L’Incontro Magenta. Il mare a pochi chilometri da Milano
Quando sei a Milano e ti viene voglia di mangiare del buon pesce, probabilmente pensi al centro città, ai numerosi ristoranti che ci sono. Eppure basta allontanarsi di pochi chilometri per trovare una realtà che da oltre dieci anni lavora il mare con passione e continuità.
Così, in una calda serata di giugno, raggiungo Magenta dove ad aspettarmi ci sono Andrea Cantisani e Marco Mandonico davanti all’insegna “l’incontro Magenga” che con un sorriso mi invitano ad entrare.
Il loro ristorante è una piccola bomboniera nel cuore della città. Un luogo che negli anni è diventato il contenitore delle loro esperienze, della loro crescita professionale e della loro idea di cucina. Qui la stagionalità non è una parola alla moda, ma una regola quotidiana.
Gli ingredienti vengono scelti nel loro momento migliore perché, secondo Andrea e Marco, solo così possono esprimere davvero il loro potenziale.

Gli chef Marco Mandonico e Andrea Cantisani
Seduto a tavola insieme a loro prima di iniziare la degustazione capisco subito che il vero protagonista del loro lavoro è il prodotto, la materia prima.
Dopo tredici anni trascorsi fianco a fianco hanno sviluppato una visione comune fatta di ricerca, assaggi, studio e confronto continuo. Non cercano l’effetto speciale, ma l’equilibrio. Ogni piatto nasce dall’idea di valorizzare la materia prima senza complicarla inutilmente.
Una delle loro grandi passioni è il pesce crudo. Negli anni hanno costruito abbinamenti diventati la firma del locale, come la capasanta con robiola e lime o il tonno tonnato, piatti ideati da loro che hanno subito conquistato i palati dei loro avventori.
I loro piatti raccontano il loro modo di intendere la cucina: pochi ingredienti, ben pensati, capaci di lasciare un ricordo.

Il menu
La proposta gastronomica del ristorante si sviluppa lungo un percorso che unisce il mare alla tradizione mediterranea, con una carta ampia e trasversale capace di soddisfare sia gli amanti del pesce sia chi predilige la carne.
Il pescato è il vero protagonista: crudi, tartare, ostriche, crostacei e preparazioni che valorizzano la materia prima attraverso lavorazioni essenziali e accostamenti equilibrati.
Gli antipasti raccontano il mare in molteplici forme, dal classico trittico di mare ai sashimi e alle tartare di tonno rosso, fino a proposte più creative come il tataki di tonno in crosta di sesamo o il polpo arrostito con crema di patate e cipolla caramellata. Non mancano le eccellenze selezionate come le ostriche Gillardeau e i gamberi rossi di Mazara.
Nei primi piatti convivono tradizione e gusto contemporaneo. Accanto a grandi classici come i rigatoni cacio e pepe con guanciale croccante trovano spazio ricette che esaltano il mare, tra cui gli spaghetti di Gragnano con calamaro spillo e bottarga, orecchiette fresche ai frutti di mare e risotto allo zafferano, lime e gambero rosso di Mazara.
La sezione dei secondi conferma la centralità del pescato, con fritture, grigliate e filetti di pesce preparati con cura, ma lascia spazio anche a una proposta di carne rappresentata dall’entraña argentina servita con salsa chimichurri.
A completare l’offerta ci sono i fuori menu del giorno che seguono la disponibilità del mercato e permettono alla cucina di valorizzare ingredienti stagionali e arrivi particolarmente interessanti per i palati di chi proverà la loro cucina.
Una carta che punta sulla freschezza della materia prima, sull’identità mediterranea dei sapori e sulla volontà di offrire un’esperienza capace di accompagnare il cliente dal crudo al piatto più strutturato mantenendo sempre il mare come filo conduttore della narrazione gastronomica.
Vale la pena spendere una parola anche per il pane. In tavola arriva un ottimo pane di cristallo, leggero e croccante, lo stesso utilizzato da La Cristalleria, l’altro locale di Andrea in zona Sarpi a Milano.
Nel menu trova spazio anche la pizza, proposta che affianca la cucina di pesce e completa l’offerta del locale. Un altro modo per raccontare l’attenzione che Andrea e Marco dedicano agli impasti e alle lievitazioni, tema che accompagna da tempo il loro percorso professionale.

La degustazione
A seguirci durante la cena è Alessandro che presenta piatti e vini con competenza e semplicità e porta il sorriso a tavola con il suo modo di chiacchierare che rende piacevole la conversazione.
Si parte con lo Champagne Payelle Blanc de Blancs, Père & Fils, ottenuto da uve Chardonnay. Nel calice mostra un colore giallo paglierino brillante attraversato da una trama continua di bollicine fini. Al naso arrivano note di agrumi, mela e fiori bianchi. In bocca è fresco, elegante e con una bella persistenza che prepara il palato ai crudi.
Il primo assaggio è il crudo di tonno Balfegó che Alessandro presenta con orgoglio e invita a provare.
Il tonno si presenta pulito, compatto e brillante. Al morso emerge subito la qualità della materia prima: la consistenza è morbida ma sostenuta, mentre il gusto alterna dolcezza e sapidità con grande equilibrio. È uno di quei piatti che non hanno bisogno di particolari costruzioni perché è il prodotto stesso a parlare.

