elda cantine
04 Gen 2025
Il buon vivere

Elda Cantine. Il Nero di Troia a due passi da casa

 

Troia è un affascinante e suggestivo borgo millenario pugliese immerso nei monti Dauni, nella zona settentrionale della Puglia. Custode di tesori antichi ed inestimabili donati dalla Storia, la leggenda vuole che le sue antichissime origini (siamo agli albori del XI secolo) siano da attribuire a Diomede. Con molta probabilità il centro abitato inglobò la “città vecchia” preesistente.

Divenuta Aecae in epoca romana, Troia si trasformò, data la sua posizione lungo la fitta rete viaria che collegava Roma all’Oriente, in un centro di primaria importanza. Strabone, Livio e Polibio, furono i primi a riportare notizie certe sull’esistenza di questo municipium. Tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero Romano, Aecae raggiunse il massimo sviluppo.

La storia di questo borgo si intreccia in maniera così indissolubile con quella della Chiesa da aver tracciato un solco indelebile nell’arte e architettura locale. Simbolo del passato religioso della città è infatti lo splendido rosone di quel gioiello del romanico pugliese che è la Cattedrale, i cui lavori di costruzione cominciarono nel 1093 e si conclusero nel 1119.

Tra i declini collinari di Troia ho scoperto Elda Cantine, una azienda nata ormai da oltre vent’anni.

Conosco Alessandro, il direttore commerciale dell’azienda, che sorridente mi viene incontro accogliendomi nella sua bellissima cantina. Tanto bella da lasciarmi a bocca aperta per la bellezza che evoca.

Il progetto Elda Cantine, il cui nome è una dedica dell’ing Marcello Salvatori alla madre Elda, nasce come normale evoluzione delle attività nel campo delle energie rinnovabili. Un’anima green del gruppo che ha visto recentemente l’apertura del primo Elda Hotel, ecosostenibile e biocompatibile, immerso nel verde millenario della Foresta Umbra, cuore del Parco Nazionale del Gargano.

Le uve per le loro linee di prodotto più prestigiose vengono raccolte a mano ed in cassetta, da vigneti a spalliera e non irrigui, ubicati su terreni calcari a pietra bianca e coltivati nel massimo rispetto per l’ambiente.

La gamma di vini, forte di vitigni autoctoni regionali e internazionali provenienti esclusivamente da terreni di loro proprietà, è decisamente vasta.

L’impronta green è declinata in ogni fase del processo produttivo: cantine totalmente alimentate con energia rinnovabile, tappi 100% riciclabili, limitati trattamenti chimici.

Rosalia Ambrosino è l’enologo (o enologa) entrata in azienda nel 2014 dopo un casuale incontro con Marcello che ha l’input di rilanciare l’azienda attraverso un importante rebranding forte di un ammodernamento della struttura.

Rosalia è una napoletana di nascita, pugliese d’adozione, girovaga per vocazione.

Il destino ha voluto che il suo incontro con l’Enologia fosse inatteso, fortuito. Quando arriva il “coup de foudre” che ti illumina la strada da seguire c’è poco da fare, così ha deciso che sarebbe diventata enologa nella totale inconsapevolezza di “cosa” le avrebbe portato e, soprattutto, “dove” avrebbe portato questa scelta.

Ha viaggiato per “fare vino” tra i maestosi territori vitivinicoli Baschi, Pirenei e Alpi, ma il destino l’ha richiamata nelle terre che ama, il sud. Oggi si divide tra Foggia e Troia, narrando queste terre di Puglia attraverso Elda Cantine, una miscela di vino, cultura e territorio.

Arrivata nelle terre di Capitanata ha sentito subito che questa incantevole parte della Puglia settentrionale sarebbe diventata la sua nuova casa oltre che una stimolante dimensione professionale. A conquistarla è il Nero di Troia, intrigata dall’alone di mistero, dalla storia di questo vitigno antico le cui “radici” affondano nei miti della cultura mediterranea. Affascinata dalla potenza dei profumi che sprigiona, dei tannini che graffiano e vanno domati.

Rosalia decide di realizzare 6 diversi prodotti derivanti da questo stesso vitigno. Primo tra tutti il Metodo Classico.

La sua idea di vino senz’altro si sviluppa attraverso il rispetto dell’ecosistema di cui siamo parte. La sua scelta è stata quella di una conduzione enologica sana, quindi fatta di controllo, ma allo stesso tempo etica e sostenibile.

Ho in mano un bicchiere di Elda Brut Nature, il metodo classico da Nero di Troia, coltivato a Vigna Santa Cecilia da piante con circa 15 anni di vita. Suolo calcareo a medio impasto. Raccolta effettuata solitamente verso la fine di agosto. Affinamento 24 mesi sui lieviti.

Alla vista appare rosa tenue, quasi cipria, con fine e persistente perlage, elegante corona di spuma. Al naso è ricco e fruttato con sentori di lievito e crosta di pane, dal gusto piacevole, morbido e sapido.

