17 Mar 2025
Il buon vivere

Borgo del Cedro. L’invito a riscoprire il Lazio

Monte Porzio Catone, che meraviglia! Un angolo del Lazio dove le vigne si arrampicano con la stessa determinazione di un romano in cerca del miglior caffè. E proprio qui, tra colline che sembrano dipinte da un artista new age ed eccentrico, sorge l’azienda Borgo del Cedro e su queste colline che Sara, una ragazza bellissima e giovanissima, con un sorriso da cartolina mi viene incontro, mi saluta con affetto e mi invita a scoprire il suo mondo. L’azienda agricola nasce nel 2019 grazie alla determinazione di Sara e sua sorella Giulia Costantini e Borgo del Cedro diventa la risposta enologica a chi pensa che il Lazio sia solo sinonimo di Frascati e carbonara.

Con 8 ettari di vigneti sparsi tra Monte Porzio Catone, Monte Compatri e Roma, le sorelle hanno deciso di dare una scossa al panorama vinicolo locale, coltivando varietà come Montepulciano, Syrah e la meno conosciuta ma affascinante Malvasia Puntinata.

Borgo del Cedro. L’invito a riscoprire il Lazio

Il vigneto aveva un vecchissimo borgo abbandonato e un cedro libanese  bellissimo e altissimo al centro del borgo motivo per cui è stato dato il nome di Borgo del Cedro all’azienda.

 

Borgo del Cedro. L’invito a riscoprire il Lazio

Nel 2019 Sara appena aperta l’azienda ha piantato un cedro libanese che oggi ha 4 anni e mezzo e svetta davanti ai miei occhi, bellissimo e suggestivo in questo scorcio di Lazio.

Nei primi 3 anni di produzione vende le uve e si dedica alla sistemazione del vigneto. Ma con la vendemmia 2022 inizia l’avventura nel mondo del vino e decide di imbottigliare le prime bottiglie e diventa la prima annata per tutte e quattro le referenze del borgo del cedro.

 

Seduto qui mentre i miei occhi sono attratti da bellissimi filari, Sara mi presente le sue 4 referenze, che dire, bottiglie davvero bellissime per una realtà così giovane. Sono attratto dalle grafiche e Sara mi dice che sono state tutte realizzate a mano da lei, bellissime e direi uniche.

Ci sono due linee differenti,  la prima linea Filiae e Parentes è dedicata alla famiglia e hanno etichetta simili.

Il Frascati Superiore DOCG in Filiae, dal Latino “Figlie”, con i volti di Sara e Giulia che guardano al futuro dell’agricoltura. Un gioiello che merita molta attenzione. È un frascati superiore che sembra voler riscrivere le regole del gioco.

Dimenticate quei bianchi insipidi che popolano gli scaffali dei supermercati; questo vino è un vero e proprio schiaffo ai palati annoiati. Al naso ti accoglie con delicate sfumature floreali e di pesca, quasi a sussurrarti all’orecchio che l’estate è appena iniziata. Ma è al palato che questo vino mostra il suo vero carattere: un sorso succoso, voluttuoso, che ti avvolge e ti fa chiedere perché mai dovresti accontentarti di bere un solo bicchiere. È un vino che ti prende per mano e ti porta in un viaggio attraverso vigneti assolati di Monte Porzio Catone, facendoti dimenticare lo stress della vita quotidiana. E’ un vino che diventa un’esperienza, una dichiarazione d’intenti da parte di Sara e Giulia.  Un invito a riscoprire il Frascati attraverso una lente nuova, fresca e irriverente. Se pensavi di conoscere il Frascati preparati ad essere piacevolmente smentito.

Borgo del Cedro. L’invito a riscoprire il Lazio

Fantastico con primi piatti a base di molluschi e crostacei, grigliate di mare e si sposa alla perfezione con un piatto della tradizione: la gricia.

