Sui Colli Piacentini alla scoperta di Leonardo Bulli
Il viaggio di Francesca, vi porta a conoscere un produttore di una DOC di cui se ne parla pochissimo. Voglio iniziare questa mia nuova avventura enologica con queste parole
Dalla vigna al vino sempre con la stessa passione da cinque generazioni.
Siamo in Emilia Romagna, in provincia di Piacenza, nel piccolo borgo di Bacedasco Alto, nel cuore della Colli Piacentini DOC ed è qui che sorge la Cantina Bulli, dove ad aspettarci c’è il mitico Leonardo. La tenuta si estende su un territorio collinare di una decina di ettari, in cui trovano dimora le varietà da sempre presenti in queste terre: Barbera, Bonarda e Ortrugo. Perché questo mio viaggio? Perché è passato più di un anno da quando un carissimo amico sommelier Andrea Ceri mi ha parlato di lui e dei suoi vini interessanti e particolari, ma soprattutto, è già più di un anno che “Leo” è diventato anche un amico, un vero amico e non solo un vero talento da far conoscere.
Quando parliamo, seppur ridendo, mi dice sempre di non chiamarlo produttore di vini o vignaiolo, perché lui preferisce definirsi Cantiniere. Leonardo, il Cantiniere, quest’ uomo allegro, generoso, simpatico, ospitale e solare, un personaggio, come dico io, ma di una bontà spettacolare, che ama la sua terra ed il suo lavoro e che adesso gestisce questa l’azienda, nata oltre un centinaio di anni: la prima testimonianza della cantina, infatti, è un medaglione che venne ritrovato nelle cantine e che conferma come già nei primi del 1900 questa realtà vitivinicola, guidata dalla famiglia Bulli e da alcuni soci del Belgio, producesse vini destinati al mercato. La cantina passò prima nel 1960 al padre Luigi e poi, nel 1999 al nostro Leo. Quindi, una storia molto antica che Leonardo ama raccontare e spiegare, stappando i suoi vini e davanti ad un gran bel piatto di affettati locali.
Appunto…i suoi vini, prodotti secondo la tradizione e con metodi di una volta: metodo ancestrale per i vini frizzanti e dalla “vasca” alla bottiglia per i fermi, maturati secondo un ciclo naturale, senza filtrazione e senza aggiunta di solfiti
La sua filosofia? Innanzitutto, la gestione delle vigne che è molto rispettosa dell’ambiente, il nonutilizzo di sostanze chimiche ed infine, la realizzazione di vini che sappiano esprimere in modo schietto e autentico il terroir. Un gran bel risultato raggiunto, grazie ad uve di qualità, ad interventi enologici ridotti al minimo ed alla produzione di vini artigianali e genuini, fatti secondo le antiche ricette contadine. È bellissimo stare ad ascoltare, ed infatti, Leo continua
In principio il lavoro tra le vigne è fondamentale per arrivare ad un prodotto finale piacevole e sano; infatti, il suolo non viene trattato con alcun espediente chimico o prodotto sintetico, lasciando che il frutto si carichi di profumi e sapori della sua terra. Anche in cantina si prosegue in maniera spontanea e poco interventista, lasciando che il vino rifermenti in bottiglia con i propri lieviti indigeni e senza alcuna aggiunta di solfiti.
Leo poi mi mostra una bottiglia, facendomi notare che è presente il “fondo” e spiegandomi che è un fatto del tutto naturale nei vini ancestrali, dovuto alla presa di spuma in bottiglia, cioè alla seconda fermentazione del vino base, che poi è stata portata a termine dai lieviti. Una scelta voluta per dare ai degustatori un vino integro in fragranza, profumi e sapori ed al massimo della genuinità.
Mi viene da porgli una domanda
Leo come definiresti i tuoi vini?
Lui, con il suo inconfondibile accento emiliano non ha dubbi e risponde
I miei vini, frizzanti e fermi, hanno l’anima allegra, conviviale e contadina del piacentino.
Siamo arrivati al momento della degustazione e, quindi, il Cantiniere Bulli, come chiamo scherzosamente Leo, cosa mi farà conoscere ed assaggiare oggi?
Partiamo con Ontrugo dei Colli Piacentini DOC Vino Frizzante, prodotto con uve di Ortrugo in purezza, vitigno a bacca bianca tipico di queste terre. Leo mi spiega che quest’uva è particolarmente adatta alla spumantizzazione ed infatti, nasce uno “spumante sur lie“, ovvero, rifermentato in bottiglia, senza successivo “dégorgement“. Dal colore giallo paglierino molto chiaro, con velatura data dai lieviti ed una bolla vivace e persistente, regala note di agrumi, cenni lievitosi ed essenze floreali, mentre al palato si rivela freschissimo, fruttato, vivace e spumeggiante. Che dire! un vino frizzante che conquista fin dal primo sorso, per il suo carattere leggero, fresco, diretto, gioioso e spensierato.
