06 Dic 2024
Suggestioni di Vino

Ruota Libera. Spensieratamente verso il futuro

Bianco…
È biodinamico!
Ah, ma ci siete cascati anche voi..
Ma che è n’amaro che porti ‘na bottiglia sola?
Oh è biodinamico!
E che vuol dire che è biodinamico?
Vó di 25 euro?
Glieli vogliamo ridare piano piano? In comode rate..

Una delle scene di apertura del film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (2016). 7 amici che si ritrovano per una cena durante la quale decidono di sottoporsi all’intrigante ma pericolosissimo gioco di condividere tra tutti i messaggi ricevuti durante la stessa cena. Una cena, un momento conviviale. Il vino. Il suo costo. La nomenclatura. Il linguaggio. Uno spaccato di vita che si traduce in comportamenti sociali.

Il consumo di vino tra i giovani diminuisce anno su anno. Non è un epitaffio ma ci si avvicina molto. 

Spesso si guarda al dito invece di guardare alla luna. Ed è così anche nel dare le spiegazioni a questo fenomeno, specialmente se le spiegazioni se le danno gli addetti ai lavori e non si affidano ad analisi, indagini, rapporti. 

I dati di alcuni studi evidenziano come nella fascia compresa tra i 18 e i 39 anni i consumatori di vino siano diminuiti dal 37% del 2010 all’attuale 26%. 

Non si tratta solo di una generazione che ama più la birra o i cocktail ma della evidente incapacità del mondo del vino di parlare a persone di un’altra epoca rispetto alle origini del vino. È come se i parrucconi stile Luigi XV volessero andare in discoteca conciati come pupazzi. 

Però è quello che accade per via di un mondo, quello del vino, decisamente autoreferenziale. Chi ne parla, pensa sempre di parlare ad esperti del settore utilizzando termini ambiziosi, tecnici, altisonanti. Il vino sembra posizionato su un piedistallo dorato invece che nel poso che merita ovvero un semplice tavolo di cucina o del bar. Tutto sembra girare intorno alla bottiglia quando invece è comprimario alle situazioni di convivialità.

Poi ci sono i prezzi di una bottiglia di vino che al ristorante sono così alti che per i ragazzi, ma non solo, diventa inavvicinabile. L’ingordigia della catena distributiva ed in particolare modo dei ristoratori che triplicano (se va bene) il prezzo in enoteca, rende pressoché impossibile l’acquisto.

Per finire, i Sommelier e i Wine expert sembrano tutti proiettati ad assegnare voti ai vini in maniera del tutto scriteriata e al ricercare abbinamenti con piatti gourmet così che quando a casa ci si trova dinanzi ad petto di pollo alla piastra o al bar ad un aperitivo, non resta che ripiegare su una birra o uno Spritz. 

Provare a cambiare il corso di questo viaggio che oggi sembra diretto verso un muro sul quale, presto o tardi, ci si andrà a schiantare generando vittime, è possibile. Servono aziende giovani, innovative e dinamiche. In grado di raccontare ed offrire vino in maniera fresca e spensierata. Con l’allegria e la spensieratezza che il vino richiede. Ruota libera è una di queste nuove realtà.

Wow. Una start-up innovativa. Chissà dove sarà nata. Magari a Milano in un think tank con tanti boomer cervelloni pronti a sfornare idee e realizzare pitch. 

Niente di tutto questo. Proprio niente. 

Siamo a Locorotondo, nella Puglia più profonda. È qui che si ritrovano Benedetto, Valentina, Francesco, Domenico, Davide. Con l’aggiunta di Nicolò, figlio di Benedetto.

ruota liberaCinque storie che ruotano intorno ad un tavolo con i messaggi dei cellulari che invece di nascondere segreti si trovano all’unisono accomunati da una idea ben precisa: riconquistare i giovani e riportarli verso il vino.

