19 Dic 2024
Suggestioni di Vino

I vini di Vitematta al Roma Film Corto XVI Edizione

Un cortometraggio è un film che nel poco tempo a disposizione, deve esprimere qualcosa. Regalare emozioni in uno spazio definito perché continuino all’infinito.

Eppure, realizzarlo, non è affatto semplice, così come non è semplice riuscire nell’intento promesso. Si rischia di essere banali o di non esprimere al meglio concetti che meriterebbero magari maggiore spazio. Una strada in salita che riserva tante difficoltà.

Un po’ come salire su una malferma scala di legno per raggiungere altezze elevate: si rischia sempre di cadere.

Ci sono tanti registi ed attori, più o meno giovani che si cimentano nel film corto, ambiziosi di raggiungere qualcosa di diverso. Forse riusciranno, forse no.

C’è chi invece, nonostante continui a salire su quelle malconce scale di legno, sa che continuerà a fare solo quello. Ma continua a farlo. Con forza, coraggio e tanta tanta passione.

Sono gli uomini ragno delle alberate di Asprinio dell’Agro Aversano. Un territorio che da giardino dei Borboni si è trasformato in discarica della Camorra. Almeno fino a quando lo Stato non ha deciso di riprenderne il possesso alimentando l’orgoglio e la voglia di libertà delle popolazioni locali.

È qui, su queste terre, con i beni confiscati alla Camorra e occupando persone che hanno patito il disagio sociale, nasce Vitematta. Vincenzo Letizia ha fortemente voluto realizzare, proprio a Casal di Principe, una cantina che potesse lavorare eticamente realizzando prodotti di elevata qualità utilizzando quell’Asprinio poco noto ma di grande intensità ed impatto.

Solo che le vigne antiche, quelle che riescono a produrre vini di qualità pazzesca, sono da sempre legate a dei pioppi, maritate, sposate in un matrimonio centenario. Con i pioppi crescono verso l’alto, alla ricerca del sole e della vita. Grappoli generosi ma posti in alto. Davvero tanto in alto. Fino a venti metri di altezza. Non si possono raccogliere con macchinari perché ci vorrebbero le scale dei pompieri.

Non si possono raccogliere salendo su scale di metallo perché i pioppi non reggerebbero al peso. Allora i contadini usano da sempre quelle semplici scale di legno alte e strette. Realizzate a mano incastrando i gradini tra due assi. Salire su una di queste e arrivare anche solo a quattro, cinque metri, provoca vertigini. Quando poi il vento spira, il terreno sottostante cede o il pioppo ha un sussulto, è un attimo a cadere.

Loro, gli uomini ragno, salgono sulle scale e portano giù i generosi grappoli. Senza sosta. Senza paura. Un territorio da riconquistare. Un vitigno da valorizzare. Le tradizioni da non dimenticare. Un impegno da realizzare con etica e coscienza.

Vitematta lo fa interpretando l’Asprinio con i suoi Metodo Classico Il Principe e Radice Etrusca e la versione ferma Pietra Bianca. Oltre che l’Aglianico Terre del Volturno Fossa Greca. Prodotti in grado di garantire esperienze gustative incredibili. Così incredibili da essere stati scelti come vini per la premiazione e la serata di gala della XVI edizione del Roma Film Corto lo scorso 7 dicembre. Una cena per celebrare i vincitori selezionati tra le oltre 3800 proposte provenienti da 110 paesi.

Per la cronaca ecco i vincitori

  • Miglior Documentario o Docufilm: The Name of Life
  • Migliore Colonna Sonora: Rasti
  • Miglior Montaggio: Straight on ‘til Morning
  • Migliore Opera Studenti: A Driving Lesson
  • Premio del Pubblico: Rasti
  • Migliore Opera Ambiente, Natura, Animali: Wasted
  • Migliore Animazione: Freelance
  • Migliore Fotografia: Destino
  • Premio Cinema Solidale: The Steak
  • Premio Cinema Spagnolo: Night Show
  • Premio Cinema Italiano: Assunta
  • Migliore Sceneggiatura: Straight on ‘til Morning
  • Miglior Interprete Femminile: Cristina Mediero (Night Show)
  • Miglior Interprete Maschile: Lino Guanciale (Rasti)
  • Premio Ettore Scola: Rasti
  • Miglior Cortometraggio: Primacy

 

Aver avuto l’opportunità di parlare di Asprinio a registi, attori, addetti ai lavori è stata una esperienza meravigliosa soprattutto per  la consapevolezza di aver contribuito a donare ad un territorio e alle sue genti, quella notorietà che meritano.

Un grazie dunque a Vitematta ed in particolare a Vincenzo Letizia che oggi, oltre ai normali gravosi impegni, ha voluto unire le forze tra alcune aziende produttrici di Asprinio e realizzare un sogno: Più o meno 10. Due diverse bottiglie di Asprinio spumante affinate in grotta o in mare. Terra e mare che si separano per ricongiungersi. Una sperimentazione per andare oltre.

In ogni modo, prima o poi occorrerebbe realizzarlo un film sugli uomini ragno!

 

Ivan Vellucci

ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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