E chi pensa che il vino rosso non abbia spazio nel Lazio sarà smentito dal Rosso Lazio igp Parentes, dal Latino “Genitori”, con i volti di Fulvia e Lorenzo, per loro fonte di ispirazione e ammirazione. Un blend di Cesanese e Syrah, questo vino rosso è l’accompagnamento perfetto per una serata in cui vuoi impressionare gli amici senza sembrare troppo pretenzioso.

Un vino che con la sua struttura e morbidezza, si sposa alla perfezione con un brasato succulento, esaltando i sapori ricchi e profondi del piatto. Questo vino frutto della passione di Sara e Giulia, rappresenta un’interpretazione moderna dei vitigni autoctoni del Lazio. Al naso, offre un bouquet complesso di frutti rossi maturi, spezie dolci e una leggera nota tostata, quasi a ricordare una serata davanti al camino. Al palato la sua struttura avvolgente e i tannini vellutati creano un equilibrio perfetto tra la potenza e eleganza  rendendolo un compagno ideale per piatti robusti e saporiti. Sicuramente è un vino che mi ha sorpreso e conquistato, dimostrando come la tradizione vinicola del Lazio possa essere reinterpretata con creatività e passione.

La seconda linea invece è dedicata al vulcano, e abbiamo Topho, dal latino “Tufo”, ceneri provenienti da esplosioni vulcaniche, che caratterizzano i loro vigneti, un Roma doc malvasia puntinata 100%. Già dal suo nome evoca antiche pietre vulcaniche. Al naso questo vino è un’esplosione di fiori di tiglio, ananas e pesca noce, con un accenno di mandorla fresca che ti fa venire voglia di un aperitivo all’ombra di un cedro secolare. In bocca, il sorso è piacevole e fragrante, con un finale che lascia un leggero calore alcolico e una dolcezza fruttata che ti fa pensare: Un altro bicchiere, grazie e se mi da anche la bottiglia sono più felice!

Borgo del Cedro. L’invito a riscoprire il Lazio

Ideale per zuppe di pesce, grigliata di carne bianca, formaggi freschi e abbinamento della tradizione laziale: Cacio e Pepe.

E per concludere abbiamo Silicea, dal Latino “Basalto”, roccia vulcanica formatasi dalla solidificazione del magma, molto presente nei loro vigneti, un Roma doc rosso che incarna l’audacia e la raffinatezza del Lazio. Questo vino, frutto di un sapiente blend di uve Montepulciano e Syrah, si presenta con un colore rosso intenso dai riflessi violacei, promettendo profondità e carattere sin dal primo sguardo. Al naso offre un bouquet ben equilibrato, dove le note floreali si intrecciano armoniosamente con sentori fruttati e speziati. È come passeggiare in un bellissimo giardino fiorito al tramonto, con l’aria intrisa di profumi avvolgenti. In bocca questo vino rivela una struttura piena e una personalità decisa. I tannini sono presenti ma ben integrati, conferendo al vino una piacevole rotondità. Il finale è persistente, lasciando una scia di sapori che invitano a un nuovo sorso. Sicuramente un vino che rappresenta in modo autentico il territorio laziale, un vino che sa sorprendere e conquistare con la sua eleganza e complessità. Un vino che saprà sorprenderti con Pecorini di media stagionatura, spezzatini, brasati e non può mancare un inno alla tradizione: abbacchio alla scottadito

Borgo del Cedro. L’invito a riscoprire il Lazio

Borgo del Cedro non è solo una azienda ma una dichiarazione d’intenti. Un invito a riscoprire il Lazio attraverso calici che raccontano storie di passione, innovazione e perché no un pizzico di irriverenza data dall’essenza di Sara abile e simpaticissima padrona di casa. Una azienda giovane, ma con una grande storia che sicuramente saprà scrivere la storia vinicola laziale e continuerà a sorprenderci con le idee di Sara e Giulia.

Roberto Silvio De Pascale

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