Secondo assaggio ed ecco arrivare un vino per cui Bulli è veramente famoso e conosciuto fra gli amanti dei vini naturali: Sampagnino Bianco. Qui c’è tutta una storia che Leo orgogliosamente racconta
Sampagnino nasce per caso nella mia vallata e altre zone del piacentino quando si impiantarono i primi vigneti di uva bianca, per dare vita a vino bianco a quei tempi amabile. Così, si andava ad acquistare le barbatelle di uva bianca senza chiedersi la tipologia, ma ritrovandosi poi vigne con tante di uve differenti.
Ma perché chiamarlo proprio Sampagnino? E Leo mi dice che è stato chiamato così per l’aggiunta di Marsanne, tra le uve antiche e dimenticate del piacentino, chiamata in dialetto l‘ uva Champagne. Così dalle tante varietà di uva, ossia, malvasia, ortrugo, trebbiano, vernaccia, moscato, moscatella, bianchetta, sasla‘, sauvignon e marsanne, Sampagnino è un vino dal colore giallo paglierino chiaro con la classica velatura e con perlage fine e persistente. Al naso è freschissimo, profumato e fruttato, con note ben delineate di mela, uva spina, frutta tropicale, fiori bianchi, agrumi, crosta di pane, note di lievito e miele, mentre al palato continua ad essere freschissimo, secco, agrumato, sapido, bello frizzantino e conquista per essere vivace, allegro, spensierato, di piacevole e facile beva.
Terza bottiglia e qui arriva l’altra versione di Sampagnino, ovvero, Sampagnino Rosa, realizzato dall’ assemblaggio delle stesse uve bianche di Sampagnino Bianco e da uva rossa della Barbera. Di colore rosa leggermente velato per la presenza dei lieviti e con una spuma delicata e vivace, all’olfatto esprime freschezza e note intense di frutti di bosco, cenni agrumati, sfumature floreali, sentori di crosta di pane e lieviti. Il sorso è brioso, scorrevole, piacevolmente sapido, croccante e dal finale di grande freschezza.
Passiamo a Julius Bolle Macerato: spumante biologico di Malvasia di Candia Aromatica, fermentato a contatto con le bucce e imbottigliato a mano senza aggiunta di solfiti. Dal colore giallo oro con riflessi arancioni e una vivace effervescenza, regala note fragranti di pesca, albicocca, scorza di agrumi, tè nero ed erbe fresche, mentre al palato è fresco, piacevole, vivace, con bollicine persistenti, mineralità naturale e un finale rustico ma elegante.
Leo continua a stappare bottiglie e, così, arriva Cuordivigna Emilia IGT, l’ Orange fermo di casa Bulli. Dal blend di Malvasia, Moscato, Ortrugo, Trebbiano romagnolo e Sauvignon, nasce questo vino dal colore giallo dorato, con intensissimi riflessi arancioni. Al naso profumi di fiori freschi bianchi, note agrumate e scorza di arancia, mentre al palato è fresco, schietto, espressivo, sapido e piacevoli note agrumate.
Poteva mancare la versione di Orange Frizzante? Assolutamente no e, quindi, arriva “ARTIGLI”, 100%Malvasia, dal colore arancione intenso, ma leggermente velato sempre per la presenza dei lieviti e con una briosa e vivace effervescenza. Fresco, profumatissimo e fruttatissimo, con note di agrumi, scorza di arancia, pompelmo, aromi di frutta a polpa gialla matura, pesca, nespola, canditi, zenzero e erbe aromatiche, mentre al palato è freschissimo, invitante, energico e brioso, tonificante e dissetante, succoso e piacevolmente fruttato, travolgentemente beverino.
E, per finire, Leo, fra le sue etichette di vini rossi tira fuori il suo Gutturnio Frizzante Colli Piacentini DOC, uno tra i vini che meglio rappresenta il volto vivace e conviviale dei rossi dei Colli Piacentini. Da uve Barbera, Bonarda ed una piccolissima percentuale di rare uve rosse locali, si presenta nel calice di un bel colore rosso rubino vivo, accompagnato da una soffice spuma vivace e violacea. Al naso esprime aromi di piccoli frutti a bacca rossa, note floreali, sentori di sottobosco e lievi note speziate, mentre in bocca, il sorso è brioso e appagante, con un frutto croccante e ricco. Un Gutturnio semplice, divertente, brioso, fresco che esprime una vivace freschezza. Dopo la bellissima chiacchierata e la bellissima degustazione, il mio viaggio finisce qui.
Posso dire che per gli amanti dei vini naturali e del metodo ancestrale, qui da Leonardo Bulli farete un viaggio sensoriale particolare, dai sapori naturali e genuini, schietti e vivaci, perché ogni sua etichetta, ogni suo vino è un’autentica Espressione rustica e vivace, piacevole e beverina, di grande semplicità e leggerezza, da bere subito tutte di un fiato nella sua fresca giovinezza.
Ed infine, concludo con una riflessione. Un vero peccato che si parli pochissimo, della Colli Piacentini DOC perché è una vera eccellenza enologica, in un territorio capace di deliziare e sorprendere, coinvolgere e appassionare, con vini piacevoli e versatili e, quindi, meritevole di più visibilità e più valorizzazione.
Francesca Sardelli
Su Instagram come @Ladyloveswines
Il viaggio di Francesca