29 Lug 2024
Le scoperte enoiche di Benny

Le scoperte enoiche di Benny School: il terroir e i suoi segreti

L’influenza del suolo sul vino

Il vino è una delle espressioni più affascinanti della natura, e uno degli elementi che più lo influenzano è il terroir. Ma cos’è esattamente il terroir? Non è solo il tipo di suolo, ma un concetto complesso che include il clima, la topografia, l’esposizione al sole e l‘intervento umano, tutti fattori che si combinano per dare al vino un carattere unico e inconfondibile.

Un po’ di storia e scienza

Fin dall’antichità, i viticoltori hanno notato che un vitigno coltivato in luoghi diversi produceva vini con caratteristiche differenti. Questa osservazione empirica è stata poi affinata dalla scienza moderna, che ha dimostrato come la composizione del suolo influenzi la vite in modi sorprendenti:

  • Composizione del suolo: Argilla, calcare, sabbia, ciottoli e sassi hanno diverse capacità di trattenere l’acqua e riflettere il calore. Un suolo calcareo, ad esempio, è spesso associato a vini eleganti e minerali, mentre un suolo argilloso può conferire struttura e complessità.
  • Drenaggio: La capacità del suolo di drenare l’acqua è cruciale. Un buon drenaggio evita ristagni che possono nuocere alle radici, spingendo la vite a svilupparsi in profondità alla ricerca di nutrienti.
  • Nutrienti: La disponibilità di minerali nel terreno (azoto, potassio, magnesio, ecc.) influisce sulla crescita della pianta e sulla composizione dell’uva, dal colore agli aromi.
  • Clima e microclima: La temperatura, le precipitazioni, l’esposizione al sole e al vento, e le escursioni termiche giorno-notte, sono fondamentali per la maturazione delle uve e lo sviluppo degli aromi.
  • Fattore umano: Le tradizioni di coltivazione, le tecniche di potatura, la gestione del vigneto e i metodi di vinificazione, sono parte integrante del terroir e modellano il prodotto finale.Ma facciamo alcuni esempi per capire meglio.
Il Barolo, “il re dei vini”, e la sua duplice anima: Langhe Tortoniane ed Elveziane

Nel cuore del Piemonte, le dolci colline delle Langhe custodiscono il segreto del Nebbiolo, un vitigno che qui raggiunge la sua massima espressione, dando vita al maestoso Barolo. Il carattere di questo vino è profondamente legato al suolo, tanto da dividere il suo territorio in due macro-aree geologiche, che conferiscono al Barolo stili molto diversi.

La differenza nel bicchiere

Se un Barolo di La Morra (Tortoniano) ti conquisterà con la sua finezza ed eleganza, un Barolo di Serralunga (Elveziano) richiederà pazienza e tempo per svelare tutta la sua potenza e complessità. Questa dualità è una delle caratteristiche più affascinanti del Barolo e dimostra come il terroir possa scolpire in modo così profondo il carattere di un vino, rendendo ogni bottiglia una scoperta unica.

Area Geologica Comuni Principali Tipo di Suolo Stile del Barolo
Tortoniano La Morra, Barolo Marne grigio-azzurre, meno compatte, ricche di calcare e magnesio. Vini più eleganti, profumati e morbidi, con tannini setosi e aromi di frutta rossa, spezie e rosa. Sono generalmente più accessibili in gioventù.
Elveziano Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto Marne grigie brune più antiche e compatte, con presenza di sabbia e arenarie. Vini più strutturati, potenti, austeri e longevi, con tannini più marcati e un bouquet complesso. Richiedono un invecchiamento più lungo.

 

Champagne e Chablis: il ruolo del gesso e del calcare

Un altro esempio perfetto dell’importanza del suolo si trova in Francia, dove i vini di Champagne e Chablis devono il loro carattere inconfondibile a un suolo calcareo unico, formatosi milioni di anni fa.

Champagne: la magia del gesso

Il sottosuolo della Champagne è composto principalmente da gesso (craie), un tipo di calcare molto poroso che agisce come una spugna, assorbendo l’acqua piovana e rilasciandola lentamente durante i periodi di siccità. Questo garantisce alle viti una riserva idrica costante, fondamentale per la qualità delle uve.

