01 Mar 2025
Il buon vivere

Di Rienzo al Pantheon

Al Pantheon la sera si vedono le attrici. Si parla con gli amici a tarda primavera. Al Pantheon by night si rompono i bicchieri. Ci sono gli stranieri, oh yes, okay, all right. Il Pantheon è famoso, ci sono due bar ai lati. E son sempre affollati anche il giorno di riposo. Roberto Benigni

Roma, città eterna. Qui ogni sampietrino ha visto più cose di quante noi potremmo mai raccontare. E proprio davanti al monumento dei monumenti, il Pantheon, si quell’edificio che ha visto passare più imperatori, papi e influencer di qualsiasi altro al mondo c’è il Ristorante Di Rienzo, uno dei due bar della canzone di Benigni. Un ristorante con una vista che da sola vale il prezzo del biglietto.

Un ristorante che ha una storia che non tutti hanno, fondato nel 1952 nella storica piazza della Rotonda, con il Pantheon a fare da maestosa cornice. Nasce dalla visione di Michele Di Rienzo che rivelò una vecchia latteria trasformandola in un simbolo della Roma che evolveva. Grazie alla sua ambizione e alla dedizione della giovane moglie Adua, il locale subì una straordinaria metamorfosi dapprima diventò un caffè romano come nella canzone, punto di riferimento della Dolce Vita e icona di un’epoca per poi affermarsi come ristorante di grande charme e prestigio.

Ad accogliermi come se stessi entrando in una bellissima casa signorile ci sono Gabriele e Marianna che con la loro verve e simpatia mi fanno già sentire a casa. Mi mostrano il loro locale, i marmi che impreziosiscono le sale, gli arredi e mi invitano ad accomodarmi per gustare le loro prelibatezze lasciandomi ammirare un monumento che da solo vale la visita.

Accomodarsi in questo ristorante significa prendere posto nella storia. Non so se sia più antico il Pantheon o la ricetta della carbonara che questa sera non mangerò sicuramente. Ma in entrambi i casi ci troviamo davanti a capolavori.  Il menù è un omaggio alla tradizione romana, ma senza quella pesantezza da turista che spesso infesta i ristoranti con vista da cartolina.

 

Antipasto: un’introduzione da manuale. Mi arriva un bellissimo piatto con del carpaccio di salmone con olio al basilico e latte marinato nella soia. Il latte marinato un colpo di genio. Il benvenuto che sicuramente mi merito. Un perfetto equilibrio tra delicatezza e carattere. Il salmone di ottima qualità si scioglie in bocca, mentre l’olio di basilico aggiunge una nota erbacea fresca che esalta senza coprire. Il vero colpo di scena? Il latte marinato alla soia: un tocco umami che avvolge il palato con eleganza, senza strafare. Un piatto che gioca sulla semplicità degli ingredienti ma con un risultato di grande finezza. Decisamente un antipasto che vale la pena assaggiare, con una vista così che toglie il respiro e sicuramente dell’ottimo vino bianco ad accompagnarlo.

Primi piatti: con disinvoltura mi viene servito un risotto agli scampi con pistacchio che grida vendetta. Quante volte ho visto risotti così con la classica cremina quasi arancione e uno scampo perso nel riso come un figlio abbandonato? Qui tutta un’altra storia, lo scampo c’è a piccoli pezzi e accompagna il risotto come il marito all’altare la moglie. Un piatto che seduce al primo assaggio. La mantecatura è impeccabile, cremosa senza eccessi, con il riso che mantiene la giusta consistenza, né troppo al dente né molle. Gli scampi regalano una dolcezza raffinata, mentre il pistacchio, croccante e aromatico aggiunge profondità e un tocco di eleganza senza sovrastare il piatto. Un connubio riuscito, dove ogni ingrediente ha il suo spazio e dialoga armoniosamente con gli altri. Gustarlo con la vista al Pantheon? Esperienza quasi mistica.

