Cime Tempestose
L’hanno definito “Esagerato!”.
Turba chi non abbia vissuto una storia turbolenta, chi grazie a questa non si sia già fatto un’ autoanalisi e chi non è sceso nel profondo del proprio io per capirne i bisogni.
Il meccanismo è semplice. Incontri l’ amore, quello sconvolgente e se sei una persona poco “risolta” o poco propensa alla esplorazione del tuo essere, si crea inevitabilmente un ciclo di dipendenza da quell’ amore, perchè chi ti legge davvero tocca anche le parti che fanno male: i tuoi bisogni. Quella persona fatta della tua stessa materia diventa l’unico modo per soddisfarli. E non sai perché. E’ un meccanismo inconscio e subdolo, per cui ti rispecchi nell’ altra persona, e riesci finalmente a vedere quel qualcosa di profondo che non avevi mai visto. La cosa drammatica è che lo fai in modo inconsapevole e tutta questa passione diventa un amore cosiddetto tossico.
Siamo noi che cerchiamo la persona e le esperienze correlate per riconoscere i nostri bisogni più profondi, sradicare le convinzioni e svelare le nostre ombre o viceversa?
E se il vino fosse esattamente quella persona che noi cerchiamo ogni volta in un calice differente, se fosse lo specchio dei nostri bisogni, allora che significato avrebbe?
Cosa diventerebbe per noi la bevanda di Bacco?
Dove ci tocca questa bevanda diabolica? Nell’ euforia immediata che dona la serotonina o nella dipendenza data dalla continua richiesta di dopamina?
Qual è la parte di noi che viene attivata maggiormente quando decidiamo di aprire una bottiglia di vino e ci avviciniamo con la bocca al calice?
Questo dovremmo indagare.
Oggi perché scelgo questo vino, con quale motivazione vera? La passione e la curiosità di conoscere un mondo nuovo, culture differenti e territori inesplorati, vite vissute attorno alla vigna e alla cantina oppure scendere nel nostro io più profondo.
Molti di noi dicono che il vino è vita, che il vino è gioia e condivisione, ma in realtà quante volte abbiamo poi condiviso veramente le nostre emozioni più profonde. Cosa rivela di noi quella bottiglia, quel calice?
Quale emozione non vogliamo mostrare e facciamo finta di condividere con post foto condivisioni in parole serate inconcludenti?
Ho guardato cime tempestose e alla fine la prima cosa che mi è venuta in mente è proprio questa: l’abbinamento col vino!
Ho vissuto una storia di amore gravemente tossico, ne sono uscita e come si dice sempre in questi casi, ne sono uscita più forte di prima, ma quello che mi è rimasto è come una sorta di spegnimento delle emozioni delle sensazioni, dei ricordi, dei ricordi evocati ai profumi del vino, dei profumi che riconoscevo perché legati a un vissuto. E’ come se fossi attutita in tutte le mie funzionalità e tutte le mie emozioni fossero smorzate.
Quindi guardando questo film, non mi sono turbata così tanto diversamente dal giudizio della critica mondiale.
Quello che mi resta da fare ora è abbinare un vino alle scene e ai personaggi salienti del film, ricordando le emozioni che mi dava prima del mio amore tossico e cercare di abbinarlo a quelle scene che tanto hanno turbato le persone ancora incolumi a loro stesse, le le persone ancora dall’altra parte della staccionata, le persone ancora ingenue e spensierate.
Vino, scene e personaggi.
Questi vini dovranno sicuramente avere una persistenza romantica, ah no, AROMATICA intensa, un’acidità elevatissima, un tannino tagliente e il calore di quella passione che trasporta nell’ esperienza di un amore impossibile.
Spero che leggerete questo articolo dopo aver visto il film o che andrete al cinema con una curiosità diversa.
La dama di compagnia
Nelly, la dama di compagnia lascia che Caty si sposi con Linton, solo per interessi economici. Per quale motivo secondo voi, pur sapendo che l’amore che prova per Heathcliff sarebbe l’unica cosa a renderla davvero felice e appagata, pur nella povertà?
Si potrebbe pensare che l’abbia fatto per salvare la piccola Caty da una vita disagiata. La realtà è molto più crudele. Nelly capisce che Caty nell’amore avrebbe trovato la pace, la gioia, la ragione di vita e al solo pensiero che un’altra persona diversa da lei stessa potesse provare quella sensazione idilliaca e paradisiaca che solo la pace può dare, agisce con perfidia, volontariamente.
Lo fa al fine di evitare a sé stessa di dover fare da confidente, per tutta la vita, ad una persona felice a differenza sua….questa è l’invidia, la malvagità degli insoddisfatti.
A questa perfidia abbinerei un vino graffiante, intenso e ingannevole.
Nel finale Nelly si pente, ammettendo che con le sue intenzioni malvagie è stata l’artefice del triste destino dei due amanti.
Dalla sapidità e freschezza sempre vive, stupisce con note di pane e frutta secca. La tensione al palato viene accompagnata da una struttura che ne maschera le durezze tipiche del Lessini Durello. Un vino infido perché si insinua nel palato e alla fine lascia un sapore intenso di mandorla addolcita, proprio come Nelly quando si pente del suo comportamento e ne ammette le origini.
Uno Spumante stupendo che ti sorprende per la sua dualità.
Caty ( Margot Robbie)
Fragile, frivola, superficiale, golosa, lussuriosa, bambina.
C’è un solo vino che le assomiglia, anche nel rosso rubino delle sue gote: “ASANGUEFREDDO” Vino Spumante di Qualità Brut
Antichi Vinai 1877
Nerello Mascalese raccolto alle pendici dell’ Etna, dove le viti scendono con le loro radici fino al cuore della terra, al calore del magma. Lo stesso calore anima Caty, la sua delicatezza del sapore del Nerello, somiglia alle sue fragilità e il gusto sinuoso, al suo coro, quando si abbandona all’ amore con Heathcliff.
