rivela un’identità forte, in cui le caratteristiche di questi territori vengono esaltati nella loro unicità. Il programma di “Cantine Aperte” di Tenute Tomasella è ricco di esperienze coinvolgenti: visite guidate in cantina con degustazioni, tour tra i vigneti a bordo dell’apecar o in bicicletta, per scoprire il territorio in modo autentico e divertente. Con l’acquisto del calice sarà possibile degustare i vini dell’azienda, serviti da un sommelier che accompagnerà l’assaggio con spiegazioni e curiosità. Numerosi gli intrattenimenti per grandi e piccini: Giochi e laboratori con L’Arte del Gioco; Truccabimbi per i più piccoli; Passeggiata a cavallo con il Circolo Ippico di Conegliano; Dj set e sax live con Bruno Del Ben. Una giornata all’insegna del gusto con partner gastronomici quali Bar Popular, MOV bistrot-cocktails, Lucchese Panificio Pasticceria Caffetteria, Gelateria Amore Bio di Pordenone. All’ingresso sarà possibile acquistare il calice per le degustazioni al costo di 6 €. Parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza.
La prenotazione è gradita. Per informazioni: tel. 0422 850043; whatsapp. 338 6618051, mail. cantina@tomasella.it La Redazione
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22 Maggio, 2025

Azienda Agricola Pighin: i pionieri del vino friulano nel mondo

Deriva dal friulano “soreli” il nome del vino della storica Azienda Pighin che, oltre al nome, porta il “sole” del collio in bottiglia.   Nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, terra di tradizioni vinicole secolari, la storica azienda agricola Pighin continua a scrivere la sua storia di eccellenza e passione. Fondata nel 1963, la cantina si distingue per il perfetto equilibrio tra territorio, tradizione e lungimiranza, elementi che oggi trovano espressione in uno dei suoi vini più rappresentativi: il Soreli Bianco Collio DOC. L’azienda agricola è un’eredità famigliare fondata sulla qualità e il rispetto per l’ambiente: da generazioni, la famiglia Pighin si dedica con cura alla coltivazione dei suoi vigneti, che si estendono su due prestigiosi terroir: il Friuli Grave e il Collio. Con 160 ettari a Risano e 30 ettari a Capriva, l’azienda opera in due cantine autonome, immerse in paesaggi vitivinicoli tra i più vocati d’Italia. La filosofia di Pighin si basa su un’attenzione meticolosa ai vigneti e alla sostenibilità, un binomio che guida ogni fase del processo produttivo. La gestione diretta dei vigneti di proprietà permette un controllo totale sulla filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia, consentendo di ottenere un prodotto che riflette fedelmente il carattere del territorio. Non manca l’innovazione: negli ultimi anni, l’azienda ha avviato importanti investimenti volti al rinnovamento dei vigneti, con una particolare attenzione alle uve autoctone come Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia Istriana, oltre al Sauvignon e il Pinot Grigio. Fondamentale è da sempre anche l’approccio rigoroso alla selezione clonale delle barbatelle, provenienti dai vivai di Rauscedo. La tecnica di allevamento Guyot, con una densità d’impianto che varia dai 4000 ceppi/ha a Risano (Friuli Grave) ai 6000 ceppi/ha a Capriva (Collio), testimonia, infine, la ricerca continua della massima espressione qualitativa. Soreli Bianco Collio DOC riflette anni di tradizione, ricerca e rispetto per le origini. Non un semplice vino, ma il racconto di un savoir-faire tramandato con passione dalla famiglia Pighin, che ad ogni vendemmia rinnova il proprio impegno nel preservare la bellezza autentica del Collio. Nei luoghi di Spessa di Capriva, tra i 150 e i 180 metri s.l.m., su dolci pendii dalla parvenza anfiteartrale esposti a sud-ovest, si sviluppa il vigneto che dà vita al Soreli Bianco Collio DOC, espressione pura del terroir. L’uvaggio è un omaggio alla tradizione, un elegante equilibrio tra Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia, varietà autoctone che qui trovano la loro massima espressione. La vinificazione è un processo che esalta le caratteristiche del vino: le uve vengono criomacerate in un vinificatore Ganimede per circa un giorno.  Dopo la pigiatura soffice sottovuoto, una parte delle uve fermenta in vasche inox termocondizionate e l’altra tonneaux di rovere naturale e barrique di rovere leggermente tostato di Slavonia, conferendo a questo vino profondità e complessità aromatica. Infine, la lisi sui lieviti fecce fini per acquisire ulteriore complessità, struttura, eleganza e una complessa identità sensoriale. Soreli Bianco Collio DOC si svela nel calice con un giallo paglierino intenso, attraversato da bagliori luminosi che catturano l’occhio e anticipano l’eleganza del sorso. È un invito alla scoperta, un preludio dorato che lascia presagire profondità e carattere. Al naso, il vino si apre in un bouquet intrigante e raffinato, dove le note fruttate di albicocca, cera d’api, buccia d’ arancio candita si intrecciano con quelle floreali di acacia, zagara e camomilla e una gradevole balsamicità finale di menta selvatica. È un’armonia che danza tra freschezza e dolcezza, evocando immagini di frutteti in fiore e brezze profumate che attraversano le colline del Collio. Al palato, Soreli si rivela in tutta la sua freschezza e struttura, con un equilibrio impeccabile tra morbidezza e vivacità. La persistenza aromatica è lunga, raffinata, e lascia spazio a una bilanciata sapidità, che ne esalta la profondità senza mai perdere eleganza. Un vino che accompagna i momenti di convivialità, ma che sa anche regalare un’esperienza intensa a chi desidera esplorarne ogni sfumatura. BREVE COMPANY PROFILE Le tenute che ne fanno parte sono parte integranti di due grandissimi terroir D.O.C., su cui si estendono rispettivamente, a Risano, per 160 ettari e, a Capriva, per 30 ettari di vigneti in zone vinicole tra le più vocate d’Italia. Si tratta di due cantine autonome con splendidi vigneti siti nelle zone Friuli Grave D.O.C. e nel Collio in quella che si può senz’altro definire la più bella e soleggiata collina di questa eccellente zona di produzione. L’anfiteatro naturale di Spessa di Capriva con i suoi terreni eocenici marnosi e i terreni di ciottoli e limo di Risano offrono nel primo caso vini bianchi consistenti, minerali e di grande eleganza mentre nelle Friuli Grave i vini vantano freschezza fruttata e immediatezza aromatica al palato. Sin a partire dal 1963, la famiglia Pighin coltiva le sue vigne con passione e dedizione, con l’obiettivo di produrre “ciel permettendo” la massima qualità delle uve nei vigneti di proprietà che sono la base di partenza per l‘ottenimento di vini pregiati, forti del fatto che l’azienda investe nella sostenibilità ambientale e un rigoroso controllo dell’intera filiera produttiva a garanzia del prodotto e del consumatore. www.pighin.com https://www.instagram.com/pighinwines/ La Redazione
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