Cordero San Giorgio. Dal Nebbiolo al Pinot Nero: un gioco di passioni che diventa progetti
08 Lug 2025
Riccio Viticcio

Cordero San Giorgio. Dal Nebbiolo al Pinot Nero: un gioco di passioni che diventano progetti

Dal Nebbiolo al Pinot Nero è un attimo. Questi due vitigni dallo stesso  carattere,, dalla stessa difficoltà nel domarli, sono la sfida che ogni enologo vorrebbe affrontare! La  cura che ci vuole in ogni fase di vinificazione, la similitudine nella trasparenza del colore e l’eleganza del risultato finale rendono i due gemelli molto affascinanti, e per questo motivo, la famiglia Cordero, di origine Langhetta, dopo aver vinto per anni la sfida col Nebbiolo, sceglie come nuovo orizzonte quello di produrre Pinot Nero in Oltrepò Pavese.

 

Il progetto

Un’ azienda giovane, dei tre giovani fratelli: Lorenzo, Caterina e Francesco, figli d’arte del noto Mario Cordero, titolare ed enologo della storica azienda di Barolo, la Vietti

Continuano a definirlo progetto nuovo anche se l’acquisto della tenuta è avvenuto nel 2019. La combinazione fra le idee dei tre giovani e la versatilità del vitigno diventa una combinazione perfetta per esplorare nuovi orizzonti enologici ad ogni vendemmia.

Negli anni precedenti all’acquisto, Lorenzo (enologo) stava “giocando” col Pinot Nero, in giro per il mondo. In Oregon, Francia e Nuova Zelanda ne approfondisce lo studio del e se ne appassiona.

L’ Oltrepò frullava nei pensieri della famiglia Cordero, essendo la zona numero uno in Italia per la produzione di Pinot Nero. Proprio qui infatti nasce il primo spumante metodo classico prodotto con questa uva, ad opera del conte Vistarino che capì le similitudini del terroir con la zona della champagne e fu pioniere di questa avventura, trapiantando barbatelle di origine francese nei territori oltre padani. E sempre in questa zona troviamo grandi espressioni di Pinot Nero vinificati in rosso.

Cordero San Giorgio. Dal Nebbiolo al Pinot Nero: un gioco di passioni che diventa progetti

Podere San Giorgio

Amore a prima vista, per diverse ragioni: i trova su un “panettone” di 22 ettari in corpo unico (come loro amano definire questa collina), di cui 20 a coltura a vigneto e 2 ettari di un bellissimo bosco che ne fa da cornice, nella prima fascia collinare di Santa Giuletta, a circa 250 metri slm, in provincia di Pavia e la coincidenza vuole che la proprietà si trovasse in una zona denominata proprio come la loro zona di origine: San Giorgio!

La cantina fondata nel 1978 dalla famiglia Perdomini, ha sede in un antico podere che risale al XVI secolo. Il palazzo è noto per la sua torre, simbolo di una tradizione vitivinicola e la proprietà e circondata dai vigneti tutti in corpo unico.

Alle coincidenze non si comanda e nemmeno alla splendida vista che si gode dal “panettone”. La famiglia Cordero si trasferisce dunque in Lombardia e diventa Cordero San Giorgio! San Giorgio è anche il guerriero che combatte i draghi, le sfide della vita. Nelle bellissime etichette troviamo San Giorgio più piccolo del drago proprio ad indicare che questa sfida nel domare un nuovo vitigno, sarà difficoltosa, ma con la passione verrà superata! Ogni nome rappresenta un drago di varie mitologie con un’identità estetica elegante e riconoscibile, rivolta a un pubblico appassionato e consapevole.

Qui si coltivano oltre al Pinot Nero, anche Pinot Grigio, Barbera, Chardonnay e Croatina.