Quale nome migliore se non “Asanguefreddo”, per un vino che si gusta nella sua massima espressione, a freddo. Esattamente come la vendetta meditata da Caty, quando capisce che non potrà mai possedere fino alle viscere il suo amato e che lo stesso, non potendo amarla liberamente, a sua volta mediterà la stessa vendetta.
“LUI È MIO!!”
Lo stupido possesso. Il controllo feroce, i subdoli giochi psicologici, tutti riassunti in questa piccola frase.
Ecco!! Questo vino è mio e non toccatelo!
Il vino che fai finta di elogiare per farlo comprare a tutti ma che in realtà vuoi tenere solo per te. Segreto e nascosto.
Ho come una sorta di possessione per questo vino. È Mio! Sa di frutta esotica, E’ complesso, evolve ad ogni respiro. Il sorso è lungo e goloso, il profumo inebriante. La persistenza rimane impressa nel corpo, come un ossessione. Questo Tai riesce ancora a riportarmi ai ricordi di quel maledettamente insano ma intensamente vivido periodo, di quel ingiusto amore.
Heatcliff
Rappresenta la feccia dell’umanità. Racchiude in sé tutte le ombre oscure che ogni persona può manifestare nel corso di una vita. La gelosia derivata dall’ insicurezza, la rabbia dell’ abbandono, la solitudine di una vita nata dal rifiuto. Come puo’ essere sano l’amore di una persona che ha vissuto senza regole? Senza le regole sociali dettate in primis da una famiglia solida?

Heathcliff ama Caty, perché è l’unica persona che l’abbia mai riconosciuto e accettato. Si sono visti dentro, pensando che la ricerca fosse finita. Ma così si riconoscono due persone che si stanno proteggendo in modo diverso dal dolore del passato e si amano senza capirsi e l’ amore non basta per salvarli.
Dei due Heathcliff è il più debole, lasciando che Caty approfitti del suo bisogno incessante di amore.
Si crea così questo vortice lussurioso di un amore che accende un fuoco incessante.
Lo stesso fuoco di Heathcliff arde in un calice di Primitivo di Manduria collezione Oro,
Varvaglione
Colore rosso rubino ipnotizzante, con un cuore nero. Di indole apparentemente docile, al naso si presenta con note di ribes, mora e ciliegia. Suadente al primo sorso, dove i frutti neri di prugna e mirtillo prugna, sposano note tostate e di liquerizia. Coi tannini setosi e una freschezza prolungata chiude lasciandoti senza via di fuga, con un’ acidità e una fermezza di retrogusto di cacao che quasi lascia un piacevole amaro in bocca……..
Edgar Linton, Marito di Caty.
Un personaggio elegante, pulito sincero, dall’amore puro. Prova un amore puro perché Leale, un personaggio che sa mettersi da parte per lasciare spazio alla moglie sofferente, anche se la sofferenza deriva dall’ amore per un altro uomo, Questo uomo paziente è vero e sincero e nella sua eleganza, intenso, come il Pinot Bianco Metodo Classico Brut Nature di
Terre San Rocco.
36 mesi sui lieviti. La varietà di profumo di fiori gioca sulla raffinatezza. Al palato mostra una danza fra morbidezza e finale asciutto e secco. Un vino perfetto con la stessa eleganza di Linton.
La morte è la fine?
Perché lei alla fine muore? No non è per dimostrare che l’amore è così struggente da far cedere il cuore…è
per interrompere il ciclo vizioso che l’amore tossico crea.
La scena finale di lei di quel colore cadaverico cenerino in netta contrapposizione con i colori di lui, rosso ardore, amore, passione, struggimento, cuore caldo, cuore infranto, vita interrotta. E’ esattamente quello che succede quando finisce un amore tossico.
La morte rappresenta la delusione di vedere che non c’è speranza di vivere di quell’amore e che niente mai si realizzerà di quello sognato, brucia ancora di più della passione stessa e si trasforma in rabbia fino a rifiutare quell’amore stesso che ci aveva accesi.
Caty muore ma è nella morte che continua a insinuarsi nel cuore di Heathcliff, proprio a significare che questo amore non smetterà mai di essere controllante.
Caty che si spezza lo fa perché è la parte più forte, quella che capisce che quell’amore fatto di bisogni e di ricerca continua nell’altro non può continuare, non può esistere, non può nutrire. Diventa come una cancrena che lentamente consuma. Lascia senza vita, senza colori, senza emozioni. La contrapposizione nelle immagini di cime tempestose è così forte che mi viene in mente un solo vino che potrei abbinare. Un vino che non ho mai avuto l’occasione di assaggiare: “Opus One”.

Lo immagino come un vino meraviglioso. Lo immagino come quell’amore ideale che fa dire wow e che nulla ha a che vedere con l’amore tossico.
Lo abbino come dono di serenità, a Heathcliff affinché il suo cuore trovi pace e di sollievo a Caty, morta nella cancrena riscoprendo una nuova sé.
Di Opus One non conosco né gusto né sapore né profumo, ma vi cito la recensione di Robert Parker dell’annata 2016 che è quella che un giorno vorrei assaggiare, per riconnettermi alle mie sensazioni alle mie emozioni e ai ricordi di profumi che ritrovo attraverso il vino.
Non ditemi che il film è esagerato se prima non avete assaggiato tutti questi vini, se non avete immaginato a quale dei vostri bisogni li accompagnereste e se vi siete scordati di incontrare quella persona….tossica!!
P.S. Questo articolo parla di violenza psicologia mai denunciata..