27 Mag 2025
Il buon vivere

Rosina Cucina di casa. Il sapore autentico della tradizione romana

Entrare da Rosina Cucina di Casa, nel cuore pulsante di Roma, è come varcare la soglia di un luogo sospeso tra la memoria e la scoperta. Ho avuto la fortuna e il piacere di vivere un pranzo degustazione che non è stato solo cibo, ma racconto, atmosfera ed emozioni.

A farmi da guida in questo viaggio, Marco, l’anima accogliente del progetto, che con passione e autenticità ha intrattenuto questo piacevole pranzo, raccontandomi la storia dietro ogni piatto e ogni calice. Quello che mi ha colpito è la sua filosofia semplice ma anche rivoluzionaria nella scelta dei vini. Qui non c’è il vino della casa ma c’è il vino di casa. Marco adora il vino sincero, fatto da famiglie in famiglia. Preferisce all’intelligenza artificiale l’intelligenza artigianale. Hanno una carta di vini di vitigni locali di Roma e dei suoi meravigliosi dintorni. Tutte le etichette presenti in carta provengono da realtà molto attente alla salute del proprio territorio e dei consumatori, per un’agricoltura più sana e vini più veri. Marco seleziona vini come si scegliessero amici per una cena importante per regalare emozioni vere nel bicchiere. E sulla tavola, quello che scoprirò sono sapori familiari, capaci di riportare chiunque alle proprie radici o di crearne nuove.

Prima di sedermi Marco svela le pareti del ristorante, dove appese ci sono ricette antiche, scritte con la penna di una volta, dove la nonna ha lasciato non solo ricette, ma ricordi tramandare e vivere ancora e che loro sapientemente hanno riportato alla luce per regalarle a chi sceglie di sedersi e lasciarsi coccolare da loro.

Perché devi leggere questa mia esperienza? Perché ti regalo la promessa di un’esperienza autentica. In un mondo dove il cibo rischia di diventare solo immagine, il racconto di Rosina è un invito a riscoprire il gusto vero, quello che si sente prima nel cuore e poi nel palato. Chi cerca un luogo dove il tempo rallenta, dove ogni dettaglio è pensato per farti sentire a casa, trova in questo articolo una porta da aprire.

Ti domandi perché dovresti andare da nonna Rosina cucina di casa? Perché questo non è solo un ristorante, è un gesto d’amore. È la carezza della tradizione romana servita con la leggerezza della contemporaneità. Essere accolti da Marco che ti consiglia un vino raccontandoti una storia, facendoti immaginare il profumo del sugo che ti avvolge ancora prima di sederti, un sorriso che ti accompagna dall’antipasto al dolce. Rosina ti ricorda che il vero lusso è sentirti accolti. E coccolati.

Appena seduto in un angolo che sa di casa, la prima carezza arriva calda e profumata: pane e pizza bianca fatti in casa, appena sfornati, fragranti e dorati. È impossibile resistere, la pizza bianca vola via come se non fosse mai arrivata. Sottile e croccante al punto giusto, sprigiona quel profumo di forno e farina che fa subito tornare bambini. Il pane che userò sicuramente per la scarpetta, ha una crosta croccante e l’interno morbido, racconta la pazienza e l’amore che solo le mani sapienti sanno trasmettere.

Inizia così un pranzo che promette emozioni vere, un invito sincero a rallentare e gustare.

Marco con un sorriso affabile introduce ai suoi vini pensati per accompagnare questo viaggio di sapori. Presenta il loro Rosso Vero Rosina, un syrah e il loro bianco sincero Rosina entrambi nati dalla collaborazione con la cantina Solis Terrae a Tragliata.

Ma il vino che accompagnerà la mia degustazione è un vino raro: Violo dell’azienda agricola Morichelli a Trevignano, realizzato con l’uva autoctona Violone. Un vino che profuma di territorio e autenticità, perfetto per chi ama scoprire il carattere vero della terra nei calici.

Al naso è un piccolo capolavoro: si apre con sentori di frutti rossi maturi, prugne e un tocco delicato di spezie dolci. Al palato è vibrante e autentico, con una freschezza che invita subito al secondo sorso, ma ahimè siamo arrivati già al terzo. Un vino sincero, diretto capace di sorprendere per la sua schiettezza e per quella vena minerale che lo rende unico.

