Spegis Cioccolato. Il gianduiotto svestito a Torino
La nuova frontiera del trendy è via Monferrato a Torino. Mi dicono che se voglio vivere la torinesità devo passeggiare in via Monferrato. Se siete pronti per un colpo d’occhio spettacolare dirigendovi alla sinistra della chiesa della Gran Madre di Dio troverete la bellissima via pedonale che oggi si apre davanti ai miei occhi con una pioggia di ombrelli. Una via che per il numero di turisti con macchine fotografiche forse è una delle più fotografate di Torino

Via Monferrato a Torino è quella via che si crede una Parigina in vacanza, ma con l’anima sabauda ben salda sotto i sanpietrini. Un piccolo gioiello pedonale dove le boutique sembrano fatte apposta per farti credere che “solo una sbirciatina” sia possibile. Via Monferrato è quel mix perfetto tra eleganza, gola e la costante sensazione che il portafoglio stia per prendere decisioni senza il tuo consenso. E tu? Beh, tanto vale arrendersi e godersela.
Se pensate che il cioccolato sia so lo una dolce tentazione, preparatevi a cambiare idea: a Torino in questa bellissima via al numero 20, ha aperto Spegis Cioccolato, una bottega che trasforma il cacao in un’esperienza divina.
Sulla porta di questa bellissima bottega ad aspettarmi c’è Leonardo Buccolieri che con Alessandro Spegis e sua moglie Francesca Giachino hanno aperto questa bellissima realtà.
Leonardo mi stringe la mano e mi fa accomodare all’interno della cioccolateria. Sono un goloso e non posso celarlo e così in modo compulsivo le mie mani sono attratte da una bellissima ciotola dove all’interno ci sono doni preziosi per la mia gola. Tra le mie mani ho il preziosissimo “gianduiotto scartato” e tagliato al coltello. Una rivoluzione nel mondo della cioccolateria.

Leonardo mi racconta che il loro progetto è nato ad ottobre 2023, quando Alessandro e sua moglie Francesca insieme a lui hanno deciso di intraprendere quest’avventura. In un anno sono riusciti ad allestire il loro laboratorio e a regalarsi tante soddisfazioni.
Alessandro e la sua storia sono l’anima del progetto. La sua idea dopo una vita al fianco di grandi chef d’Italia è quella di creare la prima una bottega di gianduiotti nudi con cacao Criollo peruviano, con zucchero caramellato e un pizzico di sale. Il gianduiotto è stato il primo cioccolatino incartato – carta rigorosamente dorata – della storia, protagonista della scena del cioccolato torinese ufficialmente dal carnevale del 1865. Si poteva voler cambiare un mito? Ci ha pensato Alessandro Spegis insieme a Leonardo e a sua moglie Francesca. Alessandro da giovanissimo intraprende un percorso che lo porterà negli stati uniti, in spagna e infine in Italia lavorando con i migliori pastry chef esistenti. Negli ultimi 15 anni dopo aver affiancato brigate di chef stellati è stato il cioccolatiere di Guido Gobino.
La voglia di esprimere la propria arte con il cioccolato lo ha portato, con la moglie Francesca, sommelier e discendente di una famiglia di storici ristoratori, a fare il grande salto.
Leonardo ha sposato questa bellissima idea con la massima fiducia nella competenza e nell’estro creativo di Alessandro, che ancor prima di essere suo socio e compagno in quest’avventura, è da tantissimi anni un amico fraterno.
Alessandro, il maestro cioccolatiere di questa bottega dietro questa delizia, ha deciso di sfidare le convenzioni proponendo gianduiotti tagliati a mano e venduti senza incarto. Un’eresia? No, una rivoluzione.

I loro gianduiotti «nudi» sono fatti con cacao Criollo peruviano, colati con il sac à poche e tagliati al coltello (tutti impercettibilmente diversi, e perciò unici), e nell’impasto c’è lo zucchero caramellato, per una texture che fa ballare le papille gustative.
Leonardo mi racconta come questo progetto sia nato nella maniera più semplice e naturale possibile. Si sono intestarditi a far di tutto per aprire prima del periodo natalizio, per mettersi subito alla prova. Non è stato certo facile né indolore. Hanno creato una linea unica di gianduiotti con una ricetta tradizionale ormai introvabile.