Cordero San Giorgio. Dal Nebbiolo al Pinot Nero: un gioco di passioni che diventa progetti

Filosofia Cru centrica e salvaguardia del territorio

Questa azienda ha un grande patrimonio in termini di viti con 35 anni di età media. Un patrimonio del quale ha deciso di studiarne le diverse sfaccettature attraverso la parcellizzazione in modo da vinificare separatamente ogni vigna. Non ci sono menzioni geografiche specifiche ma possiamo tranquillamente parlare di “Cru” per via della suddivisione di ogni vigna in base al tipo di terreno, esposizione, ventilazione e altitudine. In questa area troviamo terreno argilloso calacareo o limoso sabbioso.

La menzione di azienda biologica è stata riconosciuta nel 2020. Quindi la prima vera vendemmia Cordero è di questo anno, dove tutte le lavorazioni sono state fatte in base alle scelte della nuova proprietà.

I vini ottenuti sono artigianali e con un forte orientamento alla qualità. Selezione manuale delle uve,  refrigerazione per una notte di ogni singolo “Cru” e successiva vinificazione separata, utilizzo di vari contenitori e sperimentazione per ogni tipologia di uva, donano grande carattere ai vini, eleganza e originalità.

Cordero San Giorgio. Dal Nebbiolo al Pinot Nero: un gioco di passioni che diventa progetti

Il “Cru centrismo” riguarda anche la metodologia di vinificazione. Ogni parcella viene vendemmiata manualmente, con scelta dei grappoli e successivamente vinificata separatamente.

Dopo la prima cernita dei grappoli, si effettua una seconda selezione su pedana vibrante. La massa scelta viene refrigerata per una notte e successivamente posta nel contenitore desiderato per quella parcella.

E’ nella “sala giochi” che avviene la magia!

 

 

 

Diversi i tipi di contenitori utilizzati per vinificazione e affinamento. Dalla classica barrique, tendenzialmente di secondo passaggio e più, troviamo la demi mude (a doppio spessore rispetto alla barrique e di dimensioni leggermente più grandi), l’ anfora, l’ovetto di ceramica e la bellissima e tipicamente piemontese, Ovalina rovesciata

E’ qui che si sperimenta per donare quel carattere docile e originale ai vini dell’ azienda Cordero San Giorgio.

 

I Vini

Ovviamente il Focus è il Pinot Nero, con quattro interpretazioni differenti in vinificazione in rosso e lo spumante metodo classico.

“Tiamat”

Pinot Nero da terreno argilloso. Le parcelle vengono raccolte e vinificate separatamente in acciaio. Il 10 % delle uve vinifica a grappolo intero. La fermentazione  malolattica avviene in acciaio. Questa versione “giovane” rappresenta appieno ciò che è il vitigno: fragolina di bosco, succo di lampone avvolto in una culla di pepe nero appena accennato, dalla verticalità pronunciata e piacevole. Servito fresco è un vino che non può mancare nelle serate estive, sia come aperitivo servito con salumi, sia in un abbinamento più attuale, alla moda salentina, con piatti di pesce in salsa di pomodoro.

 

“Partù, Pinot Nero Riserva”

Pinot nero. Stessa vinificazione, mentre la malolattica avviene in barrique.

Due interpretazioni. Il fresco e di corpo leggero “Tiamat” è adatto ad aperitivi o abbinamento con antipasti di salumi o piatti di pesce con salse. “Partù”, dal tannino più evidente, è avvolgente al palato e con nota minerale finale. Ben bilanciato ed equilibrato è un Pinot nero pronto da bere, con carattere suadente.

Anche con un risotto ai frutti di mare o formaggi semi stagionati.

Sg 67 Pinot Nero

“San Giorgio ’67” sta ad indicare l’ età del vigneto, impiantato nel 1967, con esposizione a Sud -Ovest e terreno argilloso calcareo.