Un vino perfetto abbinato a pesce crudo (scampi e ostriche), tempure di mare e di terra. Con i primi di mare si sposa magicamente. Da due anni c’è anche un’altra bollicina, altrettanto pregiata seppur con un’impronta totalmente diversa: il Troja Ancestrale, spumante metodo ancestrale, sempre da Nero di Troia. Un nome che è omaggio alla cittadina millenaria che ospita la cantina. Ogni anno con una nuova etichetta, un artista lo interpreta secondo il proprio istinto. Quest’anno è stato raccontato da Fonsy Nils. Proviene sempre da uve coltivate a Vigna Santa Lucia. La vendemmia è a fine agosto e la fermentazione è spontanea. Alla vista si presenta giallo ocra, opalescente. All’olfatto ricco e fruttato con sentori di lievito e legno di agrumi. Al gusto è piacevole, fresco e sapido. Un vino perfetto per gli aperitivi con il pesce, tartare di pesce, antipasti e torte salate.

Rosalia sostiene che più di ogni vino, lo spumante richiede una cura attentissima e meticolosa, frutto di grande passione e un’approfondita ricerca nonché studio. Come quando si è recata con un team di colleghi presso un laboratorio enologico toscano a studiare il “liqueur d’expedition“.

La mission di Elda Cantine è proprio quella di valorizzare al massimo le pregiatissime uve pugliesi e la produzione di questo spumante rientra proprio nella strategia di aumentare la consapevolezza di “riscatto” di un territorio, dove lo spumante deve rilanciarsi come prodotto d’eccellenza, in contrasto con l’idea di vino spumante tout-court confinato nell’immagine del “botto da occasione.”

Ogni etichetta che si rispetti ottiene sempre dei riconoscimenti ma i più importanti per loro arrivano sempre dai clienti che li scelgono e continuano a scegliergli dall’Italia e sempre più anche dall’Estero.

Macerotto, il bianco macerato da Bombino Bianco ha ottenuto il bollino rosso del prestigioso Wine Hunter mentre Ettore annata 2019, il rosso da Nero di Toria, ancora una volta si conferma un vino di altissimo pregio con le 4 stelle della Guida Vini Buoni d’Italia – Touring Club Italia con la menzione di “vino da non perdere”.

Macerotto, sembra uno squarcio di vita sanato da un cerotto. Una rottura degli schemi, di quelle che segnano un nuovo inizio. Una vera rottura, fosse solo della macerazione. La fermentazione è sempre spontanea e la macerazione sulle proprie bucce è per circa 10 giorni. Affinamento in bottiglia per ulteriori 12 mesi. Non filtrato. Lo ritrovo nel bicchiere in una nuance giallo dorato intenso. All’olfatto esprime con forza e personalità il territorio e il suolo marnoso-sassoso. Le note di frutta candita, mandorla amara e in sentori balsamici lo rendono al naso piuttosto intenso e complesso. In bocca ha un gusto piacevole, fresco e sapido con una grande spinta acida.

Ettore invece è l’eroe buono della guerra di Troia, dal carattere audace e fermo, rappresenta ciò che è la fierezza autentica del nero di Troia. Solo acciaio e nessuna filtrazione. Come da prassi qui. In mano ho un calice colmo di Ettore e non possono non apprezzare un profondo rosso rubino con riflessi granata. Naso intenso e complesso, con sentori di vaniglia, pepe nero e al gusto secco e caldo, morbido e tannico. Sicuramente un vino che si sposa bene con le carni o con la cacciagione.

Dove il respiro della natura più selvaggia e incontaminata incontra la brezza spumeggiante del Mar Adriatico sorge l’Elda Hotel, esattamente al centro della “riserva naturale integrale” della Foresta Umbra, tra le più importanti d’Europa. Immerso nella rigogliosa vegetazione di questa sublime oasi di oltre 10.000 ettari a 800 metri sul livello del mare.

Alla vista si presenta come un edificio elegante, ricostruito attraverso una meticolosa ricerca di materiali e soluzioni energetiche adeguate ad assicurare il minimo impatto ambientale al prezioso ecosistema, per restituire il piacere di soggiornare nell’abbraccio della Foresta, a pochi chilometri dalle coste più belle della Puglia.

L’Elda Hotel rappresenta un innovativo presidio di tutela e valorizzazione dell’habitat naturalistico del noto Parco pugliese. Un complesso progetto ecosostenibile di recupero dello storico albergo-rifugio, inaugurato nel 1940, tra i primi della provincia di Foggia, che per decenni è stato un punto di riferimento. È una vera porta d’accesso alla bellezza selvaggia del Gargano, un invito a riscoprire il legame con la natura e con sé stessi.

All’Hotel Elda si è aggiunto da poco Bosco Elda, una masseria in perfetto stile pugliese dotata di attività ricettiva e ristorante in località Amendola, sulla strada che da Foggia porta a Manfredonia. Qui ci sono anche le nuove vigne e gli uliveti.

Una cantina da scoprire, una serie di interessantissimi vini non solo da assaggiare ma da degustare e lasciar sì che infondano tutta la loro potenza territoriale. Perché no, sorseggiandoli nel parco del bellissimo hotel.

Emozioni. Tantissime e variegate sono le emozioni suscitate dalla scoperta di questa cantina. Un piccolo ecosistema nelle bellissime terre di Puglia.

 

Roberto Silvio De Pascale

Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina

Il buon vivere