La quiete nella Lungarella
Lazio, Poli, Palestrina (Roma)
Sin dai tempi degli antichi romani, nobili e imperatori fuggivano dal caos cittadino per ricercare la pace fuori dall’Urbe. Un caos che i romani, fino ai giorni nostri, conoscevano e conoscono bene: la frenesia di tutte le epoche, la velocità del cambiamento, l’adattarsi a ogni tipo di disagio cittadino e infine il rumore assordante di un brusio così continuo e costante al punto da far perdere la cognizione della propria volontà. Per questo si evadeva e noi, al giorno d’oggi, facciamo lo stesso, cercando posti incontaminati per rientrare in contatto con la natura e noi stessi; cerchiamo di ascoltare attraverso il silenzio i nostri pensieri, le nostre voglie, la nostra vita troppo spesso messa a tacere e di cui dimentichiamo il valore: ci dimentichiamo di noi.

Per questo Marino Lulli, imprenditore Prenestino che viveva la sua vita nella frenesia romana, nel 2014 decise di cercare un posto dove poter ascoltare ciò che di più vicino al silenzio esistesse. Lo trovò nel comune di Poli, una piccola cittadina ai piedi del Monte Guadagnolo, vicino la città di Palestrina, dove abitava.
Una Vallata circondata dai Monti Prenestini che ricreavano una vera e propria oasi quasi completamente isolata. Come entrare in una stanza, chiudere la porta e lasciare il mondo fuori.
Tutto questo è la Tenuta Lungarella, fondata da Marino Lulli e alimentata dai suoi due figli, Luigi e Aleksander che attivamente e a dire di Marino, sconsideratamente, danno seguito all’idea di portare avanti questo sogno di quiete.
Ma che impresa sarebbe se non si fosse un pochino sconsiderati dopotutto? Nei progetti bisogna buttarcisi a capofitto poiché è l’unico modo per entrare in empatia con ciò che il territorio chiede e con ciò di cui si sente il bisogno. Libero sfogo, quindi, ad esperimenti, idee, innovazioni, progetti perché le piccole cose, soprattutto quelle più identitarie, vanno valorizzate e devono essere divulgate con parsimonia e cura.
Per questo la famiglia Lolli ha anche ristrutturato e ridato vita a un casale diroccato già presente nei sette ettari della tenuta, costruendo degli appartamenti nei quali vi è la possibilità di alloggiare, qualora non voleste più andare via dalla pace di questo lembo di terra. 
La cantina è circondata da una fresca e fitta realtà silvestre, dove la vegetazione isola da tutto ciò che intorno, al di fuori, nel meccanismo caotico del mondo, c’è. Fino al 2013 era completamente coperto da superficie boschiva, dopodiché è stato bonificato e sono state impiantate le prime barbatelle nel 2014. Due ettari dei sette sono di vite, il resto è uliveti, noccioli, piante e arnie per api persino.
Una passeggiata, mentre si gode del paesaggio suggestivo, magari durante un aperitivo al tramonto, è ciò che di più rinvigorente possa esistere, tanto da non poterne farne a meno. Non si riesce a pensare ad altro mentre si è lì. Aperitivo, ovviamente e rigorosamente goduto con i vini dell’azienda: sette etichette che girano intorno ai tre vitigni presenti sul territorio, Vermentino, Cesanese e Montepulciano.
Immaginatevi lì, su un telo a quadri adagiato sull’erba e voi seduti, circondati solo da ulivi; alle spalle il fitto bosco, così impenetrabile che scherma dai rumori e dal caldo che scherma dal resto della vostra vita. Davanti a voi la distesa di filari a vista, ordinati, verdi, magari in maturazione primaverile e il paesaggio sui monti con il sole che passa tra le foglie della vite e tra i rami di ulivo, è mozzafiato.
E il silenzio.
Coincidenza vuole che proprio qui gli imperatori romani venivano a rifugiarsi dal trambusto quotidiano. Proprio in questa porzione di mondo e di quiete.
