ESTAT-IAMO per sagre!
08 Set 2025
Dal vino in poi

ESTAT-IAMO per sagre!

E allora, come anticipato nell’articolo precedente, parlerò di alcune sagre estive che sono diventate un appuntamento fisso e irrinunciabile per chi conosce il borgo meraviglioso abruzzese che le ospita: Colli di Monte Bove, frazione di Carsoli, in provincia de L’Aquila.

Siamo tra i Monti Simbruini, nella zona montuosa della Marsica. Chi mi conosce, sa che parlo e scrivo molto di frequente di questo paesello che si trova a 1.000 metri sul livello del mare.

ESTAT-IAMO per sagre!La casa di famiglia di mio padre è qui, e fin da bambina, in questo luogo ameno, ho trascorso tanto tempo, soprattutto d’estate. Oggi, mi regalo la permanenza di almeno una settimana ad agosto e alcuni weekend, per riposare e ricaricarmi per i mesi successivi.

Aria pulita, paesaggio bellissimo, con una faggeta enorme che fa da cornice, splendidi tramonti, amicizie storiche e vere e…cibo eccezionale e genuino. Quest’ultimo è consumato nelle sagre, con tavolini e piatti molto abbondanti e veraci, in cui, giustamente, si valorizzano i prodotti locali.

Purtroppo le persone che vivono qui sono sempre meno, ma, con caparbietà encomiabile, le associazioni locali – Pro Loco, Amministrazione Domini Collettivi e i Giovani –organizzano vari eventi che richiamano molta gente. Quest’anno poi, dopo la pausa forzata per il Covid e varie vicissitudini, finalmente c’è stata la serata delle cantine, un percorso enogastronomico nella parte alta del borgo, dove, oltre a gustare prelibatezze, è stato possibile anche assaggiare vini abruzzesi. In alcune postazioni, infatti, situate anche dentro grotte antiche, erano presenti produzioni vinicole molto interessanti.

Non potevo esimermi e così ho collaborato versando il prezioso nettare ai partecipanti. Mi sono dedicata ai prodotti dell’Azienda Agricola Biologica Cioti che si trova a Paterno di Campli, in provincia di Teramo. L’area, dalla fine dell’Ottocento, ha una tradizione vinicola di tutto rispetto e la famiglia Cioti ne è un esempio.

Dagli anni Ottanta sta recuperando cloni locali di uve che sono coltivate a 400 metri sul livello del mare, nel parco del Gran Sasso e Monti della Laga, vicino le Montagne Gemelle (Montagna dei Fiori e Montagna di Campli), con la presenza di una biodiversità preservata con molta accuratezza.

I vini che hanno riscosso più successo negli assaggi sono un bianco e un rosato.

Il primo è Abruzzo DOC Pecorino Superiore “Alarius”, affinato in acciaio. Il Pecorino è un vitigno autoctono a bacca bianca e sembra che il suo nome derivi dal fatto che le pecore sono ghiotte dei suoi acini. Note olfattive di fiori di acacia, gelsomino e agrumi, anticipano un sorso fresco, caldo e con una leggera mineralità finale. Appartiene alla linea  Alarius (alare) che richiama i rapaci che di sovente volano a Paterno. Lo abbino al gruppo musicale americano The Eagles, il cui nome è evocativo del rapace per eccellenza che anche in Abruzzo è presente: l’Aquila Reale.

Il secondo è Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore “Pathernus”, affinato in acciaio, altra linea produttiva che omaggia il nome del luogo natio. 100% Montepulciano, il Cerasuolo nel colore richiama le cerase, il nome dialettale abruzzese delle ciliegie. Al naso emergono fragoline di bosco, amarena, pesca e rosa selvatica; gusto fresco e molto persistente. Una tipologia di rosato che raccoglie ampi consensi anche per la tonalità particolare del colore, per cui lo abbino al libro Norwegian Wood di Haruki Murakami. E’ uno scrittore giapponese che mi piace molto e viene dal Paese in cui la fioritura dei ciliegi (Hanami) è omaggiata ogni anno, dando luogo a molte manifestazioni ed eventi.

