Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorio
24 Giu 2025
Il vino secondo Mario

Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorio

 

Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, ci guida alla scoperta di un enoturismo autentico, dove degustazioni, paesaggi e comunità si intrecciano in un’esperienza unica.

Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorio

Nel cuore del Piemonte, tra colline, borghi sospesi nel tempo e vigneti che disegnano il paesaggio, il Monferrato si rivela in tutta la sua autenticità. Con l’estate, questo territorio Patrimonio UNESCO diventa meta ideale per chi cerca un turismo lento, fatto di sapori, incontri e bellezza diffusa.

Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorioAl centro di questa esperienza c’è il vino: non solo eccellenza produttiva, ma anche racconto di cultura, tradizione e comunità. L’enoturismo, qui, è molto più di una tendenza: è un modo di vivere il territorio attraverso degustazioni, passeggiate tra i filari, eventi serali e visite alle cantine che aprono le porte con generosità.

Ne parliamo con Vitaliano Maccario, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, realtà che oggi rappresenta oltre 400 aziende e tutela 13 denominazioni. Con lui approfondiamo il ruolo dell’enoturismo nella valorizzazione del Monferrato, il legame tra vino, territorio e comunità, e le sfide future del Consorzio.

Cosa rende il Monferrato una destinazione così speciale?

Il Monferrato è un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove le colline disegnano paesaggi armoniosi e autentici. È speciale perché racchiude bellezza, storia, cultura e una profonda vocazione agricola. La qualità della vita qui si sente in ogni angolo, in ogni bicchiere di vino, ed è questo che conquista chi lo visita.

In che modo il paesaggio e la cultura locale si riflettono nei vini delle denominazioni tutelate dal Consorzio?

Il paesaggio del Monferrato è parte integrante del vino: le sue colline, i suoli, l’esposizione, ma anche le mani che lo lavorano e la cultura contadina che si tramanda da generazioni. I nostri vini parlano il linguaggio del territorio: sono intensi, identitari, e al tempo stesso versatili. Raccontano storie di famiglia, di passione e di appartenenza.

Come si coniugano natura, storia e accoglienza nel Monferrato?

In modo naturale. Chi arriva qui trova castelli, borghi, cantine, filari secolari e un’accoglienza autentica. La storia si respira nei centri storici, la natura si ammira nei paesaggi patrimonio UNESCO e l’accoglienza è quella semplice e sincera di chi lavora con passione. È un equilibrio perfetto tra bellezza e verità.

Quali sono le proposte enoturistiche più apprezzate nel periodo estivo in questo territorio?

D’estate, eventi all’aperto, degustazioni al tramonto, picnic tra i filari, concerti in vigna e visite in cantina sono tra le esperienze più amate. Il Monferrato offre un turismo lento, esperienziale, dove ogni incontro è occasione per scoprire sapori, storie e persone.

Come si sta evolvendo l’offerta enoturistica per rispondere ai nuovi bisogni dei turisti?

Il turista oggi cerca autenticità, ma anche servizi di qualità. Per questo le aziende stanno investendo in ospitalità, digitalizzazione e attività immersive. Il Consorzio sta lavorando per promuovere un’offerta coordinata, che valorizzi le eccellenze del territorio con linguaggi contemporanei, mantenendo l’anima contadina che ci distingue.

Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorio
Quali attività immersive consiglierebbe a chi visita per la prima volta il Monferrato?

Una camminata tra le vigne al mattino, una visita in cantina con chi produce il vino, una degustazione guidata al tramonto, e magari un pranzo in agriturismo con piatti tipici. Consiglierei anche di visitare piccoli borghi come Vignale, Cocconato o Moncalvo, per toccare con mano l’identità del territorio.

Quanto incide l’enoturismo sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni meno conosciuti?

Molto. L’enoturismo è uno strumento straordinario per far conoscere anche le varietà meno note. Quando un visitatore assaggia una Freisa, una Grignolino o un Ruché direttamente in cantina, con la spiegazione del produttore, nasce una relazione che va oltre il vino. È così che si crea consapevolezza e si amplia il mercato.

Quali sinergie si stanno sviluppando tra cantine e borghi per creare esperienze integrate?

Sempre più cantine collaborano con ristoranti, guide turistiche, artigiani locali, enti e amministrazioni. Si stanno sviluppando itinerari tematici, eventi diffusi e progetti condivisi che coinvolgono l’intera comunità. Il vino diventa il filo conduttore di un racconto più ampio, fatto di cultura, arte, natura e persone.

Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorio

Qual è l’impatto dell’enoturismo sulle comunità locali, anche in termini economici e sociali?

L’enoturismo crea valore. Non solo economico, con nuove opportunità per aziende e giovani, ma anche sociale, perché rafforza l’identità dei territori e favorisce il senso di appartenenza. È un motore di rigenerazione, che stimola cura, innovazione e orgoglio locale.

Come si trasmettono alle nuove generazioni i valori legati al vino, alla terra e all’identità del Monferrato?

Attraverso l’esempio. Le famiglie contadine sono il primo luogo dove questi valori si imparano. Ma anche la scuola, i progetti formativi, la comunicazione del Consorzio hanno un ruolo fondamentale. Dobbiamo raccontare ai giovani che il vino non è solo un prodotto, ma una cultura, un’opportunità, una scelta di vita.

Nel cuore del Monferrato, il vino che racconta un territorio

Quali sono le priorità del Consorzio per il prossimo futuro, sia a livello locale che internazionale?

Consolidare la reputazione delle nostre denominazioni, valorizzare i nostri vitigni autoctoni e supportare le aziende nella promozione e nell’innovazione. A livello locale, vogliamo rafforzare l’identità territoriale attraverso eventi e sinergie. A livello internazionale, puntiamo a nuovi mercati, con una comunicazione moderna e distintiva, che renda il Monferrato sempre più riconoscibile nel mondo.

 

L’enoturismo rappresenta per il Monferrato non solo una risorsa economica, ma anche un’opportunità preziosa per raccontare l’identità profonda di un territorio straordinario, dove il vino è espressione autentica della storia, del paesaggio e della comunità. Il lavoro del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato va proprio in questa direzione: promuovere un’offerta enoturistica coordinata che valorizzi le eccellenze locali.

 

Mario Miranda
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