Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore della Champagne
09 Dic 2025
BlendNews

Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore dello Champagne

 

A Reims, capitale spirituale dello champagne e città dove le bollicine fanno parte della cultura arrivando ad essere manifesto di eleganza e stile di vita, ho trovato un luogo dove il vetro prendere forma così da trasformare ogni bollicina in un’esperienza: Maison Lehmann.

Tra le modanature haussmaniane del Boulevard Lundy, nel cuore della Champagne, ad accogliere i clienti c’è una vera e propria cattedrale del calice, dove tecnica e bellezza si incontrano per dare voce e risalto ai vini di tutto il mondo. Un museo celebrativo del calice, non più un semplice oggetto contenitivo ma elemento di design volto a contribuire, esaltandola, l’esperienza sensoriale, al godimento del nettare divino.

Un’azienda che nasce tra le vigne dello Champagne

Fondata negli anni Novanta, proprio a Reims, Maison Lehmann è cresciuta a stretto contatto con il territorio più iconico del mondo spumantistico. Qui, dove le grandi Maison elaborano millesimati leggendari, Lehmann sviluppa i calici che meglio interpretano energia, eleganza e profondità dello champagne.
È in questo dialogo continuo tra vinificazione d’eccellenza e arte del vetro che nasce la filosofia della maison: sublimare ogni vino rispettandone identità, aroma e struttura.

Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore della Champagne

Non è un caso che la prima Collezione Signature, nel 2010, sia stata dedicata proprio al mondo dell’effervescenza, in collaborazione con Philippe Jamesse, ex sommelier dello stellato Les Crayères. Da allora, altri ambasciatori d’eccezione, chef, master sommelier, artisti del gusto, hanno firmato collezioni che uniscono competenza tecnica e personalità olfattiva.Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore della Champagne

L’esperienza sensoriale che rende unico ogni brindisi

Che si tratti di un grande champagne, di un rosso complesso o di un distillato da meditazione, il calice giusto non è un dettaglio: fa la differenza.
La differenza della forma perfetta, della capacità del vetro di accompagnare aromi e materia offrendo piena neutralità, della leggerezza che permette al vino di esprimersi senza barriere.

Così, la tecnologia Ultralight porta a produrre calici leggeri, proposti sia in versione soffiata a bocca che a macchina, che generano sensazioni quasi eteree tra le dita. Una precisione assoluta nella resa aromatica, la delicatezza di un gesto, la forza di un’esperienza.

Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore della Champagne

Sono calici che offrono nella loro brillantezza, sottigliezza, armoniosità, un vero spettacolo. Cristallo senza piombo, tre tecniche di produzione per garantire la massima qualità per ogni esigenza. Non serve essere un professionista per desiderare un simile compagno per le proprie serate di festa.

Quando ho avuto la possibilità di avere in mano un meraviglioso calice Lehmann soffiato a bocca è stato come prendere le manine di un neonato. Avete presente quando un bimbo in fasce mette la sua mano nella vostra? Si ha sempre l’impressione di una fragilità estrema. Quando presi la prima volta tra le mani quelle di mia figlia o di mio figlio, sembrava che le loro dita potessero spezzarsi da un momento all’altro. Non era così e, anzi, vedendo il trattamento riservato loro dall’ostetrica di turno, ho capito non vi fosse alcuna fragilità. Al contrario, erano così resilienti ed elastiche….

Proprio come il calice Lehmann.

Lo stelo, lungo e finissimo è la leggerezza eterea di una ballerina danzante sulle punte. Eleganza slanciata. Finezza e consistenza di un cristallo che fa del suo evanescente spessore, forza trasparente.

Le bollicine nel calice sono sembrate librarsi nell’aria come non vi fosse alcun cristallo a separarla dall’ambiente circostante. Parimenti il sorso è stato inglobante di ciò che mi circondava.

Che si trattasse di vino fermo o di bollicina, la perfetta neutralità del cristallo ha garantito una esperienza olfattiva e gustativa fantastica.

Anche nel lavaggio ho trovato i calici straordinariamente resistenti. Ricordo quando acquistai dei calici all’Ikea a Torino. Vivevo solo e non potevo certo permettermi spese folli. Belli a vedersi ma si rompevano solo a guardarli. Così, lavandoli, un semplice tocco del calice al bordo del lavandino ne determinava la sicura rottura. Non c’era nulla da fare. I calici Lehmann hanno resistito a trattamenti anche poco consoni. Li ho trattati non proprio bene e sono tuttora intatti. Meraviglia pura.

Ripensando alle dita della mano di un bambino non più neonato, arriva il momento nel quale riescono a stringere quella di un genitore. La sensazione è quella di un ricordo di fragilità ormai svanito. Di purezza che continua e continuerà. Un calice Lehmann allora è proprio questo: fragilità solo immaginata, purezza, forza slanciata.

