29 Ott 2024
Food&Life

Alessandro Tupputi, sommelier de La Rei Natura**

Come ho conosciuto la sua carta vini, premiata alla Milano Wine Week nella categoria 2 Stelle Michelin

Lunedì 7 ottobre, al Teatro Manzoni di Milano, durante la quarta edizione delle premiazioni delle Carte Vini della Milano Wine Week, il ristorante La Rei Natura** by Michelangelo Mammoliti, situato all’interno del 5 stelle lusso Il Boscareto Resort & Spa di Serralunga d’Alba, ha vinto il premio Carta Vini dell’Anno 2024 nella categoria 2 Stelle Michelin.

Il riconoscimento, condiviso con altri undici ristoranti a due stelle in tutta Italia, è in gran parte merito del sommelier Alessandro Tupputi, autore di una selezione che spicca per complessità e profondità.

L’occasione di testare di persona il frutto di tanta appassionata ricerca mi è capitato pochi giorni dopo, durante un mio breve viaggio nelle Langhe, e ne sono rimasta sbalordita: la carta vini de La Rei Natura conta 2400 etichette e prende corpo in primis dalle eccellenze del territorio langarolo, un panorama vitivinicolo che circonda Il Boscareto con geometrie perfette disegnate sulle colline che rendono celebre il Piemonte nel mondo. Proprio al Piemonte è dedicata una lista personalizzata, in carta riciclata da raspi d’uva e con impressa in copertina un’impronta di marna a forma di foglia di nebbiolo.

Con gli stessi materiali, ma con la foglia di chardonnay impressa in copertina, si passa all’Italia per poi guardare oltre confine, alla Francia, alla Spagna, all’Armenia, alla Georgia, toccando sia i grandi nomi che i piccoli vigneron, veri e propri maestri dell’arte del vino, che in carta rappresentano ben il 40% della selezione.

Da anni, sostengo che dobbiamo fornire un’esperienza enogastronomica a 360° al cliente. Che cosa significa? La stessa ricerca che si fa in cucina, sui piccoli produttori, dobbiamo farla noi sommelier, per offrire qualcosa di veramente unico e irripetibile. Il nostro lavoro di ricerca non si può riassumere esclusivamente nella partecipazione a fiere ed eventi del settore, ma deve necessariamente passare dalle visite alle cantine, perché altrimenti la differenza tra una carta vini e l’altra sarebbe impalpabile. Quando le persone vengono al ristorante, vorrei far loro scoprire delle storie nuove, oltre che delle etichette.

Ed io, una storia memorabile di quelle di cui parla Alessandro Tupputi, l’ho appresa in un suo “abbinamento al contrario”: un brachetto passito – già in sé una rarità – con una pietanza salata.

I sentori di ciliegia sciroppata, confettura di lamponi, rosa appassita e spezie del Brachetto Pian dei Sogni Forteto della Luja si accostavano con eleganza e decisione alla Pissaladière, a base di cipolla di Tropea arrostita come una pissaladière provenzale.

E anche in chiusura della cena, di nuovo in direzione contraria al convenzionale abbinamento “dolce con dolce”, lo Champagne Waris Hubert Blanc de Blancs dosaggio zero s’accompagnava con grazia ad un fresco dessert a base di salume d’ananas Victoria, sorbetto alla brace e vaniglia di Tahiti.

Alla ricerca costante di un equilibrio preciso, ma anche della sorpresa, ogni abbinamento proposto da Alessandro Tupputi ha accompagnato i piatti dello chef Michelangelo Mammoliti affinché il vino non prevaricasse o non sbilanciasse quanto uscito dalla cucina.

Ha rispettato l’intensità di tutti gli ingredienti, accentuandone alcune sfumature, come se il vino fosse l’ingrediente in più della ricetta.

Ma non si è fermato a questo, che potrebbe essere il risultato quotidiano di ogni sommelier esperto con incarichi in ristoranti gourmet. In ognuno dei suoi racconti, carichi di passione ed entusiasmo, emergevano i pilastri della sua ricerca enologica: unicità ed esclusività.

Se si parla di unicità, indispensabile citare tra scoperte grazie al sommelier Tupputi l’Azores Wine Company, cantina d’Antonio Maçanita che produce vini d’autore integrati nella D.O.C. Pico valorizzando le varietà autoctone della sua isola attraverso tecniche vitivinicole ancestrali.

Il suo bianco Arinto dos Açores nasce da una varietà autoctona esclusiva delle isole Azzorre, in terreni vulcanici affacciati direttamente sull’oceano Atlantico. Le viti, protette dai forti venti con muri di pietra denominati currais, danno uve meravigliosamente impregnate di fresca salinità, come il vino bianco che se ne ottiene.

Grazie, Alessandro Tupputi, per questo viaggio attraverso luoghi della viticoltura semisconosciuti.

Tornerò al più presto a Serralunga d’Alba per continuare il mio percorso di gusto e di curiosità, guidata da te, da Chef Mammoliti e dal resto della magnifica Squadra de La Rei Natura.

 

Adele Gorni Silvestrini

Mi trovi su Instagram @adelegornisilvestrini

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