Quarteluna. Quattro amici e un sogno
16 Mag 2026
Bollicine e dintorni

Quarteluna. Quattro amici e un sogno

 

Tra le colline morbide della Franciacorta, dove i vigneti si rincorrono ordinati tra boschi, cascine e riflessi del lago d’Iseo, esistono realtà che sembrano nate per raccontare una nuova idea di territorio ma senza dimenticare la tradizione.

Non cantine monumentali o marchi costruiti sulla storicità, ma progetti giovani capaci di interpretare la Franciacorta con uno sguardo contemporaneo, mantenendo intatta quella sensibilità agricola che rende questo angolo di Lombardia uno dei luoghi più affascinanti del vino italiano.
È proprio in questo equilibrio tra ambizione, paesaggio e identità che prende forma Quaterluna Franciacorta, una delle realtà emergenti più interessanti del panorama spumantistico italiano.

Arrivare a Erbusco significa entrare nel cuore autentico della Franciacorta. Qui il paesaggio cambia continuamente: colline moreniche morbide, piccoli appezzamenti vitati, cascine storiche e strade che sembrano inseguire i filari.  È una terra elegante, ma ancora profondamente agricola, dove il vino nasce prima di tutto dal rapporto con il territorio.

Quarteluna. Quattro amici e un sogno

Ed è proprio da un piccolo vigneto che comincia la storia di Quaterluna.

Il nostro viaggio inizia da un piccolo vigneto nella contrada Valluna ad Erbusco di proprietà della mia famiglia,

racconta Isabella, una delle anime del progetto.

Un piccolo appezzamento di Chardonnay di circa 25 anni, situato su un terreno morenico profondo e fertile. Il suolo, formato dalle antiche glaciazioni, è caratterizzato da una composizione unica di sabbie, limi e argille che conferisce ai nostri vini struttura e complessità

Mentre attraversiamo i filari, il terreno racconta davvero molto della Franciacorta. La componente morenica, generata dalle antiche glaciazioni che hanno modellato il territorio, regala vini capaci di coniugare tensione e profondità.
Il vigneto Valluna guarda a sud-est, una posizione privilegiata, che garantisce esposizione solare costante e ventilazione naturale. È qui che lo Chardonnay trova una delle sue espressioni più eleganti.

Il clima della Franciacorta, temperato e influenzato dal lago d’Iseo, crea le condizioni ideali per la coltivazione dello Chardonnay, che qui trova il suo habitat perfetto. Questo terreno unico, unito alla nostra passione e cura, ci permette di produrre uve di alta qualità che si traducono in vini eleganti e raffinati

La sensazione è quella di trovarsi davanti a un progetto costruito lentamente, quasi in maniera artigianale, dove ogni scelta nasce prima dalla vigna che dal marketing.

Quarteluna. Quattro amici e un sogno

Quaterluna non cerca effetti scenografici o narrazioni costruite: tutto sembra partire dal desiderio di creare vini coerenti con il territorio.

Oltre al vigneto Valluna, acquisiamo uve da Maurizio, nostro socio, che coltiva anche lui vigneti a Erbusco, sempre su terreni morenici profondi. Queste uve, sia Chardonnay che Pinot Nero, sono selezionate con cura e contribuiscono a creare i nostri vini, arricchendoli con le loro caratteristiche uniche. La collaborazione con Maurizio ci permette di avere un controllo totale sulla qualità delle uve e di creare vini che siano veramente rappresentativi del nostro territorio

È interessante osservare come, in una denominazione importante e strutturata come la Franciacorta, possano ancora nascere progetti così legati a dinamiche umane e personali.

Dietro Quaterluna non c’è infatti soltanto una cantina, ma un gruppo di persone unite da competenze diverse e da una visione comune.

