Ca rugate
16 Dic 2024
Suggestioni di Vino

Cent’anni di dedizione per la terra non fanno crescere soltanto l’uva

L’azienda vitivinicola Ca’Rugate, ormai nota a livello internazionale, non si adagia di certo sugli allori, ma traccia un moderno percorso di produzione territoriale dallo stile identitario.

C’è un perché a quella casa stilizzata nel logo di Ca’ Rugate: è li, nel cuore del Soave Classico, a Monteforte d’Alpone, che tutto ha avuto inizio.

La storia ultracentenaria si dipana lungo quattro generazioni.

Amedeo Tessari, agli inizi del Novecento, avvia il progetto agricolo. Suo figlio Fulvio Beo trasforma le vigne famigliari in impresa, con ostinato lavoro, diventando a tutti gli effetti il padre putativo del Soave Classico.

Segue l’epoca di un altro Amedeo e si giunge ai giorni nostri con la guida di Michele Tessari che è sia enologo che lungimirante imprenditore. Il suo intervento permette all’azienda di rinnovare ed espandersi, con nuove acquisizioni nella vicina Valpolicella, e nella zona dei Monti Lessini.

Campo lavei

Il vigneto della famiglia Tessari si estende per 90 ettari, allevati secondo i principi  dell’agricoltura biologica. Mozzafiato l’appezzamento di Monte Alto, con le sue pendenze da viticoltura eroica, Punta Tolotti con i suoi 500 metri di altitudine, il suggestivo vigneto Studio, base di partenza delle sperimentazioni di Michele ed i 5 ettari a Roncà, dove il vigneto di uva Durella è contornato dal bosco. Come non citare il cru Monte Fiorentine dove, nel 1952, lo stesso Fulvio Beo impianta Garganega, ispirandosi alla precisione ed alla bellezza dei vigneti visti in Francia, mentre scappa dalla prigionia, sul finire della seconda guerra mondiale.

Una storia lunga più di un secolo, dunque, che trasuda slancio, coraggio e devozione.

UN PROGETTO STILISTICO NITIDO E RICONOSCIBILE

Esaltare il valore identitario dei diversi territori che compongono il vigneto aziendale, variegati per composizione, microclima e denominazione, rappresenta la missione principale di Ca’Rugate, sia sotto l’aspetto scientifico che intellettuale. Dalla coltivazione di varietà autoctone come Garganega, Trebbiano di Soave e Durella per i bianchi, Corvina, Rondinella e Corvinone per i rossi, prendono forma 750.000 bottiglie, di cui la metà esportate all’estero, in ben 45 mercati.

Ca rugate

La mano è quella di un’azienda “bianchista” con una visione enologica orientata alla sottrazione piuttosto che all’addizione. La bevibilità viene considerata punto di forza che non sacrifica armonia e personalità.

UN MODELLO VIRTUOSO DI OSPITALITÀ

Per Ca’Rugate l’accoglienza assume il suo senso etimologico più stretto e si espleta nell’apertura al pubblico 7 giorni su 7 del Wine Store aziendale e del Museo del Vino, dove più di 150 attrezzi da lavoro testimoniano oltre un secolo di attività agricola.

La Fattoria Sociale, contestualizzata in un parco faunistico all’interno di Monte Fiorentine, permette agli ospiti di godere di una vera e propria oasi a cielo aperto, all’insegna di una visione virtuosa del turismo inclusivo.

Proprio per l’ospitalità e il costante impegno profuso per il territorio, Ca’Rugate ha appena ricevuto l’esclusivo riconoscimento “Tre Impronte” Guida Cantine d’Italia 2025 attribuito alle cantine italiane che meglio rappresentano un modello di enoturismo consapevole.

Museo

OGNI ETICHETTA RACCHIUDE UN PRECISO PERCORSO

La filosofia produttiva è rintracciabile su tutti i segmenti: dal Metodo Classico ai vini Bianchi, dai Rossi ai Dolci, l’azienda investe in maniera qualitativa in tutte le direzioni, non di certo per un completamento di gamma.

Amedeo Ne è un esempio lampante il Metodo Classico Amedeo Monti Lessini Doc Riserva, che ci racconta come la varietà Durella sappia sferzare il palato con la sua indelebile acidità. Si tratta di uno spumante identitario dove le durezze si raffinano con la sosta in bottiglia, perdendo l’arroganza dei tratti più citrini ed intrecciandosi con melissa e zenzero, nonché perentori rimandi di pietra spaccata. Un pas dosé asciutto, vinificato in solo acciaio, vigoroso e al contempo signorile, figlio di terreni vulcanici a matrice basaltica, generosi in sostanze minerali.

Da più di vent’anni Michele Tessari fa pratica sulle uve rosse venete nel lembo più ad Est della Valpolicella. Il suo sguardo orientato alla zona Classica, quella più storica, lo conduce, nel 2016, ad acquisire un vigneto in cima a Monte di Sant’Ambrogio, a quasi 600 metri di altitudine, dove i suoli sono sciolti, ciottolosi e ricchi di scheletro.

AmaroneUna sola vigna di più di mezzo secolo per la produzione di un unico vino: l’Amarone Cima Caponiera, che si schiera lungo traiettorie interpretative moderne, proponendo tempi di appassimento ridotti e conseguente diminuzione della concentrazione.

L’assaggio di questo vino conferma appieno gli intenti: verticale, suadente, con impatto alcolico molto ben bilanciato. Il rimando è al sottobosco, alla balsamicità, all’intreccio del frutto con la raffinata torrefazione. In bocca è agile e profondo, scuro ma snello.

Un occhio di riguardo anche alla singolare personalità del Vermouth di Amarone, creato con una ricetta di 46 erbe officinali.

Michele Tessari, affascinato dal mondo dei vini aromatizzati ed ispirato dal lavoro dell’erborista Don Luigi Zocca di Sprea, si lancia in questa sfida produttiva dove le erbe dei Monti Lessini si fondono al suo vino più iconico.

Il risultato è inebriante: un profilo gustativo che lascia un ricordo più nitido del vino rispetto alle botaniche, caratteristica originale per questa tipologia di prodotto.

Da sposare con formaggio stagionato e non svilire con la mixology, il Vermouth di Ca’Rugate si lascia apprezzare per pienezza, personalità ed impatto tattile.

I vini di questa azienda, nel complesso, sintetizzano un percorso a filiera integrata ben preciso, dove la qualità del prodotto richiede un oculato approccio sartoriale in continuo aggiornamento, e dove l’identità – dei luoghi e delle persone – diventa tratto distintivo del brand.

Paola Restelli

Paola Restelli

Wine Immersion

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