Abruzzo e cuore con la mitica Stefania Pepe
Donne del Vino Toscana in Abruzzo e un incontro davvero speciale!
L’aria frizzante di entusiasmo era palpabile mentre ci preparavamo per la Convention Nazionale delle Donne del Vino in Abruzzo. Ma prima di immergerci completamente in questa regione affascinante e tutta da scoprire, un piccolo gruppetto di noi, amiche e socie DDV della Toscana, ha deciso di fare una tappa extra, un prologo speciale alla nostra avventura. La meta? La cantina della “mitica” Stefania Pepe.
Un feeling speciale
Per me, era un incontro atteso da tempo. Io e Stefania ci eravamo conosciute in Alsazia, durante un viaggio con le Donne del vino italiane, e già allora tra noi si era creata una connessione speciale, qualcosa che andava oltre il semplice interesse professionale. Ci siamo poi riviste in occasioni importanti come il Vinitaly, dove lei accoglie sempre con calore nel suo stand all’interno della Hall F – Vini Biologici. Da lì in poi, ogni volta che c’era l’opportunità di incrociarci, non ce la siamo fatta sfuggire. Così, finalmente, grazie alla convention che nel 2025 è stata organizzata proprio in Abruzzo, ho potuto realizzare un desiderio a lungo covato: andare da lei e visitare il suo mondo!

Un team d’eccezione tutto al femminile!
Con me c’era Maria Giulia Frova, proprietaria di Tenuta del Corno a San Casciano in Val di Pesa, una donna che, con la sua passione e dedizione, ha saputo infondere nuova vita a un’azienda storica del Chianti. Poi la stimatissima Professoressa Angela Zinnai, docente all’Università di Pisa, una figura di spicco nel mondo della ricerca e dell’enologia, la cui competenza e visione scientifica sono per me fonte di continua ispirazione. La mia grande amica Daniela Gisti, un’agente immobiliare con una vasta esperienza, specializzata nella compravendita di aziende vitivinicole, e che lavora principalmente con clientela internazionale. La nostra nuova amica Paola Castellani, sommelier e direttrice di corso Fisar nonché brand ambassador, e infine la mia amica Stefania Lapi super-appassionata di vino e distillati. Insieme, eravamo pronte a catturare ogni sfumatura di questa esperienza.
Chi è Stefania Pepe?
Stefania, figlia di quel gigante dell’enologia abruzzese che è Emidio Pepe, ha tracciato un percorso tutto suo, radicalmente diverso, ma non meno affascinante. Se il nome di Emidio Pepe evoca immediatamente storia, tradizione e vini di longevità leggendaria, Stefania ha abbracciato una filosofia enologica che, pur rispettando le radici, punta dritto alla purezza e all’autenticità. Ci ha aperto le porte della sua cantina e, ancor più prezioso, del suo cuore, regalandoci un’esperienza che va oltre la semplice degustazione.

Un legame profondo con la terra: Stefania e la sua filosofia
La storia di Stefania è quella di una donna che ha scelto di seguire la propria vocazione, con una profonda convinzione nei principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Mentre suo padre Emidio ha costruito la sua leggenda sull’incredibile capacità dei suoi vini di Montepulciano e Trebbiano di evolvere e migliorare decenni dopo l’imbottigliamento, Stefania ha sviluppato un approccio che minimizza l’intervento umano in vigna e in cantina. Il suo impegno è quello di lasciare che la terra, il clima e le uve parlino da soli, esprimendo al massimo le loro peculiarità senza filtri o additivi. I suoi vini sono espressione diretta del terroir abruzzese, vini “vivi” che raccontano ogni sfumatura della vendemmia.
Tra Majella e mare: un Abruzzo visto dai vigneti di Stefania
Siamo a Torano Nuovo, nel punto più alto di questa magnifica località, dove lo sguardo si perde su un panorama mozzafiato. I vigneti di Stefania Pepe sembrano abbracciati dalla maestosità della Maiella e del Gran Sasso, un abbraccio che si estende fino al mare Adriatico, distante appena 15 chilometri. Nei giorni tersi, la vista di queste grandi montagne che si fondono con l’orizzonte marino è qualcosa che non puoi fare a meno di amare. Da qui, quando volgi lo sguardo verso i vigneti di Stefania, vedi l’intero Abruzzo dispiegarsi sotto i tuoi occhi.
È in questo contesto sublime che Stefania coltiva le sue vigne: due ettari a nord da cui ricava il suo splendido Cerasuolo, altri due ettari intorno alla cantina, e un ettaro e mezzo su una collina più distante. Non usa trattamenti sistemici, (solo trattamenti strettamente necessari), credendo fermamente in una viticoltura che rispetta l’equilibrio naturale.

