15 Ott 2025
Il buon vivere

Vibes, Pontinia. Anche la carne ha un’anima

A Pontinia c’è un posto dove il fuoco della cucina incontra il ritmo della convivialità, dove ogni piatto racconta una scelta consapevole e ogni morso vibra di verità: si chiama Vibes, ed è molto più di una birreria con cucina. È un luogo dove le cose buone succedono davvero.

A farmelo scoprire è Simone Gasparini, mente e cuore del progetto, che mi accoglie con passione genuina e orgoglio sincero. Aperto a febbraio 2024, Vibes è uno spazio dove la qualità è di casa e la materia prima è trattata con rispetto, a partire dalla carne locale, selezionata con cura da fornitori del territorio.

Mi accomodo a uno dei tavoli in legno, circondato da luci calde e pareti dipinte che lasciano senza fiato e un’energia informale e vibrante. A breve, inizia l’esperienza.

ll primo assaggio è un vero rito “croccante”, una parata dorata che conquista prima gli occhi, poi l’olfatto e infine il palato. Il profumo che sale dal vassoio è caldo, speziato, irresistibile: un misto di erbe e spezie che apre l’appetito in un istante.

Le ali di pollo sono glassate con una salsa barbecue affumicata, densa, lucida, con quella nota di fumo che si attacca alle dita e all’anima. Le polpettine di melanzane, morbide dentro e leggermente croccanti fuori, profumano di basilico e parmigiano, con un gusto rotondo e vegetale. Il peperoncino habanero, acceso e audace, regala un’esplosione piccantezza che rinvigorisce e diverte.

Le nuggets panate nei cornflakes, che Simone definisce “complex”, sono uno scrigno perfetto: croccanti al morso, succose all’interno, con la nota dolce data dai cereali. Gli stick di mozzarella filano senza pudore, morbidi e lattiginosi, con una crosta che cede sotto i denti rivelando tutta la cremosità. Le cipolle pastellate alla birra, dolci e aromatiche, sfumano in bocca con un sottofondo leggermente amarognolo.

Ci sono anche le donuts salate, piccole sorprese con una panatura complex che scricchiola ad ogni morso e le scamorzine fritte, calde, affumicate, filanti: un piccolo abbraccio caseario. Le polpettine di pulled pork, tenere e saporite, rilasciano all’assaggio l’aroma intenso della carne cotta lentamente, mentre le patatine al mais sono pura golosità: dorate, spesse, croccanti, perfette da intingere nelle salse proposte.

E poi ci sono loro: gli arrosticini di pecora. Croccanti fuori, teneri dentro, con il sapore deciso e autentico della carne vera. Un perfetto gioco di equilibrio tra grasso e magro, una piccola poesia rustica racchiusa in ogni spiedino.

“La carne, le verdure, il pane… Tutto a km zero,” afferma Simone con fierezza. “Proviene da allevamenti locali, selezionata ogni settimana.” E già al primo assaggio si percepisce il valore di questa scelta. Il sapore è sincero, profondo, ricco. È la carne che parla. E dice cose buone.

Ad esaltare il fritto, un quartetto di salse pazzesche: aglio, bbq, algerina, burger, ognuna con un’anima diversa, un viaggio tra aromi speziati e contrasti decisi di dolcezza, piccantezza e sapidità.

Il tutto accompagnato da una Weiss Erdinger bionda, servita ben fredda, con la schiuma bianca e compatta che accarezza il bicchiere come panna montata. Al primo sorso è subito freschezza vellutata: il gusto è morbido, rotondo, con un leggero sentore di banana matura e chiodi di garofano, tipico dei lieviti ad alta fermentazione. Il corpo è pieno ma equilibrato, la carbonazione vivace ma non invadente. Perfetta per pulire il palato dopo ogni assaggio, la Weiss rinfresca, esalta i sapori senza mai sovrastare. È la compagna ideale per un inizio di cena che promette sorprese.

Il cuore della serata però pulsa nei “panini”, veri protagonisti del menù.

Vibes, Pontinia. Anche la carne ha un'anima

Il primo ad entrare in scena, senza chiedere permesso, è lo Smash Vibes Bun: pane artigianale alle patate, soffice e corposo, che si morde sostenendo con orgoglio ogni strato. Dentro, il protagonista assoluto: doppio hamburger di scottona, cotto con tecnica smash. Il risultato? Una crosticina brunita e caramellata che racchiude un cuore succoso, intriso di sapore.

Ma è nei dettagli che questo panino diventa poesia urbana: una crema di patate vellutata, calda, burrosa, avvolgente come una coperta a dicembre. Poi la barbabietola rossa, che qui non è contorno ma regina: con la sua dolcezza terrosa, quasi affumicata, tinge ogni boccone di carattere. La cipolla croccante, con quel goloso scricchiolio che regala contrasti di gusto che rallegrano il palato… E poi c’è la maionese fatta in casa, setosa ed intensa, che completa il tutto con un tocco quasi lussureggiante.

Ogni morso è un viaggio sensoriale: cremoso, salato, affumicato, croccante, umami, in un equilibrio che potrebbe creare dipendenza. Si tratta di uno di quei panini che ti obbliga a chiudere gli occhi, a leccarti le dita, a chiederti solo: “Quando potrò mangiarlo di nuovo?”. Mi alzo per andare incontro a Simone per complimentarmi di questa meraviglia.

