24 Mar 2025
Il buon vivere

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

Diciamolo subito: il Frascati ha un problema di immagine. Per anni, tra fiasche impolverate e bottiglie da battaglia nelle trattorie romane, si è guadagnato la fama di “vino da turisti distratti”. Un’ingiustizia storica perché questo angolo del Lazio ha molto più da offrire di un bianco anonimo servito con i tonnarelli cacio e pepe. Per capire che il mondo del Frascati e del vino è qualcosa di serio bisogna varcare la soglia di Merumalia, una cantina che ha deciso di alzare l’asticella e ridare al Frascati la dignità che merita.

Il territorio di frascati è da sempre collegato al mondo del vino dove famiglie intere per anni ci hanno lavorato ma la storia di Merumalia è diversa da tutte le altre.

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

In questa bellissima tenuta, mi viene incontro Giulia una delle due sorelle che conduce questa bellissima cantina. Sarà lei con il suo sorriso e la sua simpatia a svelarmi ogni angolo della cantina.

Merumalia nasce da due genitori che sono arrivati a Frascati per caso, il papà di Giulia dopo aver lavorato all’estero fu trasferito in Italia per lavorare nell’agenzia spaziale europea e l’unica sede era a Frascati. Dopo la nascita delle sue tre figlie a Roma, negli anni 90 insieme alla moglie si mise alla ricerca di una casa in campagna con un po’ di verde  e finì per trovare quello che un tempo era un vecchio casolare, con dieci ettari di vigneti. Il papà di Giulia innamorato del buon vino si innamorò anche del posto e lo comprò.

Non essendo del mestiere si fece affiancare dall’enologo Lorenzo Costantini, dall’agronomo e con loro impostò il vigneto secondo le sue idee. Decise di rispettare i vitigni autoctoni che negli anni 90 non erano ancora protetti  e rispettati e volle impostare l’azienda in chiave biologica.

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

Per 15 anni l’uva veniva raccolta e data agli altri produttori poi nel 2012 il papà andò in pensione e decise di vinificare una piccola parte e seguire tutta la filiera, realizzando la cantina.

La prima vendemmia vinificata fu quella del 2013. Quindi dieci vendemmie fa.

Purtroppo il papà di Giulia tempo fa è venuto a mancare così Giulia laureata in economia e Flavia un ingegnere decisero di tornare qui e dedicarsi all’azienda insieme alla mamma Mariateresa, per loro un regalo e un tesoro da custodire gelosamente.

Con Giulia mi trovo a guardare il panorama, e sotto la collina si possono ammirare i loro vigneti e in lontananza si vede Roma e si riesce a scorgere persino il Cupolone. Uno spettacolo pazzesco che non può non attirare visitatori e turisti che ogni anno affollano la loro cantina.

Merumalia è una realtà familiare e Giulia ci tiene a precisare che hanno deciso di percorrere la strada del biologico, perché fare vino senza rispetto per la terra è come cucinare senza assaggiare: un suicidio annunciato. Qui la vite affonda le radici in un suolo vulcanico che regala mineralità e carattere ai vini. Qui la qualità conta più della quantità.

Entrando nella cantina, che trovo bellissima, di una modernità disarmante, Giulia mi fa accomodare per iniziare la degustazione dei suoi vini.

Il bello di Merumalia è che qui il Frascati non è solo un vino, ma un manifesto

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

Giulia dopo aver portato degli ottimi formaggi mi presenta la prima referenza, 8nese, un vino che per le sue uve conosco benissimo venendo dalla Puglia. Un Bombino igp Lazio che per un pugliese sa di sorpresa. Per anni pensando al bombino bianco nella mia testa avevo solo vini leggeri e senza troppe pretese, ma 8nese di Merumalia è un vino che mi ha fatto cambiare idea. Un bianco che gioca sulla freschezza, la struttura e una personalità tutt’altro che anonima. Al naso si presenta con un bouquet che spazia di agrumi mediterranei e freschezza balsamica, fiori gialli e un accenno di erbe aromatiche e una delicata nota minerale che ricorda il suolo vulcanico da cui nasce. Un vino che dice permesso, sono un vino intrigante. Al palato dinamico, vibrante e sapido con un lungo finale citrino che ricorda il mare. Una bella spalla acida che lo rende scattante. Sicuramente lascia la bocca pulita e pronta per il sorso successivo. Un vino da bere a bordo piscina o con i piedi nella sabbia mentre ci servono piatti di pesce, fritti croccanti, ma anche da solo per un aperitivo che sa di Lazio e di voglia di bere bene. Di Bombini in puglia ne ho bevuti tantissimi ma questo sicuramente sorprende con la sua modernità nella bevibilità con radici ben piantate nella tradizione. Sicuramente un bianco che ti parla e ti racconta una bella storia.

