Cantina Perticaia. Le verdi colline nel cuore dell’Umbria
Immersa nelle verdi colline nel cuore dell’Umbria, poco distante da Montefalco, sorge la cantina Perticaia, un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Il nome stesso, che nell’antico dialetto umbro significa “aratro”, incarna il profondo legame tra uomo e natura, riflesso in ogni dettaglio della cantina e dei vini.
I vigneti sono situati su colline tra i 320 e i 350 metri di altitudine, beneficiano di un’esposizione sud/sud-ovest e di un suolo calcareo-minerale, arricchito da una significativa presenza di sostanza organica. Queste caratteristiche donano alle uve una straordinaria complessità e intensità, base per vini dal carattere autentico.
Un progetto che la famiglia Becca, appassionati di vino ed imprenditori di successo in Lussemburgo, con la volontà di ricreare un legame con la propria terra d’origine, sposano nel 2018, prendendo in mano una piccola cantina a conduzione famigliare degli anni 2000, abbracciandone la storia e i valori, per intrecciarli con il progresso e la modernizzazione.

Ho il piacere di incontrare Matteo che mi conduce a visitare i loro bellissimi vigneti, che al calare del sole, con i colori del tramonto, sono una piccola cartolina.
Con più di 30 ettari vitati, ci troviamo in una terra estremamente vocata all’agricoltura vitivinicola con i due vitigni autoctoni principi dell’Umbria: il Sagrantino e il Trebbiano Spoletino. Siamo nel punto dove si incontrano le storiche menzioni della Montefalco Sagrantino DOCG e Montefalco Rosso DOC, e della più giovane Spoleto DOC. È proprio in queste denominazioni dove si concentra la gran parte delle loro energie e risorse poiché parte di un territorio da rappresentare attraverso il vino che da sempre ne è l’espressione più immediata.
La produzione celebra il Sagrantino e il Trebbiano Spoletino, due varietà che esprimono appieno la ricchezza del territorio. Il Sagrantino, con la sua struttura imponente e la longevità unica e il Trebbiano Spoletino, noto per la freschezza e la complessità aromatica, sono il cuore pulsante della cantina. A questi si affiancano altre varietà, coltivate con la stessa dedizione per esaltare l’unicità del terroir.
La vendemmia è svolta rigorosamente a mano, utilizzando cassette da 10-15 kg per preservare l’integrità delle bacche durante il trasporto. Le uve vengono poi raffreddate in celle frigorifere a 5°C per almeno 12 ore, un passaggio cruciale per garantire uniformità nella lavorazione e protezione contro l’ossidazione, salvaguardando aromi e profumi. Dopo il raffreddamento, la diraspatura quindi la macerazione a freddo tra i 2°C e i 5°C per un periodo variabile da 12 ore a 30 giorni, a seconda delle caratteristiche dell’uvaggio.
Una volta completata la macerazione e la pigiatura, i mosti ottenuti passano alla fermentazione, che permette lo sviluppo di profumi e aromi complessi. L’affinamento successivo avviene in contenitori di acciaio per preservare la freschezza o in legno per donare maggiore profondità e raffinatezza ai vini che lo richiedono.