Benedetto Lorusso è l’enologo. Trenta anni di esperienza in Puglia partendo dalla Cantina Sociale di Locorotondo fino a quando questa chiuse e lui, grazie alla maturata esperienza, diventò enologo per una ventina di cantine pugliesi.

Lo conosciamo da tanto tempo perché è amico di Valentina in quanto lavoravano insieme presso una di queste aziende. Valentina è pugliese. Io sono mezzo inglese e mezzo italiano. Valentina è nel vino da circa quindici anni. Io mi sono avvicinato con il covid. Ho lavorato in giro per il mondo facendo il trader navale. Sono rientrato in Italia con il covid. Nel mentre stavo facendo un MBA in Inghilterra per il marketing. Li dovevo fare dei progetti per il marketing e ho fatto un progetto per il marketing del vino. Mi sono avvicinato a realtà americane ed australiane e mi sono appassionato. Con il covid ho iniziato a fare il broker per varie cantine. 

Davide è un videomaker e fotografo di Cisternino. Grande esperienza artistica e un primo approccio al mondo del vino solo qualche anno fa aiutando degli amici proprietari di una masseria.

Ci siamo conosciuti qualche anno fa ed è cominciato a venire fuori qualche discussione. Lui ci aiuta molto per i video e le fotografia.

Domenico è un designer.

Con Domenico ci siamo trovati ed è nato un amore spontaneo. Prima di avere questa etichetta ci eravamo rivolti a studi grafici importanti che non ci hanno per nulla soddisfatti. Domenico ha capito il progetto e vuole far parte del progetto e che è stato in grado di rendere grafica la nostra idea. Lui ci segue nella parte grafica.

Incontro proprio Valentina e Francesco, marito e moglie. Valentina pugliese, Francesco.. Ecco, con Francesco scherziamo sul suo essere apolide. Papà di Taranto, madre inglese. Primi anni a Taranto.

Poi mi sono trasferito in Liguria dove vive ancora mia madre e dove ho studiato fino all’università. Poi in Inghilterra. Ho lavorato nel sud della Francia, Inghilterra, Singapore Australia, Grecia. Adesso abbiamo una casa in Puglia vicino Locorotondo e una casa in Liguria. Facciamo avanti e indietro. Sono visto come uno straniero ovunque. In Puglia come uno straniero, in Liguria come uno straniero, in Inghilterra come uno straniero. La verità è che quando hai la doppia cittadinanza non sei cittadino di nessuno. Ci sono abituato.

Valentina è una di quelle persone che può dire di aver fatto di tutto pur di lavorare. Senza rimanere in Puglia. 

Ho iniziato all’Enoteca regionale dell’Emilia Romagna. Si organizzavano le fiere e gli eventi. Abitavo a Dozza un piccolo paese dove c’era l’enoteca. Un clima bellissimo. Poi a San Marzano dove ho fatto circa nove anni. All’inizio come back office italia. Era il 2007 e iniziarono a voler commercializzare in Italia dopo che erano partiti con l’estero. Nel frattempo mi occupavo dell’iscrizione dei vini ai concorsi, visite in cantine, ecc. si faceva un pò di tutto. Ho messo pure le fascette per la Polonia. Ero da tramite tra il direttore commerciale e gli agenti. Mi sono poi scocciata perché più aumentava il lavoro e più facevo le stesse cose. Mi sono cosi licenziata mentre mio marito era in Francia. L’ho raggiunto li. Poi siamo tornati e ho iniziato a lavorare in una piccola azienda qui vicino. Ho iniziato a seguire tutto. Una bella azienda davvero dove ho imparato molto. Molto dinamico come lavoro. Ho conosciuto qui Benedetto. È durata due anni fino a quando Francesco è andato in Grecia e l’ho seguito li. Poi la pandemia. Siamo tornati perché le mamme erano sole. La mia mamma al sud e la sua al nord. Sono entrata in un’altra azienda e sono andata in amministrazione. Con Benedetto ci siamo detti: ma perché non facciamo un progetto tutto nostro e lo facciamo crescere così che ci permetta di lavorare indipendentemente da dove stiamo? Avevo bisogno di cambiare. Anche questo è stato il motivo di nascita di Ruota Libera. Io dico che ruota libera è nostro figlio. Nottate per definire il nome, la scheda tecnica, qualsiasi cosa. Il modo con cui lo comunichi è importante.