Una visionaria dell’enologia
La storia di Stefania è quella di una vera visionaria. Già negli anni ’80, quando si laureava dopo un master importante a Bordeaux e dopo aver discusso la sua tesi sperimentale di laurea sul biologico-biodinamico nel 1988-1989, parlava di “biologico” in un’epoca in cui quasi nessuno sapeva cosa volesse dire. Ha creduto fermamente in questa visione pionieristica, ma il suo percorso non è stato privo di ostacoli. Mi ha raccontato di quando, giovanissima, aveva persino vinto una borsa di studio di ben cinque miliardi di lire (che oggi equivarrebbero a circa due milioni di euro), ma non le fu mai erogata. Il motivo? Non volevano affidare una somma così ingente a una giovane donna appena laureata. Un segno inequivocabile di come, all’epoca, la discriminazione di genere fosse ancora più marcata rispetto ad oggi.
La nuova cantina
Ma Stefania non si è arresa. Col tempo, ha deciso di non essere solo la figlia del grande Emidio Pepe, volendo distinguersi e tracciare la propria strada. Ad un certo punto ha fatto una scelta coraggiosa: ha lasciato l’eredità di famiglia e si è rimboccata le maniche. Con due milioni di euro(chiesti alle banche), ha avviato la sua cantina. I primi passi sono stati nel 2003 con l’acquisto della cantina, nel 2004 ha impiantato i primi vigneti e nel 2006 ha inaugurato la nuova struttura. La vita, però, ha messo a dura prova la sua resilienza: la perdita del marito l’ha costretta a vendere a suo padre la vigna del nonno – quella che era stata la sua primissima vigna, acquistata appena laureata nel 1989 – per pagare i debiti accumulati. Ci sono voluti anni, tantissimi sacrifici, ma è riuscita a realizzare il suo sogno: fare dei vini che sono semplicemente delle spremute d’uva.
Un rituale particolare
Il rituale che segue Stefania per fare i suoi vini è molto particolare, in linea con la filosofia di purezza assoluta che la guida. Per i bianchi e per il rosato, l’uva viene pigiata con i piedi da sei persone (preferibilmente tre maschi e tre femmine, rigorosamente single!).
I rossi vengono lavorati in una vasca diversa da due persone che sgranano l’uva a mano, per poi fermentare in botti di cemento. È lo stesso metodo tramandato da suo padre Emidio.
Questione di energia
Stefania crede fermamente nelle energie che emanano le persone: se qualcuno è arrabbiato o ha litigato col compagno, quel giorno non è idoneo a toccare l’uva, e il vino segue un iter più “convenzionale”, passando attraverso la pressa a membrana. Alcuni dei suoi vini, inoltre, hanno una caratteristica distintiva: vengono imbottigliati solo dopo molti anni di affinamento per essere degustati dopo decenni dalla vendemmia.
L’obiettivo di Stefania Pepe
L’obiettivo primario di Stefania è dare al consumatore dei suoi vini la purezza assoluta: una semplice spremuta d’uva, fermentata e senza aggiunta di additivi. Per Stefania, la cosa più importante è la salute di chi beve i suoi vini e dell’ambiente che la circonda. Il suo vino deve donare gioia: in primis a lei che lo produce con tante attenzioni e amore, e poi a chi lo beve!
Sono convinzioni radicate in lei da tempo, fin dalla sua tesi di laurea. Ha impiegato ben sette anni per convincere il padre a convertire l’azienda di famiglia, che è diventata biologica certificata dal 1996, dimostrando quanto fosse pionieristica la sua visione in un contesto dove, purtroppo, la legge odierna sulle certificazioni biologiche ha maglie talmente larghe che tra un buon vino convenzionale e uno biologico la differenza a volte è esigua.
I Vini di Stefania: Espressioni di Un’Anima
Tra i suoi vini, Stefania è particolarmente orgogliosa del suo Cerasuolo, che abbiamo avuto il piacere di assaggiare a pranzo, un vino vibrante ottenuto dai suoi due ettari di vigneto a nord. Poi c’è il Pepe Nero, un Montepulciano di grande struttura, imbottigliato dopo molti anni di affinamento. Uun vino di profonda meditazione. E non si può non menzionare il vino Contro La Guerra: non è una DOC, ma un blend di Montepulciano, Cabernet e Merlot. Attualissimo visti i recenti fatti di cronaca mondiale! Questo vino fu lanciato la prima volta in occasione del G8 all’Aquila nel 2009. E’ dedicato anche al padre, che si era molto arrabbiato quando Stefania aveva deciso di creare la sua cantina. Un’opera di pace in terra abruzzese.
Abbiamo anche assaggiato il Vino delle Nuove Generazioni, creato dalle sue due figlie, di 15 e 16 anni. Loro hanno vinificato in acciaio, non in cemento, creando un vino un po’ più “giovane”, profumato e leggermente frizzante, che rappresenta la continuità e l’evoluzione della visione familiare.