Siamo Davide, Maurizio, Isabella e Stefano: un gruppo di amici e soci con una passione comune per il vino e la Franciacorta. L’enologo, il vignaiolo, l’amministrativa e il commerciale, uniti dal desiderio di creare vini che parlino di noi e del nostro territorio

È Isabella a raccontare con maggiore trasporto la nascita del progetto. Le sue parole restituiscono tutta la spontaneità di un’avventura nata quasi naturalmente, dopo anni trascorsi all’interno del mondo Franciacorta.

Mi prendo il merito di aver ideato Quaterluna. Per anni ho lavorato in Franciacorta presso aziende vitivinicole e a un certo punto ho sentito il bisogno di mettere le mie capacità a disposizione di un progetto veramente mio

Nelle sue parole non emerge soltanto ambizione, ma soprattutto il desiderio di autenticità.

Quaterluna sembra nascere proprio da questa esigenza: produrre vini personali, senza compromessi stilistici, capaci di raccontare il lato più contemporaneo della Franciacorta.

In Quaterluna seguo la parte amministrativa, contabile, commerciale e pubbliche relazioni oltre ad aiutare nei lavori manuali in vigneto e in cantina

Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti delle giovani realtà vitivinicole: i ruoli non sono mai completamente rigidi. Tutti fanno tutto. La dimensione umana rimane centrale e il vino diventa davvero il risultato di un lavoro condiviso.

Ho trovato in Davide la persona ideale alla quale affidare il processo produttivo. Abbiamo collaborato insieme nella mia ultima esperienza lavorativa e da subito siamo entrati in sintonia: grande stima reciproca. Davide è preciso e puntiglioso ma anche sperimentale e curioso

La figura dell’enologo qui assume un ruolo fondamentale. Non soltanto interprete tecnico, ma vero traduttore del territorio.
Lo stile dei vini Quaterluna riflette proprio questa doppia anima: precisione tecnica e desiderio di sperimentazione.

La cantina ha scelto una strada particolare e molto identitaria: produrre poche etichette ma fortemente caratterizzate. Non esiste una gamma dispersiva, ma un percorso coerente che ruota attorno al concetto delle “Fasi”. Ogni dégorgement racconta infatti un momento diverso del progetto, dell’annata e dell’evoluzione stilistica della cantina.

La “FASE UNO”, oggi sold out, rappresenta il primo capitolo di Quaterluna. Un Franciacorta Extra Brut composto da 82% Chardonnay e 18% Pinot Nero, con dosaggio minimo di 1 grammo litro e 20 mesi sui lieviti. Un vino nato quasi come manifesto iniziale della cantina: verticale, teso, essenziale, capace di coniugare la purezza dello Chardonnay alla struttura discreta del Pinot Nero. Al naso emergono agrumi, mela verde, fiori bianchi e leggere note di panificazione, mentre il sorso si sviluppa con precisione quasi tagliente e finale salino. Quarteluna. Quattro amici e un sogno

Con la “FASE DUE” cambia completamente l’equilibrio della cuvée. Qui il Pinot Nero diventa protagonista con il 65%, accompagnato dal 35% Chardonnay. Il dosaggio scende addirittura a zero, trasformando il vino in un  Brut Nature di grande carattere. I 23 mesi sui lieviti donano maggiore ampiezza aromatica e profondità gustativa. Il Pinot Nero regala note più mature e una struttura più ampia, mentre il finale rimane dinamico e vibrante. È forse il vino che più racconta il lato sperimentale e curioso di Davide: un Franciacorta deciso, gastronomico, moderno.

La “FASE TRE” rappresenta invece una sintesi molto raffinata dell’identità Quaterluna. La cuvée torna a privilegiare lo Chardonnay, presente al 65%, di cui una piccola parte affinata in barrique, mentre il Pinot Nero rimane al 35%. Anche qui il dosaggio è ridottissimo, appena 1 grammo litro. I 22 mesi sui lieviti permettono al vino di sviluppare una complessità elegante senza perdere slancio. Emergono note di crosta di pane, nocciola fresca, pietra focaia e agrumi maturi, sostenute da una bocca cremosa ma sempre estremamente dinamica. È probabilmente la fase che meglio racconta la maturità stilistica raggiunta finora dalla cantina.