Essere biologici, per Perticaia, significa adottare un approccio che rispetta l’ambiente e valorizza la biodiversità. I vigneti vengono coltivati senza l’uso di pesticidi o fertilizzanti chimici, favorendo tecniche naturali per mantenere la vitalità del suolo e delle piante. Questo approccio garantisce vini autentici, specchio fedele del territorio e delle sue stagioni.
Perticaia non è solo una cantina, ma un luogo dove storia, territorio e passione si incontrano. I vini sono il frutto di un percorso che rispetta la terra e le tradizioni, celebrando ogni giorno la bellezza dell’Umbria attraverso calici di autentica eccellenza.
In una bellissima sala, adiacente la cantina Matteo mi fa accomodare e mi serve un tagliere con bruschette calde con il loro olio e degli ottimi formaggi. Posiziona i calici e inizia a versare il vino.
Il primo vino è un rosato, Umbria Rosato Igt 2023. Un vino ottenuto da uve Sagrantino 60% e Sangiovese 40%. Raccolta manuale a cassetta solitamente dopo la terza settimana di agosto per avere un’acidità maggiore. Estrazione del mosto fiore e nessuna macerazione sulle bucce. Affinamento in acciaio di circa 3 mesi sulle fecce fini.
Colore rosa tenue. Aromi intensi, di frutta dolce come la fragola, per poi deviare su agrumi come pompelmo, buccia di arancia, lime. Alcune note vegetali come il pomodoro. Molto floreale.
In bocca si presenta leggero, di grande freschezza e piacevole. Credo sia adatto a tartare di pesce crudo, carni bianche, pollo arrosto, ma anche adatto alla cucina orientale come sushi e tempura.
Il secondo calice è uno Spoleto Doc – Trebbiano Spoletino 2023 un vino ottenuto da Trebbiano Spoletino. Uva a maturazione tardiva: raccolta manuale in cassetta a fine settembre/prima settimana di ottobre. Maturazione in acciaio per circa tre mesi sulle fecce fini.
Colore giallo paglierino. Aromi molto fruttati di frutti esotici e tropicali, pesca gialla e note di fiori bianchi. Al palato si presenta fresco, intenso, dal corpo importante. Secco e molto bilanciato nella sua acidità e sapidità.
Io lo consiglierei per degli ottimi aperitivi, piatti di pesce, uova e formaggi a pasta morbida.
Il terzo calice è un vino di cui Matteo mi ha parlato tantissimo, il loro vino bianco di punta, il Del Posto, Spoleto Doc – Trebbiano Spoletino 2022. È un vino ottenuto da Trebbiano Spoletino. Uva a maturazione tardiva proveniente esclusivamente dalle uve della Vigna Del Posto: raccolta manuale in cassetta a fine settembre/prima settimana di ottobre. Maturazione: parte in acciaio e parte in tonneaux per 12 mesi con bâtonnage sulle fecce fini.
Colore giallo paglierino con riflessi dorati. Bouquet complesso e fine che si apre con note di vaniglia e resina, continua con spezie mediterranee di salvia, rosmarino e menta arricchito con profumi di pesca, cedro e fiori gialli. Durante l’affinamento in bottiglia acquisisce sentori di idrocarburi. Al palato è intenso, dal corpo importante, pieno ed elegante.
Un vino che al palato lascia un gusto davvero importante e credo sia adatto a carni bianche, ragù di agnello, tartufo bianco e a piatti complessi.
Poi i rossi e il primo è il rosso base: Montefalco Rosso Doc 2020. Un vino ottenuto da uve di Sangiovese 70%, Sangiovese 20%, Merlot 10%. Raccolta manuale dei grappoli a settembre per Sangiovese e Merlot, nella prima decade di ottobre per Sagrantino. Affinamento per 12 mesi in botti di acciaio per Sangiovese e Merlot e in botte di legno per il Sagrantino. Successiva maturazione in bottiglia per 6 mesi.
Colore rosso rubino. Al naso aromi di frutti a bacca rossa, frutti di bosco e note speziate.
È un vino che può esser bevuto a tutto pasto perché facilmente abbinabile sia a primi piatti a base di carne, zuppe saporite e carni rosse alla brace.

Ora invece iniziano i calici importanti come il Montefalco Rosso Doc Riserva 2019, un vino ottenuto da uve di Sangiovese 75%, Sagrantino 20% e Cabernet Franc 5%. Raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a metà settembre per Sangiovese, ad inizio ottobre per le altre uve. Assemblaggio delle varietà in botti di rovere francese per 24 mesi, affinamento in acciaio per 6 mesi e maturazione in bottiglia per altri 6 mesi.
Colore rosso rubino con riflessi granati. Al naso è intenso e ampio, profumo di frutti rossi e neri di bosco che integrandosi agli aromi terziari di cannella e cioccolato, contribuiscono alla formazione di un ricco e complesso bouquet di un grande vino rosso. In bocca è pieno ed elegante, corposo e di grande struttura. Molto bilanciato con un tannino vellutato e saporito.
Un vino davvero importante, pregiato e in bocca molto elegante che si abbina sicuramente a pregiate carni rosse, selvaggina e cacciagione, ma sicuramente ottimo anche con formaggi molto stagionati.
E i vini rossi terminano con il vino per eccellenza, il vino che rappresenta la cantina e il territorio, il Montefalco Sagrantino Docg 2018, un vino ottenuto da uve di Sagrantino con raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a fine settembre ed inizio ottobre.