Una quiete che accettiamo che venga timidamente interrotta solo ed esclusivamente dal suono della bollicina che viene versata nel calice. Un Brut Rosato di Montepulciano metodo Charmat: sembra tutto tranne che pungente, al contrario di come invece solitamente si presentano le bollicine con questo tipo di spumantizzazione. Piuttosto pastoso, composto, elegante, fresco, armonico, con un colore che da solo invita a berne un’intera bottiglia: un rosa tendente alla buccia di cipolla, rosa antico, ravvivato da piccole bolle, ma diffuse, un ottimo compagno per un aperitivo direttamente in vigna.
Un calice, due… al terzo ci si comincia a immergere completamente nella realtà di questa cantina, dove le sperimentazioni sono alla base della ricerca, con l’intento di trovare il compromesso assoluto che identifichi questo territorio specifico.
Una grande responsabilità per la Tenuta Lungarella, l’unica cantina nel raggio di parecchi km in questa parte della provincia. Per questo la famiglia ha come obiettivo il totale impegno, sposando il progetto nella sua interezza, cercando di far ritrovare nel calice ciò che l’avventore o Marino Lulli o Luigi Lulli o Alexander Lulli hanno cercato di trovare fuori la propria quotidianità, fuori la propria porta di casa, fuori dal caos cittadino, cercando il “silenzio” ideale che consentisse di poter dare l’identità che merita a questa parola.
E mi raccomando non fuggite per troppo tempo, ma sfuggite alla realtà per ciò che basta per riconoscervi in un calice.
IL PERCORSO IN BREVE:
MATTINA:
- Visita alla città di Poli per poi fermarvi alla Tenuta Lungarella e godere del loro aperitivo rafforzato che fungerà da pranzo per la sua generosità.
POMERIGGIO:
- La cittadina di Palestrina merita un’intera mezza giornata di passeggiate: l’antica Praeneste, che dà il nome alla Via Prenestina, è presente e domina la vallata da almeno tremila anni. Creata come luogo di culto della Dea Fortuna Primigenia divinità oracolare importante per i romani, alla quale veniva affidata la fortuna e il buon auspicio. Importante centro di artigianato di ceramiche, rame e ferro battuto. Perdetevi tra le viette e fotografate scorci in mattoni.

SUGGERIMENTI:
- Quando ami fortemente la cucina nipponica in abbinamento all’enocultura dei vini del tuo territorio e oltre, non puoi fare altro che credere in un progetto che li valorizzi entrambi.
Ed è questo che è successo da “Marè Sushi & Wine” ristorante al centro storico di Palestrina.
Con forza, una dose di coraggio e sicuramente tanta dedizione è ciò che ha portato tre soci, tra cui uno Chef, Davide Melani, con esperienze nei migliori ristoranti di Roma e un amante del mondo enologico, Diego Calvano, a intraprendere questa sfida nel cuore storico di Palestrina.
Ristorante in piena attività da almeno otto anni: unisce cucina nipponica con idee italiane. Ristorante ormai diventato un istituzione a Palestrina, consolidata con un evoluzione sempre maggiore…ad astra.
Davide Melani ha dato vita a quello che è un menù dai risvolti sorprendenti e ha fatto dell’autenticità delle materie prime il suo cavallo di battaglia.
Scommetto che non avete mai degustato il sushi in abbinamento con la giusta bottiglia di vino: qui la carta del vini è stata accuratamente scelta e selezionata da Diego Calvano, il patron assoluto e cicerone dell’esperienza culinaria che proprio sul menù ha bilanciato le proposte enologiche. Chiedete a lui per ogni tipo di abbinamento e su ogni tipo di vino presente nella sua Carta dei vini, sarà pronto a consigliarvi e ad accogliervi in quello che è un locale minimal pensato per la comunicazione tra cibo, vino ed esperienza.
Vi posso assicurare che diventerà una reale dipendenza.
Ilaria Muscio – Il taccuino delle gite (fuori porta)
Su Instagram è @La Vinoteque Ilaria Muscio