Aggiungo però anche un piatto tipico del paesello: i pizzicuni, pasta lunga fatta a mano, chiamata così perché deve essere “pizzicata” poco prima di buttarla nell’acqua in ebollizione. Durante la sagra a loro dedicata, ho trovato azzeccatissimo il Cerasuolo come abbinamento, soprattutto per il tradizionale condimento a base di guanciale, cipolla, pecorino e pepe nero. Una vera bontà!

E sempre nel corso di questa splendida serata, ho riassaggiato anche un altro vino abruzzese che già mi aveva colpito in precedenza: Montepulciano d’Abruzzo DOC Biologico “B”, affinato in acciaio, dell’Azienda Buccicatino, situata a Vacri in provincia di Chieti.

I vigneti, distribuiti tra Vacri e Bucchianico, sono in zona collinare, coltivati in suoli ciottolosi e argillosi e privilegiano di una grande luminosità. Bellissimo colore rosso rubino, con sentori di prugna, more e viole del pensiero, dopo averlo sorseggiato, lascia il palato morbido, con un retrogusto di frutti di bosco. Il Montepulciano d’Abruzzo è il vitigno simbolo della regione e lo abbino quindi al libro Fontamara di Ignazio Silone, ambientato proprio nella Marsica.

Passo all’altra sagra che ha avuto per protagonisti gli gnocchi, rigorosamente fatti a mano e straordinariamente buoni con un condimento a base di salsa di pomodoro, salsicce e spuntature di maiale. Naturalmente, come anche nella serata dei pizzicuni, è previsto anche un condimento senza carne, per permettere di gustare tali bontà a chiunque.

ESTAT-IAMO per sagre!E anche qui ho assaggiato un ottimo Montepulciano d’Abruzzo DOP Murelle della Cantina Miglianico, cooperativa di circa 300 viticoltori, con vigneti che si trovano nella provincia teatina nell’area di Miglianico, tra mare e collina. Affinato in cemento, questo vino al naso ha profumi intensi di marasca, ribes e chiodi di garofano, con un gusto avvolgente e persistente. Il pensiero va a una canzone dalla melodia dolcissima che è uno sfondo perfetto allo stato d’animo delle giornate da me trascorse: Agnese del cantautore abruzzese Ivan Graziani.

ESTAT-IAMO per sagre!Oltre alle sagre, trascorro il mio tempo anche facendo bellissime escursioni, e questa volta ho scelto la montagna adiacente, nelle Vene Le Macchie, insieme al mio amico Nando, natio del paesello, dove vive. Persona generosissima e ospitale, nonché bravissimo in cucina, ho avuto l’onore di essere invitata da lui per un aperitivo con un calice di vino, accompagnato da alcune prelibatezze, sul balcone di casa sua, da cui si può vedere il tramonto spettacolare, vanto di Colli. Ci ha fatto compagnia il Pecorino delle Cantine Bove, azienda di nicchia, fondata nel 1930, il cui quartier generale è ad Avezzano, provincia de L’Aquila.

Vino con ottimo rapporto qualità/prezzo, ha sentori delicati di pera, mela e fiori gialli, seguiti da freschezza. Molto piacevole.

ESTAT-IAMO per sagre!Concludo con un omaggio mio personale a Filomena, la proprietaria del Bar che ha accolto tutti noi, villeggianti e non, sin da bambini. Compirà 90 anni a breve, ed è stata organizzata una festa per celebrarla: Filumena SummerParty, serata bellissima che ha fatto riaffiorare molti bei ricordi, con sottofondo di musica anni Ottanta e Novanta.

L’abbinamento migliore è con il film Un Mondo A Parte di Riccardo Milani, del 2024, con Virginia Raffaele e Antonio Albanese. Ambientato in alcune località, tra cui Opi, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, a mio avviso rappresenta molto bene la realtà di chi vive in questi paesi e anche le sensazioni di chi ci entra in contatto, descritte bene dalle parole: La montagna lo fa.

Alla prossima, con i miei ultimi assaggi estivi!

 

 

Biancamaria Caroli
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