Nature Concrete. Il gusto sorprendente dei fiori eduli
Alle porte di Roma, tra le colline di Frascati, due giovani visionari stanno rivoluzionando il modo di intendere la natura e la tavola. Amelie e Michelangelo, con la loro azienda agricola “Nature Concrete”, trasformano i fiori in esperienze sensoriali da vivere e gustare.
Varcato il cancello di via Grotte di Maria, è Michelangelo ad accogliermi con una stretta di mano calda e sincera. Il suo sguardo trasmette sicurezza, come se sapesse già che ciò che sto per vivere non sarà una semplice visita. Poco più in là, immersa in un tappeto di colori, appare Amélie: giovane, elegante, con le mani che sfiorano i petali come se stesse accarezzando un’opera d’arte. Il suo sorriso francese è contagioso.
Benvenuto nel nostro mondo
mi dice Michelangelo, aprendo le braccia come a voler abbracciare quel giardino di 3000 metri quadri. La mia curiosità cresce: non capita tutti i giorni di assaggiare i fiori.

Non resisto e la mia prima domanda è quasi ingenua
Ma da dove nasce un nome così particolare, Nature Concrete?
Michelangelo si ferma un attimo, quasi a voler tornare indietro nel tempo.
Nature Concrete è un nome che porto nel cuore da tanto tempo. In realtà è nato ben prima che esistesse questa azienda, ben prima che ci fosse Amélie al mio fianco. Allora c’ero solo io, con il desiderio di coltivare e fare qualcosa di diverso, di particolare.
Il suo racconto si fa più intimo. Mi parla di Camillo, suo fratello, designer dalla sensibilità artistica rara. Fu lui, in un momento di intuizione, a dare forma a quell’idea embrionale.
Camillo non si è limitato a inventare un nome. Ha avuto una visione. Ha immaginato un’identità, ha disegnato un logo. E quel dono, in realtà, è stato il seme che mi ha spinto ad andare avanti.
Amélie sorride, ascoltando.
Quel nome ci ha scelti prima ancora che noi scegliessimo lui, All’inizio apparteneva solo a Michelangelo, poi con il tempo è diventato nostro, e oggi racconta chi siamo: due anime diverse che si incontrano.
Il dualismo è il cuore del progetto: Michelangelo, laureato in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione, è la mente strategica, il “concreto”, colui che si occupa di gestione strategia e business. Amélie, invece, laureata in Botanica e Gestione degli habitat tropicali con una specializzazione in agroecologia, custode della natura e delle tecniche di agricoltura ecologica che fondano ogni loro scelta.
Sui social giochiamo spesso con questa complementarità. Io sono Michi il Concreto, lei è Amélie. Due facce della stessa medaglia.
Guardandoli insieme, non posso che pensare che Nature Concrete non sia solo un nome, ma un manifesto vivente di equilibrio e armonia.

Il loro percorso prende forma nel 2020, in piena pandemia.
Dovevamo decidere se andare a Montpellier, la mia città, o restare qui a Frascati. Alla fine, qui c’era la terra di famiglia e il desiderio di coltivare ci ha spinti a non fermarci.
Mi guardo attorno: venti varietà di fiori eduli, coltivati senza trattamenti, brillano al sole. Amelie li osserva con una dolcezza quasi materna.
Da bambina, quando avevo sette anni, correvo per i prati e raccoglievo fiori eduli. Li davo alle mie amiche perché li assaggiassero
mi confida ridendo.
La mia curiosità è alle stelle.
E adesso me li fate assaggiare?
chiedo, un po’ emozionato.
Amélie si illumina
Certo! Preparati a un viaggio sensoriale.

La degustazione inizia con la Begonia rossa: in bocca sprigiona un gusto sorprendentemente simile al limone.
Sembra davvero di mordere un limone!
Lei ride divertita
Aspetta la prossima.
Infatti, la Begonia bianca porta con sé la freschezza del lime. La rosa gialla, invece, conquista per la sua intensità aromatica più che per il sapore.
Arriva la Dalia, un fiore dai toni violetti che ricorda in bocca il carciofo crudo.
Senti che forza ha?, mi chiede Amélie.
Poi tocca al nasturzio
Attento, è piccante!
Mi avverte Michelangelo. In bocca un’esplosione di fuoco che subito si equilibra con la dolcezza del nettare.
La *Lippia dulcis* sa di caramella alla liquirizia, un ritorno all’infanzia che mi strappa un sorriso. E infine il fiore elettrico, l’Acmella: limone e mentolo insieme, un vortice che stimola la salivazione.
È il nostro fiore più sorprendente. Un piccolo concentrato di energia.
Ogni assaggio è accompagnato da aneddoti e curiosità che rendono il momento ancora più unico. Mi sento come un esploratore che, invece di attraversare oceani, scopre un mondo intero dentro un petalo.

Nature Concrete non è soltanto un’azienda agricola: è una visione, un modo diverso di abitare la natura e di portarla sulla tavola. È l’invito a guardare i fiori non più come semplici ornamenti, ma come ambasciatori di sapori, memorie ed emozioni.
Passeggiando tra i loro campi ho compreso che ogni petalo custodisce un mondo, e che dietro a quel mondo ci sono due giovani sognatori che hanno scelto di coltivare bellezza e condividerla.

Grazie ad Amélie e a Michelangelo, ho scoperto che anche un prato può trasformarsi in un menù sorprendente, capace di intrecciare scienza e poesia. La loro è una storia che invita ad aprire gli occhi, a lasciarsi guidare dal gusto della natura, e a credere che nelle cose più delicate si nasconde spesso la forza più grande.
Roberto Silvio De Pascale
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