Ed ecco che la cucina di Rosina si palesa con la sua grazie e sostanza. Arriva in tavola un piatto che incanta già alla vista: gnocco alla romana di semolino, cotto al forno, servito con burro fuso e impreziosito da tartufo fresco. La crosticina dorata cela un cuore morbido e vellutato, dove il profumo del burro caldo si fonde con l’aroma elegante e inebriante del tartufo. Ogni boccone è pura poesia, me ne sono serviti tre per finirlo. Il semolino è stato lavorato con maestria, trattiene tutto il sapore dell’infanzia e delle cose fatte bene ma io che adoro il tartufo mi regalo una nota di festa con un tocco nobile ma mai esagerato. Un piatto semplice fatto di pochi ingredienti ma che sa stupire e regalare emozioni. E se pensi di aver raggiunto l’apice del gusto, Marco e la cucina di Rosina continuano a sorprenderti. È il momento della genovese fritta, un’interpretazione campana della tradizione, uno stracotto di manzo, sapientemente lavorato, trasformato in una deliziosa crocchetta dorata, fritta alla perfezione e adagiata su una vellutata di fonduta di pecorino.

Al primo morso la crosta croccante lascia spazio a un ripieno morbido, ricco e gustoso in cui la carne, cotta a lungo, sprigiona tutto il suo sapore profondo, avvolto dal bacio sapido e cremoso del pecorino. Bocconi golosi che ti sorprendono e ti riportano ai pranzi di famiglia della domenica.

Marco aveva parlato delle loro verdure e di quanto fossero buone e così il viaggio nei sapori continua con uno dei piatti più sorprendenti del pranzo: uno spaghettone del pastificio Lagano di Pomezia, corposo e perfettamente al dente, condito con una raffinata versione di aglio e olio arricchita da una profumatissima misticanza di Fonte Meravigliosa e rifinito con un gusto crumble di tarallo.

Il primo profumo che arriva è quello sincero dell’olio buono, subito seguito dal verde fresco della misticanza, raccolta con attenzione e rispetto della stagione. Ma quello che regala emozioni al piatto è il tarallo sbriciolato, perché dona croccantezza e un tocco di sapidità che rende ogni boccone pieno e appagante. Un piatto davvero semplice nell’idea, ma incredibilmente complesso nella realizzazione, dove ogni ingrediente si presenta e dice la sua.

E se pensavo di poter passare al secondo Marco sorridente arriva e dice, “non puoi alzarti senza averlo provato”. Ed ecco che arriva il piatto che incarna la tradizione romana: la carbonara.

Un omaggio dovuto, un rito da onorare e come potevo esimermi dal mangiarlo?

Lo spaghettone del pastificio Lagano di Pomezia torna protagonista, avvolto in una crema setosa di tuorlo, pecorino romano e pepe nero, impreziosita da un guanciale croccante e profumato come vuole la più pura tradizione. Il piatto nella sua semplicità regala emozioni vere e autentiche e quella romanità che non può mancare.

Il viaggio nella cucina di Rosina prosegue con un altro grande classico, un piatto che profuma di casa, di domeniche in famiglia, di tradizioni senza tempo: le polpette al sugo. Preparate con  carne di vitello, pane vecchio ammorbidito, parmigiano generoso e amore incondizionato, viene cotta lentamente in un sugo di pomodoro lasciato sobbollire per cinque ore.  Il risultato? Pura poesia: la polpetta si scioglie in bocca, il sugo è denso e avvolgente. Naturalmente in un pranzo così, la scarpetta è un gesto sacro. Con il loro pane fatto in casa, ancora fragrante  e profumato, non si può resistere, e così il piatto lo consegno lindo e pulito come se la polpetta non l’avesse mai visto.

E come ogni grande viaggio che si rispetti anche il pranzo da Rosina cucina di Casa si conclude con dolcezza, nel segno della più autentica tradizione romana. Arriva in tavola un maritozzo romano fatto rigorosamente in casa: il soffice panino dolce, lievitato lentamente, profuma di burro e vaniglia, mentre la panna fresca montata a mano trabocca generosa invitando al peccato senza nessuna possibilità di resistere. Un morso che ti riporta bambino, ricorda le feste di paese, di mattine pigre e felici. È il perfetto punto esclamativo di un pranzo che è stato molto di più di una semplice degustazione: è stato un viaggio tra memoria, sapori sinceri e racconti appassionati.

Da Rosina non si esce solo con lo stomaco sazio e felice, ma con il cuore leggero e un sorriso che ti accompagna a lungo. Un luogo dove ogni piatto racconta una storia, ogni ingrediente parla d’amore e ogni gesto ti ricorda quanto sia bello sentirsi a casa. Qui da Rosina sei avvolto da un abbraccio avvolgente. Ti siedi e sei invitato a rilassarti, a ritrovare la bellezza delle cose fatte bene , a regalarti un momento di verità, attraverso il cibo e l’ospitalità più sincera che si possa desiderare.

Tornarci? Sicuramente e non da solo, perché certe esperienze vanno vissute in compagnia.

Roberto Silvio De Pascale

Mi trovi su Instagram come unpuglieseinterrapontina

Il buon vivere