Lo Champagne Payelle accompagna il tonno con eleganza. Le sue note agrumate e la freschezza del sorso alleggeriscono la componente più grassa del pesce e preparano il palato agli assaggi successivi.
Arriva quindi un grande piatto dedicato al mare. Sashimi di salmone marinato, capasanta con zest di lime e robiola, gamberi gobbetti con le loro uova, gambero rosso di Mazara del Vallo e scampo di Manfredonia. La Puglia nel piatto.

Ogni assaggio racconta una sfumatura diversa. La capasanta è delicata e quasi burrosa, il lime porta freschezza e la robiola rende il morso ancora più avvolgente. I gamberi gobbetti, accompagnati dalle loro uova, regalano una sapidità intensa che rimane a lungo sul palato. Il gambero rosso di Mazara porta dolcezza e profondità marina, mentre lo scampo di Manfredonia, la mia terra, chiude il percorso con la sua carne compatta, elegante e ricca di gusto.
Ad accompagnare il tutto una salsa di olive taggiasche, pomodori secchi, acciughe del Cantabrico, capperi e olio extravergine che aggiunge sapidità senza coprire il pesce.
Lo Champagne Payelle trova qui il suo abbinamento ideale. Le bollicine e la freschezza dello Chardonnay puliscono il palato dopo la componente più grassa della robiola e del salmone, mentre le note agrumate dialogano con il lime della capasanta. La sua eleganza accompagna i crostacei senza sovrastarli, lasciando spazio alla dolcezza del gambero rosso e alla sapidità dei gobbetti.
Alessandro porta un cestello con ghiaccio e ci presenta la bottiglia che ci farà compagnia durante la degustazione, l’Alta Mora Etna Bianco 2024 di Cusumano. Giallo paglierino con riflessi dorati, profuma di pietra focaia, erbe aromatiche e frutta bianca. Il sorso è fresco, minerale e con una lunga chiusura sapida.
Con lui arriva il famoso tonno tonnato Balfegó scottato in crosta di sesamo. Qui c’è la parte più grassa e gustosa del tonno. La leggera scottatura mantiene il cuore morbido mentre la salsa tonnata aggiunge cremosità e profondità. L’Etna Bianco pulisce il palato e accompagna perfettamente la ricchezza del piatto.
Segue un’insalata di mare preparata al momento da Marco con gambero rosso, calamaro, polpo, cozze, vongole e seppia lessati e tiepidi. Il condimento di olio, limone e prezzemolo lascia parlare gli ingredienti e restituisce una sensazione di freschezza e immediatezza.
L’Alta Mora Etna Bianco accompagna il piatto con grande naturalezza. La sua mineralità richiama quella del mare, mentre la freschezza del sorso trova continuità con il limone e rende il boccone ancora più piacevole. La lunga persistenza sapida del vino dialoga con molluschi e crostacei senza mai sovrastarli.
Ed ecco che arriva il primo piatto, le linguine con jalapeño, vongole, gamberi e briciole di pane tostato, sicuramente rappresentano uno dei piatti più interessanti della serata. La dolcezza del gambero incontra la sapidità delle vongole, mentre il jalapeño arriva in punta di piedi lasciando una piacevole nota piccante. Il pane tostato aggiunge croccantezza e completa il boccone. L’Alta Mora accompagna il piatto grazie alla sua componente minerale e alla sua lunga persistenza.

Per mantenerci leggeri e poterci godere il dolce di fine pasto, arrivano dei gobbetti fritti, croccanti e saporiti, da mangiare quasi come fossero patatine.
La frittura è asciutta e leggera, il morso è croccante e immediato, mentre la naturale sapidità dei gobbetti invita subito a prenderne un altro. Gli ultimi sorsi di Alta Mora accompagnano perfettamente il piatto: la freschezza del vino pulisce il palato dalla componente fritta e la sua mineralità continua a dialogare con il mare presente nel boccone fino all’ultimo assaggio.

La chiusura è affidata a una cheesecake ai frutti rossi servita nel bicchiere. La crema è morbida e avvolgente, il biscotto sbriciolato aggiunge consistenza e i frutti rossi portano una piacevole nota fresca che alleggerisce il finale del dessert.
Ad accompagnarla arriva un Vermouth Rosso Dibaldo 2023. Le sue note di frutta rossa matura trovano continuità naturale con i frutti rossi della cheesecake, creando un dialogo armonico tra bicchiere e cucchiaio. La componente aromatica del Vermouth aggiunge complessità al dessert, mentre la chiusura più secca evita che il finale diventi eccessivamente dolce, lasciando il palato pulito e pronto all’ultimo sorso.
L’Incontro Magenta è uno di quei locali che costruiscono la propria identità giorno dopo giorno. Andrea e Marco hanno scelto di raccontare il mare attraverso la qualità della materia prima e una cucina che punta all’equilibrio. Una cena che lascia il ricordo dei sapori, ma soprattutto delle persone che li hanno pensati. Sicuramente quando verrò a Milano non mi dispiacerà abbandonare la città per andare a mangiare del pesce di ottima qualità.
Roberto Silvio De Pascale
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