Cascina Orizzonte. Enrico e Riccardo, l’amicizia oltre l’orizzonte
Il “viaggio di Francesca” riparte da un luogo che amo tantissimo e che è stato il mio primissimo passo decisivo nel meraviglioso mondo del vino. Siamo in Piemonte, a Castagnole delle Lanze, un piccolo comune dell’astigiano di neanche 4000 abitanti, ai confini tra i territori delle Langhe e del Monferrato, noto per le produzioni vitivinicole d’eccellenza, in particolare di Vermouth e vini Barbera, Dolcetto, Nebbiolo e Moscato d’Asti.

Ed è in questo angolo di paradiso che nel 2022, conosco due veri talenti nella produzione del vino, ovvero, Enrico Dogliotti e Riccardo Rosso. La loro amicizia, la passione e l’amore per il vino e per il territorio, fa sì che nel 2014 nasca “Cascina Orizzonte”, anno in cui è stato anche provato a vinificare una piccola quantità di uva. Sin dagli inizi il loro obiettivo è produrre vini in modo artigianale, senza alterare le caratteristiche delle uve e mantenendo la tipicità dei vigneti utilizzati.
Sono passati circa 12 anni dal loro inizio ed i ragazzi di strada ne hanno veramente fatta, costatando che Enrico e Riccardo sono dei veri talenti, ma soprattutto, che, anno dopo anno, i loro vini hanno avuto e stanno ricevendo tanti riconoscimenti sulle varie guide del vino, al Merano Wine Festival, punteggi alti da personaggi del settore come James Suckling e premi come all’Italian Wine Competition dove Barbera d’Asti Superiore DOCG 2018 ha vinto la Medaglia d’Oro e Barbera d’Asti Superiore DOCG 2017 la Medaglia d’Argento.
Adoro la filosofia di Enrico e Riccardo:
Lo scopo è quello di ampliare le competenze e le conoscenze annata dopo annata, sperimentando diversi tipi di fermentazione e affinamento, quindi, i nostri vini devono entrare sul mercato al momento più opportuno, senza fretta.
Accompagnata in questo viaggio dal mio amico e sommelier romano Andrea Rocca, vi porto a conoscere cinque “chicche”, ossia, cinque vini molto interessanti: Barbera, Nebbiolo, Ne.Ra, Chardonnay e MOS Moscato.
Partiamo da Ne.Ra: L’inizio del NEbbiolo e la fine della barbeRA. Un vino premiato sia da James Suckling con 90/100 sia da Robert Parker con 91/100. Da vitigni 75% di Nebbiolo e 25% di Barbera, ci viene spiegato che la vigna di uve nebbiolo si trova all’Annunziata di Castagnole delle Lanze, le uve barbera, invece, variano di anno in anno tra quelle di Carossi o dell’Annunziata, in base al taglio che soddisfa di più il loro gusto. La particolarità di questo vino? Il nebbiolo, dopo 20 giorni di macerazione in vasche d’acciaio, viene svinato direttamente in tonneaux per terminare la fermentazione alcolica, mentre, la fermentazione malolattica e l’affinamento di circa 15 mesi avvengono in tonneaux. A luglio dell’anno successivo viene travasato in acciaio e assemblato con la barbera per essere imbottigliato. Dopo 9 mesi – 1 anno di affinamento in bottiglia inizia l’immissione sul mercato. Dal colore rosso rubino, carico, intenso e profondo, al naso e’ profumato, intenso, avvolgente: infatti, il blend regala note di frutti di bosco, lamponi, mora e ciliegia, pepe, spezie dolci, cioccolato. Ma è al palato che conquista ancora di più: strutturato, complesso, armonioso, setoso e di nuovo avvolgente. Al palato si ritrovano le note fruttate, una nota che ti riporta al cioccolato fondente e sentori di erbe aromatiche, regalando un’esperienza degustativa persistente e con un finale decisamente lungo.
Passiamo al LANGHE NEBBIOLO DOC, Awards 90/100 da James Suckling e premiato da The Wine Hunter. Pensate che dell’ annata 2021 sono state prodotte appena 1380 bottiglie.