Ed è ora il turno dell’American Bun, che fa il suo ingresso con la sfrontatezza di chi conosce esattamente le proprie potenzialità. Il pane al carbone vegetale, nero come la notte e punteggiato da semi di sesamo, è già una dichiarazione d’intenti: qui non si gioca, qui si gode.

All’interno è pura opulenza ben orchestrata: doppio bacon croccante, che scricchiola sprigionando un’ondata di sapidità fumée, adagiato su un doppio hamburger di manzo cotto alla perfezione. Nel cuore del nostro Bun, poi, un protagonista d’eccezione: un uovo alla piastra con tuorlo leggermente cremoso, che cola come oro liquido ad ogni morso, abbracciato dal cheddar fuso, vellutato e persistente e la salsa ai tre pepi – nero, bianco e rosa – che punge, profuma, risveglia ogni papilla. Il finale è da fuochi d’artificio: la cipolla pastellata alla birra, dolce, croccante, aromatica.

Vibes, Pontinia. Anche la carne ha un'anima

Non è un panino per timidi. È un panino che soddisfa la fame, ma ancor prima scuote i sensi, che ti “sporca” le mani, ma ti ripulisce l’anima.
È audace, aromatico, irresistibile. È godimento puro senza filtri. Anche per questo panino Simone merita un applauso.

In abbinamento a questi due piatti carichi di personalità, Simone mi propone una birra locale che non si fa intimidire: la Soul Kiss di East Side, un’American Pale Ale non filtrata che conquista al primo sorso. L’olfatto si lascia invadere da profumi agrumati e resinosi, tra pompelmo, scorza d’arancia ed un accenno tropicale. Al gusto, il sorso è fresco, deciso, con una luppolatura netta ma equilibrata, e un’amarezza gentile che deterge il palato e rilancia la voglia di un altro morso, e poi di un altro ancora.

È la birra giusta al momento giusto: spalla perfetta per la complessa rotondità dei panini, complice ideale per accompagnare un’esperienza di gusto senza sconti. Un bacio, sì, ma con carattere.

Vibes, Pontinia. Anche la carne ha un'anima

Ma non finisce qui. Come un ultimo colpo di scena, arriva lei, la pinsa romana, che da Vibes ha una firma tutta sua. La base, preparata con una miscela di farina di mais, riso e 00, è frutto di una ricetta personalizzata e studiata con profonda meticolosità. Il risultato? Una consistenza fragrante, dal bordo croccante e dall’anima leggera, che si spezza sotto i denti e si scioglie al centro con una delicatezza che sorprende.

Sopra, si compone un piccolo affresco naturalistico: crema di patate al rosmarino, profumata ed avvolgente, fior di latte filante, funghi champignon carnosi, salsiccia tagliata al coltello, che sprigiona il profumo delle grigliate domenicali ed un guanciale croccante che scrocchia come una dichiarazione d’amore.

Il profumo è quello delle cucine vere, dove il forno è il cuore e la semplicità diventa arte. Il sapore? Una standing ovation di sapidità, cremosità e contrasti perfettamente bilanciati. È la pinsa che vorresti trovare ogni volta che ordini una pinsa. E che quasi mai trovi!

Dopo tutte queste delizie potrei alzarmi, salutare e tornare felice a casa, ma Simone sorridendo mi dice: – “Come può mancare il dolce?”

E quindi, per chiudere questa cena già degna di ogni fasto, arriva lei, la cheesecake artigianale, a suggellare la serata con morbidezza e dolcezza equilibrata. La base è friabile, leggermente burrosa, fragrante come biscotto appena sfornato. Sopra, una crema di nocciole vellutata, che avvolge il palato con il suo calore tostato e profondo. Il caramello salato, colato con precisione sensuale, aggiunge una nota audace, un equilibrio perfetto tra dolce e sapido che accende i sensi. Ma è il tocco finale a fare la magia: una goccia di liquore al pistacchio, profumato ed aromatico, che accarezza i sensi con la sua nota verde, delicata, inaspettata.

Non è solo un dessert. È un arrivederci sussurrato, una carezza che resta sulle labbra, la promessa di un ritorno.

Vibes è un posto che non fa rumore, ma vibra forte. È un luogo dove ogni piatto racconta il territorio, dove la carne a km 0 non è una moda, ma una scelta etica, radicata e gustosa. È una cucina che osa, gioca, accoglie. Che ti prende per mano con una birra e ti accompagna in un viaggio fatto di sapori veri, consistenze audaci e storie buone da mordere.

E quando te ne vai, accompagnato dalla soddisfazione di essersi sentito a casa, capisci che il nome non è stato scelto a caso.

Da Vibes si entra per fame.
Si esce con una vibrazione dentro.

E allora grazie, Simone, per questa cena sincera e generosa, per ogni dettaglio pensato con cura, per avermi fatto assaporare non solo la tua cucina, ma la tua visione. In un mondo dove tutto corre, fermarsi a gustare qualcosa di vero è un piccolo lusso. E tu, con Vibes, lo rendi possibile.
Con gusto, con stile. E soprattutto: con l’anima. Mi volto indietro e, sorridendo, penso “ birreria con cucina”… Il nome per non dimenticare.

Roberto Silvio De Pascale

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