Ma la degustazione non è tale se il cameriere non ti serve almeno un altro primo e così arrivano delle linguine con pachino e calamari abbelliti da dei calamari fritti.  Questo piatto è un omaggio al Mediterraneo con vista sulla storia. La pasta cotta alla perfezione, avvolta in un sugo di pachino dal sapore vivace e leggermente dolce, che bilancia con maestria la sapidità naturale dei calamari.

Di Rienzo al Pantheon

Il vero colpo di scena? I calamari fritti in topping: croccanti, dorati al punto giusto, aggiungono quella nota di contrasto tra morbidezza e croccantezza che rende il piatto intrigante e completo. Ogni boccone racconta mare e sole, con un equilibrio che non stanca mai. Un primo piatto che non solo soddisfa ma conquista.

Mi lasciano sorseggiare il mio vino bianco mentre il mio sguardo è conquistato dalla bellezza del Pantheon e l’udito catturato dagli schiamazzi dei turisti che si accalcano per scattare foto. In questo momento di estasi e tranquillità arriva un piatto che grida vendetta. Una bellissima orata cucinata alla siciliana. Un piatto che parla di mare, sole e tradizione. Il pesce, cotto con precisione millimetrica, mantiene una carne morbida e succosa, mentre il condimento alla siciliana, con pomodorini, olive e capperi regala un’esplosione di sapori mediterranei perfettamente bilanciati tra dolcezza, sapidità e un leggero tocco acidulo. Ogni boccone è un viaggio tra le coste siciliane, con il Pantheon a fare da scenografia d’eccezione. Un piatto che rispetta la semplicità della cucina italiana ma con quel tocco di sapore che lo rende memorabile. E su questo piatto il bianco che lo accompagna scende come l’acqua sotto la doccia la mattina appena svegli.

Di Rienzo al Pantheon

Per concludere questo viaggio mi lascio sedurre dalla loro pasticceria rigorosamente fatta in casa. E non può non arrivarmi un tiramisù con fragole e frutti di bosco. Una rivisitazione fresca e golosa del classico dolce italiano. La crema al mascarpone è soffice e avvolgente, con una leggerezza che non sacrifica affatto la golosità. Le fragole e i frutti di bosco, con la loro dolce acidità spezzano la ricchezza della crema e aggiungono un tocco vivace, rendendo ogni cucchiaiata equilibrata e mai stucchevole. Il savoiardo perfettamente inzuppato nel caffè ma ancora consistente raccoglie tutti i sapori in un’armonia perfetta. Un dessert che riesce a essere indulgente e rinfrescante allo stesso tempo, perfetto per chiudere una cena, ma la mia cena si chiude con una sorpresa perché arriva un piatto con dei bicchierini di mascarpone cioccolato e lingue di gatto, il colpo di grazia per fartene andare via con qualche chilo di troppo. Bicchierini che diventano piccoli scrigni di pura golosità. La crema al mascarpone è vellutata, ricca ma non stucchevole, con una consistenza che accarezza il palato senza appesantire. Le lingue di gatto, croccanti e friabili, aggiungono il giusto contrasto trasformando ogni boccone in un gioco e poi le scaglie di cioccolato completano l’esperienza con un tocco di intensità aromatica, spezzando la dolcezza con il loro retrogusto leggermente amaro. Sicuramente la parte divertente è stato inzuppare le lingue di gatto nei bicchierini e sporcarsi la bocca di mascarpone.

Mangiare da Di Rienzo non è stata solo un’esperienza gastronomica, ma un viaggio tra sapori autentici e storia millenaria. Qui la cucina romana e mediterranea viene esaltata con rispetto e precisione, senza inutili artifici, ma con la cura di chi sa che la qualità parla da sola. Il tutto servito con una vista che da sola vale il conto.

Se cercate un posto dove il buon cibo incontra il fascino terreno di Roma, accomodatevi. Con un calice di vino in mano e il Pantheon davanti agli occhi, l’unico problema sarà trovare la forza di alzarsi da tavola.

 

Roberto Silvio De Pascale

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