L’idea più innovativa è stata però scartare il gianduiotto, quasi una rivoluzione iconoclasta. Perché? Leonardo mi svela che hanno voluto seguire un percorso diverso, che valorizzasse l’artigianalità e la qualità, ci aggiunge pure un quantitativo omeopatico di sale, per migliorare il gusto.
Alessandro seleziona personalmente gli ingredienti che utilizzano. A partire dalle fave di cacao, che tostano e lavorano direttamente nel loro laboratorio.
Dopo aver gustato il loro buonissimo gianduiotto, con la bocca ancora sporca di cioccolato chiedo come mai hanno deciso di chiamarli “nudi”.
Vengono chiamati nudi proprio perché hanno deciso di presentarli esattamente come nascono. La loro particolarità è proprio la loro unicità. Ogni gianduiotto è diverso dall’altro per forma e peso, ed al palato la sensazione è notevolmente differente rispetto al classico gianduiotto incartato.
Per le festività ovviamente non sono rimasti a corto di idee. Leonardo mi porge una fetta del loro panettone realizzato con il loro cioccolato. Un panettone nato dopo un’attenta selezione di produttori artigianali. Il desiderio di collaborare con Grano – Fornai in Fermento per proporre un panettone che rispecchiasse in toto l’artigianalità dei loro prodotti, li ha portati a creare due linee. Il loro cioccolato perù 62% all’interno dell’impasto come base per un panettone al cioccolato con albicocca tonda di Costigliole d’asti. Il nostro fondente 62% per ricoprire un panettone alla vaniglia senza canditi, sulla ricopertura mandorle grezze e nocciole igp Piemonte. Un dolce natalizio che promette di far concorrenza a Babbo Natale in persona e che ormai è impossibile trovare perché durante le feste natalizie sono andati a ruba.

Ovviamente non finisce qui: tra le creazioni di Spegis spiccano dragees, creme, tavole, nocciolati, fiches da degustazione utilizzando diverse percentuali e diverse origini, ma anche tartufi che sembrano appena colti dal bosco e clementine candite ricoperte di cioccolato, per un mix di tradizione e innovazione che sorprende a ogni morso.
Hanno cercato di espandere la materia il più possibile, in modo da fornire un’esperienza molto ampia. Per tutti i gusti e per ogni palato. E considerato che il tutto viene prodotto a mano nella maniera più artigianale possibile, è certamente degno di nota.
Leonardo mi dice che il loro è un lavoro continuo, ricercano, lavorano e producono le loro materie prime ove fattibile. Tutto il ciclo produttivo è pensato per essere portato a termine con il minor utilizzo di macchinari. Producono e confezionano ogni prodotto personalmente.
Il loro obiettivo è fornire un’esperienza ormai troppo rara da trovare e molto ricercata. Sono consapevoli che si tratta di un prodotto di nicchia. Me è esattamente quello che vogliono.
Spegis Cioccolato non è solo una cioccolateria, ma un viaggio sensoriale nel mondo del cacao, dove ogni prodotto racconta una storia di passione e artigianalità. Sicuramente per chi si trova a Torino una visita è d’obbligo: il palato ringrazierà.
Insomma, da Spegis Cioccolato non si esce mai a mani vuote e neanche con i jeans larghi come quando si è entrati. Qui il cacao è una cosa seria ma il peccato di gola è altamente consigliato e, diciamocelo, pure inevitabile.
Sconsiglio a chi è a dieta di andarli a trovare, ma se amate il cioccolato più di certi parenti a Natale, fate un salto in via Monferrato: il vostro palato vi ringrazierà, la bilancia un po’ meno, ma chi se ne importa?
Sorridendo ringrazio Leonardo per questa piacevole chiacchierata, per le bontà che ho gustato, pulisco le mani sporche di cioccolato e pensando a Spegis uso solo tre parle: unicità, sperimentazione e creatività
Roberto Silvio De Pascale
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