Le radici dei ricordi. L'identità di Cantina Vini Simonetti
24 Giu 2026
Il taccuino delle gite (fuori porta)

Le radici dei ricordi. L’identità di Cantina Vini Simonetti

 

Marche, Staffolo, (Ancona)

Se l’identità è il sentore forte di un territorio, nessun posto è come la Cantina Vini Simonetti: sin dagli anni cinquanta con nonno Dino e ora con i tre giovani nipoti Massimo, Mirko e Michele, si lavora ostinatamente alla riscoperta del valore autentico del Verdicchio dei Castelli di Jesi. Autenticità, tradizione e interpretazione di un vitigno che i Simonetti producono rigorosamente in purezza: se volete sapere come si beve un Verdicchio, siete nel posto giusto! Loro si trovano a Staffolo in provincia di Ancona: questa piccola cittadina sta ritornando alla luce anche grazie alle prospettive per il futuro dei ragazzi che la popolano.

Una cosa è certa, quando si entra in una cantina di Staffolo, nella loro cantina, ci si ritrova subito in un ambiente dinamico, veloce, pieno di volontà di cambiamento restando nella tradizione.

Le radici dei ricordi. L'identità di Cantina Vini Simonetti

Vien voglia di chiedere, vengono in mente mille domande, viene voglia di conoscere meglio tutte le loro dinamiche…

… Risalimmo nella sala degustazioni e guardando fuori dalla piccola finestra rotonda sulla quale era inciso il nome della cantina Vini Simonetti, vidi delle distese lunghissime di vigneti, sotto il sole battente; venni completamente invasa dalla curiosità.

A quel punto Massimo, uno dei tre proprietari, tra cui Mirko e Michele, era lì davanti a me che indicava la sedia per poter iniziare la nostra chiacchierata. Sedendomi davanti al grande tavolo di vetro, in mezzo alla sala della cantina, cominciai incuriosita la mia sequela di domande:

Qual è stato il primo ricordo legato al vino, alla tua cantina?

Quando ero piccolo, seguendo le orme dei miei fratelli più grandi e dei miei cugini, dopo la scuola, il passatempo era andare in cantina.  Il periodo più bello era soprattutto durante la vendemmia o poco prima di essa, non scorderò mai l’adrenalina crescente, quella carica che era nell’aria ancora prima di iniziare, elettricità tangibile, una bomba non ancora esplosa. Il bello era vivere questo tutti insieme

Mentre lui parlava io scrivevo frenetica appunti, intenta a non perdere neanche una singola parola di quella che era l’esperienza d’apertura, la linea di inizio, così preziosa che porta al percorso di vita di un produttore di vino.

Era questo che avresti voluto fare nella vita?

Continuai a chiedere, proseguendo il discorso.

Quando una passione simile è dentro le mura della tua casa, da tuo nonno, la cui bravura è stata quella di farci innamorare di questa vita lenta, delle fasi dell’agricoltura, della vinificazione, è inevitabile che si erediti la passione per la viticoltura e la vinificazione e come me anche Mirko e Michele. Nostro nonno ci ha mostrato questa realtà, concedendoci di vederla anche con i nostri occhi, dandoci la libertà di poter far progredire l’azienda secondo anche le nostre idee.

Mi guardava intensamente mentre ne parlava e sorrideva.

Pensa che quando avevo quattro anni più o meno, ogni sera intorno alle 20:00 mio nonno mi portava con sé a raccogliere l’acqua dal pozzo; mi metteva sul sedile del trattore accanto a lui e ci godevamo il silenzio del tragitto nella bellezza dello stare insieme.

Le radici dei ricordi. L'identità di Cantina Vini Simonetti

Come dargli torto? Questo tipo di ricordi sono quelli che ti restano incastonati nella mente e nel cuore e ti fanno amare ciò che sei diventato perché frutto di un contesto coltivato con cura e attenzione.

Un calice di Staphylè, un sorso dal sentore agrumato e pungente lime e le mie domande ricominciarono ad incalzare

Dove vorreste arrivare e fin dove vorreste portare il lavoro iniziato da vostro nonno con la cantina?

Vorremmo diventare un punto di riferimento per il Verdicchio in larga scala

Mi disse con sguardo fiero di chi sa che la strada desiderata sarebbe stata lunga e difficoltosa, ma anche con lo sguardo di chi crede nella propria realtà, fortemente.

Mi suscitò un sorriso, la sua ambizione, un ragazzo giovane con suo fratello e suo cugino altrettanto giovani tutti con una visione già così ad ampio spettro sul futuro. Continuai.