Maturazione in legni di rovere francese per 30-36 mesi e successivo affinamento in bottiglia.
Si presenta con un coloro rosso rubino con riflessi granati. Al naso note di frutti a bacca nera ben maturi, accompagnati da sentori speziati di pepe nero, cioccolato, caffè e liquirizia. Seguono aromi terziari di sottobosco autunnale e una leggera affumicatura.
Di grande corpo, con una struttura sopraffina. Molto pieno e persistente, con un tannino vellutato e ben equilibrato, di grande eleganza. Grande bilanciamento tra acidità e la sua parte alcolica e tannica. Molto lungo il gusto e di profonda intensità. Vino atto ad essere estremamente longevo.
Un vino che non supera i 15° e nonostante la sua importanza resta molto leggero e si beve facilmente sicuramente da sposare con selvaggina, cacciagione, grandi brasati e piatti a base di tartufo nero.

Dopo tutti questi vini, conservo ancora lucidità e chiedo a Matteo di passare al dolce per concludere questa bellissima degustazione così da poter abbinare il Montefalco Sagrantino Passito Docg.
Un vino ottenuto da uve di Sagrantino con raccolta manuale in cassette con selezione in vigna dei grappoli a metà ottobre. Appassimento naturale su stuoie con continua cernita degli acini al fine di garantire il massimo della qualità. Fermentazione a temperatura controllata fino al raggiungimento degli zuccheri residui desiderati. Affinamento in tonneaux di rovere francese per minimo 24 mesi e successivamente altri 12 mesi in bottiglia.
Colore rosso rubino intenso con riflessi granati. Al naso presenta note di frutta rossa ben evoluta, ricco di spezie, confettura di more, cuoio e tabacco. Molto pieno e persistente in bocca, viscoso e denso, entra in bocca con una forte carica zuccherina bilanciata da una buona freschezza.
E’ un vino che sto gustando con degli ottimi “tozzetti”, ma sarebbe ottimo anche con biscotti a pasta dura umbri e crostate di frutta rossa nonché a formaggi molto stagionati e cioccolato fondente.
Una cantina davvero sorprendente, perché nella sua semplicità realizza ottimi vini, vengono presentati in modo elegante in una saletta molto ben curata. È la loro filosofia così sincera che li rende diversi dagli.
Etica ed integrità sono alla base di tutte le loro attività, nel rapporto con i clienti e collaboratori. Perticaia è guidata da un gruppo appassionato di giovani che con entusiasmo portano avanti l’amore per la terra Umbra e che lo trasmettono a tutti coloro che vengono in visita.

Valorizzare il territorio e le tipicità delle terre umbre con un linguaggio semplice e contemporaneo, facendo parlare i vini, testimoni dell’identità e unicità della terra Umbra. Il tutto in sinergia con la natura e nel rispetto di essa, riducendo al massimo l’impatto ambientale facendo scelte di sostenibilità e salvaguardia. Perticaia e Montefalco al centro della scena enologica promuovendo la massima qualità ed eleganza in tutti prodotti e la sinergia con le realtà del territorio. Avere lo sguardo sempre rivolto ad un futuro di crescita qualitativo e sostenibile. La vinificazione come intreccio sinfonico di arte e scienza, orchestrando attentamente ogni passaggio per amplificare l’espressione naturale del frutto modellata dalle stagioni e dalla terra. Il risultato sono vini di grande espressività ed eleganza, che racchiudono lo spirito stesso dell’Umbria.
Una bellissima scoperta, in un luogo di incanto che lascerebbe senza parola anche chi non è appassionato di vini.
Roberto Silvio De Pascale
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