Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 a Roma
19 Ott 2026
BlendNews

La Guida Essenziale 2027 a Roma. I vini restano nel calice, le persone nella memoria

 

Allo Spazio Novecento di Roma, la Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 di Daniele Cernilli diventa un pomeriggio di assaggi e incontri. Tra Toscana, Campania, Veneto, Molise e altre regioni, il racconto segue i produttori presenti ai banchi e i vini capaci di lasciare un segno.

 

Arrivo all’Eur con il cellulare in mano e la testa altrove. Seguo alcune persone, entro e mi presento all’accredito stampa. Cercano il mio nome, mi sorridono e sono pronti a sistemare tutto in pochi secondi. Alzo gli occhi. Bandiere, slogan, un palco. Nella sala stanno presentando un nuovo soggetto politico. Chiedo scusa, saluto e torno rapidamente in strada.

Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 a Roma

L’ingresso giusto è a pochi passi. Il tappeto rosso conduce al grande salone del primo piano di Spazio Novecento. Pareti altissime, marmo, linee razionaliste, luce e respiro. L’atmosfera conserva il carattere degli altri anni.

Daniele Cernilli attraversa la sala con il calice in mano. Intorno a lui si muove chi cerca una parola, una foto, un cenno di attenzione. L’immagine più bella è vederlo fermarsi davanti ai produttori. Ascolta loro e ciò che ha nel bicchiere. La guida nasce da questo gesto, ripetuto migliaia di volte: assaggiare, capire, scegliere.

La Toscana occupa una parte importante della sala. Una presenza ampia, forse dominante. Altre regioni avrebbero meritato più spazio. La scelta dei banchi, però, segue presto un criterio personale: cerco i produttori.

I sommelier di servizio conoscono le etichette e lavorano con cura. La voce di chi coltiva la vigna porta invece dettagli diversi. Quelli di cui mi nutro. Un’annata diventa una stagione vissuta. Una scelta tecnica porta il peso di una notte trascorsa in cantina. Una bottiglia acquista un volto. È lì che il pomeriggio può prendere ritmo.

Abruzzo, il primo passo

Comincio da Ciavolich. Il Trebbiano d’Abruzzo Fosso Cancelli ha energia, slancio e una sapidità che prolunga il sorso. Il Montepulciano chiamato affettuosamente “Montepulcianino” si muove sulla freschezza e su un frutto vivo. Il Montepulciano d’Abruzzo Fosso Cancelli, nato dalle vigne più antiche della tenuta di Loreto Aprutino, porta maggiore profondità, una trama più fitta e un carattere che resta impresso.

Toscana, molti vini e alcune soste necessarie

A Montepulciano mi fermo da La Ciarliana. Luigi Frangiosa sembra austero ma si scioglie subito così da farmi scoprire il Nobile di Montepulciano Vigna ’Scianello 2021, un vino che unisce profondità e misura per un equilibrio gustativo che merita tanta attenzione. Il Nobile di Montepulciano Pieve Cerliana poi allunga il sorso, cresce nel bicchiere e lascia una traccia precisa e, soprattutto, indelebile. Due assaggi capaci di mettere a fuoco territorio e stile. Qualcosa che sa di tanta ma tanta tradizione.

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A Montalcino incontro Cecilia Brandini al banco di Pietroso, l’azienda che guida con il marito Gianni Pignattai e i figli Andrea e Gloria. Scherziamo, parliamo di vigne, annate e mercati. Il Rosso di Montalcino 2024 mostra energia e succosità. Bello, vivo, scattante. Il Brunello di Montalcino 2020, nato dall’unione di più vigne, tiene insieme l’ampiezza e l’eleganza di un vero Brunello. Il Brunello di Montalcino Riserva 2020 aggiunge profondità, tanta profondità, dimostrando non solo di avere un tempo lungo davanti a sé ma anche di saper portare, sorso dopo sorso, qualcosa di intenso.