Quale vino rappresenta di più la cantina?

Assolutamente Staphylè perché è dal 2000 che viene prodotto in quella vigna, sempre la stessa vigna ed è sempre uscito costantemente, ogni anno, senza mancarne uno. È il prodotto di punta che ci rappresenta e rappresenta il profilo più autentico della cantina.

Mi alzai con il calice in mano.  Troppo ferma non riesco mai a stare, soprattutto quando degusto degli ottimi vini: gli occhi hanno bisogno di spaziare, di distrarsi, di farsi suggestionare dal posto in cui il vino che in quel momento sto bevendo, nasce.

Che tipo di produttore sei?

Sorrise concentrato con l’imbarazzo di chi sta per dire una serie di cose con le quali si può non essere d’accordo

Sono sicuramente pignolo, attento e molto tecnico, ma amo provare. Come gli altri soci, tutti amiamo far ritrovare il sentore più tradizionale del vino, perciò siamo aperti all’innovazione e alla sperimentazione soprattutto se ha lo stesso scopo: il vino deve urlare il territorio, la sua storicità. Ma…vieni con me

Mi disse alzandosi dalla sedia.

Ti voglio far vedere un momento della giornata che non dimenticherai

E a quel punto era già il tramonto.

Andammo fuori, su quella che era una terrazza immensa con vista diretta sulle vigne: il sole abbassandosi aveva iniziato a toccare, assonnato, le foglie delle viti. Un panorama si aprì davanti a me con colori che effettivamente difficilmente potrò mai dimenticare. Ci poggiammo sulla ringhiera. Io sempre con il mio calice di vino in mano portato come fosse un gioiello prezioso da cui non volevo separarmi e lui con il suo e una bottiglia ancora chiusa.

Alla fine della giornata cosa ti resta dentro?.

Lui sorride e sarcastico risponde

Mal di schiena, mal di testa….

Ridiamo.

Scherzo, alla fine ciò che resta è la soddisfazione del lavoro fatto: la carica si scioglie, fai un resoconto veloce con la mente, non solo della giornata, ma un po’ di tutti i giorni, di tutti gli anni e di dove ti ha portato il lavoro, dove sei, dove sei migliorato di anno in anno.

C’è un momento, allora, dove ti senti in pace! Credevo invece che voi non lo aveste che fosse sempre tutto frenetico in questo tipo di lavoro.

Lui avvicinandosi, quasi sussurrando, disse

C’è sicuramente un momento dove sono in pace e quel momento ha un nome, si chiama Gennaio! È un periodo dove si ferma tutto e uno dei pochi dove non devi rincorrere nulla.

Poi avvicina il calice al mio, guardando il panorama. Un leggero vento tra le foglie delle viti crea un fievole suono nel totale silenzio di Staffolo.

Vorrei fare un brindisi adesso, con la nostra bollicina di Verdicchio, la Nonno Dino.

Decise quindi di aprire il vino che aveva portato fuori la terrazza

Questa bottiglia è dedicata a nostro nonno, poiché lui amava le bolle e quindi quale modo migliore di ricordarlo. Quale miglior modo di sentirsi grati per il lavoro autentico delle nostre mani e il senso di appagamento totale che pervade completamente a ogni bottiglia aperta?

…E stappando silenziosamente lo spumante e versando nei calici, facemmo tintinnare le due coppe interrompendo momentaneamente il silenzio di quel Panorama assordante e iniziai a pensare che non c’era niente di più bello che vivere nel ricordo che è stato, tramandandolo e portando avanti tutti gli insegnamenti che saranno.

 

Le radici dei ricordi. L'identità di Cantina Vini SimonettiIL PERCORSO IN BREVE:
MATTINA:
  • Visita alla Cantina Vini Simonetti a Staffolo
POMERIGGIO:
  • Passeggiata nel piccolo gioiello di Jesi. (a 10 minuti da Staffolo) Perdetevi fin dove riuscite ad arrivare e ammirate l’architettura dei palazzi appartenuti a famiglie storiche della cittadina.
PRANZO:
  • Ristorante Dietro le quinte a Jesi. Menù strepitoso e carta dei vini sorprendete con un attenzione speciale al territorio marchigiano e alla vinificazione naturale.

 

SUGGERIMENTI:
  • Notevole è il Lago di Cingoli con la sua diga. (A soli 15 minuti da Staffolo)

 

Ilaria Muscio – Il taccuino delle gite (fuori porta)
Su Instagram è @La Vinoteque Ilaria Muscio