A.VI.TO., parla il nuovo presidente Andrea Rossi: visione, sfide e futuro del vino toscano
07 Ago 2025
Il vino secondo Mario

A.VI.TO., parla il nuovo presidente Andrea Rossi: visione, sfide e futuro del vino toscano

 

Andrea Rossi è il nuovo presidente di A.VI.TO., l’Associazione Vini Toscani DOP e IGP. Succede a Francesco Mazzei, che ha guidato l’associazione dal 2019. Eletto all’unanimità dall’Assemblea, Rossi – recentemente riconfermato presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e figura di riferimento nel panorama enologico regionale – si appresta a guidare A.VI.TO., che riunisce 24 Consorzi di tutela per circa 6.000 imprese e quasi 60.000 ettari di vigneto, in un momento delicato ma ricco di sfide e opportunità.

Lo abbiamo intervistato per approfondire la sua visione, gli obiettivi e le strategie con cui intende affrontare i prossimi anni, tra promozione, sostenibilità, tutela delle denominazioni e valorizzazione dei territori.

Presidente Rossi, come ha accolto la nomina a presidente di A.VI.TO.?

Senza dubbio con grande entusiasmo e con particolare riconoscimento nei confronti dei miei colleghi presidenti delle altre 23 denominazioni toscane. Penso che anche per la Docg che rappresento, il Vino Nobile di Montepulciano, sia un valore importante questa nomina che arriva alla vigilia del mio terzo mandato consecutivo da presidente del Consorzio.

Cosa rappresenta per lei questo nuovo incarico a livello personale e professionale?

A livello personale, come detto, un riconoscimento di fiducia da parte dei miei colleghi, pertanto anche un carico di responsabilità nei confronti del vino toscano di qualità. A livello professionale sono sicuro che sarà per me un arricchimento, il network di A.VI.TO. ci spingerà a fare cose importanti a livello istituzionale e non solo per il sistema vino della Toscana.

Qual è il suo giudizio sul lavoro svolto dal suo predecessore, Francesco Mazzei?

Estremamente positivo, come ho ricordato anche nel corso del primo consiglio che si è svolto lo scorso 30 luglio. Francesco oltretutto è stato il presidente della scommessa A.VI.TO., è riuscito a tenere insieme 24 realtà in un periodo per niente facile per le associazioni in generale, con in mezzo anche la Pandemia, per me continuerà a essere una spalla importante in questo percorso.

Quanto della sua esperienza nel Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano porterà in A.VI.TO.?

E viceversa direi. Stiamo dando vita a un documento programmatico, così come sono solito fare nelle realtà in cui mi ritrovo a poter dare il mio contributo. Sicuramente dall’esperienza di Montepulciano porteremo quella legata alla sostenibilità, ma anche un lavoro congiunto che possa partire da richieste specifiche da inoltrare alle Istituzioni, la Regione Toscana in primis. A Montepulciano porterò sicuramente il prossimo Consiglio di A.VI.TO. così da poter far entrare nella nostra dimensione territoriale anche le altre realtà vitivinicole della Regione.

Quali saranno le priorità del suo mandato alla guida di A.VI.TO.?

Le stiamo definendo. In questa fase ci sono molte priorità, a partire da quella relativa alla crescita del vigneto, allo stesso tempo come già detto sul fronte sostenibilità vorremo mettere dei paletti, anche aprendo a collaborazioni più ampie. C’è poi tutto il discorso della promozione che, all’indomani dell’applicazione dei dazi di Trump, ci impone una importante riflessione su dove e come diversificare.

C’è una sfida in particolare che sente più urgente da affrontare?

Mi piacerebbe continuare ciò che Francesco Mazzei ha cominciato, ovvero rendere ancora più forte di quanto già non lo sia il vino toscano. A livello nazionale credo che sia l’unica realtà, A.VI.TO. in grado di rappresentare un unico interlocutore del mondo vino. Ventiquattro Consorzi rappresentano un’economia, un valore sociale e territoriale unico, dovremo imparare a sfruttare di più questa condizione favorevole.

Che messaggio vuole lanciare oggi ai produttori, ai consorzi e a tutti gli attori del vino toscano?

Che sono abituato a pensare che nel cambiamento, quale sta attraversando il settore del vino, la risposta è il confronto. Più riusciremo a fare cartello insieme, più sapremo affrontare meglio le sfide di oggi e di domani.

Il neo presidente Andrea Rossi ha accolto la nomina con grande entusiasmo, esprimendo un sentito riconoscimento nei confronti dei colleghi presidenti degli altri Consorzi toscani per la fiducia accordata. Ha espresso un giudizio estremamente positivo sul lavoro svolto dal suo predecessore, Francesco Mazzei, sottolineando come sia riuscito a tenere unite 24 realtà in un periodo particolarmente complesso per il mondo associativo.

A.VI.TO. è attualmente impegnata nella definizione di un documento programmatico che orienterà le strategie future. Forte dell’esperienza maturata alla guida del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Rossi intende portare all’interno dell’associazione una visione  orientata alla sostenibilità e alla collaborazione tra Consorzi, anche attraverso proposte concrete da sottoporre alle Istituzioni.

Le priorità del mandato sono in fase di definizione, ma tra le prime emergono la crescita del vigneto e l’introduzione di paletti sul fronte della sostenibilità. Un altro ambito fondamentale sarà quello della promozione, da ripensare alla luce delle criticità emerse dopo l’introduzione dei dazi statunitensi, con l’obiettivo di diversificare i mercati di riferimento.

La sfida più urgente che il nuovo presidente intende affrontare è quella di rafforzare ulteriormente il valore del vino toscano, proseguendo e sviluppando il percorso già avviato da Francesco Mazzei.

 

Mario Miranda
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