Le uve diraspate ma non pigiate vengono sottoposte a macerazione pre-fermentativa  a freddo e successiva fermentazione in vasche d’acciaio con continui rimontaggi. L’affinamento avviene 9 mesi in barriques di rovere francese e successivi 9 mesi in botte grande. A seguire un riposo di 18 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Al naso è intenso e complesso. Al Palato si presenta  con un frutto pieno di mirtillo nero e cassis e il tannino avvolgente che lo rendono un vino corposo . Balsamico ed erbaceo rappresenta in tutte le sue caratteristiche un tipico Pinot Nero dell’ Oltrepò Pavese. Il mio preferito.

Da lungo invecchiamento diventa vino da meditazione, grazie alle sue note spiccatamente balsamiche.  Nella sua austerità giovanile va abbinato a carni elaborate o selvaggina o formaggi di media stagionatura.

V18 Pinot Nero

Dal Nebbiolo al Pinot Nero. Un gioco di passioni che diventano progetti: Cordero San Giorgio

Da vigne più giovani, con esposizione nord-est e suolo limo-sabbioso. Da una foto fatta dal drone, con vista dall’ alto si vede come disegnata, una grossa V. Da qui il nome del secondo cru di punta dell’ azienda. Il metodo di vinificazione per “V18” è il medesimo del “SG 67”. Proprio a voler rimarcare  la differenza di terroir nel calice.

Il naso è intenso di violetta, frutti rossi e lieve speziatura e sottobosco.

Al palato gioca sulla freschezza con sentori di mirtillo nero, radici amare e rabarbaro e dal tannino setoso.

Studiato per essere pronto da bere ma adatto all’ invecchiamento. Grazie alla sua freschezza si abbina a pesci grassi o primi di selvaggina.

Metodo Classico Cordero San Giorgio

Inizialmente l’azienda voleva puntare solo sui vini rossi, ma lo spumante  Metodo Classico Oltrepò Pavese non poteva mancare. Prodotto dalle uve raccolte nella vigna presa in affitto dal 2020,  a Rocca De Giorgi, a 450 metri sul livello del mare, zona più vocata per la produzione di spumanti, “Millesimato”, di cui sono state prodotte solo poche bottiglie, è  già terminato. L’ invito è quello di recarvi in azienda e provarlo  in assaggio, non appena sarà pronto il nuovo millesimo.

Meglio ancora se inserito nella degustazione completa di tutte le versioni di questo vitigno, per scoprire un percorso davvero unico per l’ Oltrepò.

Cosa bolle nel caveau? i nuovi metodo classico anche da uve Chardonnay.

E gli altri vini di Cordero San Giorgio?

Semplicemente cru dipendenti!

Una bella scoperta il “Ramé” Pinot Grigio Ramato. Geniale il “Piasa”, rosato da croatina e una menzione particolare la dedico a “Rivone”, Chardonnay da vigne vecchie su terreno argilloso calcareo. La vigna vecchia si trova su un appezzamento di terreno molto scosceso con esposizione da Est a Sud-Ovest, e il bosco che lo protegge. Con questo Chardonnay il gioco si fa interessante. In parte vinificato in anfora ed in parte in  barriques ed in parte in ceramica. Naso intenso, con note di pesca matura, lievi spezie e balsamico. Il palato dalle mille sfaccettature sorprende per freschezza e finale leggermente sapido, dal gusto persistente e da buon   potenziale di invecchiamento. L’abbinamento si fa interessante con primi piatti di carni bianche e formaggi semistagionati.

Dal Nebbiolo al Pinot Nero. Un gioco di passioni che diventano progetti: Cordero San Giorgio

Cordero San Giorgio: valore aggiunto per l’Oltrepò Pavese.

La “nuova” azienda Cordero San Giorgio, vede con occhi curiosi verso un futuro fatto di innovazione celebrando un vitigno nobile che spesso non lascia libere interpretazioni se non a chi accetta una sfida con passione e giocando per nuovi progetti. Rappresenta oggi una delle eccellenze enologiche italiane più apprezzate, sia in Italia che all’ estero. Un nuovo esempio per puntare sulla rinascita del Pinot Nero in Lombardia

 

A cura di Valeria Valdata

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Riccio Viticcio