11 Gen 2025
Il buon vivere

Il suo nome è Piero. Piero Dry Gin

 

Bedizzole in provincia di Brescia, nell’entroterra, vicino ai comuni rivieraschi di Padenghe e Lonato del Garda. Il primo nucleo abitativo di Bedizzole sorse sull’antica strada romana che collegava Brescia a Verona per poi svilupparsi nel tempo verso nord lungo la strada per Valtenesi. È possibile ammirare un bellissimo castello, costruito in difesa delle invasioni ungariche dei secoli IX e X e che racchiudeva l’antico borgo medievale.

Qui ho il piacere di conoscere Giampiero Giuliano, con la sua bellissima barba lunga e gli occhiali, un ragazzo che difficilmente si dimentica. Sorridendo mi viene incontro, mi stringe la mano e mi fa entrare nel suo mondo, il Piero Dry Gin.

Piero nasce in provincia di Brescia da genitori nati in sud America e nonni molisani.

Il suo mondo per molti anni è quello del commesso viaggiatore ma poi diventa un’etichetta per destino. Per 22 anni ha lavorato in un’azienda occupandosi di ottica industriale e medicale con un ruolo International Sales Manager. Un esperto di sviluppo di nuovi mercati internazionali. Dal 2016 al 2018 fa un master MBA al Cuoa di Vicenza. La tesi finale è sulla nascita di un nuovo gin nel mercato italiano. Quasi a celebrare la sua molto originale storia. Una storia che inizia nel 2008.

Immaginatevi una tiepida sera di maggio. La Gran Via di Madrid. Una semplice passeggiata per smaltire la giornata. Quella tipica giornata lavorativa dei suoi viaggi all’estero. Di un tratto delle luci blu che uscivano dalla vetrina di un locale del quale si intravedeva l’arredamento minimal. Entrare fu del tutto naturale, ammirare il bartender che dietro il bancone, con dedizione e creatività, preparava una bevanda dall’altissimo senso estetico, una logica conseguenza.

In quel momento provò il suo primo Gin Tonic “premium”.

Capisce che in Spagna sta nascendo un nuovo modo di bere il Gin Tonic: più moderno, più sensoriale. Si dà spazio ai sapori e ai colori. È così che comincia a collezionare gin da tutto il mondo per carpirne la ricetta. Comprendere tutto ciò che si cela dietro l’etichetta. Sorridendo ammette di essere arrivato ad averne quasi 300 di bottiglie.

Erede di personaggi da romanzo di Gabriel Garcia Marquez: viaggiatori, capitani di ventura, imprenditori visionari e manager passionari che dal Molise la “regione che non c’è” emigrano a Puerto la Cruz in Venezuela, a Buenos Aires in Argentina e nelle principali città d’Australia, per poi tornare in Italia.

Piero per anni è stato ambassador per un marchio italiano portando in giro nel mondo l’eccellenza italiana . Oggi è la sua bottiglia che lo fa per lui portandolo a toccare tutti i paesi del mondo.

Gin Piero è innanzitutto Gianpiero che ne è il fondatore.

Prodotto a Tocco da Causaria (Pe), in Abruzzo, a pochi km dal Molise, da Enrico Toro distilleria.

Non sono esperto di Gin, ma quando Piero mi fa provare il suo Gin, capisco che c’è qualcosa di diverso dagli altri.

Il suo è un gin tradizionale ma con note contemporanee, (solo 6 botaniche per il dry) a toccare tutti  i sentori  della ruota degli aromi. La bottiglia con l’etichetta recante il suo volto e il suo nome è poi troppo cool!

Al naso suggerisce un bouquet di sentori con prevalenza ginepro quindi balsamico ma in sottofondo emergono le note agrumate, speziate ed erbacee. Al palato si destruttura come una piramide: prima le note balsamiche/terrose del ginepro, poi la parte agrumata dell’arancia dolce, quindi, proprio sul palato, il cardamomo fruttato e speziato, infine, sulla punta della lingua, lo zenzero. La maggiorana funge da collegamento così che il finale si impreziosisce con una nota dolce: l’ingrediente segreto che Piero non può, ne vuole, svelarmi. Non importa. Ciò che importa è il viaggio nel gusto che lo rende davvero unico.