Collezioni Signature: quando il vetro incontra i grandi del mondo gastronomico

Ogni collezione Lehmann racconta una storia, un incontro, un’idea di gusto:

  • Philippe Jamesse – curve eleganti e sferiche che esaltano energia e colore dei grandi vini.
  • Arnaud Lallement – delicatezza senza tempo, ideale per leggere in trasparenza la complessità dei terroir.
  • Fabrice Sommier – precisione assoluta per interpretare i Grand Cru.
  • Gérard Basset – un omaggio al miglior sommelier del mondo; linee raffinate che celebrano l’emozione del vino.
  • Florian Thireau – la più recente, dedicata alla mixology contemporanea, perché il brindisi non conosce confini.

Ogni collezione include anche un calice “universale”, perfetto per chi desidera un solo bicchiere capace di accompagnare tutto: bianchi freschi, rossi strutturati e, naturalmente, champagne. Un compagno ideale per i pranzi delle feste, i cenoni, o un semplicissimo aperitivo improvvisato tra amici.

 

Una boutique d’autore, tra Reims e Parigi

Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore della ChampagneLa boutique Lehmann di Reims è una tappa obbligatoria per chi visita la Champagne: un luogo in cui il vetro diventa racconto, dove si può toccare con mano l’essenza della maison.
Dal 2024, un nuovo spazio prestigioso si affaccia anche sulla Senna, al n°1 di Quai de Conti, nel cuore elegante del VI arrondissement di Parigi. Non ci sono ancora stato ma sarà tappa del prossimo viaggio nella capitale francese.

Due sedi che parlano la stessa lingua: accoglienza, savoir-faire, desiderio di trasmettere l’arte della degustazione.

Un invito unico: la Lehmann Experience

Per chi desidera un’immersione totale, la maison ha creato la Lehmann Experience: un workshop di un’ora e mezza nella dimora storica di Reims.
Un viaggio nella storia del vetro e nella magia dei calici da champagne, che termina con la degustazione di un’annata iconica attraverso cinque diversi bicchieri. Un percorso affascinante che mostra quanto la forma possa cambiare l’anima di un vino. Se qualcuno pensasse che un calice è un calice e che un calice non fa la differenza, con questa esperienza, magari da ripetere a casa, avrà modo di ricredersi.

La partecipazione dà diritto anche a un 15% di sconto su tutte le collezioni: un’idea perfetta per un regalo di Natale diverso dal solito.

Maison Lehmann. L’arte del calice che nasce nel cuore della Champagne

Uno stile francese che conquista il mondo

Con oltre 12 milioni di bicchieri prodotti all’anno, una presenza in 50 paesi e clienti in continua crescita, Lehmann sta scrivendo una delle pagine più interessanti nel mondo degli accessori da degustazione.
Stati Uniti, Cina, Brasile sono i nuovi mercati di riferimento senza dimenticare il mercato italiano che merita una attenzione particolare vista la nostra propensione all’eleganza e allo charme.

Lehmann può essere considerata, a ragion veduta, una maison che guarda lontano pur restando profondamente legata alla Champagne. E forse è proprio questo il suo vero segreto: la capacità di portare in ogni calice la magia di Reims, della sua storia e delle sue bollicine.

Per le feste che arrivano, un solo consiglio: scegliere il calice giusto

Champagne per il brindisi di mezzanotte, rossi importanti per le cene di Natale, cocktail creativi per le serate tra amici: ogni momento può e deve essere valorizzato.
Un calice leggero, elegante, studiato per esaltare profumi e vibrazioni del vino trasforma un sorso in un ricordo.

Vi ricordate quando nei bicchieri di cristallo di una volta un colpetto con le unghie provocava un bellissimo suono? Ecco, ad un certo punto abbiamo smesso di farlo e sapete perché? Perché i bicchieri hanno smesso di essere prodotti con il giusto materiale cosa che con un calice Lehmann non succede. La piccola schicchera data trattenendo il dito anulare con il pollice per poi mandarlo a colpire il calice mi ha provocato quelle grandi piacevoli emozioni che avevo smesso di provare. Le stesse emozioni ottenute nuovamente con quel meraviglioso gesto del colpire il bicchiere delle persone con le quali si brinda dicendo: cin cin (termine onomatopeico).

In fondo, la festa comincia sempre da un piccolo semplice gesto: avvicinare il calice alle labbra e lasciarsi sorprendere dalle emozioni. Non senza prima aver brindato dicendo: cin cin.

E, mi raccomando, guardate sempre negli occhi colui o colei che brinda con voi.

 

Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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