Fermare Valentina non è possibile. È una entusiasta ed è meraviglioso ascoltarla. Francesco è più pacato. Si capisce che ha girato il mondo, che ha la padronanza delle lingue, del marketing, di se stesso. Alle volte, quando si lascia andare, il suo essere cresciuto in Liguria viene fuori. Per poi essere ricacciato nel profondo. Una bella coppia davvero. Si compensano per molti versi e non credo di sbagliarmi più di tanto se affermo che sia stata Valentina la miccia per questo progetto parlando con Benedetto (che aveva tra l’altro realizzato il vino per il loro matrimonio). Valentina che è anche sommellier AIS e OVAV anche se ci tiene a sottolineare di essere scappata dal mondo dei sommelier.

Perchè è diventata una lobby. Non mi divertivo più.

Ci si ritrova intorno ad un tavolo insomma con gli amici. Benedetto voleva un progetto tutto suo. Valentina qualcosa con cu cimentarsi in prima persona. Francesco una avventura energica e innovativa. 

L’accordo è stato semplice. Con Benedetto già collaboravamo su altre cose. A cena è nato tutto. Stavamo bevendo ovviamente ed è venuta cosi. Dal parallelo è diventata una strada più grande. Ne abbiamo parlato per tanto tempo. Pensavamo a quello che era necessario. Piano piano è venuta su l’idea. Anche perché in Puglia i produttori sono legati alla tradizione del territorio. Monovitigno da Negroamaro, Primitivo…

Raccontando sempre la stessa storia delle famiglie. Dei nonni, degli zii,  ecc

Hanno sempre scelto una impostazione di marketing tradizionalista. In fondo ci sono tante belle realtà qui. Abbiamo sempre pensato che qui mancasse qualcosa di diverso sotto alcuni aspetti. 

Le tendenze di mercato vedono da qualche anno una clientela che si sta progressivamente disaffezionando al vino. In parte è una tendenza dei Millennials e dei Gen Z, magari più attenti ad aspetti salutistici o a qualcosa di maggiormente instagrammabile. Cambiano comunque i gusti e il messaggio offerto dal vino è qualcosa di già visto, spocchioso. Generando un vero e proprio allontanamento. La solita autoreferenzialità che non guarda a come innovare ma a come mantenere le posizioni conquistate.

Noi vorremmo fare qualcosa che sia più verso quello che sono le loro tendenze. Prezzi contenuti. Ricerca continua di varietà. Novità. Interazione. 

Una idea che raccoglie concetti abbastanza semplici e che potrebbero essere davvero efficaci per le nuove generazioni. 

Anzitutto blend e non monovitigni così da poter sfruttare le peculiarità dei singoli vitigni producendo vini semplici e immediati. Ma anche per poter trovare il meglio delle annate. Andando a Ruota Libera insomma. Senza lacci e lacciuoli dovuti a regolamenti, tradizione, conformismo.

Ogni anno Benedetto ricava l’uva dalla vendemmia nei suoi quaranta ettari oltre a prendere parte da quella che gli passa per le mani. Ogni anno prende le uve e le mette insieme in maniera sempre diversa e creativa. Blend che siano divertenti, facilmente approcciabili e competitivi. In linea con i gusti della clientela giovane. 

Blend autentici creativi e divertenti.

Autentici perché intensi e con le uve del territorio. Creativi perché blend mai provati prima. Divertenti perché devono essere bevuti socializzando.

