Stravino. Una conferma mai scontata
29 Nov 2025
Le Bischerate di un Sommelier

Stravino. Una conferma mai scontata

 

Anche il 2025 conferma STRAVINO come una manifestazione perfettamente riuscita. Ottima l’affluenza e l’organizzazione FISAR.

Hanno partecipato quasi 80 aziende italiane e una piccola selezione di “Petit Vigneron” francesi. Tutte realtà che si stanno fortemente impegnando per portare ad un livello top le loro creazioni.

Alcune già note nel panorama vitivinicolo italiano altre dirette da giovani intraprendenti che si stanno evolvendo velocemente.

Le regioni italiane sono state portate alla ribalta di un pubblico appassionato grazie all’ottima organizzazione e al curatissimo ambiente curato del Toscana Flair di Pistoia: un vivaio con cucina provvisto di due meravigliose serre (Serra Winter Garden e Serra Cristal) nelle quali sono stati allestiti i banchi di degustazione.

Girando, pieno di attenzioni, ho voluto porgere un saluto allo stand dei Marchesi Pancrazi, di Bagnolo, dove il loro Pinot Nero, messo a dimora negli anni 70 dal Marchese Pancrazi per un semplice errore da parte dell’agronomo, continua a stupire per eleganza e particolarità.

Stravino. Una conferma mai scontataHo raggiunto l’azienda agricola FILANDA DE BORON dove ho degustato il DEDIT un bianco naturale prodotto con uve Solaris, un vitigno resistente e prodotto nel cuore del parco nazionale dell’Adamello. Una ottima beva e una buona complessità e freschezza, una leggera astringenza e una serie di aromi facilmente riconoscibili, ne fanno un prodotto da seguire e di cui tenerne conto.

Stravino. Una conferma mai scontataEd eccomi in Abruzzo…Li ho conosciuto lo staff al completo di SASSOCRETA, azienda vincitrice di diversi premi per l’eccellenza dei suoi prodotti che mi ha fatto godere dell’assaggio di una Cococciola (BRECCIAIA) e di un Montepulciano d’Abruzzo (QUERCIAIA), passando per un classico e sempre ben fatto Trebbiano d’Abruzzo (SASSAIA).

http://www.colleluce.itArrivo nelle Marche e conosco Bruno e Franca, marito e moglie. Lui enologo e lei felice proprietaria di una realtà ormai consolidata a Serrapetrona. COLLELUCE. Tirano fuori dal cappello, due chicche splendide. La prima, una vernaccia di Serrapetrona secca, famosa per le sue tre fermentazioni (hanno anche la versione dolce) davvero rara e fatta bene che mi ha piacevolmente colpito, e per finire un Serrapetrona doc (BRECCE ROSSE) con uve di Vernaccia nera e un pochino di merlot, anche questo fatto utilizzando una parte di uve appassite. Hanno poi un passito da dessert sempre da uve vernaccia nera che hanno chiamato 87Km, proprio come la distanza che percorrono tutt’ora per spostarsi da casa loro alla tenuta.

Ed eccomi in Lombardia. Mi accoglie la CANTINA PRIMAVENA con una selezione di spumanti metodo classico di tutto rispetto. Tutti prodotti dell’oltreò pavese curatissimi. Si passa da prodotti con uve Pinot nero e chardonnay ad un pas dosè di uve chardonnay (DUMA VIN) a un extra Brut rosé di pinot nero (BIBO), fino ad arrivare a un affinamento sui lieviti di 80 mesi con il pas dosè (REVERSO). Chiudendo in bellezza con  un edizione limitata da brivido (CL), un pas dosè di pinot nero con almeno 160 mesi sui lieviti.Stravino. Una conferma mai scontata

Rapido passaggio per la Puglia dalle CANTINE TORRE DI BOCCA, cantina biologica, dove scopro una piacevolezza infinite del degustare il loro nero di Troia.

Eccomi alle CANTINE VITEVIS, una cooperativa molto ben strutturata e all’avanguardia  dove mi attendono delle splendide chicche. Si inizia con un Lessini Durello (LE MACINE) con 36 mesi di affinamento, un pinot grigio (TORRE DEI VESCOVI), una Lugana (MONOPOLIO) per chiudere con la CANTINA DI GAMBELLARA (Terre di Castelnuovo) che producono un mitico Amarone della Valpolicella riserva e la CANTINA CASTELNUOVO DEL GARDA con un classico Valpolicella ripasso (CA’ VEGAR). Il tutto con un rapporto qualità/prezzo davvero imbattibile.

Poi, capito quasi per caso in Campania, nel Cilento e incontro un giovane e rampante imprenditore; Paolino Serpico di CORTE LAUREANA una realtà campana che ha già chiaro il suo posto nel panorama vitivinicolo italiano. Concentrati sulla spumantizzazione, non disdegnano di produrre vini bianchi da uve fiano e aglianico, tre spumanti metodo ancestrale e due metodo classico millesimato (LE MATRESSE). Sono certo che ne sentiremo parlare intensamente in un futuro prossimo.

Girovagando, mi imbatto in una realtà locale che ho trovato a dir poco esaltante. TENUTA CASTELVECCHIO (www.tenutacastelvecchio.it) dove Romina mi accoglie insieme a sua mamma e mi riempie il calice con un Carmignano doc eccellente per poi terminare con un Vin Santo di Carmignano doc veramente di superba fattura. Eccellente rapporto qualità/prezzo!

Stravino. Una conferma mai scontataRimango in toscana perché incontro una realtà a me già nota e mi fermo per un rapido saluto a Giovanni. La FATTORIA DEI BARBI . Qui ci sono poche storie. Loro producono svariati Rosso di Montalcino DOC, un Chianti DOCG, un buon Ciliegiolo IGT, un Vermentino Orange IGT, un Morellino di Scansano, un vin santo del chianti DOC e quattro Brunello di Montalcino DOCG, un Riserva, un classico, un Vigna dei fiori e un tipico Colombini, tutti prodotti sempre premiati per la loro eccellenza. Con loro non ci sono aggettivi per descrivere la qualità dei prodotti. Una sicurezza.

Stravino. Una conferma mai scontataFiniamo con la TENUTA MONTEMAGNO di Asti. E anche qui c’è poco da mettere in discussione per qualità e professionalità. Praticamente solo vini pregiati e unici! Ho degustato una serie di prodotti tutti vincitori di prestigiosi premi. Ho iniziato con Monferrato bianco (SOLIS VIS) da uve Timorasso, poi un Ruchè di castagnole Monferrato (INVICTUS), poi un Barbera d’asti superiore (MYSTERIUM) un Barolo (SORANUS). Producono anche un  metodo classico TM BRUT con 36 mesi di affinamento, una Malvasia di Casorso spumante e ferma. Entrambe DOC. Tutto veramente eccellente. In definitiva, ogni vino risulta curatissimo rispecchiando in pieno le sue particolarità.

 

Lino Vellucci – Le Bischerate di un Sommelier