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A Vagliagli, nel Chianti Classico a pochi chilometri da Siena, Terra di Seta racconta l’incontro tra Maria Pellegrini e Daniele Della Seta. Lei porta una storia familiare legata al vino. Lui ha lavorato per oltre venticinque anni come biologo prima di dedicarsi interamente all’azienda. Biologia, agricoltura e tradizione confluiscono nello stesso progetto. Nei loro vini si sente un’attenzione concreta alla vigna, ai tempi e all’equilibrio. Il Chianti Classico 2024 è appena imbottigliato. Il sorso cerca ancora il proprio centro, mentre il frutto e la freschezza mostrano già la stoffa dell’annata. Il Chianti Classico Riserva 2022 cambia passo. Ha maggiore profondità, ampiezza e una struttura che chiede tempo. Assai, Chianti Classico Gran Selezione 2022 da Sangiovese in purezza, mi costringe a rallentare. Il vino possiede armonia prima ancora della potenza. Il frutto è pieno e composto. La freschezza attraversa la materia, il tannino dà forma al sorso e il finale conserva energia. Con qualche minuto nel calice emergono dettagli più sottili, tra spezie, richiami balsamici e una vena sapida. Oggi è già coinvolgente. Il tempo potrà renderlo ancora più profondo. È il genere di assaggio che finisce troppo presto e continua a lavorare nella memoria.

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Con Tua Rita mi sposto idealmente a Suvereto dove il responsabile commerciale dell’azienda Sergio Marchetti mi conduce nel caleidoscopio dei vitigni non sempre toscani. Il mare della Maremma sembra affiorare nella tensione dei vini. Giusto di Notri 2023 riunisce Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc con grande equilibrio. Frutto, profondità e slancio procedono insieme. Per Sempre, Syrah in purezza, evidenzia una dimensione che sa di intensità speziata  unendosi ad una mediterraneità che mi intriga davvero. Redigaffi 2023, Merlot in purezza alla sua trentesima vendemmia, chiude il percorso con la naturale autorevolezza dei grandi Merlot italiani: materia, eleganza e una persistenza che occupa il palato senza appesantirlo. La sapidità marina è l’elemento che lo rende incredibile. E unico.

Prima di lasciare la Toscana assaggio il Bolgheri Superiore Grattamacco 2022 e 2023 di Grattamacco. Il 2022 segna la quarantesima vendemmia dell’etichetta simbolo della cantina. Due annate con accenti differenti e la stessa precisione. Il 2022 appare più avvolgente. Il 2023 mostra tensione e freschezza. Entrambi confermano la solidità della cantina.

Umbria, Lazio e Trentino

Da Scacciadiavoli lo Spumante Brut Rosé Metodo Classico da Sagrantino lascia qualche domanda che merita approfondimenti. Lo Spoleto Trebbiano Spoletino 2024 trova invece una voce più chiara: agrume, erbe, mandorla e una freschezza sapida che invita a tornare al calice.

Nel Lazio, Famiglia Cotarella presenta Ferentano 2022 e Il Punto 2024, due bianchi della Tenuta Montiano. Il primo, Roscetto in purezza, conferma il carattere del vitigno attraverso struttura, maturità e tensione. Il secondo, primo Sauvignon della famiglia, gioca su immediatezza, agilità e pulizia del sorso.

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Il Trentino regala una delle sorprese più piacevoli con Moncalisse, la cantina delle sorelle Julia e Karoline Walch sulle pendici del Monte Calisio. Il Trentodoc Extra Brut Riserva 2019 possiede precisione, una bollicina fine e una maturità ben dosata. Il Trentodoc Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017, Chardonnay da vecchie viti, cresce a ogni sorso. Profondità, eleganza e complessità si distendono con calma. Il calice si svuota mentre l’assaggio continua a cambiare. Grandioso.

Silvia Imparato e il fascino di Montevetrano

La Campania mi affascina sempre. Al banco di Montevetrano incontro Silvia Imparato e mi fermo più del previsto. Silvia parla dei suoi vini come fanno tanti altri produttori. Nessuno ha però il suo charme. Può raccontare una vendemmia, una scelta in vigna o un progetto futuro e rende ogni parola credibile.
O i suoi vini sono fantastici oppure il suo fascino mi ha fatto prendere un abbaglio. La spiegazione è più semplice: le due cose convivono. Silvia ha charme, classe e una storia che merita di essere raccontata. Come i suoi vini. Ha contribuito a scrivere una pagina importante del vino italiano e porta quel percorso con una naturalezza rara.
I due Core aprono la degustazione con energia e identità: il Bianco da Fiano e Greco, il Rosso da Aglianico in purezza. Il Montevetrano 2024, da Cabernet Sauvignon, Aglianico e Merlot, è giovanissimo. La materia appare compatta, il frutto profondo, il tannino ancora saldo. Il vino lascia intuire molto e consegna soltanto una parte di ciò che saprà esprimere. Il resto appartiene al tempo.