Insomma, una azienda, Ruota Libera, che nasce, volutamente, senza terre e senza cantina. Le terre sono quelle di Benedetto. La cantina la stanno costruendo. I vini, prodotti in blend solo con affinamento in acciaio, che cambiano nel tempo. 

Adesso siamo usciti con tre rossi e un rosato. Poi avremo un blend in bianco.

Primo imbottigliamento a dicembre 2023 con appena 4000 bottiglie per tipo. 

Benedetto ha un centro di imbottigliamento di proprietà a Fasano che fa oltre un milione di bottiglie. Come enologo ha la maggiore quantità di uva in Puglia. Qui è un mammasantissima.

Totalmente disordinato eh!

Ridono Valentina e Francesca. Ridono di gusto quando parlano di Benedetto. Si vede che l’amicizia e la stima è profonda. Attenzione però che il termine “mammasantissima” non ha nulla a che vedere con il crimine. È solo un modo di dire di una persona che, con il lavoro e la propria capacità, ha il rispetto di tutti. 

Valentina è full time sul progetto. Francesco fa ancora il trader anche se il progetto lo assorbe tanto. Fanno tutto tra loro. Dai social alla ricerca clienti; dalle etichette ai video. Oltre al vino ovviamente. 

Parlare ai giovani con blend creativi. Vini non costosi. Di facile beva. Con un marketing ed un messaggio giovane. 

Manca ancora l’essere biologici ed ecosostenibili ma non si può volere tutto e subito.  

Stiamo lavorando sul biologico e Benedetto ha iniziato un percorso che lo porterà ad avere una certa percentuale di uve in biologico. Quando arriverà ad averne una percentuale importante sposteremo li la nostra produzione. Non solo le uve di Benedetto ma di tutta la filiera. Sostenibilità e biologico.

Per arrivare ai giovani servono vini freschi e non impegnati. Serve un messaggio inciso su ogni bottiglia. Così si può arrivare ai singoli. Navigando ovviamente nel mare agitato del mondo del vino. 

Noi lavoriamo solo in acciaio. Siamo contenti cosi. Per noi è molto importante l’idea che c’è dietro. Ogni vino sull’etichetta in basso a destra reca una frase che non è messa a caso. Ogni vino ha una storia e un suo perché. La frase lo spiega. Spiega le nostre idee. Noi vendiamo più le idee del vino. Il Primitivo non è Primitivo. È un Primitivo all’85% poi il resto Nero di Troia e Susumaniello. Molti consumatori pensano che il Primitivo è sì buono però dopo due bicchieri, per il fatto che è dolce e pesante, quasi marmellatoso, non si beve più. Noi abbiamo creato un Primitivo elegante e strutturato che ti lascia la bocca fresca dopo averlo bevuto. Abbiamo aggiunto un 10% di Nero di Troia che da struttura ed eleganza e un 5% di Susumaniello che con la sua freschezza ti fa venire voglia di berlo ancora. “A small addition makes the big difference”. Che è quello che abbiamo scritto. Anche un tocchettino di Susumaniello ti cambia. Magari l’anno prossimo abbiamo un’altra idea.

Vini semplici che recano un messaggio non nella bottiglia ma sulla bottiglia. Freschi, immediati, diversi, poco costosi, adatti ad aperitivi ancorché rossi. La voglia di far scoprire ai giovani qualcosa che possa spiazzare e non allontanare. Avvicinare al mondo del vino sdoganando concetti altisonanti di vini importanti per struttura o blasone. Ci vuole tempo per questo. Ci vuole tanto tempo

Come broker piazzare un marchio nuovo non è semplice. Devi far crescere il marchio. Nonostante l’idea piaccia, siamo comunque una goccia nel mare. Noi stiamo partendo come una cosa tra amici. La pubblicità ce la facciamo come i social e andando per i ristornati regalando vino. Molto artigianale. Diffondere il verbo non è semplice. 