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

Il bicchiere successivo Giulia lo riempie con Terso frascati doc,  un frascati che sfida i cliché e si prende la scena, dimostrando che questo bianco può essere molto più di un semplice compagno da trattoria.

Terso è un nome che suggerisce freschezza e nitidezza e mantiene la promessa del primo sorso.

Al naso è bellissimo sentire i profumi eleganti e ben definiti di fiori bianchi delicati, erbe aromatiche e vento iodato del mare insieme ad agrumi e pesca bianca, con una leggera sfumatura minerale che ricorda la sua origine vulcanica. Al palato si presenta con un sorso croccante, saporito e rinfrescante su note balsamiche con una acidità bilanciata e una chiusura pulita che invita al secondo bicchiere ma io arriverò al terzo. Il sorso è agile, ma non banale, con un’ottima coerenza tra naso e bocca. Sicuramente io l’abbinerei a del sushi accompagnato da musica jazz. Un frascati doc d’autore che racconta il territorio con freschezza, precisione e carattere. Da bere seduti comodamente su un divano, guardando semmai il panorama della loro cantina con la consapevolezza che il Frascati quando è fatto bene sa sorprendere.

I bianchi li concludiamo direi in bellezza con Primo Riserva un frascati superiore riserva docg. Sicuramente dovete dimenticare l’idea del Frascati facile e leggero. Primo Riserva è la prova che questo territorio sa esprimere complessità, profondità e grande capacità di evoluzione. Un bianco che non si beve, si ascolta, perché ogni sorso racconta il carattere della sua terra vulcanica. Al naso profuma di iodio e di ambra, un vino fine e sofisticato, avvolgente come l’estate. Note di frutta matura, agrumi canditi, miele d’acacia e fiori bianchi, il tutto avvolto da una sottile scia minerale e una leggera sfumatura tostata, segno del tempo passato in affinamento. Al palato setoso e salato,  strutturato, avvolgente con un equilibrio perfetto tra freschezza e morbidezza. La mineralità si fa sentire, regalando profonditò e un finale lungo, sapido e leggermente ammandorlato. Un vino consigliato per attimi di pura gioia e felicità.

Ovviamente chiedo a Giulia di provare un rosso e mi presenta Vetus 2020, un Roma doc, 70% Montepulciano e 30% Syrah.

Un rosso che non ha paura di farsi notare, nato da un bellissimo bland di uve che trovano equilibrio tra potenza ed eleganza. È un vino che parla la lingua del Lazio, con un accento deciso e una struttura che invita alla meditazione o a un bel piatto di carne. Al naso vulcanico e potente con un’intrigante spaziatura di pepe nero. Intenso e stratificato, con note di frutti di bosco maturi, ciliegia sotto spirito, tabacco, il tutto arricchito da una piacevole sfumatura balsamica e un tocco di cioccolato fondente.

Al palato ha polpa, sostanza ed eleganza. Un vino ancestrale di equilibrio e ricercatezza. Un tannino ben presente ma vellutato. Il suo finale lungo, sapido e speziato. Sicuramente se cerchi una bella ispirazione in mano devi avere un calice di Vetus.

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

Per concludere questa piacevole degustazione Giulia mi fa assaggiare il suo olio di olive leccino, rosciolo, frantoio e pendolino e da pugliese amante dell’olio posso dire che è un olio delicato, gentile che sicuramente si sa far amare da chi ha poca dimestichezza con gli olii.

Merumalia. Frascati senza filtri, non solo vino

Se pensate che Frascati sia solo vino da tavola e fraschette con porchetta, Merumalia vi farà ricredere. La vista sulla campagna romana è un bonus ma il vero spettacolo è nel bicchiere. Un’esperienza da fare senza pregiudizi ma con un calice sempre pieno.

Con questa esperienza Merumalia, Giulia e Flavia hanno dimostrato che questa terra può dare vini con carattere, profondità e zero banalità Qui non si gioca a fare vino: lo si fa con rispetto, ambizione e quella sana testardaggine che serve per ribaltare i pregiudizi.

Se cercate vini senz’anima, girate al largo, ma se volete scoprire un Frascati e non solo quello che sanno essere eleganti, minerali e persino longevi allora Merumalia è una tappa obbligata. E fidatevi: una volta che l’avrete assaggiato non tornerete indietro. Poi, certo, potete sempre continuare a bere il solito Frascati sciacquato, Ma non dite che non vi avevo avvisato.

Roberto Silvio De Pascale

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