15 Apr 2026
Il buon vivere

Cascina Cuccagna. La città respira la campagna

A Milano, in zona Porta Romana, c’è una cascina settecentesca che negli anni è tornata a vivere e oggi è diventata uno dei luoghi più interessanti della città.
Cascina Cuccagna non è solo uno spazio recuperato.
È un punto in cui succedono cose: persone che si incontrano, progetti che prendono forma, attività che tengono insieme agricoltura urbana, cultura e quotidianità.
Varcato il portone, respiri l’aria di questo cambiamento, vedi con i tuoi occhi quello che accade.
Fuori la città continua a correre, dentro cambia il ritmo: corti, orti, alberi e tavoli costruiscono un tempo diverso, più lento ma concreto.
La cascina riapre nel 2012 dopo un lungo lavoro di recupero e da allora diventa un luogo vissuto, non solo frequentato.
È dentro questo spazio che nasce “Un posto a Milano”.
Non è semplicemente un ristorante.
È un progetto più ampio, dove la cucina convive con il bar, la foresteria, il mercato e una comunità che ruota attorno a un’idea chiara: mettere in relazione città e campagna senza forzature.
Alla base c’è un lavoro concreto sui produttori. Non una dichiarazione, ma una pratica. Il cosiddetto chilometro vero significa sapere da dove arriva ogni ingrediente, come è stato prodotto, da chi.

Chef Nicola Cavallaro
Nicola Cavallaro arriva da una realtà agricola, e questa cosa nei piatti si sente.
Non è un concetto costruito dopo. È un punto di partenza: terra, prodotti, stagioni, lavoro.
Nel tempo il percorso si definisce. Prima Bologna, poi la cucina che diventa scelta. La formazione al Cordon Bleu di Londra e l’esperienza a bordo della Royal Caribbean allargano lo sguardo, ma non cambiano la direzione.
Quando arriva a “Un posto a Milano” nel 2012, trova il contesto giusto.
La sua cucina tiene insieme tradizione e lettura contemporanea senza forzature. I piatti restano leggibili, ma non banali. Funzionano perché sono costruiti su un equilibrio reale.

cascina cuccagna

Il Rito del Jazz
Il martedì sera Cascina Cuccagna cambia atmosfera.
Dal 2022 prende forma Il Rito del Jazz, progetto curato dall’associazione Musicamorfosi con la direzione artistica di Saul Beretta.
Non è solo musica dal vivo.
Sono due set, alle 19.30 e alle 21.30, che accompagnano la serata e trasformano lo spazio. La musica non resta sul palco: entra tra i tavoli, si mescola alle persone, diventa parte dell’esperienza.

La degustazione
Durante la degustazione, alle 19:30 lo spazio si riempie di suono: sul palco Andrea Andreoli al trombone, Dario Spezia alla chitarra, Carlo Bavetta al contrabbasso e Matte Rebulla alla batteria, con il progetto My Family.
Le note accompagnano ogni portata, entrano tra i tavoli e costruiscono un ritmo che segue la cena.
Il vino
Cabernet Franc
Un rosso equilibrato, con note vegetali e speziate che accompagnano il percorso senza sovrastarlo.

cascina cuccagna
Focaccina di avena e mais rostrato rosso di Ravetta, con gorgonzola, pere e crudo.
Il primo morso è diretto: dolce e sapido insieme. La focaccia è morbida ma con una base rustica, il gorgonzola spinge sulla cremosità, la pera alleggerisce, il crudo chiude con una nota salina più netta.
Mondeghili con maionese all’aglio e salsa verde.
Croccanti fuori, morbidi dentro. La carne resta succosa, la maionese aggiunge rotondità, la salsa verde porta freschezza.
Giardiniera fatta in casa.
Croccante, acida, pulita. Serve a rimettere ordine nel palato.

cascina cuccagna
Risotto Carnaroli DOP di Baraggia biellese e vercellese selezione Zaccaria con salsa gremolada.
Il riso è preciso, con il chicco ben definito e una consistenza uniforme. La gremolada porta freschezza e alleggerisce il piatto nel finale.


Coscia d’oca in onto cotta a bassa temperatura con polenta di mais Rostrato Rosso di Ravetta e verdure di stagione ripassate con aglio, olio e peperoncino.
La carne è tenera e si apre facilmente. Il grasso accompagna senza appesantire. La polenta tiene insieme il piatto, le verdure riportano equilibrio.


Il dolce
Panettone con crema al mascarpone.
Soffice, profumato, senza eccessi.


A Cascina Cuccagna non si viene solo per mangiare.
È un luogo che tiene insieme cucina, musica e persone senza forzature.
E quando esci, quello che resta non è solo il ricordo dei piatti, ma il modo in cui hai vissuto lo spazio. Una esperienza che porti dentro e che non dimentichi.

Roberto Silvio De Pascale

Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina

Il buon vivere