Noi comunichiamo il cosa, il quando, il perché del vino. Con il blend di cinque vitigni ci teniamo bene a comunicare che suggeriamo di berli come aperitivo. È stato fatto per avere un gusto morbido e con sentori decisi che ti permettono di berlo tranquillamente durante un aperitivo al bar.

Sono vini diversi perché non dolciastri. Particolari ed eleganti. Secondo me si può amare o odiare. 

Dal mio punto di vista sono vini sui quali non si può utilizzare un solo senso per volta o comunque con una valutazione che non può essere fatta con canoni tradizionali. 

Partiamo da Appassimento. Un blend tra Primitivo, Nero di Troia, Sangiovese e Merlot. 
L’olfatto si bea immediatamente di sensazioni dolci. Sono i frutti in confettura dovuti all’appassimento delle uve. Frutta nera e rossa come ribes, mirtilli, lamponi, ciliegia, prugna impreziositi da un velo di balsamico e di vegetale cosi da rendere il tutto non stucchevole. Per niente pesante. Forse anche per la presenza di una sorta di foglia di pomodoro e di fiori rossi. Sembra esserci anche del tabacco e della noce moscata cosi come del Mon Chérì. 
Il sorso ricorda molto il liquore alle ciliegie che faceva mia nonna. Un fresco sorso con le ciliegie che si schiacciano sotto i denti. Un sorso che parte dolce ma poi, per i tannini e per la freschezza portata dal Sangiovese, si muta in qualcosa di elegante. La bocca è ampia e goduriosa con la sapidità che contribuisce ad allungare la persistenza. Un retrogusto di marasca rimane a continuare il godimento. Si sente in maniera evidente il calore del sud ma non in maniera stucchevole e pesante. Al contrario scorre e scorre bene. Inviting you to unwind . Let go to embrace the pleasures of the present.

Il Rosso Puglia è poi il blend di Primitivo, Sangiovese, Nero di Troia, Negroamaro e Bombino nero. Insolito dunque già dai vitigni utilizzati. Il colore è rubino ma non denso come ci si aspetterebbe da un vino pugliese. Il bouquet esprime immediatamente freschezza grazie ad una frutta meno arsa dal sole. La ciliegia e la prugna meno mature bilanciano una arancia che sa di dolcezza. Un vegetale molto tenue contrasta la ciliegia che, piano piano, diventa visciola. 
Se i sentori sono volutamente semplici, il sorso assume ricchezza: rotondo ma ben bilanciato. Fresco, dinamico, giovane. Va giù che è un piacere in estrema allegria. Persistenza non elevata e bocca che rimane molto pulita. Il retrogusto di ciliegia invoglia a finire la bottiglia. I tannini, presenti ma cesellati consentono di bere questo vino con un semplice aperitivo fatto di salumi e formaggi. The most extraordinary ideas emerge unexpectedly.

Infine il Primitivo. Quello tagliato con Nero di Troia e Susumaniello. Appare subito pastoso e impenetrabile. I sentori sono di frutta (ciliegia, prugna, arancia) cotta al sole. Poi il sottobosco e inaspettate spezie. La ciliegia pian piano vira verso la visciola rendendo appagante l’olfatto.
Il sorso è comunque fresco e invitante con un tannino maturo che rende il tutto ancora più appagante e godurioso. La visciola c’è anche in bocca e vi rimane e lungo. Piace mettendo d’accordo tutti finendo la bottiglia in grande allegria. A small addition makes a big difference.

Vini che sono propri di un aperitivo in allegria. Di una cena tra amici. Di tanta tanta convivialità. Ampi, goduriosi, avvolgenti, suadenti, divertenti. Non c’è nulla di opulento o sovrastrutturato. Semplici e funzionali. Riescono ad essere diretti, a parlare da soli. Arrivano senza necessità di essere spiegati. Forse perché buoni. come devono essere i vini. Buoni prima di tutto.