L’Accoglienza Abruzzese: Sapori Autentici e Vini Sensazionali
L’atmosfera che si respira in cantina da Stefania non è la solita che ti aspetti. Sembra di entrare a casa sua, come quando vai a trovare qualcuno che non si è “agghindato” ma si presenta col suo vero volto: genuino e accogliente. Dopo aver assorbito la sua filosofia e la sua passione tra le vigne, Stefania ci ha riservato un’accoglienza che solo l’Abruzzo sa offrire. Tavola imbandita, semplicità e sostanza: un indimenticabile piatto di pasta con pomodoro e basilico fresco, un vero inno alla cucina mediterranea nella sua forma più pura. Poi, un brodo fatto in casa, tipico abruzzese, che con il suo calore e i suoi sapori autentici, ha riscaldato corpo e anima. E, immancabili, affettati e formaggi del luogo, testimoni della ricchezza gastronomica del territorio, perfetti per accompagnare le chiacchiere e le risate.
I vini Pepe
Ad accompagnare queste delizie, i vini di Stefania: i suoi due bianchi, espressione vibrante del Trebbiano d’Abruzzo, con la loro freschezza e complessità, e il suo Cerasuolo, un rosato dalla personalità spiccata, con i suoi profumi di frutta rossa e la sua piacevole struttura. Ogni sorso ha amplificato il piacere dei sapori locali, creando abbinamenti memorabili che hanno reso questo pranzo un’esperienza a tutto tondo.
Sogni e Progetti nel Cuore di Stefania
Ascoltare Stefania parlare dei suoi tanti progetti e dei suoi sogni è stato fonte di grande ispirazione. C’è una visione chiara e audace per il futuro, radicata nel rispetto del passato ma proiettata verso l’innovazione sostenibile. Tutto ciò che fa nasce da un profondo amore per la sua terra e per il vino che produce. Un amore che si percepisce non solo nelle parole, ma anche nella luminosità dei suoi occhi e nella passione delle sue mani.

In conclusione
Purtroppo, il tempo tiranno non ci ha permesso di fare una visita anche alla cantina di Emidio Pepe, come suggerito con generosità dalla stessa Stefania. Sarebbe stato un viaggio affascinante attraverso due visioni, pur legate da un filo indissolubile, della viticoltura abruzzese. Ma l’incontro con Stefania è stato di per sé un capitolo indimenticabile.
Non poteva esserci inizio migliore per la nostra avventura abruzzese. La prima tappa da Stefania Pepe non è stata solo una visita in cantina, ma un’immersione nell’anima di una regione e nella visione di una donna che ne incarna i valori più autentici. Un preludio perfetto per una convention che si è rivelata essere ricca di scoperte, di nuove conoscenze e, naturalmente, di grandi vini.
Benedetta Costanzo
Le scoperte enoiche di Benny
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