Davanti a noi un Nebbiolo in purezza, elegante sorprendente per la sua purezza aromatica. Dal colore rosso rubino, brillante e luminoso al naso e’ sobrietà, eleganza e freschezza, un vino ampio e complesso, con i suoi tratti distintivi: un bouquet intenso di frutti rossi (fragoline di bosco, lamponi, ciliegia, ribes), una delicata nota di viola, cenni di sottobosco e un tocco di note speziate. In bocca e’ fresco, elegante e scorrevole, sorso pieno, armonioso ed equilibrato, fine, bella persistenza e finale leggermente minerale e lungo.
Terzo calice ed arriva la BARBERA D’ASTI DOCG SUPERIORE, anche qui prodotto con Barbera in purezza, fermentazione malolattica in barrique ed affinamento sempre in barrique di 18 mesi circa.Alla vista il vino si presenta di un bel rosso brillante, mentre al naso il bouquet è intenso e avvolge: frutti rossi, more e mirtilli e note floreali di violetta sono ben conglobate con dolci note speziate. Ma è quando arriva al palato che questo vino ti sorprende: pieno, di grande calore e armonia. Complesso ed elegante, lunga persistenza con ricordi fruttati, grande struttura ed un’ottima acidità che gli conferisce grande bevibilità.
Siamo arrivati al quarto vino e si, assaggiamo l’ultimo arrivato di Cascina Orizzonte, ovvero, Langhe Chardonnay DOC, che, per essere solo alla seconda annata, James Suckling lo premia con un buon 89/100. Dal colore giallo paglierino brillante con riflessi verdolini, luminoso e invitante, al naso emergono note fruttate di mela verde, pera e agrumi, accompagnate da leggere sensazioni burrose dovute all’affinamento in legno. Al palato, il vino è fresco, armonico e sapido, con buona struttura e corpo elegante. Colpisce per la sua persistenza che lascia note fruttate ed un tocco di mineralità finale che conferma il terroir delle Langhe.
Ultimo assaggio e questa e’ una vera “chicca”. Stiamo parlando di MOS, il Moscato Secco dell’azienda, facente parte con quest’ultimo vino del Progetto ESCAMOTAGE, ovvero, produzione, promozione e valorizzazione del Moscato Secco. Da uve Moscato in purezza, si presenta nel calice di un bel colore giallo paglierino con riflessi tendenti al dorato, mentre al naso e’fresco, elegante e dal profilo aromatico affascinante. Lasciatelo nel calice per qualche istante e il vostro naso farà un entusiasmante viaggio sensoriale rapito da note floreali e fruttate: fiori bianchi, note fruttate di pesca, agrumi e note di frutta esotica. In bocca e’ fresco, vivace nel sorso, equilibrato, secco, deciso e di carattere, si distingue per la sua freschezza sorprendente e una leggera sapidità che invita a un altro sorso e poi un altro e poi un altro ancora. Il finale è lungo e pulito, lasciando una scia di frutta fresca e una nota di erbe aromatiche. Come lo definiscono Enrico e Riccardo, “MOS” rappresenta un invito a scoprire un’esperienza unica e rinfrescante, perfetta per chi cerca un bianco che combina tradizione e freschezza moderna, un vero e proprio inno all’arte viticola italiana, ed un’esperienza sensoriale unica e raffinata.
Ultima curiosità: ma l’etichetta cosa rappresenta? Incredibile, ma vero, il particolare disegno dell’etichetta è nato per caso da una macchia fatta durante la svinatura e, quindi, poi riportata per ogni vino in colori differenti.
Il nostro viaggio a Castagnole delle Lanze finisce qui, ma Cascina Orizzonte onora veramente in pieno il Piemonte, grazie alla bravura di Enrico e Riccardo, questi due giovani imprenditori intenti, non solo valorizzano i vitigni con tecniche di vinificazione precise, puntando su vini eleganti e freschi ma che, appunto, con ogni loro etichetta incarnano il carattere e l’anima del territorio piemontese, ricco di storie e tradizioni e sempre pronto a trasportarvi in viaggi unici.
Francesca Sardelli – Il viaggio di Francesca
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