Siccome Benedetto fa vini per venti produttori pugliesi, vedrai che i vini si assomigliano da Bari a Lecce. Noi diamo delle direttive su come deve essere il vino. Il rosè con il quale stiamo uscendo è stato creato con una idea elaborata tutti insieme sostenendo che deve essere rosa pallido, non molto alcolico (sarà 12.5), non dolce (perché i rosati pugliesi sanno i chewing-gum). Un rosato che vuol far emergere il magnetismo tra due persone quando si incontrano. È il Susumaniello che crea la scintilla tra le due persone. È una idea. La frase incisa sarà “sii istintivo” come a dire quanto sia importante l’istinto tra due persone. Con questa idea siamo andati da Benedetto.

Insomma una sorta di vero e proprio briefing di marketing realizzato da chi sa cosa vuole da un vino e a chi il vino dovrà essere rivolto. 

Le nostre idee sono un insieme di marketing, di ricerche di mercato e impressioni personali. Le mettiamo insieme e poi Benedetto chiude il cerchio realizzando il vino. 

Mio padre era un agricoltore. Mio nonno era una agricoltore. Se vuoi un gusto uniforme devi andare a trattare il vino chimicamente in cantina. Mio padre era anche un chimico e il vino è chimica. Se vuoi un prodotto più naturale occorre seguire la terra, le stagioni, le vendemmia. Il prezzo dell’uva varia in funzione delle annate.

Noi non faremo mai il vino più raffinato della Puglia ma ci teniamo a far vedere come un enologo famoso può fare vini accessibili, di facile beva e divertente. 

Quello che mi è piaciuto di Benedetto avendo lavorato per tante cantine ed assaggiato tanti vini pugliesi è l’eleganza delle sue realizzazioni. 

Vogliamo realizzare al massimo cinque, sei vini. Rispetto ai produttori della Puglia che hanno tanti vini, noi faremo quattro cinque vini in base agli anni e alle uve che ci troveremo. Non più di cinque. Sarà sempre una cosa contenuta perché il messaggio che diamo è questo

Non vogliamo fare GDO ma solo Horeca rendendo forti questi prodotti. Il QR Code presente sull’etichetta reca non solo la scheda tecniche ma anche le note degustative e gli abbinamenti con piatti italiani e esteri. Italiano e inglese. Serve anche ai ristoratori. Aiuta.

Ruota Libera, è un inno alla libertà di poter andare a briglia sciolta e di vivere la vita con leggerezza; è un omaggio a Locorotondo che dall’alto sembra una ruota; è la concretizzazione di un progetto giovane che vuole piacere ai giovani. Innovativa, frizzante, per nulla autoreferenziale. È una scommessa moderna in un mondo che sembra antico ma che, conoscendolo nel profondo, sta vivendo, dal basso, un grande rinnovamento.

Una scommessa? Mi viene in mente La Ruota della Fortuna e quel gingle dell’omonimo programma “gira la ruota” oppure “cento, cento, cento, cento“. Quella di Ruota Libera non è una scommessa, non è un gioco, non è un passatempo. È una azienda, fatta di persone entusiaste, piene di vita. È una storia di lavoro e sudore ma anche di sorrisi ed allegria. Ci sono giovani che si dedicano alla vigna in maniera viscerale e sostenibile. Ce ne sono altri che raccolgono le esperienze di famiglia per rinnovare pur nel solco della tradizione. Altri ancora, come gli interpreti di Ruota Libera che investono su un territorio antico portando con se una vena di diversità. Quella diversità che arricchisce e che unisce. Basta “solo” togliersi il parruccone per capire che il futuro passa anche da questi giovani.

Non mollate. Non mollate mai

Il sito Internet https://www.ruotaliberawines.com

 

Ivan Vellucci – Suggestioni di Vino
ivan.vellucci@winetalesmagazine.com

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