Elena Scienza e l’Amarone che invita al sorso

In Veneto incontro Elena Scienza di Rubinelli Vajol. Bastano pochi minuti per desiderare una conversazione più lunga. Nei suoi racconti la Valpolicella ha il tono di casa. I vini seguono la stessa direzione e mettono al centro freschezza, nitidezza e piacere di beva.
Il Rubiní, Rosso Veronese IGT da Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, ha nel calice ciliegia, spezia e vitalità. Il Valpolicella Classico Superiore 2023 aggiunge profondità e conserva lo stesso passo agile.
L’Amarone della Valpolicella Classico 2018 merita tempo. Ha ricchezza, frutto maturo, spezie dolci e una trama profonda. L’aspetto più affascinante è il movimento. La struttura sostiene il vino e la freschezza lo accompagna. Il sorso resta dinamico, preciso, invitante. L’appassimento nel fruttaio scavato nel tufo dona concentrazione e complessità, mentre l’equilibrio preserva la voce del territorio. Nel finale affiorano ciliegia scura, cacao, erbe e una sfumatura balsamica. Il calice richiama il sorso successivo. Per un Amarone è un risultato prezioso. Rubinelli Vajol firma un vino autorevole e vivo, capace di lasciare il segno con misura.

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Piemonte, il carattere dei vitigni ai margini

Al banco di Tenuta Santa Caterina mi fermo sul Grignolino. Arlandino 2025 e Monferace 2021, entrambi Grignolino d’Asti, mostrano quanto questo vitigno sappia essere fine, elegante e coinvolgente. Il primo ha slancio e immediatezza. Il secondo, frutto di un lungo affinamento in botte e in bottiglia, porta maggiore profondità e una trama tannica capace di accompagnare la tavola.

Il percorso piemontese continua con Castello di Gabiano. Corte, Piemonte Sauvignon, La Braja Barbera d’Asti e A Matilde Giustiniani Gabiano Riserva raccontano una gamma articolata eppure ben centrata. Il Sauvignon appare elegante e raffinato. La Barbera è viva come quelle che ricordano il Piemonte vero. Con A Matilde, che aggiunge alla Barbera una piccola parte di Freisa, appaiono in unione il frutto scuro, le spezie e una freschezza che sostiene vigorosamente la struttura. Benissimo!

Molise, memoria e responsabilità

Il Molise prende voce al banco di Di Majo Norante. Con Editha, moglie di Alessio Di Majo Norante, parlo della loro storia e della responsabilità che oggi deve portala a condurre, da sola, l’azienda. Le sue parole hanno la stessa intensità dei vini. Una cantina può essere impresa, eredità e promessa nello stesso momento. La Tintilia del Molise 2022 ha un carattere netto, tra frutto scuro, spezia e slancio. Don Luigi Riserva 2022, da Montepulciano, aggiunge profondità, struttura e persistenza. Due vini che acquistano un peso diverso dopo aver ascoltato la persona che li custodisce. La storia di Editha merita un incontro dedicato.

 

Marche, freschezza sul finale

La giornata si chiude da Tenuta Cocci Grifoni. Notturna, Offida Passerina 2025, ha un passo luminoso, agrumato e floreale. Colle Vecchio, Offida Pecorino 2025, aggiunge erbe aromatiche, frutto giallo e una sapidità decisa. Due vini immediati e territoriali. Una chiusura piena di gusto.


Il potenziale prima del traguardo

Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 a RomaLa Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 offre molti spunti e altrettanti indirizzi da approfondire. Alcuni vini apparivano già compiuti. Altri sembravano custodire un potenziale ancora da raccogliere, destinato a emergere con qualche mese o qualche anno in bottiglia.

Qui si misura il lavoro di Daniele Cernilli e del suo staff: leggere un vino nel presente e riconoscere la direzione che potrà prendere. La selezione diventa così una mappa aperta, utile anche quando invita al dissenso o alla verifica personale.

Torno a casa con molti appunti, alcune visite da programmare e storie che chiedono spazio. Maria e Daniele, Cecilia, Silvia, Elena, Editha. I vini restano nel calice per pochi minuti. Le persone continuano a parlarci molto più a lungo.

Una presenza più ampia dei produttori avrebbe reso la giornata ancora più ricca. Sarà per il prossimo anno.

 

Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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