E poi c’è la “FASE QUATTRO”, disponibile dal 2026, che già rappresenta un piccolo oggetto di curiosità tra gli appassionati. Il blend vede nuovamente il Pinot Nero protagonista al 58%, con Chardonnay al 42%, mantenendo il dosaggio minimale tipico della filosofia aziendale. Anche qui l’affinamento previsto supera i 22 mesi sui lieviti. Da quanto raccontano in cantina, sarà probabilmente il vino più teso e territoriale mai prodotto da Quaterluna: meno concessioni alla rotondità, più energia, più precisione, più Franciacorta contemporanea.

Ma la vera attesa ruota oggi attorno all’imminente uscita del primo Millesimato Dosaggio Zero DOCG.
La prima annata sarà la 2022 e vedrà la luce nella primavera 2026. Un vino che la cantina definisce come “l’espressione più pura dello Chardonnay del vigneto Valluna di Erbusco”.

In Franciacorta il Millesimato rappresenta sempre qualcosa di speciale. Non soltanto un vino prodotto da una singola annata, ma la volontà di fissare nella bottiglia il carattere irripetibile di una vendemmia. Il disciplinare prevede affinamenti minimo 30 mesi sui lieviti proprio per permettere maggiore profondità ed evoluzione.

Nel caso di Quaterluna il Millesimato assume un significato ancora più importante perché rappresenta il primo vero racconto integrale del vigneto Valluna. Uno Chardonnay in purezza che promette di esprimere tutta la tensione minerale e la verticalità dei suoli morenici di Erbusco.

In Maurizio abbiamo trovato supporto logistico. Da lui, oltre ad acquistare delle uve, ci appoggiamo per la vinificazione presso la sua piccola cantina in centro ad Erbusco. Lui inoltre si occupa della gestione dei lavori meccanici in vigneto

Anche questo dettaglio racconta molto della natura del progetto.
Quaterluna nasce infatti in maniera profondamente condivisa, quasi comunitaria, dove ogni socio mette a disposizione competenze, strumenti e passione.

Ha messo a disposizione del progetto le sue attrezzature oltre chiaramente la sua competenza

E poi c’è Stefano.

Stefano è mio marito. Al Franciacorta e alla Franciacorta diamo il merito del nostro incontro

La dimensione familiare e relazionale emerge continuamente nel racconto.
Non è soltanto un progetto imprenditoriale, ma qualcosa di più personale, costruito sulle relazioni e sulle esperienze condivise.

Grande appassionato di vino e cucina, da lui riceviamo un importante sostegno commerciale. Il suo lavoro principale e la sua non timidezza lo portano ad avere una serie di conoscenze che si sono rivelate molto utili per far quadrare i conti

Quattro soci, quattro ruoli diversi, una sola visione.
Ed è probabilmente proprio questa armonia tra competenze differenti che rende Quaterluna una delle realtà più interessanti della nuova Franciacorta.

In un territorio ormai affermato a livello internazionale, dove il rischio dell’omologazione stilistica è sempre presente, Quaterluna sceglie una strada diversa: piccoli numeri, forte identità territoriale e una lettura contemporanea del Metodo Classico.

Lasciando Erbusco, mentre il sole scende lentamente sulle colline moreniche della Franciacorta e la luce accende i filari di riflessi dorati, rimane la sensazione di aver incontrato qualcosa di autentico.

Non soltanto una giovane cantina, ma un progetto umano prima ancora che produttivo.

Perché in fondo il vino più interessante nasce sempre così: da persone che decidono di trasformare un territorio, un’amicizia e una passione condivisa in qualcosa che possa durare nel tempo.

 

Luca Ongari – Bollicine e Dintorni
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