Le zone e i loro vitigni

  • Montagne de Reims: Predominanza di Pinot Noir. Il suolo argilloso-calcareo e l’esposizione favoriscono vini potenti, strutturati e con aromi di frutti rossi.
  • Côte des Blancs: Predominanza di Chardonnay. Il suolo di gesso quasi puro conferisce ai vini freschezza, mineralità e note floreali e agrumate.
  • Vallée de la Marne: Predominanza di Pinot Meunier. Questo vitigno, più resistente al freddo e all’umidità, si adatta bene ai terreni argillosi della valle, producendo vini più fruttati e morbidi.
Chablis: il Kimmeridgiano

A Chablis, il terroir è dominato da due tipi di suolo: il Kimmeridgiano e il Portlandiano. I Grand Cru e i Premier Cru poggiano sul Kimmeridgiano, un suolo risalente al Giurassico superiore, caratterizzato da marne calcaree e dalla presenza di piccoli fossili di ostriche (Exogyra virgula). Questo suolo conferisce allo Chardonnay di Chablis la sua celebre e inconfondibile mineralità e le tipiche note di “pietra focaia”. Il Portlandiano, più recente e senza i fossili, produce vini con un carattere più fruttato e meno complesso.

Focus su Bordeaux: il Médoc e le sue “graves”

Sulla riva sinistra della Garonna, la regione del Médoc a Bordeaux è famosa per i suoi Grand Cru Classé del 1855. Qui, il protagonista assoluto è il Cabernet Sauvignon, che trova la sua massima espressione in un suolo unico: le graves. ovviamente ci sono anche terreni argillosi, altri argillo-calcarei e sabbiosi. Il Médoc, tuttavia, è caratterizzato da vasti depositi di ghiaia e ciottoli (le “graves”) portati in passato dal fiume Garonna. Queste pietre hanno una funzione cruciale:

  • Drenaggio: Essendo molto permeabili, garantiscono un ottimo drenaggio, costringendo le radici delle viti a scendere in profondità alla ricerca di acqua e nutrienti.
  • Termoregolazione: Assorbono il calore del sole durante il giorno e lo rilasciano lentamente di notte, favorendo una perfetta maturazione delle uve.

Questo particolare suolo, unito ai microclimi specifici di ogni comune, crea differenze significative tra i vini:

  • Pauillac: I suoli più profondi e ghiaiosi producono vini potenti, austeri, con note di cassis, cedro e tabacco, noti per la loro straordinaria longevità.
  • Margaux: Con un suolo a grana più fine, i vini sono più eleganti, aromatici e femminili, con profumi di violetta e frutti rossi.
  • Saint-Julien: Un suolo intermedio tra Pauillac e Margaux, che dà vita a vini bilanciati, con grande eleganza e struttura.
  • Saint-Estèphe: I terreni più argillosi e compatti producono vini più robusti, ricchi di tannini e con una notevole complessità.
In conclusione il terroir è importante per…
  • Comprendere l’unicità: Ti aiuta a capire perché un vino di una specifica regione ha quelle particolari caratteristiche e non altre.
  • Apprezzare la diversità: Ti permette di esplorare le infinite sfumature che il vino può offrire, frutto di microclimi e suoli diversi.
  • Scegliere con consapevolezza: Sapere qualcosa sul terroir di una zona ti può guidare nella scelta di un vino più adatto ai tuoi gusti.
  • Viaggiare con il gusto: Ogni sorso diventa un viaggio nel paesaggio, nella storia e nella cultura del luogo di origine.
Regole d’oro del Terroir
  1. Non è solo suolo: Ricorda che il terroir è un insieme di fattori ambientali e umani.
  2. Unico e irripetibile: Ogni terroir è unico, non esistono due luoghi esattamente uguali.
  3. Espressione del vitigno: Il terroir esalta le caratteristiche di un vitigno, ma il vitigno le interpreta in modo diverso a seconda del luogo.
  4. Cambiamenti nel tempo: Il terroir può evolvere con il clima e le pratiche agricole, influenzando lo stile del vino.

La prossima volta che degusterai un vino, prova a percepirne non solo gli aromi e i sapori, ma anche il terroir che lo ha generato. Sarà un’esperienza sensoriale e culturale ancora più ricca!

Benedetta Costanzo

Le scoperte enoiche di Benny
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