In sostanza un gin di pregevole fattura, senza fronzoli. Profumi marcati e dal gusto secco ed equilibrato.

Giampiero mi racconta che dopo ripetute prove e sperimentazioni con più di 30 piante diverse, alla ricerca del distillato ideale, la miscela si è materializzata su 6 differenti botanici, dalla mistura alcolica perfetta: un’esperienza sensoriale per un nuovo incredibile sapore.

Affascinante poi la spiegazione di Giampiero circa le tecniche di distillazione.

C’è una attenta selezione delle materie prime: ginepro di primissima qualità bucce secche di arancia dolce, maggiorana, cardamomo, zenzero, e l’ingrediente segreto dalla nota floreale.

Dosate e miscelate per essere messe in infusione idroalcolica a circa 60 gradi, in apposito apparecchio di distillazione un cestello per contenere le sostanze vegetali.

Trascorso un tempo di circa 2 giorni, si procede ad una lenta distillazione assaggiando attentamente e scartando alcune frazioni non idonee, raccogliendo esclusivamente il cuore del distillato.

A fine distillazione, il controllo analitico del distillato, gradazione alcolica e analisi organolettica che precede i vari dosaggi per definire la giusta quantità da utilizzare per un prodotto finito standard e armonico, tarato a 42 gradi alcolici. Il prodotto finito viene lasciato riposare, filtrato ed infine confezionato.

La produzione di questo gin avviene in piccoli lotti, con l’aggiunta di botanici selezionati che ne esaltano la freschezza e gli aromi intensi.

Piero cerca sempre di lasciare la stessa anima cambiando appena un parametro trasformando il gin in una nuova categoria.

Piero 58 passa da 42 a 58 gradi diventando un NAVY strepitoso oppure aggiungendo il caramello si trasforma in un fantastico OLD TOM

Piero Dry Gin e Navy sono  dei classicissimi London Dry, Old Tom è Italiano  ed è un distilled.

Provo anche Piero l’italiano, un gin che rappresenta al 100% l’italianità: dalla sua ricetta molto mediterranea e di solo botaniche italiane (arancia, limone, rosmarino, origano, maggiorana, ginepro. Ha una bellissima bottiglia tutta blu con un’etichetta che ricorda un francobollo e sui laterali un’illustrazione creata definita Italian Spirit che racchiude 12 icone fortemente italiane tra monumenti, cibo e design. Una sorta di tributo al Bel Paese. Un gin mediterraneo che rappresenta una vera e propria celebrazione della tradizione e dell’innovazione che conferma la minuziosità del processo di distillazione, mettendo in risalto l’arte della lavorazione del ginepro e delle botaniche infuse.

Piero non crea solo Gin ma è autore anche di hipster party, sushi night:: quasi 50 eventi l’anno con format sartoriali: aperipiero, a cena con Piero, hipster night o la nuova DEGUSTAZIONE MOTIVAZIOANALE per portare qualcosa di nuovo tra la gente.

Per Natale la Xmas edition ha celebrato una edizione limitata di sole 2.000 bottiglie già  alla terza edizione. Il gin è un liquido che sblocca i ricordi natalizi: zenzero, arancia , cannella e profumo di pino.

Illegale, il Gin Brulè è un connubio di aromi e dolcezza che non si dimenticano facilmente. C’è una ricetta per due tazze: 80ml di gin Piero Xmas, 400 ml di succo di mela, 2 cucchiaini di miele, 1 stecca di cannella per guarnire ed ecco che si ottiene la miscela perfetta per il Gin Brulè.

Piero ha creato un gin iconico che racconta la sua storia e che attraverso la sua immagine e il suo nome, rimangono un simbolo di autenticità, passione e tradizione per le generazioni future.

Ogni bottiglia rappresenta il ricordo tangibile di una esperienza unica. Un brindisi alla vita e un modo per continuare ad essere presente anche quando non ci sarà più.

Una esperienza unica, avvolgente che lascia un sapore intenso in bocca, vi invito a provare il suo Gin a conoscere il suo mondo ricco di eventi e numerosi sono i locali dove poterlo gustare in tutta Italia.

 

Roberto Silvio De Pascale

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